Rimini Life

Mese: Dicembre 2023 Pagina 1 di 3

DICHIARAZIONE DI MARCO DA DALTO, RESPONSABILE DEL PROGETTO RIMINILIFE

Rimini, 22 dicembre 2023

A proposito dell’intervento dell’Assessore alle Attività Economiche del Comune di Rimini, Juri Magrini, ieri sera in consiglio comunale, di seguito la dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife:

Le resistenze di quest’amministrazione hanno davvero superato ogni limite di sopportazione.

L’assessore alle attività del Comune di Rimini, Juri Magrini, ieri sera in consiglio comunale non ha mancato di evidenziare la bassezza e il livello di arroganza che questa Giunta esprime sin dal giorno della nostra aggiudicazione all’asta dell’ex Questura.

Che brutta l’espressione con cui è stato apostrofato il nostro progetto “city LIFE alla riminese”, offensivo anche nei confronti del progettista che è persona garbata, professionista di profilo europeo.

L’obiettivo è chiaro, ove non si può impedire va ritardato ed ecco adesso che la riqualificazione dell’ex compendio dipende dallo stadio.

Non può essere così. E se il progetto non viene presentato? E se il progetto non è di gradimento dell’amministrazione?

Mentre il nostro progetto dipende dallo stadio, l’amministrazione approva la realizzazione di palazzine pubbliche di fronte la curva dello stesso stadio con alle spalle il buco nero e la vergogna della città. Spieghi, l’assessore Magrini, la coerenza e la visione unica di città di cui parla.

Magrini parla di minor entrate nel bilancio comunale – per colpa del governo ‘non amico’ a suo dire – poi non spiega perché vuole spendere soldi pubblici per espropriare aree ad ASI che cederebbe gratuitamente. Me la spiega la coerenza?

Getta ombre sulle negoziazioni pubblico private nei progetti di rigenerazione, che è la filosofia della nuova legge regionale. Racconta la favola della distribuzione su marchi alimentari in città, dimenticandosi di dire che c’è un dominio assoluto di Coop e Conad che stanno nella categoria supermercati e che tutti gli altri marchi, per la stragrande maggioranza sono discount – che è un segmento diverso.

Magrini omette di dire – in modo strumentale – che la nostra ultima proposta si può attuare indipendentemente dal progetto dello stadio perché è uno stralcio autonomo e nella stessa manifestazione di interesse presentata dal Comune per il bando dei fondi regionali era prevista l’attuazione a stralci, è piena di elementi oggettivi di interesse pubblico:

  • riduce la cementificazione (abbiamo proposto di rinunciare a 17.600 mq dei 23.773 acquistati);

  • prevede la cessione gratuita di oltre due ettari di terreno ove il comune può realizzare le palazzine pubbliche (verso la via Ugo Bassi e non di fronte la curva dello stadio), parchi e parcheggi e anche l’asilo del CEIS;

  • riqualifichiamo un ambito degradato e insicuro abbattendo oltre 90.000 mc di incubo urbano;

  • avviamo un’attività produttiva (a cui è assimilato un supermercato) migliorando competitività e attrattività del territorio, a beneficio dei consumatori;

  • il comune risparmia i soldi per l’esproprio, già messi a bilancio, con cui può cofinziare – se crede – la realizzazione dell’asilo del CEIS;

  • libera eventualmente l’anfiteatro romano dall’occupazione abusiva;

  • incassa oltre gli oneri concessori ordinari anche il contributo straordinario che può utilizzare per realizzare parte di quei parchi e parcheggi sulle aree che gli cediamo gratuitamente.

  • si costituiscono circa 65 nuovi posti di lavoro.

Magrini riguardo ad altri casi ha detto “abbiamo dato priorità al motore economico e poi realizzato le infrastrutture” poi ha apostrofato il governo tacciandolo di abusare del proprio potere sui comuni.

Ora mi perdoni, sempre per il principio del diritto di critica: da sempre abbiamo detto che il supermercato è il motore economico che consente la rigenerazione, perché invece di trovare un tavolo costruttivo abbiamo dovuto subire in questi due anni attacchi, minacce, offese e diffamazioni?

Voglio concludere con una domanda rivolta alla città e non solo.

Se per Magrini il governo centrale per le sue scelte compie un abuso di potere, gli atteggiamenti del Sindaco e di questa Giunta, che hanno respinto il nostro progetto senza giustificare il diniego, che attuano tutte le azioni possibili per ostacolare le nostre proposte – contrari ai principi della buona amministrazione – come l’ultima che è palesemente sbilanciata verso l’interesse pubblico, che ci hanno minacciato – chi ha comprato l’ex questura ha fatto un pessimo affare – offeso – city LIFE alla riminese, diffamato – fanno un hub logistico; che lascia quel quartiere in uno stato di insicurezza, abbandono e degrado; come lo si può definire?

Chissà che qualcuno non mi aiuti ad avere una risposta.

Marco Da Dalto
Responsabile Progetto Rimini Life

 

Area Bassi. Da Dalto (Rimini Life): silenzio assoluto dal comune dopo nostra proposta

Rimini, 21 dicembre 2023

Un silenzio che non lascia presagire nulla di buono. Marco Da Dalto, coordinatore del progetto Rimini Life predisposto da Asi per l’area di via Ugo Bassi, è intervenuto mercoledì alla trasmissione di Icaro TV Fuori dall’Aula. Alcuni giorni fa la società ha avanzato la sua ultima proposta all’amministrazione per sbloccare la situazione di stallo: la cessione gratuita al comune di tutte le aree non interessate dal commerciale in cambio della realizzazione dei 1500 euro di supermercato più i 4.500 di aree a servizio. Troppi per l’amministrazione che ha più volte ribadito di non ravvisare nel progetto un preminente interesse pubblico. “Ci resta una flebile speranza – dice Da Dalto – pensiamo che l’amministrazione stia cercando di trovare una data in agenda per riceverci. Certo che ci aspettavamo di ricevere almeno una chiamata”. “Se resterà il muro contro muro, quell’area degradata resterà lì per 10 anni e oltre” aggiunge.

Da Dalto smentisce anche che i 4500 metri a servizio del supermercato possano diventare un hub logistico. “Non sarà così“.

L’intervista a Da Dalto al minuto 30 della puntata di Fuori dall’Aula

Il futuro dell’area di via Ugo Bassi a Rimini resta avvolto nella nebbia e, purtroppo, nel degrado. Una vicenda nata oltre 20 anni quando la società Dama ha realizzato lo stabile che doveva ospitare la nuova Questura ma il mancato accordo col Ministero dell’interno per l’affitto ha condotto la società al fallimento. Poi l’ipotesi di farne la cittadella della sicurezza (che invece sorgerà nella ex caserma Giulio Cesare) e infine le tante aste andate a vuoto. Nell’estate 2021, un ritorno di fiamma per l’area, con l’acquisizione per 14,5 milioni, a suon di rilanci su Conad, da parte di Ariminum Sviluppo Immobiliare. Ma l’auspicio di superare presto il degrado si è scontrato col “muro contro muro” tra privato e amministrazione comunale. L’area infatti è priva di pianificazione urbanistica e per metterci mano è necessario un accordo di programma ben lontano dal concretizzarsi. ASI ha da tempo presentato il progetto Rimini Life con nuovo residenziale, verde, asili e un supermercato da 1500 metri quadri con un’area a servizio di 4500 metri. Troppi per l’amministrazione che ha più volte ribadito di non ravvisare nel progetto un preminente interesse pubblico. Il timore è che la struttura possa diventare un hub logistico con impatto eccessivo sul traffico di una zona già congestionata. Ipotesi, quella dell’hub, più volte rigettata da ASI. Inoltre il comune ritiene necessario ragionare sull’intero quadrante dove sono in ballo anche il nuovo stadio e la Cittadella della Sicurezza nella ex Caserma. Senza accordo tra le parti, l’area di via Bassi è destinata ancora per anni a restare nel degrado e nell’insicurezza: tutto sarebbe infatti rimandato alla stesura del Piano Urbanistico Generale il cui articolato iter deve ancora partire. A complicare ancor più i rapporti anche la decisione di Asi di ricorrere al Tar contro la bocciatura del progetto. E’ certo invece che di fronte allo stabile fatiscente sorgeranno nuove palazzine di edilizia residenziale pubblica per le quali il comune ha intercettato un finanziamento regionale. A seguito della commissione controllo e garanzia dedicata a far chiarezza sull’area Bassi c’è stato nel mese di dicembre un nuovo incontro tra amministrazione e società con l’ennesimo nulla di fatto. Sul piatto resta l’ultima proposta di ASI: la cessione gratuita al comune di tutte le aree non interessate dal commerciale in cambio della realizzazione del supermercato. Al momento da Palazzo Garampi nessuna risposta.

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ASI: MARCO DA DALTO REPLICA AL CAPOGRUPPO PD MATTEO PETRUCCI.

Rimini, 16 dicembre 2023

In un Paese democratico è lapalissiano che esista il diritto di critica ove si possa raccontare un fatto oggettivo.
In tutta questa vicenda pare evidente che quando Conad si aggiudicò l’asta provvisoria a 4 milioni sull’ex Questura l’attuale Sindaco, precedente assessore, non disse nulla, come tutta la maggioranza.
Dopo l’aggiudicazione di ASI a 14,5 mln (con Conad che si era fermata a 14 mln) appena investito, il Sindaco dichiarò “chi ha comprato l’ex questura ha fatto un pessimo affare” – tanto per citare una delle tante uscite dure nei confronti di ASI, che abbiamo raccolto – nonostante avessimo pagato prezzo pieno e quindi soddisfatto tutti i creditori, tra cui il Comune.
È altresì oggettivo che Conad e Coop hanno il dominio del mercato alimentare di Rimini e provincia; che in questi due anni l’amministrazione, riguardo RiminiLife, abbia sostanzialmente contestato il supermercato, con illazioni anche al limite della diffamazione.
È altrettanto evidente che la Giunta e la maggioranza del Consiglio vogliano proseguire con gli espropri utilizzando il denaro pubblico, senza accogliere l’offerta di ASI che prevede la cessione gratuita delle aree a fronte della rigenerazione dell’area.
È pubblico che nel giugno dello scorso anno quando abbiamo presentato il progetto RiminiLife al Sindaco, nella delibera di Giunta della settimana seguente non sia stato minimamente menzionata la disponibilità di ASI a riqualificare il compendio e a cedere le aree gratuitamente, bensì è stato deliberato il raddoppio della cifra da destinare all’esproprio.
Sono pubbliche le dichiarazioni di Petrucci di attacco al supermercato e ad ASI e di difesa della linea politica del Sindaco.
Infine è oggettivo che fino poche settimane fa Petrucci, capogruppo PD, lavorasse in un contesto aziendale legato a Conad.
Chi ha mai detto che in tutto ciò un disegno preordinato per favorire Conad? Mai pronunciate tali parole, come non ho mai unito i puntini di questa storia, perché nel caso non sarebbe un mio compito.
Perché Petrucci non abbia colto il sottile invito, a sua tutela, ad una riflessione sull’opportunità di astenersi su argomenti che avrebbero potuto creare un imbarazzo generale, ma abbia ritenuto invece importante correre a tutelarsi, risiede nella sua libertà, ma non certo causato dalla mia semplice ricostruzione dei fatti.
Ad ogni buon conto se Petrucci ritenesse di tutelarsi, sono ovviamente a disposizione della magistratura.
Resto comunque convinto che la Giunta e il Sindaco stiano solo attendendo di trovare un momento libero in agenda per un confronto sull’ultima proposta pubblica, che vediamo gradita dai cittadini e da coloro che attendono un nuovo stadio. Proposta crediamo dall’evidente e grandissimo interesse pubblico.
Il Sindaco dimostrerà a tutti – ne sono certissimo – che la sua tenacia serviva per raggiungere questo obiettivo – concretizzatosi con la nostra ultima proposta.
Sono altresì convinto che per sostanziare ancor di più il titolo di Rimini Capitale della Cultura 2026 prenderà in seria considerazione anche la proposta della Lega, riuscendo in un solo mandato a centrare tanti risultati:
rigenerare il quartiere della vergogna, restituire alla città l’anfiteatro romano, realizzare in un luogo migliore l’asilo (in via Ugo Bassi), risparmiare i soldi dell’esproprio, mettere a disposizione dello stadio i parcheggi, parchi e verde per i residenti, realizzare le palazzine sociali in un luogo più sicuro (verso via U. Bassi) piuttosto che tra la curva dello stadio e il transatlantico del degrado e della paura, abbattere drasticamente la cementificazione e probabilmente a riqualificare lo stadio.
Se così fosse per quale ragione qualcuno dovrebbe mettersi ad unire i punti di questa storia?
Sono convinto che sarà una storia a lieto fine.

Marco Da Dalto
Responsabile Progetto Rimini Life

ASI: SIA CHIARO DA SUBITO, NOI TIFIAMO PER UNO STADIO NUOVO E LA NOSTRA ULTIMA PROPOSTA CI PARE DAVVERO NE AGEVOLI LA REALIZZAZIONE.

ASI: “Il nostro auspicio è di avviare i lavori entro giugno 2023 e consegnare alla città un nuovo quartiere immerso nel verde, liberando l’area dall’attuale pericoloso degrado, per creare un nuovo spazio urbano di qualità entro il quale convivano dimensione privata e collettiva, con funzioni utili ai cittadini”.

Rimini, 2 febbraio 2023 – A fine 2022 Ariminum Sviluppo Immobiliare ha depositato al Comune di Rimini un’Istanza di partecipazione al procedimento amministrativo per inserirsi nel progetto di ‘rigenerazione urbana integrata e riqualificazione’ dell’intero comparto interessato dal parco urbano Rimini Life.
L’Istanza comprende una novità sostanziale, la cessione gratuita delle aree su cui l’Amministrazione potrà realizzare l’edilizia sociale prevista dal PIERS, 24 alloggi di edilizia pubblica e 12 di edilizia sociale, risparmiando così i costi di esproprio quantificati in 600mila euro con una valutazione di parte, da associare all’incremento patrimoniale che ASI valuta in circa 7 mln di euro per effetto dell’aumento delle dotazioni territoriali collettive e delle aree per pubblica utilità cedute gratuitamente come valida alternativa all’esproprio, evitando l’utilizzo di denaro pubblico previsto dall’esproprio.

L’iniziativa di ASI è decisamente intonata con l’esigenza dell’Amministrazione, espressa in questi giorni, di agevolare la disponibilità di abitazioni a prezzi agevolati o calmierati (ERP/ERS).
Si ricorda che l’ambito di intervento riguarda l’erogazione al Comune di Rimini del finanziamento regionale di circa 5 milioni legato al bando del PIERS. ASI è compartista di maggioranza dell’area interessata dal PIERS, avendo la proprietà di di 44.979 mq su 58.514 mq dell’intero comparto, pari al 76,95%.

Il Programma Integrato di Edilizia Residenziale Sociale promosso a livello nazionale dal CIPE. In questo quadro, la Regione Emilia-Romagna ha selezionato progetti, finanziandoli con quasi 21 milioni di euro, riguardanti interventi con ottica strutturale di rigenerazione e riqualificazione urbana, architettonica, sociale e ambientale. 
ASI ha anche depositato una SCIA per l’attuazione immediata del 1° stralcio dell’intero progetto, con l’abbattimento degli edifici dell’Ex Questura che darà seguito al programma attivato dalle delibere comunali del febbraio 2020 e del giugno 2022.
Di conseguenza, il Comune di Rimini ha convocato una Conferenza dei Servizi e l’istruttoria si concluderà entro il 17 di aprile. L’Amministrazione sta ancora valutando la proposta riguardante le aree attigue all’edificio dell’ex Questura.
Le attività previste potranno avere inizio nel secondo trimestre 2023, per terminare nel secondo trimestre del 2025. In linea con quanto espresso dalla delibera di Giunta n. 231 del 27/6/2022, il cronoprogramma sarà influenzato dalla gara pubblica per l’assegnazione dell’appalto e la realizzazione delle opere.

“Con questa iniziativa – spiega Piero Aicardi, Amministratore Unico di Ariminum Sviluppo Immobiliare – intendiamo rendere più rapido ed efficace il programma di contrasto del degrado urbano e della microcriminalità che interessa l’area, sulla quale siamo intervenuti in questi anni con investimenti ed azioni che hanno cercato di contenerne la proliferazione. E’ un’operazione da valutare nel suo complesso, seppure dal punto di vista procedurale ed operativo sia divisa in due fasi”.

Nello stralcio funzionale 1 del progetto complessivo è prevista la demolizione integrale del complesso edilizio e all’attuazione di un primo lotto del masterplan complessivo. L’avvio del processo di rigenerazione può infatti avvenire, ai sensi del PSC E RUE vigenti, attraverso un intervento di ristrutturazione edilizia con integrale demolizione e ricostruzione, con volumetria e superfici inferiori a quelle esistenti.
La seconda fase attuativa prenderà il via a seguito all’auspicata approvazione  di un Accordo di Programma in variante che consentirà il rilascio dei titoli edilizi. Già disponibile un cronoprogramma parte integrante dell’Accordo, insieme alla ValSAT e alla relazione economico-finanziaria, idonea a garantire la fattibilità tecnico-economica del complesso degli interventi.  
L’attuazione del secondo stralcio funzionale è subordinata al primo, in quanto quest’ultimo consente l’eliminazione immediata del degrado esistente, costituito dall’edificio fatiscente dell’Ex Questura, e il mantenimento dei requisiti della manifestazione al PIERS che come principio base poneva la riqualificazione dell’intero compendio.  

“L’idea guida del progetto di rigenerazione – spiega l’Arch. Leonardo Cavalli – è quella di un quartiere urbano concepito come un sistema integrato di funzioni pubbliche e di interesse pubblico, con una forte connotazione di qualità ambientale ed un assetto unitario chiaramente riconoscibile. Saranno eliminati i traffici privati di attraversamento e garantita una completa percorribilità pedonale e ciclabile in condizioni di sicurezza. 
Il parco centrale rappresenterà un nuovo polmone verde a servizio dei residenti del quartiere e della comunità di Rimini. L’area verrà quindi percepita come un vero e proprio Quartiere Parco in cui il verde costituirà l’elemento strutturante di connessione tra le varie funzioni presenti, inglobando anche i parcheggi verdi pubblici che, in assenza di automobili, sono sfruttabili come vere e proprie piazze”.

Marco Da Dalto Responsabile del progetto: “Intendiamo creare condizioni di vivibilità e vitalità nell’intero arco della giornata. Sarà un’esperienza pilota di rigenerazione urbana che sia negli aspetti disciplinari che in quelli dei procedimenti amministrativi potrà costituire un riferimento di buone pratiche in applicazione dei principi e dei criteri della Legge regionale n.24/2017 e degli atti correlati”. 

La scelta delle funzioni presenti a Rimini Life deriva da un’accurata analisi del piano contenuto nella manifestazione di interesse al PIERS. Si è proceduto a porla a sistema con le modifiche intercorse nel frattempo nelle strategie di gestione urbana della Pubblica Amministrazione, nelle esigenze della città di Rimini e nelle richieste del mercato. 
Saranno presenti nel nuovo quartiere le tipiche funzioni urbane: la residenza (sociale e a libero mercato), le attrezzature pubbliche di base (asilo nido), le dotazioni di livello superiore (lo studentato, la biblioteca) il commercio al dettaglio. Il progetto di rigenerazione dell’area si fonda sulla scelta di realizzare un sistema misto di usi nella zona, attività con orari, funzioni e flussi di utenza diversi che aiutano a produrre un uso più qualitativo dell’area e di conseguenza a promuoverne la vitalità. 
Sempre in tema di beneficio per la collettività, l’insediamento di una struttura commerciale è la realizzazione di un interesse pubblico, avvalorato ulteriormente dalla creazione di nuovi posti di lavoro diretti e nell’indotto. Dall’esperienza della pandemia traiamo inoltre un insegnamento fondamentale: l’attività commerciale, soprattutto quella alimentare, ha rappresentato (e rappresenta) un servizio pubblico a tutti gli effetti, come si evidenzia nella circolare PG.2015. 0308657 del 13/05/2015 di Regione Emilia-Romagna, a firma degli assessori Costa e Donini.

Ufficio Stampa: SMART Comunicazione

Cesare Trevisani 335 7216314 ctrevisani@smartcomunicazione.com
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Non si placa il dibattito, ma ASI replica agli attacchi delle sentinelle dell’amministrazione.

Rimini, 11 Dicembre 2023

Nella sua rubrica settimanale sul sito Chiamami Città, l’ex vicesindaco di Rimini e assessore regionale Maurizio Melucci s’è occupato del dibattito in corso. L’articolo è visibile al link urly.it/3y–m 

Qui sotto la risposta di ASI.


NON C’È PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE.

“Gentile Melucci,
ho letto il suo intervento sul tema ‘ex questura’. Avevo inteso che ne avrebbe scritto nuovamente solo in presenza di atti ufficiali dei tribunali o di nuovi progetti. Non c’è problema, ovviamente.
In realtà sarei anche in attesa di sapere quali canali privilegiati ha utilizzato nelle settimane scorse per avere in poche ore e poi pubblicare documenti provenienti evidentemente da richiesta di ‘accesso agli atti’. Ricorda? La procedura per avere quegli atti era un accesso civico generalizzato che imponeva degli obblighi da parte dell’amministrazione, questo glielo ricordo io ed è un aspetto di rilievo penale.
Veniamo a oggi. Mentre aspettiamo che il Sindaco e la giunta riflettano sulla nuova proposta che ho pubblicamente annunciato per conto di ASI, provo a spiegare alcuni passaggi che non devono esserle chiari.
Il Sindaco e la giunta tengono il punto sulla questione ‘interesse pubblico’. In realtà non spiegano, come invece dovrebbero, dati alla mano, perché RiminiLife non centra questo obiettivo, ma evidentemente sono abituati ad essere creduti sulla parola.
Noi restiamo dell’idea che riqualificare quel compendio, dotandolo di spazi ‘vivi’, sia il miglior modo per contrastare il degrado. Possiamo stabilire se meglio una palestra o un asilo, se più utile una biblioteca e uno studentato piuttosto che una sala di quartiere. Ma questi discorsi col Comune non si possono fare.
Abbiamo fatto un passo ulteriore che le riepilogo, che non lascia più alibi alla Giunta e alla maggioranza sulla questione ‘interesse pubblico’, per vedere se è davvero il nocciolo del muro innalzato davanti ad ASI:
1. Abbattiamo 23.700 mq oggi edificati e calamita di delinquenza, ne occupiamo solo 6.000; quindi rigeneriamo senza consumo di nuovo suolo e con una fortissima riduzione del costruito;
2. regaliamo al Comune oltre due ettari di terreno in una zona strategica e preziosa di Rimini, su cui realizzare parchi, parcheggi e edifici sociali, al fine di agevolare la riqualificazione anche relativa allo stadio, cosa che ci rende felicissimi e verso il quale abbiamo tempestivamente teso una mano per favorire un’ipotesi di più rapida ed efficace realizzazione;
3. ⁠facciamo risparmiare al Sindaco e quindi ai cittadini riminesi i soldi dell’esproprio per realizzare le residenze
pubbliche sociali previste;
4. ⁠il progetto genera il pagamento di un contributo straordinario – per legge – che l’amministrazione potrà monetizzare o commutare in ulteriori opere pubbliche di interesse;
5. agli oltre due ettari di aree cedute gratuitamente, la realizzazione del supermercato genererà la realizzazione – a nostro carico – di ulteriori parcheggi e parchi che verranno ceduti gratuitamente alla città;
6. ⁠generiamo nuovi posti di lavoro;
7. ⁠ci rendiamo disponibili a sottometterci ad un atto d’obbligo, a prestare tutte le opportune garanzie anche fidejussorie per garantire che la superficie di vendita rimarrà di 1.500 mq, rinunciando ad un diritto.
8. ⁠abbiamo dato disponibilità a regolamentare – sottoponendoci ad ulteriori vincoli e crediamo che nella storia questo non sia mai accaduto – l’uscita dei furgoncini per la consegna a casa. Su questo punto aggiungo anche che quello delle consegne è ormai da tempo una funzione accessoria e apprezzata dai cittadini. Molte insegne lo fanno da tempo con successo, mica vorrà che ciò sia precluso. Le ricordo un semplice conto: se un supermercato consegna 100 spese a domicilio in un giorno, pochi camioncini escono sulle strade, evitando a 100 auto di muoversi verso il supermercato. Pensavo inutile ricordarlo, ma evidentemente serve.
Al momento non abbiamo risposte dal Sindaco, stiamo comunque preparando una proposta formale, mentre lei anticipa il ritornello solito che punta il dito sulla superficie accessoria, non appellandosi a norme precise – che non esistono – ma discutendo il modello di lavoro di una impresa, con qualche venatura di scetticismo sulla buona fede di ASI.
A proposito della insegna, noi non stiamo sussurrando un bel niente nei corridoi. Quale sarà il marchio lo deciderà la società a cui abbiamo ceduto il diritto di proporla, sulla base di una nostra richiesta che sia di ‘primo livello’.
Siamo davvero curiosi di vedere fino a che punto si arriverà per non ammettere ciò che è ogni giorno più evidente, ossia l’interesse politico-ideologico che si nasconde dietro questo atteggiamento. Che ha un vincitore unico, l’attuale monopolista. E perdenti vari: ASI, i cittadini riminesi, la credibilità di chi governa il territorio, la democrazia economica, ecc ecc. A Rimini siamo vicini alla consumazione del reato dell’impedimento della libera concorrenza!
A dire il vero, si sta anche raggiungendo il limite di tolleranza nel continuare a dubitare, generare dubbi, accusarci di voler realizzare cose diverse da quelle che diciamo. Siamo molto vicini alla diffamazione.
Per ultimo scopriamo che in consiglio comunale il capogruppo di maggioranza è stato dipendente Conad, fino a poche settimane fa e nel corso di questa vicenda. Dopo tutto quello che stiamo subendo ciò genera delle legittime forti preoccupazioni. Alzeremo il livello di attenzione.
Le auguro buona domenica”.

Marco Da Dalto
Responsabile progetto Rimini Life

«Vogliamo supermercato e magazzini. Tutto il resto lo regaliamo alla città»

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Dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life. Proponiamo di fare solo il supermercato, tutte le altre aree a disposizione del Comune.

Rimini, 7 dicembre 2023

Sono inaccettabili le parole del Sindaco. Ci ha minacciati sin dal primo giorno del suo insediamento, si è negato agli incontri, alla commissione e continua con una narrazione falsa, piena di illazioni e mancanza di argomenti oggettivi.

Che non faremo un centro logistico è cristallino, lo abbiamo dimostrato, ci siamo resi anche disponibili a sottometterci a qualsiasi tipo di atto d’obbligo e a prestare garanzie, anche fidejussorie affinché si garantisca che rimanga la superficie di vendita di 1.500, anche si limiti l’utilizzo dei furgoncini per la consegna della spesa a casa.

Vogliamo allora fare una proposta nuova: dopo aver acquistato 23.773 mq di superfici esistenti a 14,5 mln, mezzo milione in più di Conad, ora le offriamo la possibilità di usare quasi tutte le aree a suo piacimento.

Le proponiamo di realizzare solo un supermercato di 6.000 mq con1.500 di area di vendita, rinunciando a tutta la restante superficie, regalando alla città tutte le aree libere, quasi due ettari di terreno a parco e parcheggi e aree per costruire le palazzine pubbliche.

Ora come farà a dire di no?

In questo modo lo stadio avrà tutto il supporto urbanistico che vorrà, potrà farci un prato, parcheggi, quel che vuole.

Questa è l’occasione per il Sindaco di dimostrare che il suo è un interesse pubblico e non politico.

Dichiarazione di Ariminum Sviluppo Immobiliare dopo l’incontro di ieri pomeriggio con il Comune di Rimini

Rimini, 7 dicembre 2023

Nell’incontro di ieri pomeriggio l’Amministrazione di Rimini ha confermato che intende rimandare di almeno dieci anni l’intervento sul ‘mostro’ di via Ugo Bassi, avendo infatti deciso di ricomprenderlo nella pianificazione urbanistica congiunta con la caserma Giulio Cesare e lo stadio.

La posizione espressa dal Comune è a nostro parere preoccupante per la città. In sostanza ci pare di comprendere che non abbia alcuna fretta di rigenerare l’area in via Ugo Bassi. Sono le altre due aree ad avere la priorità in questa fase, che peraltro, ci è stato riferito siano ancora prive di un progetto.

L’Assessora Frisoni e i dirigenti al suo fianco si sono mostrati disponibili ad autorizzare il supermercato di 1.500 mq di superficie di vendita, con al massimo 1.000 mq di magazzino. Altrimenti serve aspettare i tempi del TAR e del PUG che, ci è stato ricordato, potrebbero pure modificare tutto ed eliminare anche il supermercato.

Più volte abbiamo chiesto il motivo di tanta attenzione alle aree accessorie al supermercato, che per il nostro modello di lavoro sono invece essenziali. Ci è stato risposto che il loro uso improprio potrebbe creare problemi di traffico nella zona.

La posizione comunale è quindi un ‘processo alle intenzioni’, si basa cioè su semplici illazioni, ipotesi il cui verificarsi come ASI siamo pronti ad escludere, proprio perché improprie, sottomettendoci a sanzioni e prestando onerose fideiussioni a garanzia.

Per bloccare tutto, sono pronti a imporci norme che non esistono!

L’Amministrazione continua quindi a concentrarsi solo sul supermercato, mentre il progetto RiminiLife che si basa sull’utilizzo delle superfici oggi esistenti pari a 23.600 mq, senza costruire un metro quadrato in più, genera un vero mixitè di funzioni che crea inclusività e integrazione,

RiminiLife è portatore di interessi pubblici oggettivi:

  • La Rigenerazione (che la Legge Regionale 24/2017 individua come interesse pubblico);

  • La tutela della sicurezza del quartiere;

  • La creazione di nuovi posti di lavoro;

  • L’insediamento di un’attività commerciale (stabilito di interesse pubblico dal combinato disposto della Circolare 0308657/2015 degli Assessori regionale Costi e Donini e dal DPR 160/2010);

  • La concessione gratuita di aree per la realizzazione delle palazzine pubbliche che consente al Sindaco di risparmiare il denaro per l’esproprio;

  • Oltre alle opere previste, la realizzazione di piazze, parchi, parcheggi e giardini che arricchiscono il patrimonio pubblico

Tutto ciò all’Amministrazione non interessa.

ASI ha comunque analizzato l’intervento, composto da 1.500 mq di supermercato, 4.500 mq di sue superfici accessorie e 17.600 mq di altre funzioni, dimostrando che non impatta negativamente sul traffico.

Se l’Assessora Frisoni è preoccupata che le superfici accessorie generino maggior traffico, supposizione tutta teorica e priva di fondamento, chiediamo pubblicamente, fermo restando la salvaguardia delle superfici del supermercato che rappresenta il motore economico che consente la rigenerazione, di quanti metri quadrati dovremmo diminuire le altre funzioni affinché si trovi un punto di equilibrio?

Domanda che temiamo non troverà una risposta perché abbiamo percepito che c’è interesse a far passare solo il tempo, come se la città potesse permetterselo.

Non far realizzare il supermercato è più importante della demolizione della ex questura, della cessione gratuita delle aree per le case sociali del comune, aree che invece il Sindaco vuole espropriare spendendo denaro pubblico e mettendo a rischio il finanziamento ministeriale ottenuto per la rigenerazione dell’area.

Non far realizzare il supermercato è più importante della cessione, sempre gratuita, di vaste aree a verde e a parcheggio (in misura ben superiore a quella prevista dal PIERS).

Non far realizzare il supermercato è ancora più importante della realizzazione delle case sociali in un giardino, invece che accanto ad un edificio ad altissimo rischio sociale, ambientale e per la sicurezza dei cittadini. 

Il Comune di Rimini sta decidendo di non decidere, rimandando la partita di almeno dieci anni. Il Sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza se ne assumeranno la responsabilità e la paternità.

Compresa quella che porterà a costruire residenze pubbliche che s’affacciano su quel degrado. Sarà una decisione che disprezza la città e i cittadini. Nessuno dei consiglieri che la voteranno ci andrebbe ad abitare con la propria famiglia.

Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life:

“Andremo avanti con forza con le azioni intraprese. Oltre ai ricorsi promossi e l’invito al Ministero a vigilare, speriamo che qualcuno risponda a semplici domande.

Perché quando Conad s’è aggiudicata l’asta provvisoria dell’ex questura nessuno della giunta e del consiglio ha detto nulla?

Perché quando ASI se l’è aggiudicata il Sindaco ci ha accolti dicendo: “Chi ha comprato l’ex questura ha fatto un pessimo affare”? Eppure l’abbiamo pagata alla cifra stimata dalla perizia, che ha soddisfatto tutti i creditori, tra cui il comune.

Perché dopo tutto quello che stiamo subendo, il capogruppo del PD in Consiglio Comunale, in questi due anni di polemiche dipendente Conad, ci accusa di arroganza?

E’ flebile la speranza, per la città, che l’Amministrazione si ravveda dal suo arroccamento”.

ARIMINUM SVILUPPO IMMOBILIARE 

Area ex Questura. Sadegholvaad controreplica: il ‘retrobottega’ è un hub del delivery

Rimini, 7 dicembre 2023

In modo meno diplomatico di quanto fatto mercoledì dall’assessore Roberta Frisoni, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad ribadisce che sul progetto di Ariminum Sviluppo Immobiliare per l’area di via Bassi l’Amministrazione Comunale non intende fare nessun passo indietro. Nel ‘retrobottega’ del supermercato che è tre volte la superficie commerciale prevista, spiega il sindaco Sadegholvaad nella sua controrisposta alla società (vedi notizia), è legittimo vedere la volontà di realizzare un hub del delivery che creerebbe una mole di traffico insostenibile per via Roma. E la risposta “Questo è il nostro metodo di lavoro” da parte di ASI non può essere accettabile.

L’intervento del sindaco Sadegholvaad:

La cosa è molto semplice e lo ha spiegato correttamente ieri l’assessore Frisoni. Quello scandalo chiamato ‘nuova Questura’, sulle spalle degli incolpevoli riminesi da troppo tempo, va eliminato facendo prevalere l’interesse pubblico. Che, mi dispiace ribadirlo, non è quello della proposta presentata da ASI. 

Lo afferma la stessa ASI che quella superficie commerciale accessoria, ‘per magazzini’, con i suoi 4.500 metri quadrati sproporzionata e fuori contesto rispetto alla superficie di vendita richiesta (1.500 metri quadrati) e a ogni altra operazione analoga in zona, è essenziale alla riuscita del loro ‘metodo di lavoro’. E una comunità può accettare che il loro ‘metodo di lavoro’ e cioè un’area logistica mai vista prima e in cui è legittimo e naturale leggere la volontà di realizzare un hub del delivery da cui ogni giorno far entrare e uscire senza soluzione di continuità decine di mezzi grandi e piccoli su una strada già trafficata come via Roma, sia sovrapponibile alla pubblica convenienza? Può accettare che programmi di costruzione di case popolari siano da considerare una jattura e un degrado rispetto alle superfici commerciali di un supermercato con un ‘retrobottega’ abnorme e fuori scala? Insomma, può accettare che un modello di business privato (su cui non discuto, naturalmente) passi sulla testa dei riminesi e della comunità locale? 

Il Comune di Rimini  ha avanzato ieri ad ASI, dopo l’analisi tecnica della compatibilità, una proposta per addivenire a un accordo di programma: ok a un supermercato in linea con le dimensioni di quelli della zona, ok a una quota sostenibile di residenziale. Era quello che ASI chiedeva dall’inizio, l’avvallo di una superficie di vendita al dettaglio di 1.500 metri quadrati. In più si chiede la riduzione armonica di una superficie per ‘magazzini’ stranamente gonfiata a tre volte la superficie di vendita. Una cosa mai vista prima, che salterebbe agli occhi anche di chi non è un tecnico e che fa sorgere più di una domanda. 

Una anomalia evidente, come è evidente l’anomalia dell’arroccamento di ASI su quei ‘magazzini’ nonostante il sì del Comune di Rimini al supermercato al dettaglio e a una quota accettabile di residenziale. E non si risponde alla domanda logica con ‘questo è il nostro metodo di lavoro’. Qui più che ‘processo alle intenzioni’ siamo dalle parti delle intenzioni esplicite. In via Roma. 

Dico chiaramente che l’interesse di ASI, così come di chicchessia, non verrà mai prima di quello della città e ciò significa anche che la partita dell’area ‘nuova Questura’ sarà giocata nell’ambito di quello che serve a quel pezzo strategico di Rimini, che comprende anche lo stadio e la caserma ‘Giulio Cesare’. Cosa significa? Significa ad esempio che nella riqualificazione del ‘Neri’, per la quale attendiamo in tempi auspicabilmente rapidi lo studio di fattibilità annunciato da imprenditori privati, vi è (a differenza della proposta originale di ASI) un evidente interesse pubblico. E questo, quando si arriverà al dunque, significherà che le aree attigue al nuovo ‘Neri’ dovranno essere a servizio dei residenti nel quartiere e delle esigenze di fruizione dello stadio rigenerato. Significa più parcheggi e più verde in quella zona. Su questo obiettivo, il Comune di Rimini indirizzerà la sua azione e i suoi concreti atti amministrativi per raggiungerlo. Tutti gli atti amministrativi, beninteso. Nessuno escluso, se sarà necessario. 

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