Rimini Life

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Dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life. Proponiamo di fare solo il supermercato, tutte le altre aree a disposizione del Comune.

Rimini, 7 dicembre 2023

Sono inaccettabili le parole del Sindaco. Ci ha minacciati sin dal primo giorno del suo insediamento, si è negato agli incontri, alla commissione e continua con una narrazione falsa, piena di illazioni e mancanza di argomenti oggettivi.

Che non faremo un centro logistico è cristallino, lo abbiamo dimostrato, ci siamo resi anche disponibili a sottometterci a qualsiasi tipo di atto d’obbligo e a prestare garanzie, anche fidejussorie affinché si garantisca che rimanga la superficie di vendita di 1.500, anche si limiti l’utilizzo dei furgoncini per la consegna della spesa a casa.

Vogliamo allora fare una proposta nuova: dopo aver acquistato 23.773 mq di superfici esistenti a 14,5 mln, mezzo milione in più di Conad, ora le offriamo la possibilità di usare quasi tutte le aree a suo piacimento.

Le proponiamo di realizzare solo un supermercato di 6.000 mq con1.500 di area di vendita, rinunciando a tutta la restante superficie, regalando alla città tutte le aree libere, quasi due ettari di terreno a parco e parcheggi e aree per costruire le palazzine pubbliche.

Ora come farà a dire di no?

In questo modo lo stadio avrà tutto il supporto urbanistico che vorrà, potrà farci un prato, parcheggi, quel che vuole.

Questa è l’occasione per il Sindaco di dimostrare che il suo è un interesse pubblico e non politico.

Dichiarazione di Ariminum Sviluppo Immobiliare dopo l’incontro di ieri pomeriggio con il Comune di Rimini

Rimini, 7 dicembre 2023

Nell’incontro di ieri pomeriggio l’Amministrazione di Rimini ha confermato che intende rimandare di almeno dieci anni l’intervento sul ‘mostro’ di via Ugo Bassi, avendo infatti deciso di ricomprenderlo nella pianificazione urbanistica congiunta con la caserma Giulio Cesare e lo stadio.

La posizione espressa dal Comune è a nostro parere preoccupante per la città. In sostanza ci pare di comprendere che non abbia alcuna fretta di rigenerare l’area in via Ugo Bassi. Sono le altre due aree ad avere la priorità in questa fase, che peraltro, ci è stato riferito siano ancora prive di un progetto.

L’Assessora Frisoni e i dirigenti al suo fianco si sono mostrati disponibili ad autorizzare il supermercato di 1.500 mq di superficie di vendita, con al massimo 1.000 mq di magazzino. Altrimenti serve aspettare i tempi del TAR e del PUG che, ci è stato ricordato, potrebbero pure modificare tutto ed eliminare anche il supermercato.

Più volte abbiamo chiesto il motivo di tanta attenzione alle aree accessorie al supermercato, che per il nostro modello di lavoro sono invece essenziali. Ci è stato risposto che il loro uso improprio potrebbe creare problemi di traffico nella zona.

La posizione comunale è quindi un ‘processo alle intenzioni’, si basa cioè su semplici illazioni, ipotesi il cui verificarsi come ASI siamo pronti ad escludere, proprio perché improprie, sottomettendoci a sanzioni e prestando onerose fideiussioni a garanzia.

Per bloccare tutto, sono pronti a imporci norme che non esistono!

L’Amministrazione continua quindi a concentrarsi solo sul supermercato, mentre il progetto RiminiLife che si basa sull’utilizzo delle superfici oggi esistenti pari a 23.600 mq, senza costruire un metro quadrato in più, genera un vero mixitè di funzioni che crea inclusività e integrazione,

RiminiLife è portatore di interessi pubblici oggettivi:

  • La Rigenerazione (che la Legge Regionale 24/2017 individua come interesse pubblico);

  • La tutela della sicurezza del quartiere;

  • La creazione di nuovi posti di lavoro;

  • L’insediamento di un’attività commerciale (stabilito di interesse pubblico dal combinato disposto della Circolare 0308657/2015 degli Assessori regionale Costi e Donini e dal DPR 160/2010);

  • La concessione gratuita di aree per la realizzazione delle palazzine pubbliche che consente al Sindaco di risparmiare il denaro per l’esproprio;

  • Oltre alle opere previste, la realizzazione di piazze, parchi, parcheggi e giardini che arricchiscono il patrimonio pubblico

Tutto ciò all’Amministrazione non interessa.

ASI ha comunque analizzato l’intervento, composto da 1.500 mq di supermercato, 4.500 mq di sue superfici accessorie e 17.600 mq di altre funzioni, dimostrando che non impatta negativamente sul traffico.

Se l’Assessora Frisoni è preoccupata che le superfici accessorie generino maggior traffico, supposizione tutta teorica e priva di fondamento, chiediamo pubblicamente, fermo restando la salvaguardia delle superfici del supermercato che rappresenta il motore economico che consente la rigenerazione, di quanti metri quadrati dovremmo diminuire le altre funzioni affinché si trovi un punto di equilibrio?

Domanda che temiamo non troverà una risposta perché abbiamo percepito che c’è interesse a far passare solo il tempo, come se la città potesse permetterselo.

Non far realizzare il supermercato è più importante della demolizione della ex questura, della cessione gratuita delle aree per le case sociali del comune, aree che invece il Sindaco vuole espropriare spendendo denaro pubblico e mettendo a rischio il finanziamento ministeriale ottenuto per la rigenerazione dell’area.

Non far realizzare il supermercato è più importante della cessione, sempre gratuita, di vaste aree a verde e a parcheggio (in misura ben superiore a quella prevista dal PIERS).

Non far realizzare il supermercato è ancora più importante della realizzazione delle case sociali in un giardino, invece che accanto ad un edificio ad altissimo rischio sociale, ambientale e per la sicurezza dei cittadini. 

Il Comune di Rimini sta decidendo di non decidere, rimandando la partita di almeno dieci anni. Il Sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza se ne assumeranno la responsabilità e la paternità.

Compresa quella che porterà a costruire residenze pubbliche che s’affacciano su quel degrado. Sarà una decisione che disprezza la città e i cittadini. Nessuno dei consiglieri che la voteranno ci andrebbe ad abitare con la propria famiglia.

Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life:

“Andremo avanti con forza con le azioni intraprese. Oltre ai ricorsi promossi e l’invito al Ministero a vigilare, speriamo che qualcuno risponda a semplici domande.

Perché quando Conad s’è aggiudicata l’asta provvisoria dell’ex questura nessuno della giunta e del consiglio ha detto nulla?

Perché quando ASI se l’è aggiudicata il Sindaco ci ha accolti dicendo: “Chi ha comprato l’ex questura ha fatto un pessimo affare”? Eppure l’abbiamo pagata alla cifra stimata dalla perizia, che ha soddisfatto tutti i creditori, tra cui il comune.

Perché dopo tutto quello che stiamo subendo, il capogruppo del PD in Consiglio Comunale, in questi due anni di polemiche dipendente Conad, ci accusa di arroganza?

E’ flebile la speranza, per la città, che l’Amministrazione si ravveda dal suo arroccamento”.

ARIMINUM SVILUPPO IMMOBILIARE 

Rimini Life: dichiarazioni di Piero Aicardi e Marco Da Dalto dopo l’intervento dei capigruppo di maggioranza del Comune di Rimini

Rimini, 3 dicembre 2023

Piero Aicardi, Amministratore Unico Ariminum Sviluppo Immobiliare:

Siamo sinceramente colpiti dal tono dell’intervento dei capigruppo di maggioranza del consiglio comunale di Rimini. La disponibilità al confronto anticipata dall’assessora Frisoni ci aveva lasciato la speranza di una apertura al dialogo, con un’intonazione finalmente costruttiva e distensiva, che speravamo ci avrebbe accolto il prossimo 6 dicembre.

Sgombro subito il campo: non entriamo nella dialettica politica e non vogliamo alimentare lo scontro, ma non possiamo esimerci dal rinnovare la nostra disponibilità a qualsiasi confronto pubblico che dovesse rendersi necessario a tutela degli interessi della città.

Siamo rimasti sorpresi dall’assenza di domande di chiarimento da parte dei rappresentanti dei gruppi di maggioranza durante la Commissione. Sarebbe stata l’occasione per permetterci di capire, direttamente e concretamente, quali sono le motivazioni di mancanza di interesse pubblico all’interno della nostra proposta.

Riscontrando la totale assenza di interventi, pensavamo si sarebbero riservati di riportare il loro pensiero nel prossimo incontro, invece l’intervento di ieri sulla stampa evidenzia non solo una mancanza di motivazioni al diniego, ma anche, e soprattutto, un arroccamento ideologico che certamente non fa bene alla città.

Si susseguono i soliti ritornelli che il nostro video documentario ha ampiamente disintegrato.

La gente lo sta guardando e noi lo renderemo sempre più visibile, in linea con la nostra visione che si incentra su una comunicazione chiara e pubblica di tutti gli eventi.

Dispiace come un progetto inclusivo con contenuti oggettivi di sostenibilità e qualità urbana, portatore evidente di interesse pubblico, a firma di uno dei più importanti architetti internazionali, sia continuamente sminuito e attaccato solo per la presenza di un supermercato.

Dispiace registrare che da due anni a questa parte siamo stati oggetto di attacchi pesanti, partiti dal Sindaco e sostenuti dalla maggioranza; abbiamo sopportato le diffamazioni, i processi alle intenzioni, illazioni infondate, ed ora anche accuse di arroganza che ci offendono, che con forza respingo.

Non accettiamo più questi toni, se è vera la volontà a condividere un progetto di rigenerazione non si può usare questo livello di comunicazione.

Marco Da Dalto, Coordinatore Progetto Rimini Life:

Visto che siamo in un Paese libero ed e’ consentito il diritto di critica, vorrei stimolare una riflessione. il nostro video documentario chiude con una considerazione, credo oggettiva, ovvero che questo impasse che lascia tutto così, fa tutti PERDENTI, ed è evidente che il prezzo più caro lo pagano la città e i residenti.

Forse però così non è, i dati del commercio che abbiamo fornito (statistiche Urbistat) ci dicono che l’offerta alimentare a Rimini è sottodimensionata e il 70% è concentrata, con due marchi che dominano Conad (prevalente) e Coop, insieme nella LegaCoop Romagna, va da sé la considerazione che questo impasse (sono già passati due anni) fa tutti perdenti ed involontariamente probabilmente qualcuno è vincente.

Nel leggere i capigruppo di maggioranza è pertanto evidente una contraddizione, in quanto “l’azione è l’inverso del pensiero”, perchè nel tentativo di difesa di un interesse pubblico, in due anni mai motivato, di fatto, lasciando tutto così, involontariamente si fa solo l’interesse di un privato.

Davvero anacronistico!

Richiamo i consiglieri di maggioranza ad un maggiore senso di responsabilità, a tenere conto che coscientemente realizzare delle palazzine pubbliche in un contesto di degrado è umanamente non accettabile, perché tutti sappiamo che non ci manderemmo i nostri figli a giocare e avremmo timore ad abitarci.

Il denaro pubblico è prezioso e che quello stanziato per gli espropri può essere utilizzato per altro, magari per aiutare quelle famiglie che hanno bisogno.

Sicuramente è superfluo evidenziare che se una sentenza definitiva (Consiglio di Stato) sul ricorso da noi promosso – contro il diniego alla proposta di accordo di programma – dovesse dimostrare che i soldi dell’esproprio si potevano risparmiare, il tema diventa di competenza della Corte dei Conti la quale chiederà ai dirigenti e ai consiglieri, che non hanno utilizzato con cura il denaro pubblico, di rispondere direttamente con il proprio patrimonio personale; lo faccio solo per diritto di critica e ricostruzione dei fatti.

Lasciare tutto così com’è, significa lasciare la vostra firma per sempre su quell’enorme transatlantico di cemento, paura e degrado. Se la nascita di quella vergogna non vi appartiene, mantenerla in vita ve ne attribuirà per sempre la paternità e la responsabilità.

Dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life, dopo la commissione consiliare di questa mattina a Rimini

Rimini, 1 dicembre 2023

cogliamo con rinnovata fiducia l’imminente appuntamento accordatoci dal comune di rimini e il riconoscimento dell’accordo di programma quale strumento amministrativo più utile alla città per risolvere quello che è un problema irrisolto da vent’anni in via ugo bassi. Siamo sempre disponibili, lo abbiamo chiarito oggi ancora una volta, ad entrare nel merito del progetto RiminiLife, a patto che il recinto del dialogo sia quello delle norme e dell’interesse pubblico, non dei pregiudizi o delle illazioni.

Nel corso della Commissione consiliare abbiamo cercato di chiarire, grazie alla presenza dei responsabili di ASI, le ragioni del progetto RiminiLife e l’indubbio vantaggio che ne avrebbe la città se fosse realizzato.

Ringraziamo l’Amministrazione che, tramite il presidente e il vicepresidente della Commissione nonché il Consigliere Luca De Sio che ne ha fatto richiesta, ha reso possibile il confronto, precluso in consiglio comunale nella seduta tematica dedicata alla ‘ex questura’, la maggioranza e gli assessori che ci hanno ascoltato e tutta l’opposizione per la partecipazione viva e costruttiva.

La presenza di Piero Aicardi, amministratore delegato di ASI, testimonia che gli imprenditori, che hanno investito risorse, sono assolutamente intenzionati a perseguire ogni via per arrivare ad un dialogo leale col Comune di Rimini che risolva l’impasse generata dall’immobilismo dell’Amministrazione.

Si è potuto entrare nel dettaglio della qualità espressa dal progetto RiminiLife e soprattutto del profondo studio che ne ha anticipato l’esecuzione, realizzato da Leonardo Cavalli, firma prestigiosa dell’architettura internazionale: RiminiLife non è un esercizio di stile, ma una proposta concreta di rigenerazione urbana e integrazione sociale presentata a dicembre del 2022 e rigettata dalla Giunta comunale senza una motivazione alla mancanza di interesse pubblico, a dimostrazione che il pregiudizio del Comune è così forte da impedire anche la lettura del dossier consegnato.

Abbiamo voluto rappresentare come il progetto RiminiLife sia coerente con le linee guida dell’allora Governo Gentiloni, che presiedeva il CIPE, che per favorire la realizzazione di residenze sociali e pubbliche ha stanziato dei fondi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che li ha poi distribuiti alle Regioni per la predisposizione dei bandi, i quali avrebbero dovuto garantire che le residenze pubbliche si realizzassero all’interno di contesti rigenerati, ove fosse presente un mix funzionale e fosse favorita l’integrazione sociale.

Riteniamo disattese dalla Regione e dal Comune le direttive del CIPE e abbiamo chiesto a quest’ultimo e ai Ministeri competenti di verificare la coerenza delle azioni del Comune con gli indirizzi governativi, speriamo che questa nuova apertura al dialogo sia portatrice di un progetto di riqualificazione del solo compendio dell’Ex Questura per rispondere alle direttive del CIPE, senza dipendere dai progetti dello stadio o della caserma Giulio Cesare perché vorrebbe dire lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni.

Per rendere chiaro il nostro messaggio e i fatti abbiamo introdotto l’incontro con un video dove il progetto parla ai consiglieri e alla città per dimostrare l’irragionevolezza del diniego ricevuto e l’infondatezza delle illazioni mosse contro.

Il video sarà disponibile sul ns. canale YouTube al link e su tutte le nostre pagine social affinché tutti i cittadini possano comprendere l’iter finora seguito e la posta in palio per la città, oltre a dare risposte alle domande più ricorrenti e ai dubbi spesso strumentalizzati che vogliono gettare ombre su RiminiLife.

Ora che sono noti alla città i benefici pubblici che RiminiLife porta: la rigenerazione, che è di interesse pubblico così come stabilito dalla LR, l’aumento degli spazi a verde e a parco, delle piste ciclabili, delle infrastrutture; il beneficio economico per il Comune per l’incasso del pagamento degli oneri concessori e per il risparmio del denaro pubblico che il Sindaco ha accantonato per l’esproprio; circa 200 nuovi posti di lavoro e l’abbattimento del caro vita con di l’insediamento di un supermercato di quartiere.

Il progetto RiminiLife da anche una risposta al bisogno crescente e mai soddisfatto di residenze sociali (c’è un fabbisogno di circa 2.000 alloggi), realizzando 80 nuove unità oltre le 36 previste dal Comune.

Il Comune di Rimini giustamente ha definito vergognosa la situazione di quell’area, ma da circa un anno ha in mano la soluzione e si è ritratta in un immobilismo che se verrà protratto perpetuerà quella vergogna per parecchi anni. Ora leggere di disponibilità verso il privato o la mancanza di pregiudizio sicuramente mi lascia perplesso, ma voglio essere fiducioso.

Si può procedere immediatamente all’attuazione del primo stralcio abbattendo l’edificio dell’ex Questura e realizzando il supermercato (interesse pubblico=rigenerazione, nuovi posti di lavoro, nuova attività).

Il secondo stralcio può essere demandato all’accordo di programma i cui contenuti possono tenere conto anche di altre esigenze oltre quelle che abbiamo rappresentato.

E’ davvero anacronistico, per non dire poco responsabile, pensare di realizzare delle palazzine pubbliche in quel contesto degradato, lasciando che famiglie fragili e bambini vivano e giochino accanto a quel buco nero pericoloso e insicuro dell’ex Questura.

Spero che questo prossimo incontro sia testimonianza di un senso di responsabilità che pensavo perduto.

Abbiamo ribadito che è riduttivo ricondurre tutto il ragionamento ad un supermercato e che insistere su questo significa non voler risolvere il problema e fissarsi su quello che appare il vero nodo fin qui impossibile da sciogliere. Sull’argomento, abbiamo ribadito che non accettiamo sia messo in discussione un modello di lavoro con un processo alle intenzioni. Oggi non esiste una norma che quantifichi le proporzioni fra area di vendita e di magazzino. Abbiamo dato disponibilità a rinunciare ad un diritto di ipotetico ampliamento per un periodo medio-lungo e, se possibile, ottimizzare un po’ la superficie lorda. Non faremo un hub logistico, il progetto è chiaro su questo. Siamo a Rimini per realizzare un progetto che renda tutti vincenti.
Se sgombriamo il tavolo da pregiudizi e illazioni, resta tutto lo spazio per fare in fretta e bene l’interesse di Rimini.

Ex questura: via ai lavori di protezione dell’immobile che attira crescente microcriminalità

ASI: “Spenderemo ulteriore denaro per potenziare la sicurezza, ma l’unico modo per risolvere il problema è riqualificare l’area. Ci rivolgeremo direttamente al Ministero competente per chiedere verifica sull’attività di monitoraggio della Regione riguardo le azioni dei Comuni.

Abbiamo dato disponibilità ad intervenire in Commissione.

Speriamo che le parole della Assessora Frisoni diano il via ad una stagione nuova”.

Rimini, 14 novembre 2023

I principi d’incendio avvenuti qualche giorno fa all’interno degli immobili di via Ugo Bassi sono l’ulteriore campanello d’allarme che suona in un’area di Rimini nella quale il degrado è in costante aumento.

In ASI siamo molto preoccupati per la sicurezza del quartiere dove sorge l’ex questura, per gli effetti negativi generati dalla microcriminalità che vi gravita intorno e che trova “terreno fertile” nella possibilità di occupare abusivamente gli spazi e di vandalizzare tutto.

Nonostante gli enormi sforzi delle forze dell’ordine e i nostri a supporto, la situazione peggiora. Intrusioni, danneggiamenti all’impianto di illuminazione e segnalazioni di preoccupazione dei cittadini sono eventi sistematici.

Il 27 novembre, dopo una gara d’appalto ormai in fase conclusiva, inizieranno dei lavori di ripristino delle condizioni ordinarie interne per riparare i danni inferti dagli atti di vandalismo, unitamente ad un piano di rafforzamento anti intrusione che passerà anche attraverso la limitazione degli accessi fino al livello 1 e di rafforzamento delle chiusure degli ingressi. Un lavoro ingente e dispendioso, l’ennesimo affrontato in questi anni unitamente a tante altre iniziative condotte a tutela anche della sicurezza degli abitanti del quartiere. Lavori che vedranno impegnati un’impresa e dei tecnici locali per le successive sei, otto settimane.

Perdurando l’assenza di riscontro da parte dell’amministrazione circa la richiesta di un incontro costruttivo, in via cautelativa, preoccupati per la sicurezza del quartiere, più difficile da garantire a nuove famiglie fragili che andranno ad abitare in quel contesto pericoloso nelle nuove palazzine pubbliche che dovranno sorgere sulle aree che il Comune dovrà espropriare ad ASI, ci rivolgeremo direttamente al Ministero competente per chiedere verifica sull’attività di monitoraggio della Regione sulle comunicazioni del Comune, recapitate alla stessa Regione e al Ministero, riguardo il rispetto delle direttive governative per la realizzazione residenze pubbliche e sociali in contesti degradati. Chiederemo un’ispezione, se occorre.

Nel 2017 le direttive CIPE, presieduto dall’allora ministro Gentiloni, per finanziare la realizzazione di alloggi sociali erano cristalline.

Occorreva: la rigenerazione di contesti degradati, il recupero dell’esistente anche con demolizione e ricostruzione di immobili dismessi e l’insediamento di un mix funzionale di residenze, funzioni, spazi collettivi complementari agli alloggi. Pare abbastanza evidente che oggi esistano delle azioni avviate dal Comune contrarie in questo senso ed è oggettivamente preoccupante, per l’integrazione e la sicurezza, immaginare nuove famiglie fragili che andranno ad abitare a ridosso di uno spettrale e insicuro transatlantico di cemento.

La scorsa settimana Il Ministro Salvini del MIT (il Ministero che ha erogato i finanziamenti alle Regioni per l’edilizia sociale) si è espresso riguardo la rigenerazione (“La logica della partnership pubblico-privato è l’unica soluzione sulla rigenerazione urbana perché nei prossimi anni che ci sia solo il soggetto pubblico a investire questi soldi e inimmaginabile”) con gli stessi contenuti della comunicazione diffusa dall’assessora Frisoni, che abbiamo apprezzato, in particolar modo nella parte in cui ribadisce sia la necessità di rigenerazione dell’ex Questura di via Ugo Bassi, quale tema di interesse, sia l’importanza del privato nei processi di rigenerazione quale veicolo e motore necessario di supporto pubblico.

È la posizione che abbiamo sostenuto dal primo giorno e Riminilife ne è la testimonianza più vivida. Vista la sana condivisione dei principi auspichiamo un’apertura per un nuovo dialogo che porti ad un progetto di rigenerazione urbana di tutto il compendio dell’ex questura, partendo proprio da Riminilife.

Inoltre, abbiamo appena ricevuto richiesta di adesione inviataci dal Consigliere Zoccarato della Lega, ad una seduta della commissione di controllo e garanzia il 1° dicembre. Ci siamo resi disponibili con lo spirito di trasparenza e di collaborazione che ci ha sempre distinti.

Da sempre sosteniamo che Riminilife rappresenta una risposta concreta alla lotta al degrado, al miglioramento della sicurezza, della qualità urbana, portatrice di inclusività e integrazione sociale, coerente alle direttive del vecchio governo Gentiloni, ma è anche un’opportunità di lavoro per le imprese e i professionisti del territorio, come testimonia il recente appalto per il ripristino dei danni subiti e potenziamento della sicurezza.

Marco Da Dalto

Responsabile Progetto Rimini Life

Il Pd attacca Asi: “Stop alla guerra, va trovata una soluzione per il bene di Rimini”. Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life risponde alla nota stampa del Partito Democratico della provincia di Rimini.

Rimini, 6 ottobre 2023

C’era da aspettarselo, anzi arriva anche tardi rispetto alle attese il soccorso del PD al sindaco Sadegholvaad. Il problema è che arrivando così tardi, certifica anche l’aver completamente sprecato il tempo trascorso, che sarebbe stato invece utile a riflettere.

Mi piacerebbe sapere se il signor Sacchetti e la signora Zangari hanno letto il progetto RiminiLife, perché scrivere che la sua realizzazione – evidente che non l’hanno letto – sarebbe un costo per la comunità, è un’offesa che rispediamo al mittente.

Oppure se si fidano del giudizio del Sindaco di Rimini, seppure smentito da ciò che c’è scritto nel progetto che da mesi giace nei suoi cassetti. C’è una relazione dettagliata sui vantaggi quantitativi, qualitativi ed economici, con analisi di professionisti anche sui flussi di traffico. È un lavoro serio, non una provocazione.

Abbiamo fatto una proposta, abbiamo chiesto di discuterla. Ci è stato risposto che non c’è interesse pubblico, senza motivarlo. Risulta al PD che sia un modo corretto di amministrare una città? Sono abituati così?

Eravamo rimasti che il Sindaco richiamava: basta diatribe sulla stampa, serve solo il confronto. Mentre aspettiamo una convocazione, per ora inutilmente, arriva il PD a riaccendere il fuoco.

Sulla modalità comunicativa parlano i fatti: siamo stati accolti dal Sindaco con “Hanno fatto un pessimo affare”, che suona sempre più come minaccia. Poi è partito il coro degli scudieri. Noi abbiamo sempre e solo risposto. Oppure abbiamo sollevato il tema perché alle richieste di dialogo abbiamo ricevuto solo silenzio.

Resta un fatto, finora i cittadini li ha incontrati solo ASI per ascoltare e spiegare. La scorsa settimana, ad esempio, abbiamo raccolto le loro preoccupazioni: aspettano di vedere rivivere quei luoghi, di tornare ad una serenità persa.

Abbiamo iniziato con poco, intensificando il piano di manutenzione del verde per dovere, ma anche per un segnale di vicinanza anche ai piccoli bisogni legittimi.

Ma non è nemmeno più questo il punto, purtroppo, perché al centro di tutto c’è altro ed è evidente: il supermercato.

E il PD parla di costi per i cittadini.

Secondo noi il costo vero è il degrado e l’insicurezza in cui versa una zona della città, mantenuto da Comune e da chi l’affianca in questa posizione.

Secondo noi il vero costo sono i 600 euro di spesa che i riminesi pagano in più di Bologna nella loro spesa alimentare annua.

Il vero costo per i cittadini è di non poter vivere in un contesto di libera concorrenza.

Secondo noi il vero costo è lo spreco di denaro pubblico per espropriare un terreno che ASI cederebbe gratuitamente per realizzare residenze sociali e pubbliche, comprese le opere di urbanizzazione.

Usciamo dall’ipocrisia, il nodo è il supermercato e ciò stoppa tutto il progetto di riqualificazione. Per fermarlo, si usano regole e leggi inesistenti.

Entrate nel merito, Sacchetti e Zangari, perché la gente sa bene cos’è interesse pubblico e sta capendo che tutto è fermo perché non si vuole far aprire un supermercato.

Il Sindaco e tutti coloro che difendono le sue posizioni, passeranno alla storia per aver lasciato quel contesto in uno stato di degrado e insicurezza, con di fronte delle palazzine sociali e pubbliche costruite con denaro pubblico.

Aspetterò lì tutti all’inaugurazione di quelle palazzine, alle foto di rito con lo sfondo quel mostro di cemento, idrovora di paura. Vorrò poi vedervi rassicurare le famiglie e i bambini che dovranno andarci ad abitare.

Perché questo è quello che state facendo per Rimini e su questo non ci sarà sentenza a voi favorevole che potrà rasserenare le vostre coscienze.

Marco Da Dalto

Responsabile Progetto Rimini Life

Dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile progetto Rimini Life.

Rimini, 30 settembre 2023

Gentile Comune di Rimini, anche ASI chiede venia ai cittadini riminesi per essere vittime di un ping pong sui media. Da mesi chiediamo di ricondurre il dialogo ai luoghi istituzionali. È paradossale sia il Comune ad invocarlo.

Sulle questioni evidenziate

L’autorizzazione commerciale ci è stata rilasciata e chiarisce che il richiedente ha i requisiti per esercitare l’attività, così come il format con le sue suddivisioni che rispondono alla normativa del commercio. Per fortuna il documento è pubblico e consultabile. Se si fosse realizzato l’edificio saremmo stati legittimati ad aprire l’attività come proposta, perché è autorizzata la dimensione della superficie di vendita e di quella per le aree di lavorazione, ritenute coerenti e idonee alla attività. Tanto per essere più chiari, se il TAR o il Consiglio di Stato ci dessero ragione sui ricorsi, il supermercato lo potremmo realizzare esattamente così come proposto e potremmo esercitare l’attività, perché c’è già l’autorizzazione commerciale, non certo un centro logistico. Gli atti sono cristallini.

In generale, la storia di questa diatriba è piuttosto chiara.

1. Siamo stati accolti con la dichiarazione del Sindaco “Hanno fatto un pessimo affare”, avendo offerto poco più della cifra stimata dal perito, superando un’altra offerta di poco inferiore e aver soddisfatto tutti i creditori, Comune compreso.

2. A dicembre del 2021 abbiamo incontrato il Sindaco che poi nei giorni seguenti ha dichiarato di non conoscerci.

3. A giugno 2022 a ruota della nostra presentazione (prima al Comune e poi alla città) la Giunta ha risposto deliberando l’esproprio e aumentando la quota da spendere inizialmente prevista.

4. Dopo il deposito dei progetti, arriva un’altra delibera che giudica inesistente l’interesse pubblico, legittimo, ma senza fornire alcuna motivazione e questo non è corretto.

5. Dopo gli incontri di giugno e luglio con assessora Roberta Frisoni, cortese e disponibile, il sindaco si è negato ai ripetuti incontri richiesti.

Difficile leggere di un impegno al dialogo con questi fatti avvenuti. Più chiara l’intenzione di voler prendere altro tempo. Respingiamo, anche se è ormai ben comprensibile il motivo, la tensione a ridurre il ragionamento su Rimini Life a valutazioni riguardanti un supermercato di medie-piccole dimensioni.

Appuntamento urgente

Accogliamo l’invito del Comune di Rimini e chiediamo nuovamente e pubblicamente la possibilità di incontrare l’Amministrazione entro due settimane. D’altra parte, attendiamo da fine luglio le risposte dal Sindaco e crediamo che l’importanza di chiudere, dopo tanti anni, il buco nero di via Ugo Bassi, meriti una attenzione particolare. Restiamo in fiduciosa attesa.

Marco Da Dalto

Responsabile Progetto Rimini Life

Dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile progetto Rimini Life.

Rimini, 29 settembre 2023

Respingiamo i contenuti del comunicato del Comune di Rimini, che non riporta correttamente i fatti accaduti e soprattutto non chiarisce il punto fondamentale, cioè spiegare perché non ritiene di interesse pubblico il progetto RiminiLife.

ASI ha depositato fra dicembre 2022 e gennaio 2023 le sue proposte. Sono seguiti, nei mesi scorsoi due incontri con l’Assessora Roberta Frisoni nei quali abbiamo comunicato verbalmente la nostra disponibilità a quanto affermato nelle mie dichiarazioni riguardo l’aggiornamento della proposta.

Gli incontri sono avvenuti l’8 giugno alle 13.00 e il 20 luglio alle 9.30. Al primo erano presenti l’Amministratore Piero Aicardi, due legali di ASI e il sottoscritto. Al secondo l’Amministratore Piero Aicardi e il sottoscritto.

Ci siamo lasciati che avremmo atteso una risposta, inizialmente promessa per fine luglio e poi per fine agosto. Serviva ovviamente un segno di apertura alle nostre nuove proposte, per poi formalizzarle. Non è successo nulla, nonostante diverse sollecitazioni.

L’interlocuzione seguente ha solo riguardato provvedimenti per cercare di tamponare la microcriminalità crescente dentro e fuori dall’immobile.

Sulle autorizzazioni edilizie e commerciali: preciso che le suddette sono disgiunte, anche se confluiscono all’interno di una conferenza dei servizi. Ci è stato dato diniego alla pratica edilizia, ma con una comunicazione al protocollo n. 0018359/2023 del 18/01/2023 ci è stata rilasciata l’autorizzazione commerciale (disponibile a chi volesse leggerla) che analizza i requisiti del richiedente e la rispondenza della suddivisione interna del supermercato alle norme e regole del commercio. Autorizzazione concessa alla società Rimini Retail, al 100% di proprietà di ASI. L’autorizzazione commerciale fa cadere tutte le affermazioni dell’Amministrazione sulla natura della nostra proposta, sulla peculiarità del supermercato che non è un ‘mega centro commerciale’ e sull’area di lavorazione.

Non può essere usato a pretesto, anzi è imbarazzante sia stato scritto, che a Rimini non esistono supermercati con il rapporto fra vendita e area di lavorazione da noi indicato. Non c’è a Rimini una norma del genere, mentre a noi invece viene chiesto di sottostare ad una volontà che non è regolamentata. Ammette in questo modo, il Comune, che una norma non esiste e che solo per noi vale un pensiero e l’imposizione di regole limitative.

E’ invece corretta la definizione dei mq., che coincide con quanto da me asserito. La nostra proposta prevede infatti l’utilizzo delle superfici da noi acquisite (circa 23.700 mq), a cui si aggiungono quelle dell’edilizia pubblica e sociale che il Comune vuole realizzare, per circa 3.100 mq.

Invito l’amministrazione onde a evitare anche profili di diffamazione che danneggiano la mia persona e l’azienda coinvolta, ad un’informazione più corretta.

E’ nostra ferma volontà trovare una soluzione leale ed equilibrata che risolva un problema annoso. Rinnovo la disponibilità, già espressa negli incontri di giugno e luglio, ad un dialogo costruttivo e leale. La sensazione, oggi, è quella di assistere a chi ha l’obiettivo di far trascorrere altro tempo. Noi crediamo che invece serva vedersi a breve e trovare una soluzione.

Ribadisco la situazione surreale di chi passerà alla storia per aver chiamato ‘vergogna’ un luogo malsano, e poi fare tutto il possibile per lasciarlo tale, aggiungendoci di fronte delle palazzine per farci abitare famiglie fragili che avrebbero invece bisogno di stare in un contesto inclusivo.

Marco Da Dalto

Responsabile Progetto Rimini Life

Area ex questura: oggi l’incontro di ASI con i cittadini riminesi

Rimini, 28 settembre 2023

Oltre 50 cittadini riminesi oggi pomeriggio all’ex Questura per incontrare Ariminum Sviluppo Immobiliare nell’incontro preannunciato per aggiornare sull’iter del progetto RiminiLife. Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife, s’è rivolto alle persone intervenute aggiornandole sui programmi e sulle ragioni di ASI.

Abbiamo fatto opposizione al Comune alla pratica di esproprio e andremo avanti in tutte le sedi per tutelare l’investimento

A proposito delle modifiche al progetto:

Abbiamo proposto delle variazioni riducendo i circa 23.700 mq di superficie edificata oggi acquistati a 16.000 mq, mantenendo il criterio di più funzioni che creino inclusione e migliorino qualitativamente il contesto, anche aumentando gli spazi destinati al verde pubblico.

Riguardo al supermercato abbiamo più volte specificato che il nostro progetto è coerente con la normativa, tanto è vero che l’ufficio competente del Comune lo ha approvato con parere favorevole, riscontrando che la superficie di vendita è di 1500 mq e che le superfici accessorie sono funzionali e coerenti. Per spegnere ogni tipo di speculazione e strumentalizzazione ci siamo resi disponibili a sottoscrivere un atto d’obbligo per mantenere inalterata la superficie di vendita del supermercato per dieci anni dalla sottoscrizione dello stesso accordo.

Serve riportare i temini al loro vero significato

La riposta ‘non c’è interesse pubblico’, senza motivazione, ci ha lasciati di stucco. Il Comune è obbligato per legge a fornire delle motivazioni oggettive che non possono risiedere in valutazioni approssimative sul tema del traffico (argomento da noi sviscerato dettagliatamente mediante relazioni e rilievi specialistici che abbiamo depositato in Comune) o sulle proporzioni tra superficie di vendita e accessorie, argomento non regolamentato da nessuna normativa locale o regionale. Piuttosto ci preme sottolineare che grazie al modello presentato si genereranno circa 90 nuovi posti di lavoro che rappresentano anch’essi aspetto di rilevante interesse pubblico.

Le accuse che ci sono state rivolte dal Sindaco circa la nostra volontà di realizzare un centro logistico sono di fatto smentite dal progetto che è nelle sue mani ed approvato dai suoi uffici.

Ricordiamo che il nostro supermercato con superficie di 1500 mq resta comunque un negozio principalmente di quartiere, proprio per effetto del numero limitato di prodotti che può esporre che in modo fuorviante più volte è stato definito ‘mega centro commerciale’.

La sicurezza.

Quando il sindaco ci accusa di sventolare degrado e insicurezza come forma di ricatto, ci offende. Intanto mostra di non aver presente cosa accade con epicentro l’’area ex Questura e non ha chiara la disperazione dei cittadini che da 20 anni sono in questa condizione.

Realizzare delle palazzine pubbliche e sociali in un contesto da 20 anni (molto prima che lo acquistassimo), luogo insicuro e intriso di microcriminalità, lo riteniamo privo di buon senso, soprattutto pensando alle famiglie che vi verranno ad abitare.

Al di là delle procedure formali, resta un fatto di coscienza che crediamo un Sindaco debba valutare pienamente.

Non siamo una onlus, sia chiaro. Ma abbiamo un profondo senso etico della nostra attività. Non costruiremmo mai al fianco di un luogo degradato e attrattore di delinquenza. Sinceramente non capiamo come possa pensare di farlo il Comune, tanto più con residenze popolari che sono un bisogno enorme per le nostre città.

Quel cartello ‘vergogna’ che il Sindaco mostrò ai fotografi dinanzi all’ex questura, oggi pare lui stesso voglia mantenerlo in vita.

Area ex questura: domani pomeriggio ASI incontra i cittadini

Rimini, 27 settembre 2023

Domani pomeriggio, dalle 17.00 alle 18.00 davanti alla ‘ex questura’ di via Ugo Bassi, Ariminum Sviluppo Immobiliare incontrerà i cittadini riminesi che vorranno conoscere gli sviluppi relativi al progetto RiminiLife, presentato al Comune dieci mesi fa e che nella sostanza non è stato ancora possibile discutere con l’Amministrazione.

Per il Sindaco – dice Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife – non c’è interesse pubblico in una proposta che riqualifica l’area e la sottrae ad un degrado pericoloso per la città; una proposta studiata da professionisti e completa di informazioni che propone verde pubblico, funzioni pubbliche e private, con un equilibrio economico ovviamente fondamentale. Abbiamo recapitato al comune anche un aggiornamento del progetto, ma tutto tace. Per il Sindaco c’è invece l’interesse pubblico nel costruire residenze sociali e pubbliche destinate anche a famiglie fragili che si affacceranno su un’area del genere, con la Regione che finanzia e tace pure lei su questa che, secondo noi, è una enorme forzatura. Rimandare al PUG ogni scelta significa lasciare tutto così per altri 7-8 anni. Al Presidente Bonaccini, al Sindaco e a tutti i consiglieri che lo appoggiano, chiediamo se si sentirebbero sicuri ad abitare con le loro famiglie e se lasciare per anni la situazione immutata sia la risposta giusta per i cittadini che vivono qui”.

ASI incontrerà periodicamente i cittadini che chiedono una soluzione. Domani aggiornerà coloro che interverranno su come intende agire per opporsi ad un esproprio avviato, nonostante la disponibilità a cedere gratuitamente le aree.

Serve anche – conclude Da Dalto – chiarezza sui termini: il sindaco dimentica volutamente di citare quanto complessivamente previsto nel progetto RiminiLife e parla solo di mega centro commerciale a proposito di un supermercato di 1500 mq; parla di centro logistico quando il progetto chiarisce che non lo è, mostrando quanto meno di non aver letto quello dieci mesi fa abbiamo presentato. Crediamo legittimo trasmettere direttamente alla gente la nostra posizione e ci renderemo disponibili sistematicamente per coloro che vorranno ascoltare la versione di ASI”.

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