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Mese: Aprile 2023 Pagina 1 di 3

Ex Questura, Confartigianato chiede di aprire un confronto

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Recupero ex questura Perplessità di Legacoop «Bisogna aspettare il piano urbanistico»

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Ex questura Rimini, Confartigianato: ‘Occasione di riflessione’

‘Troppe imprese sono in difficoltà e il territorio perde in competitività’

Rimini, 27 aprile 2023

Il dibattito scaturito dal Consiglio Comunale di Rimini dedicato all’area di via Ugo Bassi ha acceso l’attenzione su una questione che per Confartigianato Imprese Rimini ha un rilievo molto importante.

Ci asteniamo dal giudizio nel merito, che chiede una conoscenza precisa e cronologica delle carte e delle norme. Privi di queste informazioni dettagliate, restiamo equidistanti dalle parti: il Comune rivendica il diritto di pensare la città comprendendo altre aree ora disponibili e strategiche per Rimini; gli imprenditori affermano che la lettura degli atti rendeva congrua la loro offerta economica nell’ambito dell’asta nella quale hanno prevalso sulla concorrenza. Confidiamo che il dialogo porti a risolvere una situazione nella quale sono coinvolte anche residenze pubbliche e sociali, delle quali la città necessita in maniera assoluta.

Ci interessa di più un pensiero sulla programmazione degli insediamenti di aree commerciali, artigianali e industriali, e sulla difficoltà che vivono le imprese attualmente operative. Una programmazione a nostro parere da verificare, poiché quanto autorizzato in questi anni, sommato a quanto in corso di autorizzazione e alla sua collocazione, rischia di penalizzare ulteriormente un sistema già in difficoltà. Particolarmente il centro storico, oggetto di riqualificazione e certamente più attraente per cittadini e turisti, che però ha visto espulse troppe imprese, quindi lavoro, ma anche qualità, attraendo fenomeni di degrado sociale che in questa condizione si diffondono più facilmente.

Per questo chiediamo all’Amministrazione di rimettere a fuoco una visione complessiva del territorio quanto a insediamenti e funzioni, perché la somma di scelte singolarmente e apparentemente sostenibili, poco concertate con le categorie interessate, sta oggettivamente producendo difficoltà per troppe imprese, artigianali e commerciali, con un riverbero sulla competitività del territorio.

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Legacoop Romagna: «Su ex Questura giusto coinvolgere la comunità nel dibattito»

Rimini, 26 aprile 2023

Paolo Lucchi Presidente di Legacoop Romagna e Giorgia Gianni Vice Presidente replicano alle ultime affermazioni relative all’ex Questura di Marco Da Dalto, coordinatore del piano presentato da Ariminum sviluppo immobiliare, la società che ha comprato all’asta il complesso di via Ugo Bassi, che prevede un nuovo supermercato.

Siamo lieti che abbia cambiato i toni aggressivi del recente passato, trasformandoli in una nuova attenzione e nella volontà di incontrare in breve tempo l’amministrazione comunale. Bene, i progetti di cambiamento di una città non possono pensare di svilupparsi contro le comunità e senza che tanti ne sappiano individuare l’interesse comune.

Noi, per esempio, come hanno ben sintetizzato, partecipando all’interessante dibattito di questi giorni, i rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio, Cna, pensiamo che un nuovo insediamento commerciale non rappresenti un interesse pubblico tale da giustificare un accordo di programma, senza attendere i tempi del Pug.

A nostro parere, infatti, occorre mettere in campo una visione strategica più ampia, in grado di valutare aspetti non certo secondari, come la coesione sociale, il welfare di comunità, la sicurezza territoriale e l’ambiente.

Hanno quindi ragione il Sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e gli assessori, quando evidenziano la necessità di adottare un percorso di pianificazione ragionato, che solo uno strumento come il Pug può consentire. Ciò vale, naturalmente, non solo per Rimini, poiché sono le stesse linee guida della Regione Emilia-Romagna ad indicarlo.

Mentre correndo, come si propone, al di fuori di un percorso di pianificazione che avrebbe tra l’altro anche la caratteristica di coinvolgere l’intera comunità riminese, si evidenzierebbero le ragioni dell’interesse privato, ma si inibirebbero quelle dell’interesse pubblico, che a noi continua a sembrare meno chiaro. Continuiamo, infatti, a pensare che sia palese un interesse pubblico debole, che si limita alla cessione delle aree al Comune e ad interventi a bassa redditività di interesse sociale, realizzati e gestiti dal privato e da rivedere comunque nelle funzioni. E, allo stesso modo, ugualmente problematica e meritoria di approfondimenti, ci pare la parte privata proposta, poiché resta (volutamente?) vaga la motivazione per la quale sia possibile pensare a qualcosa di diverso da un artificio retorico nell’individuazione di 4.500 metri quadri di piattaforma logistica (o “aree di servizio a supporto della vendita” che dir si voglia), a fronte di soli 2.000 metri quadri di superficie di vendita (1.500 per il supermercato e 500 di negozi).

Il rischio, anche a non volere essere maliziosi, è quello di un sovraccarico di furgoncini per rifornire l’e-commerce e di tir per il rifornimento della piattaforma logistica, imposto ad una viabilità urbana già resa complicata dagli attuali volumi di traffico.

Ma, per storia personale ed associativa, siamo sempre disponibili a farci convincere di non aver ben inquadrato il tema e di non avere raccolto informazioni sufficienti.

I promotori dell’intervento – ed anche gli estemporanei difensori locali “a prescindere” del loro progetto – accettino la sfida e provino a convincere senza frette sospette, Rimini e la sua comunità, oltre a noi”. conclude Legacoop Romagna.

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Rimini Life: “Ex Questura. Chi è il nostro interlocutore. Il Sindaco oppure LegaCoop?”

Rimini, 26 aprile 2023

Dopo l’intervento di Legacoop Romagna, Rimini Life replica tramite il coordinatore del progetto Marco Da Dalto.

“È apprezzabile che l’area di via Ugo Bassi cominci ad entrare nel dibattito cittadino scrive Marco Da Dalto coordinatore del progetto Rimini Life –  perché davanti ad una soluzione proposta è sempre bene interrogarsi. Ma a tutti coloro che sin qui l’hanno fatto, associazioni fra imprenditori come mission di fondo, sta sfuggendo il fattore che siamo davanti ad un investimento compiuto da chi, ‘nero su bianco’ da documenti amministrativi, ha letto i presupposti per farlo. E non solo ASI, perché va ricordato che fino a 14 milioni è arrivato ad offrire anche il Gruppo Conad.

Vorrei dire al Presidente e alla Vicepresidente di Legacoop che i toni delle nostre esposizioni non sono mai cambiati. L’aggressività è lontana da noi, ma certo siamo fermi nel rivendicare una posizione che riteniamo corretta. Non so immaginareprosegue Marco Da Dalto –  quale sarebbe stato l’atteggiamento di Legacoop in caso di vittoria di Conad all’asta e dopo l’inevitabile ‘Hanno fatto un pessimo affare’ che immaginiamo il Sindaco avrebbe comunque commentato.

Oggi, però, ci è un po’ meno chiaro (o forse troppo chiaro) chi sia il nostro interlocutore, se il Sindaco di Rimini che nella sostanza ci pare abbia aperto una via di dialogo verso l’accordo di programma, oppure LegaCoop che vede il PUG e l’orizzonte quasi decennale come soluzione ai problemi di Rimini.

Ad ogni buon conto al Presidente e Vicepresidente di Legacoop e ai rappresentanti delle associazioni di categoria invito a passare una notte all’interno del compendio conclude l’intervento di Marco Da Dalto coordinatore del progetto Rimini Life –  poi ad uscire fuori, incontrare il quartiere e affermare che per questioni di solo interesse pubblico ritenete utile lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni, mentre l’amministrazione realizza due palazzine nuove di fronte a questo mostro di cemento fatiscente, insalubre e pericoloso”.

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A seguito dell’intervento odierno di Legacoop Romagna, Rimini Life replica tramite il coordinatore del progetto Marco Da Dalto.

È apprezzabile che l’area di via Ugo Bassi cominci ad entrare nel dibattito cittadino, perché davanti ad una soluzione proposta è sempre bene interrogarsi. Ma a tutti coloro che sin qui l’hanno fatto, associazioni fra imprenditori come mission di fondo, sta sfuggendo il fattore che siamo davanti ad un investimento compiuto da chi, ‘nero su bianco’ da documenti amministrativi, ha letto i presupposti per farlo. E non solo ASI, perché va ricordato che fino a 14 milioni è arrivato ad offrire anche il Gruppo Conad.

Vorrei dire al Presidente e alla Vicepresidente di Legacoop che i toni delle nostre esposizioni non sono mai cambiati. L’aggressività è lontana da noi, ma certo siamo fermi nel rivendicare una posizione che riteniamo corretta. Non so immaginare quale sarebbe stato l’atteggiamento di Legacoop in caso di vittoria di Conad all’asta e dopo l’inevitabile ‘Hanno fatto un pessimo affare’ che immaginiamo il Sindaco avrebbe comunque commentato.

Oggi, però, ci è un po’ meno chiaro (o forse troppo chiaro) chi sia il nostro interlocutore, se il Sindaco di Rimini che nella sostanza ci pare abbia aperto una via di dialogo verso l’accordo di programma, oppure LegaCoop che vede il PUG e l’orizzonte quasi decennale come soluzione ai problemi di Rimini.

Ad ogni buon conto al Presidente e Vicepresidente di Legacoop e ai rappresentanti delle associazioni di categoria invito a passare una notte all’interno del compendio, poi ad uscire fuori, incontrare il quartiere e affermare che per questioni di solo interesse pubblico ritenete utile lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni, mentre l’amministrazione realizza due palazzine nuove di fronte a questo mostro di cemento fatiscente, insalubre e pericoloso.

Ex Questura. ASI replica a categorie: interessi malcelati dietro il fuoco di sbarramento.

Rimini, 24 aprile 2023

La querelle sul futuro dell’area dell’ex Questura di via Bassi non ha tregua. Alle dichiarazioni espresse oggi dalle associazioni di categoria riminesi Confcommercio, Confesercenti e CNA (vedi notizia) arriva una nuova replica da parte di Ariminum Sviluppo Immobiliare tramite il coordinatore del progetto Rimini Life, Marco Da Dalto

Da D’Alto getta subito il ‘carico’ sul tavolo: “È evidente che le associazioni non hanno colto i danni collaterali di una pseudo difesa urbanistica dell’area che mal cela interessi differenti, che oggi parrebbero invece delinearsi con l’intervento di Confcommercio, il cui vicepresidente nazionale con delega a fiscalità e impresa è il Presidente di Conad, società che ha partecipato all’asta per l’aggiudicazione del compendio. Mi sbaglio o vi è un leggero conflitto di interessi?”.

Sulla necessità o meno di ulteriore concorrenza nella grande distribuzione a Rimini: “Mi rammarica, poi, come le associazioni vogliano nascondere dati inconfutabili, pubblici, del Ministero e dell’Osservatorio Regionale, che dicono che a causa del sottodimensionamento e concentrazione dell’offerta, Rimini oggi risulti essere la città con la spesa alimentare più alta di Italia”.

Con l’Amministrazione Comunale si rinnova la disponibilità a un dialogo: “Sebbene sia molto dispiaciuto dell’approccio iniziale del Sindaco e degli esiti delle delibere di Giunta, ho invece molto apprezzato l’ultimo suo intervento in Consiglio circa la volontà ad un dialogo che porti ad una veloce riqualificazione del compendio che contempli il supermercato (sebbene abbiamo ancora due posizioni differenti sulla conformazione)”.

Ma D’Alto rinnova il sospetto, già espresso sabato, che non sia solo una questione urbanistica quanto una questione di insegne. “Mio malgrado devo però evidenziare come questo fuoco di sbarramento congiunto post Consiglio, che non si è visto quando Conad si è aggiudicata la prima asta, o quando la stessa si è aggiudicata in via definitiva le aree (un bellissimo prato verde) ex Gecos in via Giuliani (a 200 metri dall’ex questura), o sulla recente autorizzazione per un supermercato Coop, come citato dallo stesso presidente di Confesercenti, rischi a questo punto di non vedere interessati solo i tribunali amministrativi, perché temo sempre di più che la questione non sia urbanistica”.

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Ex Questura, Rimini Life apre il fuoco su Conad e Confcommercio: “Conflitto d’interesse”

Rimini, 24 aprile 2023

Prosegue il botta e risposta sul destino dell’area di Ugo Bassi a Rimini, dove sorge la mole della Questura abbandonata senza essere stata mai utilizzata. Marco Da Dalto, Coordinatore Rimini Life, risponde ora alle associazioni di categoria che si erano dete contrarie all’apertura di una nuova struttura commercikale.

Mi dispiace leggere continuamente attacchi strumentali – scrive Da Alto – nonostante l’apertura del Sindaco ad un dialogo costruttivo all’interno di un tavolo di lavoro, piuttosto che sui giornali. È evidente che le associazioni non hanno colto i danni collaterali di una pseudo difesa urbanistica dell’area che mal cela interessi differenti, che oggi parrebbero invece delinearsi con l’intervento di Confcommercio, il cui vicepresidente nazionale con delega a fiscalità e impresa è il Presidente di Conad, società che ha partecipato all’asta per l’aggiudicazione del compendio. Mi sbaglio o vi è un leggero conflitto di interessi?”.

Mi rammarica, poi, come le associazioni vogliano nascondere dati inconfutabili, pubblici, del Ministero e dell’Osservatorio Regionale, che dicono che a causa del sottodimensionamento e concentrazione dell’offerta, Rimini oggi risulti essere la città con la spesa alimentare più alta di Italia”, prosegue il coordinatore del progetto.

Sebbene sia molto dispiaciuto dell’approccio iniziale del Sindaco e degli esiti delle delibere di Giunta, ho invece molto apprezzato l’ultimo suo intervento in Consiglio circa la volontà ad un dialogo che porti ad una veloce riqualificazione del compendio che contempli il supermercato (sebbene abbiamo ancora due posizioni differenti sulla conformazione). Mio malgrado devo però evidenziare come questo fuoco di sbarramento congiunto post Consiglio, che non si è visto quando Conad si è aggiudicata la prima asta, o quando la stessa si è aggiudicata in via definitiva le aree (un bellissimo prato verde) ex Gecos in via Giuliani (a 200 metri dall’ex questura), o sulla recente autorizzazione per un supermercato Coop, come citato dallo stesso presidente di Confesercenti, rischi a questo punto di non vedere interessati solo i tribunali amministrativi, perché temo sempre di più che la questione non sia urbanistica”, conclude Da Alto.

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A seguito delle ultime dichiarazioni delle associazioni di categoria, ASI replica tramite il coordinatore del progetto Rimini Life, Marco Da Dalto.

Mi dispiace leggere continuamente attacchi strumentali, nonostante l’apertura del Sindaco ad un dialogo costruttivo all’interno di un tavolo di lavoro, piuttosto che sui giornali.

È evidente che le associazioni non hanno colto i danni collaterali di una pseudo difesa urbanistica dell’area che mal cela interessi differenti, che oggi parrebbero invece delinearsi con l’intervento di Confcommercio, il cui vicepresidente nazionale con delega a fiscalità e impresa è il Presidente di Conad, società che ha partecipato all’asta per l’aggiudicazione del compendio.

Mi sbaglio o vi è un leggero conflitto di interessi?

Mi rammarica, poi, come le associazioni vogliano nascondere dati inconfutabili, pubblici, del Ministero e dell’Osservatorio Regionale, che dicono che a causa del sottodimensionamento e concentrazione dell’offerta, Rimini oggi risulti essere la città con la spesa alimentare più alta di Italia.

Sebbene sia molto dispiaciuto dell’approccio iniziale del Sindaco e degli esiti delle delibere di Giunta, ho invece molto apprezzato l’ultimo suo intervento in Consiglio circa la volontà ad un dialogo che porti ad una veloce riqualificazione del compendio che contempli il supermercato (sebbene abbiamo ancora due posizioni differenti sulla conformazione). Mio malgrado devo però evidenziare come questo fuoco di sbarramento congiunto post Consiglio, che non si è visto quando Conad si è aggiudicata la prima asta, o quando la stessa si è aggiudicata in via definitiva le aree (un bellissimo prato verde) ex Gecos in via Giuliani (a 200 metri dall’ex questura), o sulla recente autorizzazione per un supermercato Coop, come citato dallo stesso presidente di Confesercenti, rischi a questo punto di non vedere interessati solo i tribunali amministrativi, perché temo sempre di più che la questione non sia urbanistica.

 

Ex nuova Questura, ASI risponde a Confesercenti: “non conoscete il progetto”

Per quanto riguarda la superficie destinata a magazzini, servizi e lavorazioni del fresco “si sta oltrepassando il limite della democrazia, volendo imporre regole che non esistono”

Rimini, 23 aprile 2023

Ex nuova questura a Rimini, non si ferma il dibattito sulla zona e la sua riqualificazione. Nella giornata di sabato il direttore di Confesercenti, Mirco Pari, è intervenuto sulla vicenda appoggiando la posizione del sindaco di Rimini. In serata è arrivata la replica di Asi tramite il coordinatore del progetto Rimini Life, Marco Da Dalto che si dice disposto ad incontrare Pari per presentare “a lui e a chiunque lo creda utile il dossier che analizza sia i flussi di traffico che improvvisamente sono pronosticati come un problema, sia la situazione dell’offerta alimentare della distribuzione organizzata.” Quanto affermato da Pari, dice ancora il coordinatore Da Dalto “tradisce una scarsa conoscenza del progetto Rimini Life, fattore fondamentale per chi guida un’associazione del commercio ed intervenire sul tema”

Rispetto al prospettato nuovo supermercato “ci sono dati chiari su diffusione di supermercati, concorrenza fra insegne e spese dei cittadini, dati che pongono Rimini in una condizione molto svantaggiata. Ogni famiglia” si legge nella nota di Asi “a Rimini di media spende 4.600 euro annui rispetto ai 4.000 euro annui di Bologna che è capoluogo di Regione, proprio perché l’offerta è sottodimensionata è concentrata. Dichiarare che ‘Non crediamo che un nuovo insediamento commerciale rappresenti l’interesse pubblico che giustificherebbe lo strumento dell’accordo di programma per accelerare i tempi’ significa ribaltare il ragionamento senza averne compreso i fondamentali. Direttore Pari, il commerciale è la parte di funzione privata che garantisce l’equilibrio economico ad un intervento che abbiamo proposto con numerose funzioni pubbliche.”

Da Dalto afferma inoltre che “su imminenti autorizzazioni ad altre insegne, ricordo al Direttore Pari che dal 2012, grazie ad una Legge non esiste più il contingentamento delle autorizzazioni”.

Per quanto riguarda la superfice destinata a magazzini, servizi e lavorazioni del fresco “si sta oltrepassando il limite della democrazia, volendo imporre regole che non esistono circa il rapporto tra la superficie di vendita e quella degli accessori. Temo che qui il problema stia per passare dal supermercato all’insegna. Ricordo al Direttore Pari che il Piano integrato del 1999 prevedeva 4.500 mq di commerciale, il PSC che è l’attuale strumento del territorio prevede una struttura commerciale con 1.500 mq di vendita, la stessa amministrazione con l’adesione al bando del PIERS ha previsto una superficie di vendita di 1.500 mq.”

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