Rimini Life

Area via Bassi. Aicardi e Da Dalto a maggioranza: non accettiamo più questi toni

Rimini, 3 dicembre 2023

Le dichiarazioni dei capigruppo di maggioranza (vedi notizia) non vanno giù ad Ariminum Sviluppo Immobiliare e così, dopo la commissione di venerdì sull’area di via Bassi, arriva l’ennesima nota firmata questa volta da Piero Aicardi (amministratore unico di Asi) e Marco Da Dalto (Coordinatore Progetto RiminiLife). Alle accuse di “arroganza” dei capigruppo, la società risponde per le rime: “non accettiamo più questi toni, se è vera la volontà a condividere un progetto di rigenerazione non si può usare questo livello di comunicazione” dice Aicardi mentre Da Dalto richiama i consiglieri di maggioranza ad un maggiore senso di responsabilità. Intanto resta confermato l’incontro tra Asi e Comune del prossimo 6 dicembre. Le premesse però non lasciano molti margini di speranza.

Piero Aicardi, Amministratore Unico Ariminum Sviluppo Immobiliare:

Siamo sinceramente colpiti dal tono dell’intervento dei capigruppo di maggioranza del consiglio comunale di Rimini. La disponibilità al confronto anticipata dall’assessora Frisoni ci aveva lasciato la speranza di una apertura al dialogo, con un’intonazione finalmente costruttiva e distensiva, che speravamo ci avrebbe accolto il prossimo 6 dicembre. Sgombro subito il campo: non entriamo nella dialettica politica e non vogliamo alimentare lo scontro, ma non possiamo esimerci dal rinnovare la nostra disponibilità a qualsiasi confronto pubblico che dovesse rendersi necessario a tutela degli interessi della città. Siamo rimasti sorpresi dall’assenza di domande di chiarimento da parte dei rappresentanti dei gruppi di maggioranza durante la Commissione. Sarebbe stata l’occasione per permetterci di capire, direttamente e concretamente, quali sono le motivazioni di mancanza di interesse pubblico all’interno della nostra proposta. Riscontrando la totale assenza di interventi, pensavamo si sarebbero riservati di riportare il loro pensiero nel prossimo incontro; invece, l’intervento di ieri sulla stampa evidenzia non solo una mancanza di motivazioni al diniego, ma anche, e soprattutto, un arroccamento ideologico che certamente non fa bene alla città. Si susseguono i soliti ritornelli che il nostro video documentario ha ampiamente disintegrato. La gente lo sta guardando e noi lo renderemo sempre più visibile, in linea con la nostra visione che si incentra su una comunicazione chiara e pubblica di tutti gli eventi. Dispiace come un progetto inclusivo con contenuti oggettivi di sostenibilità e qualità urbana, portatore evidente di interesse pubblico, a firma di uno dei più importanti architetti internazionali, sia continuamente sminuito e attaccato solo per la presenza di un supermercato. Dispiace registrare che da due anni a questa parte siamo stati oggetto di attacchi pesanti, partiti dal Sindaco e sostenuti dalla maggioranza; abbiamo sopportato le diffamazioni, i processi alle intenzioni, illazioni infondate, ed ora anche accuse di arroganza che ci offendono, che con forza respingo. Non accettiamo più questi toni, se è vera la volontà a condividere un progetto di rigenerazione non si può usare questo livello di comunicazione.

Marco Da Dalto, Coordinatore Progetto RiminiLife:

Visto che siamo in un Paese libero ed è consentito il diritto di critica, vorrei stimolare una riflessione. il nostro video documentario chiude con una considerazione, credo oggettiva, ovvero che questa impasse che lascia tutto così, fa tutti PERDENTI, ed è evidente che il prezzo più caro lo pagano la città e i residenti. Forse però così non è, i dati del commercio che abbiamo fornito (statistiche Urbistat) ci dicono che l’offerta alimentare a Rimini è sottodimensionata e il 70% è concentrata, con due marchi che dominano Conad (prevalente) e Coop, insieme nella LegaCoop Romagna, va da sé la considerazione che questa impasse (sono già passati due anni) fa tutti perdenti ed involontariamente probabilmente qualcuno è vincente. Nel leggere i capigruppo di maggioranza è pertanto evidente una contraddizione, in quanto “l’azione è l’inverso del pensiero”, perchè nel tentativo di difesa di un interesse pubblico, in due anni mai motivato, di fatto, lasciando tutto così, involontariamente si fa solo l’interesse di un privato. Davvero anacronistico! Richiamo i consiglieri di maggioranza ad un maggiore senso di responsabilità, a tenere conto che coscientemente realizzare delle palazzine pubbliche in un contesto di degrado è umanamente non accettabile, perché tutti sappiamo che non ci manderemmo i nostri figli a giocare e avremmo timore ad abitarci. Il denaro pubblico è prezioso e che quello stanziato per gli espropri può essere utilizzato per altro, magari per aiutare quelle famiglie che hanno bisogno. Sicuramente è superfluo evidenziare che se una sentenza definitiva (Consiglio di Stato) sul ricorso da noi promosso – contro il diniego alla proposta di accordo di programma – dovesse dimostrare che i soldi dell’esproprio si potevano risparmiare, il tema diventa di competenza della Corte dei Conti la quale chiederà ai dirigenti e ai consiglieri, che non hanno utilizzato con cura il denaro pubblico, di rispondere direttamente con il proprio patrimonio personale; lo faccio solo per diritto di critica e ricostruzione dei fatti. Lasciare tutto così com’è, significa lasciare la vostra firma per sempre su quell’enorme transatlantico di cemento, paura e degrado. Se la nascita di quella vergogna non vi appartiene, mantenerla in vita ve ne attribuirà per sempre la paternità e la responsabilità.

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Rimini Life: dichiarazioni di Piero Aicardi e Marco Da Dalto dopo l’intervento dei capigruppo di maggioranza del Comune di Rimini

Rimini, 3 dicembre 2023

Piero Aicardi, Amministratore Unico Ariminum Sviluppo Immobiliare:

Siamo sinceramente colpiti dal tono dell’intervento dei capigruppo di maggioranza del consiglio comunale di Rimini. La disponibilità al confronto anticipata dall’assessora Frisoni ci aveva lasciato la speranza di una apertura al dialogo, con un’intonazione finalmente costruttiva e distensiva, che speravamo ci avrebbe accolto il prossimo 6 dicembre.

Sgombro subito il campo: non entriamo nella dialettica politica e non vogliamo alimentare lo scontro, ma non possiamo esimerci dal rinnovare la nostra disponibilità a qualsiasi confronto pubblico che dovesse rendersi necessario a tutela degli interessi della città.

Siamo rimasti sorpresi dall’assenza di domande di chiarimento da parte dei rappresentanti dei gruppi di maggioranza durante la Commissione. Sarebbe stata l’occasione per permetterci di capire, direttamente e concretamente, quali sono le motivazioni di mancanza di interesse pubblico all’interno della nostra proposta.

Riscontrando la totale assenza di interventi, pensavamo si sarebbero riservati di riportare il loro pensiero nel prossimo incontro, invece l’intervento di ieri sulla stampa evidenzia non solo una mancanza di motivazioni al diniego, ma anche, e soprattutto, un arroccamento ideologico che certamente non fa bene alla città.

Si susseguono i soliti ritornelli che il nostro video documentario ha ampiamente disintegrato.

La gente lo sta guardando e noi lo renderemo sempre più visibile, in linea con la nostra visione che si incentra su una comunicazione chiara e pubblica di tutti gli eventi.

Dispiace come un progetto inclusivo con contenuti oggettivi di sostenibilità e qualità urbana, portatore evidente di interesse pubblico, a firma di uno dei più importanti architetti internazionali, sia continuamente sminuito e attaccato solo per la presenza di un supermercato.

Dispiace registrare che da due anni a questa parte siamo stati oggetto di attacchi pesanti, partiti dal Sindaco e sostenuti dalla maggioranza; abbiamo sopportato le diffamazioni, i processi alle intenzioni, illazioni infondate, ed ora anche accuse di arroganza che ci offendono, che con forza respingo.

Non accettiamo più questi toni, se è vera la volontà a condividere un progetto di rigenerazione non si può usare questo livello di comunicazione.

Marco Da Dalto, Coordinatore Progetto Rimini Life:

Visto che siamo in un Paese libero ed e’ consentito il diritto di critica, vorrei stimolare una riflessione. il nostro video documentario chiude con una considerazione, credo oggettiva, ovvero che questo impasse che lascia tutto così, fa tutti PERDENTI, ed è evidente che il prezzo più caro lo pagano la città e i residenti.

Forse però così non è, i dati del commercio che abbiamo fornito (statistiche Urbistat) ci dicono che l’offerta alimentare a Rimini è sottodimensionata e il 70% è concentrata, con due marchi che dominano Conad (prevalente) e Coop, insieme nella LegaCoop Romagna, va da sé la considerazione che questo impasse (sono già passati due anni) fa tutti perdenti ed involontariamente probabilmente qualcuno è vincente.

Nel leggere i capigruppo di maggioranza è pertanto evidente una contraddizione, in quanto “l’azione è l’inverso del pensiero”, perchè nel tentativo di difesa di un interesse pubblico, in due anni mai motivato, di fatto, lasciando tutto così, involontariamente si fa solo l’interesse di un privato.

Davvero anacronistico!

Richiamo i consiglieri di maggioranza ad un maggiore senso di responsabilità, a tenere conto che coscientemente realizzare delle palazzine pubbliche in un contesto di degrado è umanamente non accettabile, perché tutti sappiamo che non ci manderemmo i nostri figli a giocare e avremmo timore ad abitarci.

Il denaro pubblico è prezioso e che quello stanziato per gli espropri può essere utilizzato per altro, magari per aiutare quelle famiglie che hanno bisogno.

Sicuramente è superfluo evidenziare che se una sentenza definitiva (Consiglio di Stato) sul ricorso da noi promosso – contro il diniego alla proposta di accordo di programma – dovesse dimostrare che i soldi dell’esproprio si potevano risparmiare, il tema diventa di competenza della Corte dei Conti la quale chiederà ai dirigenti e ai consiglieri, che non hanno utilizzato con cura il denaro pubblico, di rispondere direttamente con il proprio patrimonio personale; lo faccio solo per diritto di critica e ricostruzione dei fatti.

Lasciare tutto così com’è, significa lasciare la vostra firma per sempre su quell’enorme transatlantico di cemento, paura e degrado. Se la nascita di quella vergogna non vi appartiene, mantenerla in vita ve ne attribuirà per sempre la paternità e la responsabilità.

Il piano della proprietà «Pronti a demolire subito l’ex Questura» ’Disgelo’ col Comune

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Area ex questura Rimini, la proprietà: “Bene accordo di programma, via i pregiudizi e ragioniamo”

Rimini, 1 dicembre 2023

Cogliamo con rinnovata fiducia l’imminente appuntamento accordatoci dal Comune di Rimini e il riconoscimento dell’accordo di programma quale strumento amministrativo più utile alla città per risolvere quello che è un problema irrisolto da vent’anni in via Ugo Bassi. Siamo sempre disponibili, lo abbiamo chiarito oggi ancora una volta, ad entrare nel merito del progetto RiminiLife, a patto che il recinto del dialogo sia quello delle norme e dell’interesse pubblico, non dei pregiudizi o delle illazioni”: così Marco Da Alto, coordinatore del progetto Rimini Life, dopo l’incontro in Commssione con l’amministrazione comunale.

Nel corso della Commissione consiliare – prosegue Da Alto – abbiamo cercato di chiarire, grazie alla presenza dei responsabili di ASI, le ragioni del progetto RiminiLife e l’indubbio vantaggio che ne avrebbe la città se fosse realizzato. Ringraziamo l’Amministrazione che, tramite il presidente e il vicepresidente della Commissione nonché il Consigliere Luca De Sio che ne ha fatto richiesta, ha reso possibile il confronto, precluso in consiglio comunale nella seduta tematica dedicata alla ‘ex questura’, la maggioranza e gli assessori che ci hanno ascoltato e tutta l’opposizione per la partecipazione viva e costruttiva. La presenza di Piero Aicardi, amministratore delegato di ASI, testimonia che gli imprenditori, che hanno investito risorse, sono assolutamente intenzionati a perseguire ogni via per arrivare ad un dialogo leale col Comune di Rimini che risolva l’impasse generata dall’immobilismo dell’Amministrazione. Si è potuto entrare nel dettaglio della qualità espressa dal progetto RiminiLife e soprattutto del profondo studio che ne ha anticipato l’esecuzione, realizzato da Leonardo Cavalli, firma prestigiosa dell’architettura internazionale: RiminiLife non è un esercizio di stile, ma una proposta concreta di rigenerazione urbana e integrazione sociale presentata a dicembre del 2022 e rigettata dalla Giunta comunale senza una motivazione alla mancanza di interesse pubblico, a dimostrazione che il pregiudizio del Comune è così forte da impedire anche la lettura del dossier consegnato. Abbiamo voluto rappresentare come il progetto RiminiLife sia coerente con le linee guida dell’allora Governo Gentiloni, che presiedeva il CIPE, che per favorire la realizzazione di residenze sociali e pubbliche ha stanziato dei fondi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che li ha poi distribuiti alle Regioni per la predisposizione dei bandi, i quali avrebbero dovuto garantire che le residenze pubbliche si realizzassero all’interno di contesti rigenerati, ove fosse presente un mix funzionale e fosse favorita l’integrazione sociale”.

Tuttavia: “Riteniamo disattese dalla Regione e dal Comune le direttive del CIPE e abbiamo chiesto a quest’ultimo e ai Ministeri competenti di verificare la coerenza delle azioni del Comune con gli indirizzi governativi, speriamo che questa nuova apertura al dialogo sia portatrice di un progetto di riqualificazione del solo compendio dell’Ex Questura per rispondere alle direttive del CIPE, senza dipendere dai progetti dello stadio o della caserma Giulio Cesare perché vorrebbe dire lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni. Per rendere chiaro il nostro messaggio e i fatti abbiamo introdotto l’incontro con un video dove il progetto parla ai consiglieri e alla città per dimostrare l’irragionevolezza del diniego ricevuto e l’infondatezza delle illazioni mosse contro”.

Il video sarà disponibile sul ns. canale YouTube al link  e su tutte le nostre pagine social affinché tutti i cittadini possano comprendere l’iter finora seguito e la posta in palio per la città, oltre a dare risposte alle domande più ricorrenti e ai dubbi spesso strumentalizzati che vogliono gettare ombre su RiminiLife”, sottilinea il coordinatore.

E insiste: “Ora che sono noti alla città i benefici pubblici che RiminiLife porta: la rigenerazione, che è di interesse pubblico così come stabilito dalla LR, l’aumento degli spazi a verde e a parco, delle piste ciclabili, delle infrastrutture; il beneficio economico per il Comune per l’incasso del pagamento degli oneri concessori e per il risparmio del denaro pubblico che il Sindaco ha accantonato per l’esproprio; circa 200 nuovi posti di lavoro e l’abbattimento del caro vita con di l’insediamento di un supermercato di quartiere. Il progetto RiminiLife da anche una risposta al bisogno crescente e mai soddisfatto di residenze sociali (c’è un fabbisogno di circa 2.000 alloggi), realizzando 80 nuove unità oltre le 36 previste dal Comune. Il Comune di Rimini giustamente ha definito vergognosa la situazione di quell’area, ma da circa un anno ha in mano la soluzione e si è ritratta in un immobilismo che se verrà protratto perpetuerà quella vergogna per parecchi anni. Ora leggere di disponibilità verso il privato o la mancanza di pregiudizio sicuramente mi lascia perplesso, ma voglio essere fiducioso. Si può procedere immediatamente all’attuazione del primo stralcio abbattendo l’edificio dell’ex Questura e realizzando il supermercato (interesse pubblico=rigenerazione, nuovi posti di lavoro, nuova attività). Il secondo stralcio può essere demandato all’accordo di programma i cui contenuti possono tenere conto anche di altre esigenze oltre quelle che abbiamo rappresentato”.

E’ davvero anacronistico, per non dire poco responsabile, pensare di realizzare delle palazzine pubbliche in quel contesto degradato, lasciando che famiglie fragili e bambini vivano e giochino accanto a quel buco nero pericoloso e insicuro dell’ex Questura. Spero che questo prossimo incontro sia testimonianza di un senso di responsabilità che pensavo perduto”, osserva Da Alto in relazione al progetto appena approvato di 36 alloggi ERP in quell’area.

Quanto all’arrivo di Esselunga, che nessuno ancora nomina: “Abbiamo ribadito che è riduttivo ricondurre tutto il ragionamento ad un supermercato e che insistere su questo significa non voler risolvere il problema e fissarsi su quello che appare il vero nodo fin qui impossibile da sciogliere. Sull’argomento, abbiamo ribadito che non accettiamo sia messo in discussione un modello di lavoro con un processo alle intenzioni. Oggi non esiste una norma che quantifichi le proporzioni fra area di vendita e di magazzino. Abbiamo dato disponibilità a rinunciare ad un diritto di ipotetico ampliamento per un periodo medio-lungo e, se possibile, ottimizzare un po’ la superficie lorda. Non faremo un hub logistico, il progetto è chiaro su questo. Siamo a Rimini per realizzare un progetto che renda tutti vincenti. Se sgombriamo il tavolo da pregiudizi e illazioni, resta tutto lo spazio per fare in fretta e bene l’interesse di Rimini”.

Da parte loro i gruppi di opposizione hanno diramato una nota comune: “Abbiamo voluto convocare la commissione di controllo e garanzia perchè l’importanza dell’area (mai) ex questura non può consentire il rimpallo a cui la città sta assistendo. Abbiamo atteso responsabilmente 2 anni nella speranza che privato e Giunta facessero i loro passi, ma quei tentativi ad oggi sono falliti e noi, come amministratori, siamo obbligati a prendere contezza di elementi che peraltro entro Natale andremo a votare (progetto PIERS). Quello che è tristemente emerso è che l’amm.ne, contrariamente a quanto le piace affermare, pare disposta a lasciare quell’area così come si trova per diversi anni, rimandandone la programmazione urbanistica al PUG su cui, peraltro, essa stessa è in grave e colpevole ritardo. E’ poi emerso che l’amm.ne, si rifiuta di motivare la asserita insussistenza di interesse pubblico all’approvazione del progetto, trincerandosi dietro un “no” privo di ragioni ed evitando di controbattere alle osservazioni ed alle analisi puntuali fornite dal privato, che ad oggi, rimangono gli unici elementi di istruttoria con cui possiamo confrontarci”.

A noi interessa riqualificare quell’area (anche se non ad ogni costo ovviamente) e ci interessa che l’individuazione dell’interesse pubblico non avvenga in modo arbitrario e iniquo. E soprattutto non motivato. Si rischierebbe di “confondere” l’interesse pubblico con quello politico”.  Le conseguenze  di un simile modello di governo sarebbero pericolosissime per la città. Lo sono, anzi. E lo sono già state in passato. Ci auguriamo che il Sindaco voglia distinguersi; diversamente non farebbe altro che giustificare i processi alle intenzioni che da più parti gli vengono mossi in città”, è la conclusione.

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Il caso di via Ugo Bassi in Commissione: la dichiarazione di Da Dalto (Rimini Life)

Rimini, 1 dicembre 2023

Cogliamo con rinnovata fiducia l’imminente appuntamento accordatoci dal Comune di Rimini e il riconoscimento dell’accordo di programma quale strumento amministrativo più utile alla città per risolvere quello che è un problema irrisolto da vent’anni in via Ugo Bassi. Siamo sempre disponibili, lo abbiamo chiarito oggi ancora una volta, ad entrare nel merito del progetto RiminiLife, a patto che il recinto del dialogo sia quello delle norme e dell’interesse pubblico, non dei pregiudizi o delle illazioni.

Nel corso della Commissione consiliare abbiamo cercato di chiarire, grazie alla presenza dei responsabili di ASI, le ragioni del progetto RiminiLife e l’indubbio vantaggio che ne avrebbe la città se fosse realizzato.

Ringraziamo l’Amministrazione che, tramite il presidente e il vicepresidente della Commissione nonché il Consigliere Luca De Sio che ne ha fatto richiesta, ha reso possibile il confronto, precluso in consiglio comunale nella seduta tematica dedicata alla ‘ex questura’, la maggioranza e gli assessori che ci hanno ascoltato e tutta l’opposizione per la partecipazione viva e costruttiva.

La presenza di Piero Aicardi, amministratore delegato di ASI, testimonia che gli imprenditori, che hanno investito risorse, sono assolutamente intenzionati a perseguire ogni via per arrivare ad un dialogo leale col Comune di Rimini che risolva l’impasse generata dall’immobilismo dell’Amministrazione.

Si è potuto entrare nel dettaglio della qualità espressa dal progetto RiminiLife e soprattutto del profondo studio che ne ha anticipato l’esecuzione, realizzato da Leonardo Cavalli, firma prestigiosa dell’architettura internazionale: RiminiLife non è un esercizio di stile, ma una proposta concreta di rigenerazione urbana e integrazione sociale presentata a dicembre del 2022 e rigettata dalla Giunta comunale senza una motivazione alla mancanza di interesse pubblico, a dimostrazione che il pregiudizio del Comune è così forte da impedire anche la lettura del dossier consegnato.

Abbiamo voluto rappresentare come il progetto RiminiLife sia coerente con le linee guida dell’allora Governo Gentiloni, che presiedeva il CIPE, che per favorire la realizzazione di residenze sociali e pubbliche ha stanziato dei fondi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che li ha poi distribuiti alle Regioni per la predisposizione dei bandi, i quali avrebbero dovuto garantire che le residenze pubbliche si realizzassero all’interno di contesti rigenerati, ove fosse presente un mix funzionale e fosse favorita l’integrazione sociale.

Riteniamo disattese dalla Regione e dal Comune le direttive del CIPE e abbiamo chiesto a quest’ultimo e ai Ministeri competenti di verificare la coerenza delle azioni del Comune con gli indirizzi governativi, speriamo che questa nuova apertura al dialogo sia portatrice di un progetto di riqualificazione del solo compendio dell’Ex Questura per rispondere alle direttive del CIPE, senza dipendere dai progetti dello stadio o della caserma Giulio Cesare perché vorrebbe dire lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni.

Per rendere chiaro il nostro messaggio e i fatti abbiamo introdotto l’incontro con un video dove il progetto parla ai consiglieri e alla città per dimostrare l’irragionevolezza del diniego ricevuto e l’infondatezza delle illazioni mosse contro.

Il video sarà disponibile sul ns. canale YouTube al link  e su tutte le nostre pagine social affinché tutti i cittadini possano comprendere l’iter finora seguito e la posta in palio per la città, oltre a dare risposte alle domande più ricorrenti e ai dubbi spesso strumentalizzati che vogliono gettare ombre su RiminiLife.

Ora che sono noti alla città i benefici pubblici che RiminiLife porta: la  rigenerazione, che è di interesse pubblico così come stabilito dalla LR, l’aumento degli spazi a verde e a parco, delle piste ciclabili, delle infrastrutture; il beneficio economico per il Comune per l’incasso del pagamento degli oneri concessori e per il risparmio del denaro pubblico che il Sindaco ha accantonato per l’esproprio;  circa 200 nuovi posti di lavoro e l’abbattimento del caro vita con di l’insediamento di un supermercato di quartiere.

Il progetto RiminiLife da anche una risposta al bisogno crescente e mai soddisfatto di residenze sociali (c’è un fabbisogno di circa 2.000 alloggi), realizzando 80 nuove unità oltre le 36 previste dal Comune.

Il Comune di Rimini giustamente ha definito vergognosa la situazione di quell’area, ma da circa un anno ha in mano la soluzione e si è ritratta in un immobilismo che se verrà protratto perpetuerà quella vergogna per parecchi anni. Ora leggere di disponibilità verso il privato o la mancanza di pregiudizio sicuramente mi lascia perplesso, ma voglio essere fiducioso. Si può procedere immediatamente all’attuazione del primo stralcio abbattendo l’edificio dell’ex Questura e realizzando il supermercato (interesse pubblico=rigenerazione, nuovi posti di lavoro, nuova attività). Il secondo stralcio può essere demandato all’accordo di programma i cui contenuti possono tenere conto anche di altre esigenze oltre quelle che abbiamo rappresentato.

E’ davvero anacronistico, per non dire poco responsabile, pensare di realizzare delle palazzine pubbliche in quel contesto degradato, lasciando che famiglie fragili e bambini vivano e giochino accanto a quel buco nero pericoloso e insicuro dell’ex Questura. Spero che questo prossimo incontro sia testimonianza di un senso di responsabilità che pensavo perduto. Abbiamo ribadito che è riduttivo ricondurre tutto il ragionamento ad un supermercato e che insistere su questo significa non voler risolvere il problema e fissarsi su quello che appare il vero nodo fin qui impossibile da sciogliere. Sull’argomento, abbiamo ribadito che non accettiamo sia messo in discussione un modello di lavoro con un processo alle intenzioni. Oggi non esiste una norma che quantifichi le proporzioni fra area di vendita e di magazzino. Abbiamo dato disponibilità a rinunciare ad un diritto di ipotetico ampliamento per un periodo medio-lungo e, se possibile, ottimizzare un po’ la superficie lorda. Non faremo un hub logistico, il progetto è chiaro su questo. Siamo a Rimini per realizzare un progetto che renda tutti vincenti. Se sgombriamo il tavolo da pregiudizi e illazioni, resta tutto lo spazio per fare in fretta e bene l’interesse di Rimini”.

MARCO DA DALTO, RESPONSABILE DEL PROGETTO RIMINILIFE

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Area via Bassi. Fissato un incontro tra comune e ASI

Rimini, 1 dicembre 2023

La prossima settimana comune e Ariminum Sviluppo Immobiliare si incontreranno per far ripartire il dialogo. La notizia sul futuro dell’area di via Bassi arriva da un comunicato stampa dopo che il dibattito in seconda commissione consigliare sembrava invece confermare una situazione di stallo. Presenti l’amministrazione e la società che ha acquisito l’area nel 2021 per 14,5 milioni di euro. Asi (rappresentata dall’amministratore unico Aicardi e dal responsabile del progetto Da Dalto) è tornata nuovamente a presentare, con un video molto curato, il progetto Rimini Life che prevede nuovo residenziale, verde, asili e, da sempre oggetto della discussione, un supermercato. La struttura da 1500 metri prevede un’area a servizio di 4500 metri quadri. Troppi per l’amministrazione che per voce degli assessori Magrini e Frisoni ha ribadito la bocciatura del progetto nel quale non si ravvede un preminente interesse pubblico. Inoltre gli assessori hanno spiegato la necessità di ragionare sull’intero quadrante dove sono in ballo anche il nuovo stadio (del quale si attende l’arrivo del progetto) e la Cittadella della Sicurezza nella ex Caserma Giulio Cesare. Senza un accordo tra le parti, l’area di via Bassi è destinata ancora per anni a restare nel degrado e nell’insicurezza: tutto sarebbe infatti rimandato alla stesura del Piano Urbanistico Generale il cui articolato iter deve ancora partire.

Gli assessori alla pianificazione del territorio Roberta Frisoni e alle attività economiche Juri Magrini, che hanno preliminarmente evidenziato come tra amministrazione e Asi siano aperti contenziosi, per cui si attende la pronuncia del Tar, “e ci sono dunque aspetti specifici che devono essere affrontati nelle sedi opportune. L’Amministrazione ha posto delle sue osservazioni e vedremo quale sarà l’orientamento della giustizia amministrativa”. “Siamo comunque disponibili al confronto e al dialogo, non ci siamo mai sottratti e non lo facciamo ora, partendo dalla considerazione che è interesse di tutti, in primis della Giunta e dell’amministrazione, procedere alla rigenerazione di quell’area – sottolinea l’assessora Frisoni – ma è altrettanto evidente come per perseguire questo obiettivo si debba necessariamente trovare un punto di equilibrio per il bene della città tra le esigenze del pubblico e i legittimi interessi dei privati. Questo anche mettendo in relazione il progetto di sviluppo del comparto dell’ex Questura con gli altri importanti interventi che ricadono in quel quadrante di città, a partire dal progetto di riqualificazione dell’impiantistica sportiva, tra Stadio e Palazzetto dello Sport, così come sta procedendo l’intervento di rifunzionalizzazione dell’ex Caserma Giulio Cesare, in capo all’agenzia del Demanio per la realizzazione della nuova cittadella della sicurezza. E’ nell’ambito di questa pianificazione più vasta che l’Amministrazione, pur in un contesto di contenziosi legali che di certo non rende agevole il confronto, si rende disponibile a trovare con il privato un punto di equilibrio che tuteli l’interesse pubblico non solo di un quartiere, ma dell’intera città. Abbiamo un appuntamento fissato con Asi già per la prossima settimana per riprendere e approfondire il dialogo: ci sono dei presupposti per lavorare attraverso un accordo di programma che soddisfi le esigenze in termini anche ambientali, di viabilità, accompagnando i progetti che insistono su quel contesto urbano. Abbiamo però il dovere di lavorare insieme senza pregiudizi e soprattutto senza imposizioni”.

L’Amministrazione ha dimostrato con gli atti di non avere preclusioni verso alcun soggetto che voglia fare impresa – sottolinea l’assessore Juri Magrini – ma in equilibrio tra opportunità di business e interesse pubblico. Rispetto alla struttura commerciale non c’era nessun impedimento all’insediamento qualora quel compendio proposto rispondesse alle caratteristiche di natura edilizia richieste. Una proposta che è stata esaminata dalla Conferenza dei Servizi che si è chiusa con il diniego. Va ricordato – sottolinea – che a fronte di una superficie di vendita di 1.500 metri quadrati di superficie commerciale è richiesta un’area di 4.500 metri per ambienti accessori e vani tecnici, aspetto questo che non si può non prendere in considerazione e che la differenzia da strutture di vendita simili”. “Stiamo parlando di una area della città strategica e e serve adottare le scelte più adeguate che si condivideranno con il Consiglio Comunale, come è sempre stato fatto”.

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Dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life, dopo la commissione consiliare di questa mattina a Rimini

Rimini, 1 dicembre 2023

cogliamo con rinnovata fiducia l’imminente appuntamento accordatoci dal comune di rimini e il riconoscimento dell’accordo di programma quale strumento amministrativo più utile alla città per risolvere quello che è un problema irrisolto da vent’anni in via ugo bassi. Siamo sempre disponibili, lo abbiamo chiarito oggi ancora una volta, ad entrare nel merito del progetto RiminiLife, a patto che il recinto del dialogo sia quello delle norme e dell’interesse pubblico, non dei pregiudizi o delle illazioni.

Nel corso della Commissione consiliare abbiamo cercato di chiarire, grazie alla presenza dei responsabili di ASI, le ragioni del progetto RiminiLife e l’indubbio vantaggio che ne avrebbe la città se fosse realizzato.

Ringraziamo l’Amministrazione che, tramite il presidente e il vicepresidente della Commissione nonché il Consigliere Luca De Sio che ne ha fatto richiesta, ha reso possibile il confronto, precluso in consiglio comunale nella seduta tematica dedicata alla ‘ex questura’, la maggioranza e gli assessori che ci hanno ascoltato e tutta l’opposizione per la partecipazione viva e costruttiva.

La presenza di Piero Aicardi, amministratore delegato di ASI, testimonia che gli imprenditori, che hanno investito risorse, sono assolutamente intenzionati a perseguire ogni via per arrivare ad un dialogo leale col Comune di Rimini che risolva l’impasse generata dall’immobilismo dell’Amministrazione.

Si è potuto entrare nel dettaglio della qualità espressa dal progetto RiminiLife e soprattutto del profondo studio che ne ha anticipato l’esecuzione, realizzato da Leonardo Cavalli, firma prestigiosa dell’architettura internazionale: RiminiLife non è un esercizio di stile, ma una proposta concreta di rigenerazione urbana e integrazione sociale presentata a dicembre del 2022 e rigettata dalla Giunta comunale senza una motivazione alla mancanza di interesse pubblico, a dimostrazione che il pregiudizio del Comune è così forte da impedire anche la lettura del dossier consegnato.

Abbiamo voluto rappresentare come il progetto RiminiLife sia coerente con le linee guida dell’allora Governo Gentiloni, che presiedeva il CIPE, che per favorire la realizzazione di residenze sociali e pubbliche ha stanziato dei fondi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che li ha poi distribuiti alle Regioni per la predisposizione dei bandi, i quali avrebbero dovuto garantire che le residenze pubbliche si realizzassero all’interno di contesti rigenerati, ove fosse presente un mix funzionale e fosse favorita l’integrazione sociale.

Riteniamo disattese dalla Regione e dal Comune le direttive del CIPE e abbiamo chiesto a quest’ultimo e ai Ministeri competenti di verificare la coerenza delle azioni del Comune con gli indirizzi governativi, speriamo che questa nuova apertura al dialogo sia portatrice di un progetto di riqualificazione del solo compendio dell’Ex Questura per rispondere alle direttive del CIPE, senza dipendere dai progetti dello stadio o della caserma Giulio Cesare perché vorrebbe dire lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni.

Per rendere chiaro il nostro messaggio e i fatti abbiamo introdotto l’incontro con un video dove il progetto parla ai consiglieri e alla città per dimostrare l’irragionevolezza del diniego ricevuto e l’infondatezza delle illazioni mosse contro.

Il video sarà disponibile sul ns. canale YouTube al link e su tutte le nostre pagine social affinché tutti i cittadini possano comprendere l’iter finora seguito e la posta in palio per la città, oltre a dare risposte alle domande più ricorrenti e ai dubbi spesso strumentalizzati che vogliono gettare ombre su RiminiLife.

Ora che sono noti alla città i benefici pubblici che RiminiLife porta: la rigenerazione, che è di interesse pubblico così come stabilito dalla LR, l’aumento degli spazi a verde e a parco, delle piste ciclabili, delle infrastrutture; il beneficio economico per il Comune per l’incasso del pagamento degli oneri concessori e per il risparmio del denaro pubblico che il Sindaco ha accantonato per l’esproprio; circa 200 nuovi posti di lavoro e l’abbattimento del caro vita con di l’insediamento di un supermercato di quartiere.

Il progetto RiminiLife da anche una risposta al bisogno crescente e mai soddisfatto di residenze sociali (c’è un fabbisogno di circa 2.000 alloggi), realizzando 80 nuove unità oltre le 36 previste dal Comune.

Il Comune di Rimini giustamente ha definito vergognosa la situazione di quell’area, ma da circa un anno ha in mano la soluzione e si è ritratta in un immobilismo che se verrà protratto perpetuerà quella vergogna per parecchi anni. Ora leggere di disponibilità verso il privato o la mancanza di pregiudizio sicuramente mi lascia perplesso, ma voglio essere fiducioso.

Si può procedere immediatamente all’attuazione del primo stralcio abbattendo l’edificio dell’ex Questura e realizzando il supermercato (interesse pubblico=rigenerazione, nuovi posti di lavoro, nuova attività).

Il secondo stralcio può essere demandato all’accordo di programma i cui contenuti possono tenere conto anche di altre esigenze oltre quelle che abbiamo rappresentato.

E’ davvero anacronistico, per non dire poco responsabile, pensare di realizzare delle palazzine pubbliche in quel contesto degradato, lasciando che famiglie fragili e bambini vivano e giochino accanto a quel buco nero pericoloso e insicuro dell’ex Questura.

Spero che questo prossimo incontro sia testimonianza di un senso di responsabilità che pensavo perduto.

Abbiamo ribadito che è riduttivo ricondurre tutto il ragionamento ad un supermercato e che insistere su questo significa non voler risolvere il problema e fissarsi su quello che appare il vero nodo fin qui impossibile da sciogliere. Sull’argomento, abbiamo ribadito che non accettiamo sia messo in discussione un modello di lavoro con un processo alle intenzioni. Oggi non esiste una norma che quantifichi le proporzioni fra area di vendita e di magazzino. Abbiamo dato disponibilità a rinunciare ad un diritto di ipotetico ampliamento per un periodo medio-lungo e, se possibile, ottimizzare un po’ la superficie lorda. Non faremo un hub logistico, il progetto è chiaro su questo. Siamo a Rimini per realizzare un progetto che renda tutti vincenti.
Se sgombriamo il tavolo da pregiudizi e illazioni, resta tutto lo spazio per fare in fretta e bene l’interesse di Rimini.

Da Dalto (ASI) dopo la Commissione: ‘non sarà un hub logistico, via i pregiudizi’

Rimini, 1 dicembre 2023

Rinnovata fiducia all’Amministrazione Comunale sulla volontà di riprendere il confronto, purché si mettano da parte illazioni e pregiudizi come quello che vorrebbe un hub logistico nello spazio commerciale dell’area di via Bassi. Il supermercato sarà invece nuova occasione di lavoro e rigenerazione.  E’ il commento di Marco Da Dalto, rappresentante del progetto RiminiLife proposto da ASI, a seguito della seduta di commissione consiliare di questa mattina (vedi notizia).

 

Cogliamo con rinnovata fiducia l’imminente appuntamento accordatoci dal Comune di Rimini e il riconoscimento dell’accordo di programma quale strumento amministrativo più utile alla città per risolvere quello che è un problema irrisolto da vent’anni in via Ugo Bassi. Siamo sempre disponibili, lo abbiamo chiarito oggi ancora una volta, ad entrare nel merito del progetto RiminiLife, a patto che il recinto del dialogo sia quello delle norme e dell’interesse pubblico, non dei pregiudizi o delle illazioni.

Nel corso della Commissione consiliare abbiamo cercato di chiarire, grazie alla presenza dei responsabili di ASI, le ragioni del progetto RiminiLife e l’indubbio vantaggio che ne avrebbe la città se fosse realizzato. Ringraziamo l’Amministrazione che, tramite il presidente e il vicepresidente della Commissione nonché il Consigliere Luca De Sio che ne ha fatto richiesta, ha reso possibile il confronto, precluso in consiglio comunale nella seduta tematica dedicata alla ‘ex questura’, la maggioranza e gli assessori che ci hanno ascoltato e tutta l’opposizione per la partecipazione viva e costruttiva.

La presenza di Piero Aicardi, amministratore delegato di ASI, testimonia che gli imprenditori, che hanno investito risorse, sono assolutamente intenzionati a perseguire ogni via per arrivare ad un dialogo leale col Comune di Rimini che risolva l’impasse generata dall’immobilismo dell’Amministrazione.

Si è potuto entrare nel dettaglio della qualità espressa dal progetto RiminiLife e soprattutto del profondo studio che ne ha anticipato l’esecuzione, realizzato da Leonardo Cavalli, firma prestigiosa dell’architettura internazionale: RiminiLife non è un esercizio di stile, ma una proposta concreta di rigenerazione urbana e integrazione sociale presentata a dicembre del 2022 e rigettata dalla Giunta comunale senza una motivazione alla mancanza di interesse pubblico, a dimostrazione che il pregiudizio del Comune è così forte da impedire anche la lettura del dossier consegnato.

Abbiamo voluto rappresentare come il progetto RiminiLife sia coerente con le linee guida dell’allora Governo Gentiloni, che presiedeva il CIPE, che per favorire la realizzazione di residenze sociali e pubbliche ha stanziato dei fondi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che li ha poi distribuiti alle Regioni per la predisposizione dei bandi, i quali avrebbero dovuto garantire che le residenze pubbliche si realizzassero all’interno di contesti rigenerati, ove fosse presente un mix funzionale e fosse favorita l’integrazione sociale.

Riteniamo disattese dalla Regione e dal Comune le direttive del CIPE e abbiamo chiesto a quest’ultimo e ai Ministeri competenti di verificare la coerenza delle azioni del Comune con gli indirizzi governativi, speriamo che questa nuova apertura al dialogo sia portatrice di un progetto di riqualificazione del solo compendio dell’Ex Questura per rispondere alle direttive del CIPE, senza dipendere dai progetti dello stadio o della caserma Giulio Cesare perché vorrebbe dire lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni. Per rendere chiaro il nostro messaggio e i fatti abbiamo introdotto l’incontro con un video dove il progetto parla ai consiglieri e alla città per dimostrare l’irragionevolezza del diniego ricevuto e l’infondatezza delle illazioni mosse contro.

Il video sarà disponibile sul ns. canale YouTube al link  e su tutte le nostre pagine social affinché tutti i cittadini possano comprendere l’iter finora seguito e la posta in palio per la città, oltre a dare risposte alle domande più ricorrenti e ai dubbi spesso strumentalizzati che vogliono gettare ombre su RiminiLife.

Ora che sono noti alla città i benefici pubblici che RiminiLife porta: la rigenerazione, che è di interesse pubblico così come stabilito dalla LR, l’aumento degli spazi a verde e a parco, delle piste ciclabili, delle infrastrutture; il beneficio economico per il Comune per l’incasso del pagamento degli oneri concessori e per il risparmio del denaro pubblico che il Sindaco ha accantonato per l’esproprio; circa 200 nuovi posti di lavoro e l’abbattimento del caro vita con di l’insediamento di un supermercato di quartiere. Il progetto RiminiLife da anche una risposta al bisogno crescente e mai soddisfatto di residenze sociali (c’è un fabbisogno di circa 2.000 alloggi), realizzando 80 nuove unità oltre le 36 previste dal Comune.

Il Comune di Rimini giustamente ha definito vergognosa la situazione di quell’area, ma da circa un anno ha in mano la soluzione e si è ritratta in un immobilismo che se verrà protratto perpetuerà quella vergogna per parecchi anni. Ora leggere di disponibilità verso il privato o la mancanza di pregiudizio sicuramente mi lascia perplesso, ma voglio essere fiducioso. Si può procedere immediatamente all’attuazione del primo stralcio abbattendo l’edificio dell’ex Questura e realizzando il supermercato (interesse pubblico=rigenerazione, nuovi posti di lavoro, nuova attività). Il secondo stralcio può essere demandato all’accordo di programma i cui contenuti possono tenere conto anche di altre esigenze oltre quelle che abbiamo rappresentato.

E’ davvero anacronistico, per non dire poco responsabile, pensare di realizzare delle palazzine pubbliche in quel contesto degradato, lasciando che famiglie fragili e bambini vivano e giochino accanto a quel buco nero pericoloso e insicuro dell’ex Questura. Spero che questo prossimo incontro sia testimonianza di un senso di responsabilità che pensavo perduto. Abbiamo ribadito che è riduttivo ricondurre tutto il ragionamento ad un supermercato e che insistere su questo significa non voler risolvere il problema e fissarsi su quello che appare il vero nodo fin qui impossibile da sciogliere. Sull’argomento, abbiamo ribadito che non accettiamo sia messo in discussione un modello di lavoro con un processo alle intenzioni. Oggi non esiste una norma che quantifichi le proporzioni fra area di vendita e di magazzino. Abbiamo dato disponibilità a rinunciare ad un diritto di ipotetico ampliamento per un periodo medio-lungo e, se possibile, ottimizzare un po’ la superficie lorda. Non faremo un hub logistico, il progetto è chiaro su questo. Siamo a Rimini per realizzare un progetto che renda tutti vincenti. Se sgombriamo il tavolo da pregiudizi e illazioni, resta tutto lo spazio per fare in fretta e bene l’interesse di Rimini”.

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Faccia a faccia Asi-Comune, spiragli di dialogo. “No a imposizioni, ma valutiamo accordo di programma”

Asi, giunta e consiglieri in commissione per parlare sul futuro dell’area dell’ex nuova Questura. La minoranza incalza, la proprietà disponibile a rivedere il progetto e la giunta apre al dialogo

Rimini, 1 dicembre 2023

In una accesa, vivace e vissuta seconda commissione consiliare, durata quasi tre ore, si è giocato un nuovo round relativo al futuro dell’area ex nuova Questura di Rimini. Un incontro fiume, alla presenza di proprietà dell’area, membri di giunta, e consiglieri, che ha confermato una netta distanza tra le parti e la sensazione che la fase di stallo sarà destinata a durare ancora a lungo. Anche se il confronto sembra avere aperto quantomeno qualche spiraglio di dialogo, dato che nel finale l’assessora Roberta Frisoni ha chiaramente sottolineato come tra le parti ci saranno nuovi appuntamenti. “Abbiamo un appuntamento fissato con Asi già per la prossima settimana per riprendere e approfondire il dialogo – svela -, ci sono dei presupposti per lavorare attraverso un accordo di programma che soddisfi le esigenze in termini anche ambientali, di viabilità, accompagnando i progetti che insistono su quel contesto urbano. Abbiamo però il dovere di lavorare insieme senza pregiudizi e soprattutto senza imposizioni”.

Faccia a faccia

L’aggiornamento sullo stato di fatto e sui progetti inerenti le aree dell’ex questura di via Ugo Bassi, in commissione si è aperto alla presenza di Piero Aicardi, amministratore unico di Ariminum Sviluppo Immobiliare (società titolare dell’area), Marco Da Dalto coordinatore del progetto Rimini Life e Leonardo Cavalli progettista dello Studio OneWorks. Per la giunta comunale sono intervenuti gli assessori alla pianificazione del territorio Roberta Frisoni e alle attività economiche Juri Magrini, che hanno tuttavia preliminarmente evidenziato come tra amministrazione e Asi siano aperti contenziosi, per cui si attende la pronuncia del Tar, “e ci sono dunque aspetti specifici che devono essere affrontati nelle sedi opportune. L’amministrazione ha posto delle sue osservazioni e vedremo quale sarà l’orientamento della giustizia amministrativa”.

Sul tema c’è stata un’ampia partecipazione dei consiglieri di minoranza, con una lunga serie di interventi, molti improntati sul concetto o meno dell’esistenza di un interesse pubblico, e di quale portata, sul progetto di Asi. Marco Da Dalto, come portavoce dei proponenti, ha spiegato: “Siamo molto rammaricati di questa situazione che non piace a nessuno, nel quartiere abbiamo continue chiamate da parte dei residenti, facciamo fatica a garantire la sicurezza dell’edificio. Stiamo lavorando sulla sicurezza, ma è veramente difficile, non ci potrà essere sicurezza se non c’è una rigenerazione complessiva dell’area. Non chiediamo un canale preferenziale, ma ci troviamo di fronte a interesse pubblico perché c’è una rigenerazione, ci sono possibilità occupazionali. Siamo disponibili a rivedere la nostra proposta progettuale, ma senza pregiudizi. In questi due anni si è parlato solo di supermercato, che è solo un traino, ma nessuno mai ha voluto guardarci oltre: alle residenze sociali ad esempio, noi avevamo previsto altre 80 case rispetto a quelle che sorgeranno. Ma si è parlato sempre solo di supermercato, è imbarazzante e ci ha creato molti problemi”.

La minoranza incalza con proposte

A più riprese i consiglieri di minoranza hanno incalzato l’amministrazione, in particolare il consigliere Carlo Rufo Spina ha chiesto. “Rispetto all’interesse pubblico area Fox, quale è la differenza? Non sarebbe in quell’area, vicino alle mura, meglio costruire dei parcheggi e non uno stabile alto un metro e mezzo. Non confondete l’interesse pubblico con l’interesse politico. Quello dell’ex nuova Questura è l’unico tratto a Rimini in cui si è mossa Striscia la Notizia, l’interesse pubblico è togliere il degrado”. Diverse proposte sono giunta anche dai consiglieri Gioenzo Renzi, Gloria Lisi ed Enzo Ceccarelli.

L’apertura al dialogo

Siamo comunque disponibili al confronto e al dialogo, non ci siamo mai sottratti e non lo facciamo ora, partendo dalla considerazione che è interesse di tutti, in primis della Giunta e dell’amministrazione, procedere alla rigenerazione di quell’area – ha ribadito l’assessora Frisoni – ma è altrettanto evidente come per perseguire questo obiettivo si debba necessariamente trovare un punto di equilibrio per il bene della città tra le esigenze del pubblico e i legittimi interessi dei privati. Questo anche mettendo in relazione il progetto di sviluppo del comparto dell’ex Questura con gli altri importanti interventi che ricadono in quel quadrante di città, a partire dal progetto di riqualificazione dell’impiantistica sportiva, tra Stadio e Palazzetto dello Sport, così come sta procedendo l’intervento di rifunzionalizzazione dell’ex Caserma Giulio Cesare, in capo all’agenzia del Demanio per la realizzazione della nuova cittadella della sicurezza”.

L’amministrazione ha dimostrato con gli atti di non avere preclusioni verso alcun soggetto che voglia fare impresa – ha concluso l’assessore Juri Magrini – ma in equilibrio tra opportunità di business e interesse pubblico. Rispetto alla struttura commerciale non c’era nessun impedimento all’insediamento qualora quel compendio proposto rispondesse alle caratteristiche di natura edilizia richieste. Una proposta che è stata esaminata dalla Conferenza dei Servizi che si è chiusa con il diniego. Stiamo parlando di una area della città strategica e serve adottare le scelte più adeguate che si condivideranno con il Consiglio Comunale, come è sempre stato fatto”.  

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Area via Bassi. L’opposizione: non confondere interesse pubblico e politico

Rimini, 1 dicembre 2023

I gruppi di opposizione in Consiglio Comunale a Rimini condividono un documento che fa seguito alla commissione consiliare di oggi sul progetto di ASI per l’area dell’ex Questura (vedi notizia). L’accusa: “L’amministrazione pare disposta a lasciare quell’area così come si trova per diversi anni”.

Abbiamo voluto convocare la commissione di controllo e garanzia perchè l’importanza dell’area (mai) ex questura non può consentire il rimpallo a cui la città sta assistendo. Abbiamo atteso responsabilmente 2 anni nella speranza che privato e Giunta facessero i loro passi, ma quei tentativi ad oggi sono falliti e noi, come amministratori, siamo obbligati a prendere contezza di elementi che peraltro entro Natale andremo a votare (progetto PIERS).

Quello che è tristemente emerso è che l’amm.ne, contrariamente a quanto le piace affermare, pare disposta a lasciare quell’area così come si trova per diversi anni, rimandandone la programmazione urbanistica al PUG su cui, peraltro, essa stessa è in grave e colpevole ritardo.

E’ poi emerso che l’amm.ne, si rifiuta di motivare la asserita insussistenza di interesse pubblico all’approvazione del progetto, trincerandosi dietro un “no” privo di ragioni ed evitando di controbattere alle osservazioni ed alle analisi puntuali fornite dal privato, che ad oggi, rimangono gli unici elementi di istruttoria con cui possiamo confrontarci.

A noi interessa riqualificare quell’area (anche se non ad ogni costo ovviamente) e ci interessa che l’individuazione dell’interesse pubblico non avvenga in modo arbitrario e iniquo. E soprattutto non motivato. Si rischierebbe di “confondere” l’interesse pubblico con quello politico”. Le conseguenze  di un simile modello di governo sarebbero pericolosissime per la città. Lo sono, anzi. E lo sono già state in passato.

Ci auguriamo che il Sindaco voglia distinguersi; diversamente non farebbe altro che giustificare i processi alle intenzioni che da più parti gli vengono mossi in città.

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