Rimini Life

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Dichiarazione di Marco Da Dalto, Coordinatore del progetto Rimini Life

Rimini, 17 settembre 2023

Il Sindaco di Rimini ci risponde come facevano i difensori degli anni ’70, butta la palla in tribuna.

Conosciamo piuttosto bene Rimini e il progetto Rimini Life ha analizzato con attenzione il territorio, i flussi di traffico che le stanno giustamente a cuore e molto altro. È tutto nei documenti che stanno prendendo polvere negli uffici comunali.

Abbiamo posto il tema se sia una buona scelta, coerente coi soldi ricevuti dalla Regione Emilia-Romagna, costruire nuove residenze sociali davanti ad un ‘mostro’ come quello di via Ugo Bassi. Noi non c’eravamo quando è stato costruito quanto c’è ora. Ma il Sindaco non risponde.

L’area dell’ex Questura è recintata e segnalata, l’abbiamo illuminata ed è vigilata. Alla sicurezza del quartiere ci deve pensare il Comune, non ASI.

Se la città ha sofferto molto per la situazione in via Ugo Bassi, il conto è a carico di chi non è riuscito a risolvere in questi anni il problema. Il Comune scarica su altri, ognuno legga la storia come crede ma i fatti, anche in questo caso, sono sotto gli occhi di tutti. E di sicuro ASI non c’entra nulla, mentre coi soldi investiti sono stati saldati i creditori, Comune compreso. ASI ora propone una soluzione che il Comune si rifiuta di discutere.

Abbiamo spiegato più volte che la superficie di vendita resta di 1.500 metri, il progetto depositato in comune chiarisce inequivocabilmente che non è un centro logistico. Basta leggere con attenzione il progetto. Perché continua con questi argomenti?

Non è vero che siamo disposti a discutere tutto tranne il supermercato. Abbiamo fatto una proposta ulteriore. Non abbiamo risposte e ci si arrocca ponendo sempre al centro di tutto un’area di vendita di 1500 mq in un compendio quasi venti volte più grande. Sta emergendo davvero qual è il punto.

Parlare di mega strutture commerciali, è un modo per alzare fumo. I riminesi sanno cosa significa mega struttura commerciale e catalogare così un supermercato di 1500 mq è una forzatura senza fondamento.

Così come addebitarci di anteporre Rimini Life – che non è solo un supermercato, anche se le piace farlo intendere – all’edilizia popolare è strumentale da parte sua.

Dovrebbe, Sindaco, rispondere chiaramente ad una domanda: è possibile oggi, nel 2023, pensare di realizzare edilizia pubblica e sociale di fronte ad un’area del genere, sostanzialmente impossibile da proteggere dalla delinquenza e dal degrado, senza immaginare un più ampio progetto di rigenerazione di quanto è intorno?

È davvero fatica cogliere interesse pubblico nella risposta del primo cittadino.

Sarà difficile fuggire dalla responsabilità sulla diffusione ulteriore di microcriminalità nel quartiere e di atti delittuosi che dovessero verificarsi. Noi finora abbiamo prodotto ogni sforzo per sventarli, andando anche oltre ai nostri compiti. Continueremo a farlo, ma la questione è ben chiara e la poniamo nell’interesse della città”.

ASI si oppone alla procedura di esproprio delle proprie aree in via Ugo Bassi: “in quel contesto di degrado non può nascere edilizia sociale e pubblica”

L’esproprio è uno spreco di risorse pubbliche e portare famiglie anche fragili a pochi metri da un’area degradata non corrisponde al senso del finanziamento ricevuto dalla Regione Emilia-Romagna. La riqualificazione dell’intero compendio è l’unica risposta, perché il Comune resta silente? Perché la Regione non vigila?”

Rimini, 16 settembre 2023

ASI ha depositato ieri al Comune di Rimini le osservazioni riguardanti la procedura amministrativa prodromica all’esproprio avviata dall’Amministrazione nei suoi confronti e relativa ad una porzione di terreno di via Ugo Bassi, allo scopo di realizzare edilizia sociale e pubblica.

L’opposizione all’avvio del procedimento unico è un atto dovuto, a vantaggio dell’interesse pubblico e della sicurezza, perché non si può far vivere famiglie fragili e bambini a contatto con un contesto così degradato ed insicuro, quotidianamente teatro di microcriminalità.

Già di per sé l’utilizzo di quei fondi regionali, ottenuti prevalendo su altri territori e puntando anche sulla riqualificazione, dovrebbe generare l’inevitabile riflessione della Regione Emilia-Romagna, che riteniamo non possa esimersi dal pronunciarsi sulla coerenza del procedimento avviato dal Comune di Rimini.

ASI evidenzia che di fatto offre una soluzione al Comune. Garantisce la cessione gratuita di aree sulle quali realizzare gli alloggi ERP ed ERS, e al contempo consente di procedere all’indispensabile riqualificazione dell’intero compendio e quartiere. Come e con quali scelte, finora purtroppo non è stato possibile discuterlo.

Piero Aicardi, Amministratore Unico ASI:

“Ci tuteleremo in ogni sede, porteremo all’attenzione del Governo questo atteggiamento inspiegabile del Comune e della Regione. Di fronte ad una proposta concreta, su un tema così delicato e attuale, il Comune è silente.

Abbiamo inviato due ‘pec’ per chiedere un incontro, non ci hanno nemmeno risposto. L’unica apertura al dialogo è stata l’interminabile serie di prescrizioni pervenuteci tramite la Polizia Locale per mettere in sicurezza l’immobile. Basta poco per comprendere che un’area del genere è impossibile da proteggere dalle incursioni di malintenzionati che, sia chiaro, compiono un reato introducendosi abusivamente all’interno”.

Marco Da Dalto, responsabile progetto Rimini Life:

A noi pare che il Comune sia interessato solo a prendere tempo: quello necessario al PUG, quello generato dal silenzio, quello di un iter legale che si trascinerà a lungo. A chi conviene questo?

Cominciamo a temere, viste anche le dichiarazioni di LegaCoop Romagna, che ci sia poco di interesse pubblico in questo atteggiamento ostruzionistico e ostativo alla proposta di rigenerazione di ASI.

Ogni giorno avvengono intrusioni, abbiamo segnalato la pericolosità di quanto sta accadendo e la presenza di minori acuisce i rischi. Possibile che di fronte a questo ci si rifugi nel silenzio? Non è materia abbastanza rilevante per il Sindaco? Cosa ci diremo se dovesse accadere una tragedia, peraltro già sventata due volte nelle ultime settimane?

Ciò che riteniamo davvero grave è che davanti a questo degrado si intenda costruire delle palazzine ERP e ERS che ospiteranno famiglie potenzialmente fragili. Ma è davvero possibile che ciò avvenga in una città come Rimini?

Possibile che la Regione Emilia-Romagna che finanzia gran parte dell’intervento, col suo presidente Bonaccini, non si interessi al tema?

Quanto, infine, al progetto Rimini Life, la timida apertura al dialogo del Sindaco s’è tradotta nella totale latitanza. Abbiamo anche trasmesso segnali di disponibilità a rivedere alcune scelte, perché crediamo ci debba essere uno spazio per questo confronto, nella salvaguardia dell’equilibrio economico dell’operazione.

La risposta, anche qui, è il silenzio. Pare davvero che il Comune di Rimini non abbia parole solo per questa vicenda.

Questa mattina intervento della polizia nell’area ex questura. Dichiarazione di Ariminum Sviluppo Immobiliare.

Rimini, 23 agosto 2023 

Questa mattina la Polizia di Stato ha controllato l’interno dell’area di via Ugo Bassi (ex questura) identificando numerose persone che l’occupavano abusivamente. Presente anche Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life.

“La situazione va aggravandosi. Riceviamo continue segnalazioni dai cittadini, video e foto che denunciano il continuo degrado.

Ringraziamo la Questura che ha sempre avuto attenzione al riguardo ed è intervenuta diverse volte, tempestivamente e preventivamente.

Per le forze dell’Ordine è un impegno importante, servono tanti uomini per perlustrare in sicurezza un’area così grande, con ha numerosi accessi che vengono puntualmente forzati ed edifici su più piani.

ASI sta producendo un grande sforzo economico per contrastare il degrado continuo: abbiamo assoldato la vigilanza privata, realizzato un impianto di illuminazione esterna del sito che in questi giorni è stato sabotato e danneggiato, posizionato scritte enormi sui muri esterni per mettere in guardia sui pericoli, cercato di mettere in sicurezza i 6 accessi esterni esistenti.

ASI e il Comune di Rimini sono anche in contatto per definire insieme le azioni più immediate ed efficaci per la tutela dell’ordine pubblico.

Confidiamo infine che possa decollare definitivamente il dialogo con l’Amministrazione, perché il progetto Rimini Life ha risposte immediate ed efficaci: riqualifica un’area importante della città ed elimina un degrado che di cui sta soffrendo Rimini e in particolare il popoloso quartiere limitrofo.

Noi ribadiamo di essere pronti a partire nell’immediato. Confidiamo che, dopo i primissimi e incoraggianti passi sulla via del confronto, si arrivi a definire il progetto finale dal prevalente interesse pubblico. La vera soluzione del problema è la riqualificazione dell’area, il resto sono palliativi temporanei. A settembre pensiamo di organizzare un nuovo confronto coi cittadini per dare conforto con la nostra presenza e confermare la nostra attenzione al tema”.

Dichiarazione ASI – Ariminum Sviluppo Immobiliare

Rimini, 19 agosto 2023

Non sono novità per ASI quanto riporta oggi il Resto del Carlino. L’area di via Ugo Bassi è da molto tempo oggetto di intrusioni e pericolosi traffici. In questi mesi ASI ha inoltrato esposti alle forze dell’ordine che sono state sempre tempestive, collaborative e a volte anche anticipative rispetto alle nostre chiamate; ha attivato la vigilanza privata, ha illuminato di notte l’area, ha evidentemente segnalato il pericolo della struttura, ha cercato di mettere in sicurezza i 14 accessi esterni esistenti.

E’ evidente che controllare un’area di 27.000 mq in queste condizioni è una partita persa in partenza. Ci sono oltre 250 finestre o porte di ingresso negli immobili. In questi giorni stiamo ricevendo video che testimoniano intrusioni e presenze notturne sui tetti, è stato sabotato l’impianto di illuminazione e si registra l’intensificarsi delle intrusioni.

Leggiamo che i cittadini sono giustamente preoccupati, che intenderebbero costituire un comitato contro i proprietari dell’area. Sinceramente non crediamo di essere i destinatari giusti di questa azione.

ASI ha proposto da molto tempo una soluzione immediata al problema, per la quale è necessario arrivare a definizione tramite un dialogo che fatica molto a concretizzarsi nei tempi che la situazione di degrado invece chiederebbe. Non c’è altro modo, per risolvere quanto sta avvenendo, se non procedere alla riqualificazione dell’area.

A inizio settembre vorremmo organizzare un incontro coi cittadini della zona per ribadire cosa stiamo facendo per limitare al massimo una situazione di degrado davvero pericolosa e quanto invece sarebbe più vantaggioso arrivare ad una soluzione, figlia di un dialogo che però non decolla. Non certo per nostra colpa.

A seguito dell’intervento odierno di Legacoop Romagna, Rimini Life replica tramite il coordinatore del progetto Marco Da Dalto.

È apprezzabile che l’area di via Ugo Bassi cominci ad entrare nel dibattito cittadino, perché davanti ad una soluzione proposta è sempre bene interrogarsi. Ma a tutti coloro che sin qui l’hanno fatto, associazioni fra imprenditori come mission di fondo, sta sfuggendo il fattore che siamo davanti ad un investimento compiuto da chi, ‘nero su bianco’ da documenti amministrativi, ha letto i presupposti per farlo. E non solo ASI, perché va ricordato che fino a 14 milioni è arrivato ad offrire anche il Gruppo Conad.

Vorrei dire al Presidente e alla Vicepresidente di Legacoop che i toni delle nostre esposizioni non sono mai cambiati. L’aggressività è lontana da noi, ma certo siamo fermi nel rivendicare una posizione che riteniamo corretta. Non so immaginare quale sarebbe stato l’atteggiamento di Legacoop in caso di vittoria di Conad all’asta e dopo l’inevitabile ‘Hanno fatto un pessimo affare’ che immaginiamo il Sindaco avrebbe comunque commentato.

Oggi, però, ci è un po’ meno chiaro (o forse troppo chiaro) chi sia il nostro interlocutore, se il Sindaco di Rimini che nella sostanza ci pare abbia aperto una via di dialogo verso l’accordo di programma, oppure LegaCoop che vede il PUG e l’orizzonte quasi decennale come soluzione ai problemi di Rimini.

Ad ogni buon conto al Presidente e Vicepresidente di Legacoop e ai rappresentanti delle associazioni di categoria invito a passare una notte all’interno del compendio, poi ad uscire fuori, incontrare il quartiere e affermare che per questioni di solo interesse pubblico ritenete utile lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni, mentre l’amministrazione realizza due palazzine nuove di fronte a questo mostro di cemento fatiscente, insalubre e pericoloso.

A seguito delle ultime dichiarazioni delle associazioni di categoria, ASI replica tramite il coordinatore del progetto Rimini Life, Marco Da Dalto.

Mi dispiace leggere continuamente attacchi strumentali, nonostante l’apertura del Sindaco ad un dialogo costruttivo all’interno di un tavolo di lavoro, piuttosto che sui giornali.

È evidente che le associazioni non hanno colto i danni collaterali di una pseudo difesa urbanistica dell’area che mal cela interessi differenti, che oggi parrebbero invece delinearsi con l’intervento di Confcommercio, il cui vicepresidente nazionale con delega a fiscalità e impresa è il Presidente di Conad, società che ha partecipato all’asta per l’aggiudicazione del compendio.

Mi sbaglio o vi è un leggero conflitto di interessi?

Mi rammarica, poi, come le associazioni vogliano nascondere dati inconfutabili, pubblici, del Ministero e dell’Osservatorio Regionale, che dicono che a causa del sottodimensionamento e concentrazione dell’offerta, Rimini oggi risulti essere la città con la spesa alimentare più alta di Italia.

Sebbene sia molto dispiaciuto dell’approccio iniziale del Sindaco e degli esiti delle delibere di Giunta, ho invece molto apprezzato l’ultimo suo intervento in Consiglio circa la volontà ad un dialogo che porti ad una veloce riqualificazione del compendio che contempli il supermercato (sebbene abbiamo ancora due posizioni differenti sulla conformazione). Mio malgrado devo però evidenziare come questo fuoco di sbarramento congiunto post Consiglio, che non si è visto quando Conad si è aggiudicata la prima asta, o quando la stessa si è aggiudicata in via definitiva le aree (un bellissimo prato verde) ex Gecos in via Giuliani (a 200 metri dall’ex questura), o sulla recente autorizzazione per un supermercato Coop, come citato dallo stesso presidente di Confesercenti, rischi a questo punto di non vedere interessati solo i tribunali amministrativi, perché temo sempre di più che la questione non sia urbanistica.

 

A seguito delle dichiarazioni del Direttore di Confesercenti Mirco Pari, ASI replica tramite il coordinatore del progetto Rimini Life, Marco Da Dalto.

L’intervento puntuale e atteso del Direttore di Confesercenti tradisce una scarsa conoscenza del progetto Rimini Life, fattore fondamentale per chi guida un’associazione del commercio ed intervenire sul tema.

Siamo disposti ad incontrarlo, a presentare a lui e a chiunque lo creda utile il dossier che analizza sia i flussi di traffico che improvvisamente sono pronosticati come un problema, sia la situazione dell’offerta alimentare della distribuzione organizzata.

>Su quest’ultima, immaginiamo materia quotidiana per una associazione fra commercianti, ci sono dati chiari su diffusione di supermercati, concorrenza fra insegne e spese dei cittadini, dati che pongono Rimini in una condizione molto svantaggiata.

Ogni famiglia a Rimini di media spende 4.600 euro annui rispetto ai 4.000 euro annui di Bologna che è capoluogo di Regione, proprio perché l’offerta è sottodimensionata è concentrata.

Dichiarare che “Non crediamo che un nuovo insediamento commerciale rappresenti l’interesse pubblico che giustificherebbe lo strumento dell’accordo di programma per accelerare i tempi” significa ribaltare il ragionamento senza averne compreso i fondamentali. Direttore Pari, il commerciale è la parte di funzione privata che garantisce l’equilibrio economico ad un intervento che abbiamo proposto con numerose funzioni pubbliche.

Su imminenti autorizzazioni ad altre insegne, ricordo al Direttore Pari che dal 2012, grazie ad una Legge non esiste più il contingentamento delle autorizzazioni.

Riguardo la superficie destinata alle lavorazioni del fresco, ai magazzini e ai servizi (che a seguito delle norme Covid, hanno subito una necessità di incremento per garantire distanziamento e possibilità di compartimentazione), si sta oltrepassando il limite della democrazia, volendo imporre regole che non esistono circa il rapporto tra la superficie di vendita e quella degli accessori.

Temo che qui il problema stia per passare dal supermercato all’insegna. Ricordo al Direttore Pari che il Piano integrato del 1999 prevedeva 4.500 mq di commerciale, il PSC che è l’attuale strumento del territorio prevede una struttura commerciale con 1.500 mq di vendita, la stessa amministrazione con l’adesione al bando del PIERS ha previsto una superficie di vendita di 1.500 mq.

 

Area ex questura: dichiarazione di Marco Da Dalto, coordinatore del progetto Rimini Life

Rimini, 21 aprile 2023 – Credo sarebbe stata utile la nostra presenza in consiglio comunale per esporre direttamente il profilo della proposta Rimini Life, intervento di riqualificazione dell’area in via Ugo Bassi. Abbiamo ascoltato il dibattito e letto il comunicato del Sindaco.

Ci ritroviamo pienamente nel desiderio di portare il dialogo in un alveo sereno e propositivo. Per farlo è necessario però essere chiari e precisi.

Parlare di 6.000 mq di commerciale in quell’area non corrisponde alla realtà del progetto. L’area del supermercato contestato è di 1500 mq. Il resto sono aree di servizio, a supporto della vendita. Di certo non si tratta di una piattaforma logistica e su questo c’è un lay out di funzionamento ben chiaro.

Più che pensare di sindacare su un modello di business sarebbe stato più interessante invece valutare la qualità del servizio offerto al quartiere e il beneficio economico per i cittadini che con l’inserimento di una nuova insegna possono ricevere, riscontrandolo direttamente sul costo della spesa alimentare annua.

Non dimentichiamo (dati Ministero) che Rimini è la città più cara d’Italia con circa 4.600 euro annui per famiglia, contro i 4.000 euro annui di Bologna. Questo accade perché l’offerta è sottodimensionata (dati osservatorio regionale) e concentrata (dati osservatorio regionale).

La relazione generale depositata con le richieste autorizzative, agli atti, dettaglia puntualmente quanto sopra riportato oltre ad identificare con precisione il beneficio qualitativo ed economico della proposta.

Sul traffico: ribadiamo che il progetto depositato contiene studi puntuali e dettagliati sui flussi generati. Vorremmo discuterne su basi concrete e non superficialmente, perché i risultati sono di assoluta sostenibilità.

Ribadiamo anche la correttezza dei comportamenti: mai abbiamo diffuso pubblicamente informazioni sconosciute all’Amministrazione. Su questo fronte potremmo fare esempi contrari, ma nell’ottica di un dialogo costruttivo, soprassediamo dal ricordarli.

Sul degrado: la nostra posizione è che vada eliminato, che pensare di costruire residenze sociali lì davanti sia un errore. Il Comune la pensa diversamente. Non vogliamo usare il degrado come arma di condizionamento, ma il Sindaco non usi questo argomento per minimizzare una situazione che è insostenibile e facilmente verificabile.

Infine, per chiarire: la trasmissione di Rete4 che ci ha chiesto di riprendere l’interno dell’immobile è stata sensibilizzata da cittadini riminesi. Noi abbiamo ricevuto la richiesta il pomeriggio precedente ed abbiamo acconsentito. Altre interpretazioni sono destituite di fondamento e non vere.

Sul confronto serio: abbiamo programmato l’assemblea pubblica dopo l’incontro in Comune, non vogliamo che il progetto sia riservato. Forse non c’è abitudine ad un contraddittorio. Sinceramente è sorprendente giudicare questo desiderio di chiarezza pubblica come poco serio.

Signor Sindaco, noi non vogliamo imporre nulla: rivendichiamo un percorso, proponiamo delle soluzioni, ipotizziamo un iter urbanistico, tuteliamo quelli che riteniamo dei diritti. Abbiamo chiesto quali altre funzioni immagina il Comune più utili, aspettiamo ancora la risposta.

Cogliamo allora, ma i chiarimenti erano doverosi, l’ultimo passaggio del suo scritto sull’azzeramento delle discussioni per passare all’elaborazione di una proposta nell’interesse della città.

Tifiamo per la riqualificazione, per le residenze previste dal Comune quanto in linea generale esposto. Ma serve condividere che la riqualificazione ha necessità di condizioni che la rendano sostenibile (il supermercato, la cui insegna ha investito non soltanto per la realizzazione del proprio format, ma per la riqualificazione del contesto).

Siamo quindi disponibili a ricominciare un dialogo su nuove basi.

 

Apprezzamenti per il progetto Rimini Life presentato in un’assemblea pubblica da Ariminum Sviluppo Immobiliare

Rimini, 25 marzo 2023 – Circa 100 riminesi hanno accolto l’invito di ASI a conoscere la proposta del progetto Rimini Life, illustrata nel corso dell’assemblea pubblica venerdì sera al Centro Congressi SGR.

Fra i presenti anche ex amministratori e attuali consiglieri comunali, a prendere nota dei contorni di una proposta che intende riqualificare un’area in fase di ulteriore degrado, calamita di insicurezza eppure in una zona preziosa ai limiti del centro di Rimini.

Sono intervenuti Piero Aicardi Amministratore Unico di Ariminum Sviluppo Immobiliare, Marco Da Dalto coordinatore del progetto Rimini Life e Leonardo Cavalli progettista dello Studio OneWorks.

Abbiamo ottemperato tempestivamente a tutti gli obblighi verso l’Amministrazione – ha detto Aicardi ai cittadini – dopo esserci aggiudicati il compendio ad un prezzo congruo che fra l’altro ha consentito la soddisfazione dei creditori del fallimento, in primis del Comune. L’accoglienza dell’Amministrazione ci ha un po’ scossi, non immaginavamo una chiusura del genere, ma credo ci sia ancora spazio per trovare un dialogo proficuo nell’interesse generale. Poi ci siamo affidati a professionisti di alto livello per mettere a punto un progetto che migliorerà ulteriormente Rimini. Rappresento imprenditori emiliano romagnoli con le spalle forti, perfettamente in grado di onorare l’impegno. Ora siamo concentrati su Rimini Life, ma la città avrebbe altri luoghi su cui intervenire, penso alle colonie e noi potremmo esservi interessati dopo aver avviato questo progetto, a cui ovviamente teniamo tanto”.

Impugneremo la delibera di Giunta che vuol sbarrare la strada a Rimini Life – ha detto Da Dalto – perché convinti che i presupposti siano sbagliati. Abbiamo prodotto un fascicolo di 120 pagine per presentare Rimini Life e i benefici anche pubblici delle scelte proposte. Ci è stato risposto con quattro parole: non c’è interesse pubblico. Non capiamo come sia possibile costruire ERP e PIERS davanti ad un transatlantico abbandonato, venendo meno ad un impegno preciso preso con la Regione per ottenere 5,5 milioni di finanziamento. Fra l’altro, ci sarà da spiegarlo a quei comuni che i soldi non li hanno ricevuti, a favore di un progetto che viene realizzato a Rimini in maniera differente da quanto ha garantito il punteggio. Non capiamo se questo esproprio del Comune di aree di nostra proprietà, a fronte del fatto che siamo disponibili a cederle gratuitamente, sia per esempio una risposta nell’interesse pubblico.

Non possiamo credere che un supermercato di 1500 metri quadri, in una città che quanto a superfici del genere è sottodimensionata e che per la scarsa concorrenza fra insegne ha uno scontrino della spesa fra i più alti d’Italia, sia il motivo dell’ostracismo. Il nome della catena interessata non vogliamo farlo ora, speriamo di poterlo rendere pubblico a breve. Chi ha dimestichezza con gli strumenti urbanistici e i tempi di attuazione, sa che per far partire un PUG possono passare anche 7-8 anni, se non di più. Rimini, i cittadini del quartiere, possono aspettare ancora dopo 20 anni di degrado?”

L’Architetto Leonardo Cavalli ha descritto l’intervento, sottolineando l’equilibrio fra funzioni pubbliche e private. “E’ un progetto dall’impronta ambientale qualificante, studiato nei dettagli e anche monitorando i flussi di traffico.

A fronte di 12.900 mq di intervento privato, ci sono 13.970 mq destinati a funzioni pubbliche. Rispetto alla manifestazione di interesse al PIERS del Comune abbiamo ridotto tutti gli indici e aggiunto il 16% di suolo rinaturalizzato. Il masterplan di Rimini Life nasce da una visione urbana del verde, lo spazio urbano è a misura di pedone, non ci sono nuove strade e gli spazi aperti pubblici generano il dialogo fra le funzioni. Sono comunque previsti anche 340 parcheggi”.

Sono seguiti interventi dal pubblico, dai quali in prevalenza è emersa la necessità di superare in fretta una situazione di degrado ormai insopportabile, penalizzante per i cittadini e per il valore degli immobili circostanti.

Rimini Life: venerdì ASI incontra i cittadini

Vogliamo spiegare il progetto ai cittadini e mostrare i vantaggi della sua realizzazione. Una città come Rimini merita, senza ulteriori indugi, la riqualificazione di un’area ormai abbandonata da tanto tempo. Immaginare la costruzione di palazzine per residenze pubbliche davanti ad una situazione di forte degrado è illogico, come espropriare le aree che vogliamo regalare”

Rimini, 22 marzo 2023 – Venerdì 24 marzo, dalle 20.30 alla sala Sole del Centro Congressi SGR di Rimini in via Chiabrera, Ariminum Sviluppo Immobiliare ha indetto un’assemblea pubblica dedicata alla conoscenza del progetto Rimini Life, già presentato al Comune di Rimini nel giugno 2022 e che riguarda la cosiddetta area ‘ex questura’.

Interverranno Piero Aicardi Amministratore Unico di Ariminum Sviluppo Immobiliare, Marco Da Dalto coordinatore del progetto Rimini Life e Leonardo Cavalli progettista dello Studio OneWorks

Abbiamo deciso di incontrare i cittadini riminesi che vogliono conoscere direttamente cosa prevede il parco urbano Rimini Life – spiega Piero Aicardi, Amministratore Unico di ASI – anche perché il dialogo con l’Amministrazione sta avvitandosi su argomenti che si rischia siano poco comprensibili alla gente. Abbiamo invitato tutti i consiglieri comunali e i vertici delle associazioni di categoria, proprio perché riteniamo che un confronto diretto sia la migliore occasione per capire. Cogliamo il desiderio assai diffuso di veder sostituito ciò che rappresenta un ‘buco nero’ ai margini del centro storico, moltiplicatore di insicurezza e dallo stesso sindaco definito una ‘vergogna’, con un intervento di rigenerazione urbana di profilo europeo. Siamo convinti che questo cambiamento radicale sia la priorità e che gli strumenti urbanistici disponibili debbano essere colti per scegliere la via più rapida ed efficace”.

Fra l’altro – continua il coordinatore di Rimini Life, Marco Da Dalto – proprio su quell’area è imminente un intervento di edilizia pubblica da parte del Comune e il finanziamento regionale ottenuto per realizzarla presume proprio una riqualificazione complessiva di tutta l’area che lo renda efficace. Ci siamo resi disponibili, in quanto proprietari di oltre il 75% delle aree, per realizzare la riqualificazione generale e far risparmiare all’Amministrazione i soldi dell’esproprio, cifra peraltro ancora da stabilire e che riteniamo sarà ben più alta di quella ipotizzata dal Comune, visto che le nuove costruzioni sono previste su un terreno di nostra proprietà.

Confermiamo la disponibilità ad individuare anche diverse funzioni pubbliche rispetto a quelle immaginate, che Rimini Life ha proposto dopo uno studio approfondito e qualificato sulle necessità analizzate. Pensiamo a parcheggi, asilo, studentato, biblioteca, ma siamo disponibili a ragionare con l’amministrazione per migliorare la proposta, partendo da un punto fermo: i progetti di rigenerazione necessitano di un motore economico-finanziario, lo dice anche l’attuale legge regionale, che è rappresentato nel nostro caso dal supermercato. Esistono motivazioni oggettive e norme che consentirebbero una rapida risoluzione del problema, risanando una piaga non solo del quartiere, ma di tutta la città di Rimini. Dipende dall’amministrazione, noi siamo pronti a partire. Alzare barriere, come tanti dicono, su un supermercato da 1500 mq di vendita, quando la città sul tema vive una realtà ben diversa dalla narrazione ricorrente, oppure rinviando tutto a strumenti urbanistici che potranno vedere la loro realizzazione non prima di 4-6 anni, non è una scelta logica e nell’interesse dei cittadini riminesi. Almeno non in linea con un percorso di riqualificazione intrapreso chiaramente da Rimini in questi anni”.

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