Rimini Life

Dichiarazione di Ariminum Sviluppo Immobiliare dopo l’incontro di ieri pomeriggio con il Comune di Rimini

Rimini, 7 dicembre 2023

Nell’incontro di ieri pomeriggio l’Amministrazione di Rimini ha confermato che intende rimandare di almeno dieci anni l’intervento sul ‘mostro’ di via Ugo Bassi, avendo infatti deciso di ricomprenderlo nella pianificazione urbanistica congiunta con la caserma Giulio Cesare e lo stadio.

La posizione espressa dal Comune è a nostro parere preoccupante per la città. In sostanza ci pare di comprendere che non abbia alcuna fretta di rigenerare l’area in via Ugo Bassi. Sono le altre due aree ad avere la priorità in questa fase, che peraltro, ci è stato riferito siano ancora prive di un progetto.

L’Assessora Frisoni e i dirigenti al suo fianco si sono mostrati disponibili ad autorizzare il supermercato di 1.500 mq di superficie di vendita, con al massimo 1.000 mq di magazzino. Altrimenti serve aspettare i tempi del TAR e del PUG che, ci è stato ricordato, potrebbero pure modificare tutto ed eliminare anche il supermercato.

Più volte abbiamo chiesto il motivo di tanta attenzione alle aree accessorie al supermercato, che per il nostro modello di lavoro sono invece essenziali. Ci è stato risposto che il loro uso improprio potrebbe creare problemi di traffico nella zona.

La posizione comunale è quindi un ‘processo alle intenzioni’, si basa cioè su semplici illazioni, ipotesi il cui verificarsi come ASI siamo pronti ad escludere, proprio perché improprie, sottomettendoci a sanzioni e prestando onerose fideiussioni a garanzia.

Per bloccare tutto, sono pronti a imporci norme che non esistono!

L’Amministrazione continua quindi a concentrarsi solo sul supermercato, mentre il progetto RiminiLife che si basa sull’utilizzo delle superfici oggi esistenti pari a 23.600 mq, senza costruire un metro quadrato in più, genera un vero mixitè di funzioni che crea inclusività e integrazione,

RiminiLife è portatore di interessi pubblici oggettivi:

  • La Rigenerazione (che la Legge Regionale 24/2017 individua come interesse pubblico);

  • La tutela della sicurezza del quartiere;

  • La creazione di nuovi posti di lavoro;

  • L’insediamento di un’attività commerciale (stabilito di interesse pubblico dal combinato disposto della Circolare 0308657/2015 degli Assessori regionale Costi e Donini e dal DPR 160/2010);

  • La concessione gratuita di aree per la realizzazione delle palazzine pubbliche che consente al Sindaco di risparmiare il denaro per l’esproprio;

  • Oltre alle opere previste, la realizzazione di piazze, parchi, parcheggi e giardini che arricchiscono il patrimonio pubblico

Tutto ciò all’Amministrazione non interessa.

ASI ha comunque analizzato l’intervento, composto da 1.500 mq di supermercato, 4.500 mq di sue superfici accessorie e 17.600 mq di altre funzioni, dimostrando che non impatta negativamente sul traffico.

Se l’Assessora Frisoni è preoccupata che le superfici accessorie generino maggior traffico, supposizione tutta teorica e priva di fondamento, chiediamo pubblicamente, fermo restando la salvaguardia delle superfici del supermercato che rappresenta il motore economico che consente la rigenerazione, di quanti metri quadrati dovremmo diminuire le altre funzioni affinché si trovi un punto di equilibrio?

Domanda che temiamo non troverà una risposta perché abbiamo percepito che c’è interesse a far passare solo il tempo, come se la città potesse permetterselo.

Non far realizzare il supermercato è più importante della demolizione della ex questura, della cessione gratuita delle aree per le case sociali del comune, aree che invece il Sindaco vuole espropriare spendendo denaro pubblico e mettendo a rischio il finanziamento ministeriale ottenuto per la rigenerazione dell’area.

Non far realizzare il supermercato è più importante della cessione, sempre gratuita, di vaste aree a verde e a parcheggio (in misura ben superiore a quella prevista dal PIERS).

Non far realizzare il supermercato è ancora più importante della realizzazione delle case sociali in un giardino, invece che accanto ad un edificio ad altissimo rischio sociale, ambientale e per la sicurezza dei cittadini. 

Il Comune di Rimini sta decidendo di non decidere, rimandando la partita di almeno dieci anni. Il Sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza se ne assumeranno la responsabilità e la paternità.

Compresa quella che porterà a costruire residenze pubbliche che s’affacciano su quel degrado. Sarà una decisione che disprezza la città e i cittadini. Nessuno dei consiglieri che la voteranno ci andrebbe ad abitare con la propria famiglia.

Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life:

“Andremo avanti con forza con le azioni intraprese. Oltre ai ricorsi promossi e l’invito al Ministero a vigilare, speriamo che qualcuno risponda a semplici domande.

Perché quando Conad s’è aggiudicata l’asta provvisoria dell’ex questura nessuno della giunta e del consiglio ha detto nulla?

Perché quando ASI se l’è aggiudicata il Sindaco ci ha accolti dicendo: “Chi ha comprato l’ex questura ha fatto un pessimo affare”? Eppure l’abbiamo pagata alla cifra stimata dalla perizia, che ha soddisfatto tutti i creditori, tra cui il comune.

Perché dopo tutto quello che stiamo subendo, il capogruppo del PD in Consiglio Comunale, in questi due anni di polemiche dipendente Conad, ci accusa di arroganza?

E’ flebile la speranza, per la città, che l’Amministrazione si ravveda dal suo arroccamento”.

ARIMINUM SVILUPPO IMMOBILIARE 

Area ex Questura. Sadegholvaad controreplica: il ‘retrobottega’ è un hub del delivery

Rimini, 7 dicembre 2023

In modo meno diplomatico di quanto fatto mercoledì dall’assessore Roberta Frisoni, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad ribadisce che sul progetto di Ariminum Sviluppo Immobiliare per l’area di via Bassi l’Amministrazione Comunale non intende fare nessun passo indietro. Nel ‘retrobottega’ del supermercato che è tre volte la superficie commerciale prevista, spiega il sindaco Sadegholvaad nella sua controrisposta alla società (vedi notizia), è legittimo vedere la volontà di realizzare un hub del delivery che creerebbe una mole di traffico insostenibile per via Roma. E la risposta “Questo è il nostro metodo di lavoro” da parte di ASI non può essere accettabile.

L’intervento del sindaco Sadegholvaad:

La cosa è molto semplice e lo ha spiegato correttamente ieri l’assessore Frisoni. Quello scandalo chiamato ‘nuova Questura’, sulle spalle degli incolpevoli riminesi da troppo tempo, va eliminato facendo prevalere l’interesse pubblico. Che, mi dispiace ribadirlo, non è quello della proposta presentata da ASI. 

Lo afferma la stessa ASI che quella superficie commerciale accessoria, ‘per magazzini’, con i suoi 4.500 metri quadrati sproporzionata e fuori contesto rispetto alla superficie di vendita richiesta (1.500 metri quadrati) e a ogni altra operazione analoga in zona, è essenziale alla riuscita del loro ‘metodo di lavoro’. E una comunità può accettare che il loro ‘metodo di lavoro’ e cioè un’area logistica mai vista prima e in cui è legittimo e naturale leggere la volontà di realizzare un hub del delivery da cui ogni giorno far entrare e uscire senza soluzione di continuità decine di mezzi grandi e piccoli su una strada già trafficata come via Roma, sia sovrapponibile alla pubblica convenienza? Può accettare che programmi di costruzione di case popolari siano da considerare una jattura e un degrado rispetto alle superfici commerciali di un supermercato con un ‘retrobottega’ abnorme e fuori scala? Insomma, può accettare che un modello di business privato (su cui non discuto, naturalmente) passi sulla testa dei riminesi e della comunità locale? 

Il Comune di Rimini  ha avanzato ieri ad ASI, dopo l’analisi tecnica della compatibilità, una proposta per addivenire a un accordo di programma: ok a un supermercato in linea con le dimensioni di quelli della zona, ok a una quota sostenibile di residenziale. Era quello che ASI chiedeva dall’inizio, l’avvallo di una superficie di vendita al dettaglio di 1.500 metri quadrati. In più si chiede la riduzione armonica di una superficie per ‘magazzini’ stranamente gonfiata a tre volte la superficie di vendita. Una cosa mai vista prima, che salterebbe agli occhi anche di chi non è un tecnico e che fa sorgere più di una domanda. 

Una anomalia evidente, come è evidente l’anomalia dell’arroccamento di ASI su quei ‘magazzini’ nonostante il sì del Comune di Rimini al supermercato al dettaglio e a una quota accettabile di residenziale. E non si risponde alla domanda logica con ‘questo è il nostro metodo di lavoro’. Qui più che ‘processo alle intenzioni’ siamo dalle parti delle intenzioni esplicite. In via Roma. 

Dico chiaramente che l’interesse di ASI, così come di chicchessia, non verrà mai prima di quello della città e ciò significa anche che la partita dell’area ‘nuova Questura’ sarà giocata nell’ambito di quello che serve a quel pezzo strategico di Rimini, che comprende anche lo stadio e la caserma ‘Giulio Cesare’. Cosa significa? Significa ad esempio che nella riqualificazione del ‘Neri’, per la quale attendiamo in tempi auspicabilmente rapidi lo studio di fattibilità annunciato da imprenditori privati, vi è (a differenza della proposta originale di ASI) un evidente interesse pubblico. E questo, quando si arriverà al dunque, significherà che le aree attigue al nuovo ‘Neri’ dovranno essere a servizio dei residenti nel quartiere e delle esigenze di fruizione dello stadio rigenerato. Significa più parcheggi e più verde in quella zona. Su questo obiettivo, il Comune di Rimini indirizzerà la sua azione e i suoi concreti atti amministrativi per raggiungerlo. Tutti gli atti amministrativi, beninteso. Nessuno escluso, se sarà necessario. 

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Ex questura, resta il gelo tra le parti. Frisoni: «Il progetto deve cambiare»

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Ex Questura Rimini, ASI accusa il Comune: “Su Conad non aveva obiezioni”

Rimini, 7 dicembre 2023

Dopo le prove d’intesa, sembra di nuovo allargarsi il fossato fra Comune di Rimini e ASI, la società Ariminum Sviluppo Immobiliare proprietaria dell’area dove sorge la mai nata nuova Questura di Rimini, comprata all’asta con un rilancio da 14,5 milioni sulla prima aggiudicataria Conad. Dopo l’incontro di ieri pomeriggio i toni tornano a farsi aspri e arriva l’ennesimo botta e risposta, che vale la pena riportare integralmente.

Apre il fuoco ASI, facendo più volte il nome di Conad ma non quello di Esselunga: il segreto di Pulcinella in questa vicenda.

Nell’incontro di ieri pomeriggio l’Amministrazione di Rimini ha confermato che intende rimandare di almeno dieci anni l’intervento sul ‘mostro’ di via Ugo Bassi, avendo infatti deciso di ricomprenderlo nella pianificazione urbanistica congiunta con la caserma Giulio Cesare e lo stadio.
La posizione espressa dal Comune è a nostro parere preoccupante per la città. In sostanza ci pare di comprendere che non abbia alcuna fretta di rigenerare l’area in via Ugo Bassi. Sono le altre due aree ad avere la priorità in questa fase, che peraltro, ci è stato riferito siano ancora prive di un progetto.

L’Assessora Frisoni e i dirigenti al suo fianco si sono mostrati disponibili ad autorizzare il supermercato di 1.500 mq di superficie di vendita, con al massimo 1.000 mq di magazzino. Altrimenti serve aspettare i tempi del TAR e del PUG che, ci è stato ricordato, potrebbero pure modificare tutto ed eliminare anche il supermercato.
Più volte abbiamo chiesto il motivo di tanta attenzione alle aree accessorie al supermercato, che per il nostro modello di lavoro sono invece essenziali. Ci è stato risposto che il loro uso improprio potrebbe creare problemi di traffico nella zona.
La posizione comunale è quindi un ‘processo alle intenzioni’, si basa cioè su semplici illazioni, ipotesi il cui verificarsi come ASI siamo pronti ad escludere, proprio perché improprie, sottomettendoci a sanzioni e prestando onerose fideiussioni a garanzia.

Per bloccare tutto, sono pronti a imporci norme che non esistono!
L’Amministrazione continua quindi a concentrarsi solo sul supermercato, mentre il progetto RiminiLife che si basa sull’utilizzo delle superfici oggi esistenti pari a 23.600 mq, senza costruire un metro quadrato in più, genera un vero mixitè di funzioni che crea inclusività e integrazione,

RiminiLife è portatore di interessi pubblici oggettivi:

La Rigenerazione (che la Legge Regionale 24/2017 individua come interesse pubblico);
La tutela della sicurezza del quartiere;
La creazione di nuovi posti di lavoro;
L’insediamento di un’attività commerciale
(stabilito di interesse pubblico dal combinato disposto della Circolare 0308657/2015 degli Assessori regionale Costi e Donini e dal DPR 160/2010);
La concessione gratuita di aree per la realizzazione delle palazzine pubbliche che consente al Sindaco di risparmiare il denaro per l’esproprio;
Oltre alle opere previste, la realizzazione di piazze, parchi, parcheggi e giardini che arricchiscono il patrimonio pubblico

Tutto ciò all’Amministrazione non interessa.

ASI ha comunque analizzato l’intervento, composto da 1.500 mq di supermercato, 4.500 mq di sue superfici accessorie e 17.600 mq di altre funzioni, dimostrando che non impatta negativamente sul traffico.
Se l’Assessora Frisoni è preoccupata che le superfici accessorie generino maggior traffico, supposizione tutta teorica e priva di fondamento, chiediamo pubblicamente, fermo restando la salvaguardia delle superfici del supermercato che rappresenta il motore economico che consente la rigenerazione, di quanti metri quadrati dovremmo diminuire le altre funzioni affinché si trovi un punto di equilibrio?
Domanda che temiamo non troverà una risposta perché abbiamo percepito che c’è interesse a far passare solo il tempo, come se la città potesse permetterselo.
Non far realizzare il supermercato è più importante della demolizione della ex questura, della cessione gratuita delle aree per le case sociali del comune, aree che invece il Sindaco vuole espropriare spendendo denaro pubblico e mettendo a rischio il finanziamento ministeriale ottenuto per la rigenerazione dell’area.
Non far realizzare il supermercato è più importante della cessione, sempre gratuita, di vaste aree a verde e a parcheggio (in misura ben superiore a quella prevista dal PIERS).
Non far realizzare il supermercato è ancora più importante della realizzazione delle case sociali in un giardino, invece che accanto ad un edificio ad altissimo rischio sociale, ambientale e per la sicurezza dei cittadini.

Il Comune di Rimini sta decidendo di non decidere, rimandando la partita di almeno dieci anni. Il Sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza se ne assumeranno la responsabilità e la paternità.
Compresa quella che porterà a costruire residenze pubbliche che s’affacciano su quel degrado. Sarà una decisione che disprezza la città e i cittadini. Nessuno dei consiglieri che la voteranno ci andrebbe ad abitare con la propria famiglia.

Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife:
Andremo avanti con forza con le azioni intraprese. Oltre ai ricorsi promossi e l’invito al Ministero a vigilare, speriamo che qualcuno risponda a semplici domande.
Perché quando Conad s’è aggiudicata l’asta provvisoria dell’ex questura nessuno della giunta e del consiglio ha detto nulla?
Perché quando ASI se l’è aggiudicata il Sindaco ci ha accolti dicendo: “Chi ha comprato l’ex questura ha fatto un pessimo affare”? Eppure l’abbiamo pagata alla cifra stimata dalla perizia, che ha soddisfatto tutti i creditori, tra cui il comune.
Perché dopo tutto quello che stiamo subendo, il capogruppo del PD in Consiglio Comunale, in questi due anni di polemiche dipendente Conad, ci accusa di arroganza?

E’ flebile la speranza, per la città, che l’Amministrazione si ravveda dal suo arroccamento”.

ARIMINUM SVILUPPO IMMOBILIARE

Ribatte il sindaco di Rimini, rifiutando il ricatto “o ci lasciate fare o vi tenete il degrado”:

La cosa è molto semplice e lo ha spiegato correttamente ieri l’assessore Frisoni. Quello scandalo chiamato ‘nuova Questura’, sulle spalle degli incolpevoli riminesi da troppo tempo, va eliminato facendo prevalere l’interesse pubblico. Che, mi dispiace ribadirlo, non è quello della proposta presentata da ASI.

Lo afferma la stessa ASI che quella superficie commerciale accessoria, ‘per magazzini’, con i suoi 4.500 metri quadrati sproporzionata e fuori contesto rispetto alla superficie di vendita richiesta (1.500 metri quadrati) e a ogni altra operazione analoga in zona, è essenziale alla riuscita del loro ‘metodo di lavoro’. E una comunità può accettare che il loro ‘metodo di lavoro’ e cioè un’area logistica mai vista prima e in cui è legittimo e naturale leggere la volontà di realizzare un hub del delivery da cui ogni giorno far entrare e uscire senza soluzione di continuità decine di mezzi grandi e piccoli su una strada già trafficata come via Roma, sia sovrapponibile alla pubblica convenienza? Può accettare che programmi di costruzione di case popolari siano da considerare una jattura e un degrado rispetto alle superfici commerciali di un supermercato con un ‘retrobottega’ abnorme e fuori scala? Insomma, può accettare che un modello di business privato (su cui non discuto, naturalmente) passi sulla testa dei riminesi e della comunità locale?

Il Comune di Rimini ha avanzato ieri ad ASI, dopo l’analisi tecnica della compatibilità, una proposta per addivenire a un accordo di programma: ok a un supermercato in linea con le dimensioni di quelli della zona, ok a una quota sostenibile di residenziale. Era quello che ASI chiedeva dall’inizio, l’avvallo di una superficie di vendita al dettaglio di 1.500 metri quadrati. In più si chiede la riduzione armonica di una superficie per ‘magazzini’ stranamente gonfiata a tre volte la superficie di vendita. Una cosa mai vista prima, che salterebbe agli occhi anche di chi non è un tecnico e che fa sorgere più di una domanda.

Una anomalia evidente, come è evidente l’anomalia dell’arroccamento di ASI su quei ‘magazzini’ nonostante il sì del Comune di Rimini al supermercato al dettaglio e a una quota accettabile di residenziale. E non si risponde alla domanda logica con ‘questo è il nostro metodo di lavoro’. Qui più che ‘processo alle intenzioni’ siamo dalle parti delle intenzioni esplicite. In via Roma.

Dico chiaramente che l’interesse di ASI, così come di chicchessia, non verrà mai prima di quello della città e ciò significa anche che la partita dell’area ‘nuova Questura’ sarà giocata nell’ambito di quello che serve a quel pezzo strategico di Rimini, che comprende anche lo stadio e la caserma ‘Giulio Cesare’. Cosa significa? Significa ad esempio che nella riqualificazione del ‘Neri’, per la quale attendiamo in tempi auspicabilmente rapidi lo studio di fattibilità annunciato da imprenditori privati, vi è (a differenza della proposta originale di ASI) un evidente interesse pubblico. E questo, quando si arriverà al dunque, significherà che le aree attigue al nuovo ‘Neri’ dovranno essere a servizio dei residenti nel quartiere e delle esigenze di fruizione dello stadio rigenerato. Significa più parcheggi e più verde in quella zona. Su questo obiettivo, il Comune di Rimini indirizzerà la sua azione e i suoi concreti atti amministrativi per raggiungerlo. Tutti gli atti amministrativi, beninteso. Nessuno escluso, se sarà necessario.

Detto tutto questo, rimane la disponibilità al confronto, espressa anche ieri dall’assessore Frisoni. E, rimane anche quando ASI dichiara che attenderà l’esito dei ricorsi avanzati agli organi amministrativi di Giustizia (giusto e legittimo) e soprattutto quando afferma esplicitamente, durante l’incontro di poche ore fa, che attenderà il cambio di amministrazione comunale a Rimini. Pensa un po’. In ogni caso, nonostante le finezze relazionali a cui ormai ci ha abituato, ASI sarà sempre trattata da questa Amministrazione allo stesso stregua di tutti gli altri imprenditori che presentano una proposta.

Jamil Sadegholvaad

PS: naturalmente sarà cura dell’amministrazione comunale e degli enti competenti che tutto ciò che riguarda decoro e sicurezza di quell’immobile e quell’area privata non sia trascurato da chi, per legge, ne ha la piena e diretta responsabilità. Succedeva con la precedente proprietà e, se è il caso, succederà con ASI. Ho già detto più volte che ASI non deve neanche pensare lontanamente di usare il degrado di ciò che le compete contro la città di Rimini e per i propri, esclusivi interessi. Se accadrà, le conseguenze saranno quelle previste dalla legge.

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Area via Bassi. Asi: per bloccarci, comune impone norme che non esistono

Rimini, 7 dicembre 2023

Restano distanti le posizioni di comune di Rimini e Ariminum Sviluppo Immobiliare che mercoledì si sono sedute intorno ad un tavolo per discutere del futuro dell’area di via Ugo Bassi, acquisita da Asi nel 2021. Dopo la nota dell’amministrazione (vedi notizia), arriva quella della proprietà secondo cui nell’incontro il comune “ha confermato che intende rimandare di almeno dieci anni l’intervento sul ‘mostro’ di via Ugo Bassi, avendo infatti deciso di ricomprenderlo nella pianificazione urbanistica congiunta con la caserma Giulio Cesare e lo stadio“. Asi definisce “preoccupante” questa posizione: “ci pare di comprendere che non abbia alcuna fretta di rigenerare l’area in via Ugo Bassi. Sono le altre due aree ad avere la priorità in questa fase, che peraltro, ci è stato riferito siano ancora prive di un progetto“. “L’Assessora Frisoni e i dirigenti al suo fianco – prosegue la nota della proprietà – si sono mostrati disponibili ad autorizzare il supermercato di 1.500 mq di superficie di vendita, con al massimo 1.000 mq di magazzino. Altrimenti serve aspettare i tempi del TAR e del PUG che, ci è stato ricordato, potrebbero pure modificare tutto ed eliminare anche il supermercato. Più volte abbiamo chiesto il motivo di tanta attenzione alle aree accessorie al supermercato, che per il nostro modello di lavoro sono invece essenziali. Ci è stato risposto che il loro uso improprio potrebbe creare problemi di traffico nella zona“. Asi si dice vittima di un ‘processo alle intenzioni’ e pronta ad escludere il verificarsi di queste ipotesi sottomettendosi “a sanzioni e prestando onerose fideiussioni a garanzia“. “Per bloccare tutto, sono pronti a imporci norme che non esistono!” commenta sconsolata la proprietà tornando ad evidenziare come l’attenzione dell’amministrazione resti focalizzata sul supermercato, “mentre il progetto RiminiLife, che si basa sull’utilizzo delle superfici oggi esistenti pari a 23.600 mq, senza costruire un metro quadrato in più, genera un vero mixitè di funzioni che crea inclusività e integrazione”. Secondo la proprietà, il progetto rigenererà il quadrante portando sicurezza, nuovi posti di lavoro, piazze, giardini e parcheggi. Inoltre ribadisce “la concessione gratuita di aree per la realizzazione delle palazzine pubbliche che consente al Sindaco di risparmiare il denaro per l’esproprio“.

Se l’Assessora Frisoni – prosegue la nota – è preoccupata che le superfici accessorie generino maggior traffico, supposizione tutta teorica e priva di fondamento, chiediamo pubblicamente, fermo restando la salvaguardia delle superfici del supermercato che rappresenta il motore economico che consente la rigenerazione, di quanti metri quadrati dovremmo diminuire le altre funzioni affinché si trovi un punto di equilibrio?. Domanda che temiamo non troverà una risposta perché abbiamo percepito che c’è interesse a far passare solo il tempo, come se la città potesse permetterselo” chiosa Asi secondo cui “non far realizzare il supermercato è più importante della demolizione della ex questura, della cessione gratuita delle aree per le case sociali del comune, aree che invece il Sindaco vuole espropriare spendendo denaro pubblico e mettendo a rischio il finanziamento ministeriale ottenuto per la rigenerazione dell’area. Non far realizzare il supermercato è più importante della cessione, sempre gratuita, di vaste aree a verde e a parcheggio (in misura ben superiore a quella prevista dal PIERS). Non far realizzare il supermercato è ancora più importante della realizzazione delle case sociali in un giardino, invece che accanto ad un edificio ad altissimo rischio sociale, ambientale e per la sicurezza dei cittadini“. Per la proprietà quindi “il Comune di Rimini sta decidendo di non decidere, rimandando la partita di almeno dieci anni. Il Sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza se ne assumeranno la responsabilità e la paternità. Compresa quella che porterà a costruire residenze pubbliche che s’affacciano su quel degrado. Sarà una decisione che disprezza la città e i cittadini. Nessuno dei consiglieri che la voteranno ci andrebbe ad abitare con la propria famiglia“.

A Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife, il compito di spiegare i prossimi passi e di porre alcune domande. “Andremo avanti con forza con le azioni intraprese. Oltre ai ricorsi promossi e l’invito al Ministero a vigilare, speriamo che qualcuno risponda a semplici domande. Perché quando Conad s’è aggiudicata l’asta provvisoria dell’ex questura nessuno della giunta e del consiglio ha detto nulla? Perché quando ASI se l’è aggiudicata il Sindaco ci ha accolti dicendo: “Chi ha comprato l’ex questura ha fatto un pessimo affare”? Eppure l’abbiamo pagata alla cifra stimata dalla perizia, che ha soddisfatto tutti i creditori, tra cui il comune. Perché dopo tutto quello che stiamo subendo, il capogruppo del PD in Consiglio Comunale, in questi due anni di polemiche dipendente Conad, ci accusa di arroganza?

Esplicita la chiosa finale: “E’ flebile la speranza, per la città, che l’Amministrazione si ravveda dal suo arroccamento“.

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Ex Questura. La proprietà: fateci fare il supermercato e le aree sono vostre

Rimini, 7 dicembre 2023

Per voce di Marco Da Dalto, responsabile del progetto Riminilife, Ariminum Sviluppo Immobiliare mette sul piatto la cessione gratuita di tutte le aree dell’area dell’ex Questura non interessate dal commerciale in cambio della possibilità di realizzare il supermercato. Che, ribadisce, non sarà un centro logistico. Non senza un nuovo attacco al sindaco: “parole inaccettabili” e “narrazione falsa”.

Sono inaccettabili le parole del Sindaco. Ci ha minacciati sin dal primo giorno del suo insediamento, si è negato agli incontri, alla commissione e continua con una narrazione falsa, piena di illazioni e mancanza di argomenti oggettivi. Che non faremo un centro logistico è cristallino, lo abbiamo dimostrato, ci siamo resi anche disponibili a sottometterci a qualsiasi tipo di atto d’obbligo e a prestare garanzie, anche fidejussorie affinché si garantisca che rimanga la superficie di vendita di 1.500, anche si limiti l’utilizzo dei furgoncini per la consegna della spesa a casa.

Vogliamo allora fare una proposta nuova: dopo aver acquistato 23.773 mq di superfici esistenti a 14,5 mln, mezzo milione in più di Conad, ora le offriamo la possibilità di usare quasi tutte le aree a suo piacimento. Proponiamo di realizzare solo un supermercato di 6.000 mq con1.500 di area di vendita, rinunciando a tutta la restante superficie, regalando alla città tutte le aree libere, quasi due ettari di terreno a parco e parcheggi e aree per costruire le palazzine pubbliche.

 Ora come farà a dire di no? In questo modo lo stadio avrà tutto il supporto urbanistico che vorrà, potrà farci un prato, parcheggi, quel che vuole. Questa è l’occasione per il Sindaco di dimostrare che il suo è un interesse pubblico e non politico.

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Riqualificazione ex nuova Questura di Rimini: dialogo tra pubblico e privato per un progetto armonico e sostenibile

L’assessora alla pianificazione del territorio Roberta Frisoni ha incontrato i rappresentanti di Ariminum Sviluppo Immobiliare

Rimini, 6 dicembre 2023

Nel pomeriggio di oggi (6 dicembre) l’assessora alla pianificazione del territorio Roberta Frisoni ha incontrato i rappresentanti di Ariminum Sviluppo Immobiliare, la società titolare dell’area dell’ex questura di via Ugo Bassi. Così come anticipato durante la seduta della commissione consigliare di venerdì scorso, questo nuovo confronto con il privato – il quarto negli ultimi mesi – è stato convocato per approfondire la fattibilità di un accordo di programma tra le parti, in relazione alla particolare vicenda del luogo su cui insiste da oltre 15 anni un immobile inizialmente destinato ad ospitare gli uffici della nuova Questura di Rimini, ma mai utilizzato per il contenzioso legale tra la precedente proprietà (poi fallita) e il Ministero dell’Interno. Lo stato vergognoso nel quale versa da troppo tempo quell’area rappresenta un quotidiano insulto alla comunità riminese che va sanato mettendo al centro l’interesse pubblico e cioè la ‘restituzione’ di quel luogo alla cittadinanza in termini di vivibilità e di servizi. La scelta di ubicare in una parte di essa edilizia popolare risponde allora a questo obiettivo non negoziabile che si sintetizza nell’espressione ‘interesse pubblico’.  

Confermando quindi quanto già emerso nell’ambito della discussione in commissione, l’amministrazione comunale anche nell’incontro odierno ha ribadito come il progetto Rimini Life presentato da Asi debba necessariamente essere compreso “in una visione più ampia – commenta l’assessora Roberta Frisoni – che non può prescindere da tenere in considerazione l’evoluzione dei diversi interventi che ricadono sullo stesso quadrante urbano, a partire dalla realizzazione della cittadella della sicurezza in capo all’Agenzia del Demanio che a breve lancerà un concorso di progettazione del nuovo complesso di servizi destinati alle forze di sicurezza del territorio. 

Discorso questo che vale con ancor più forza parlando del programma di riqualificazione del ‘Romeo Neri’, sul quale come amministrazione ci siamo presi l’impegno di investire in via prioritaria, attraverso la presentazione dell’annunciata proposta da parte del privato Aurora Immobiliare o con un intervento diretto. La nuova dotazione sportiva, a partire dal ‘Neri’ riqualificato e ampliato e un nuovo centro dedicato all’atletica e agli altri sport da insediare in una zona autonoma e baricentrica di Rimini, rappresentano una priorità per questa amministrazione.

Ripensare al quadrante urbano tra area ex nuova questura, stadio ed ex caserma, pur con procedure urbanistiche autonome, significa tenere a mente le priorità in termini prima di tutto di accessibilità e viabilità, che risponda dunque alle esigenze di parcheggi e delle altre dotazioni pubbliche necessarie. Questo rappresenta un punto fermo se vogliamo davvero ragionare di armonia tra interesse pubblico e privato in ordine alla riqualificazione della ex ‘nuova Questura’: trovare cioè l’armonia tra i rispettivi interessi, tenendo conto della strategicità di quel luogo su cui insistono arterie stradali, hub attrattivi (stadio, nuova cittadella della sicurezza) e necessità di rigenerazione del quartiere. Se, allora, si ribadisce come il potenziale insediamento di una struttura commerciale media (1.500 metri quadrati) sia sostenibile in tal senso, supportato da superfici accessorie in linea con il dato zonale, e la previsione di una quota residenziale risponda a questo potenziale disegno armonico, la proposta presentata inizialmente da Asi denota uno sbilancio nei carichi e nelle funzioni che andrebbe ad appesantire enormemente la mobilità dell’area, squilibrando l’obiettivo dell’interesse pubblico.  

Nel confermare la disponibilità del Comune a lavorare sulla proposta per addivenire al punto di equilibrio sopra descritto e nel ribadire che il tavolo di dialogo col privato per quanto ci riguarda resterà aperto sulla base dei presupposti oggi discussi, sottolineiamo ancora una volta come la visione complessiva del quadrante urbano e l’interesse pubblico evidente saranno la bussola che guiderà l’azione dell’amministrazione comunale”.

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Ex Questura Rimini, Frisoni: “Progetto ASI squilibrato, troppo carico sulla mobilità”

Rimini, 6 dicembre 2023

Nel pomeriggio di oggi l’assessora alla pianificazione del territorio Roberta Frisoni ha incontrato i rappresentanti di Ariminum Sviluppo Immobiliare, la società titolare dell’area dell’ex questura di via Ugo Bassi. Così come anticipato durante la seduta della commissione consigliare di venerdì scorso, questo nuovo confronto con il privato – il quarto negli ultimi mesi – è stato convocato per approfondire la fattibilità di un accordo di programma tra le parti, in relazione alla particolare vicenda del luogo su cui insiste da oltre 15 anni un immobile inizialmente destinato ad ospitare gli uffici della nuova Questura di Rimini, ma mai utilizzato per il contenzioso legale tra la precedente proprietà (poi fallita) e il Ministero dell’Interno.

Lo stato vergognoso nel quale versa da troppo tempo quell’area rappresenta un quotidiano insulto alla comunità riminese che va sanato mettendo al centro l’interesse pubblico e cioè la ‘restituzione’ di quel luogo alla cittadinanza in termini di vivibilità e di servizi. La scelta di ubicare in una parte di essa edilizia popolare risponde allora a questo obiettivo non negoziabile che si sintetizza nell’espressione ‘interesse pubblico’”, sottolinea l’amministrazione.

Confermando quindi quanto già emerso nell’ambito della discussione in commissione, l’amministrazione comunale anche nell’incontro odierno ha ribadito come il progetto Rimini Life presentato da Asi debba necessariamente essere compreso “in una visione più ampia – commenta l’assessora Roberta Frisoni – che non può prescindere da tenere in considerazione l’evoluzione dei diversi interventi che ricadono sullo stesso quadrante urbano, a partire dalla realizzazione della cittadella della sicurezza in capo all’Agenzia del Demanio che a breve lancerà un concorso di progettazione del nuovo complesso di servizi destinati alle forze di sicurezza del territorio”.

Discorso questo  – prosegue – che vale con ancor più forza parlando del programma di riqualificazione del ‘Romeo Neri’, sul quale come amministrazione ci siamo presi l’impegno di investire in via prioritaria, attraverso la presentazione dell’annunciata proposta da parte del privato Aurora Immobiliare o con un intervento diretto. La nuova dotazione sportiva, a partire dal ‘Neri’ riqualificato e ampliato e un nuovo centro dedicato all’atletica e agli altri sport da insediare in una zona autonoma e baricentrica di Rimini, rappresentano una priorità per questa amministrazione. Ripensare al quadrante urbano tra area ex nuova questura, stadio ed ex caserma, pur con procedure urbanistiche autonome, significa tenere a mente le priorità in termini prima di tutto di accessibilità e viabilità, che risponda dunque alle esigenze di parcheggi e delle altre dotazioni pubbliche necessarie. Questo rappresenta un punto fermo se vogliamo davvero ragionare di armonia tra interesse pubblico e privato in ordine alla riqualificazione della ex ‘nuova Questura’: trovare cioè l’armonia tra i rispettivi interessi, tenendo conto della strategicità di quel luogo su cui insistono arterie stradali, hub attrattivi (stadio, nuova cittadella della sicurezza) e necessità di rigenerazione del quartiere. Se, allora, si ribadisce come il potenziale insediamento di una struttura commerciale media (1.500 metri quadrati) sia sostenibile in tal senso, supportato da superfici accessorie in linea con il dato zonale, e la previsione di una quota residenziale risponda a questo potenziale disegno armonico, la proposta presentata inizialmente da Asi denota uno sbilancio nei carichi e nelle funzioni che andrebbe ad appesantire enormemente la mobilità dell’area, squilibrando l’obiettivo dell’interesse pubblico”.

Nel confermare la disponibilità del Comune a lavorare sulla proposta per addivenire al punto di equilibrio sopra descritto e nel ribadire che il tavolo di dialogo col privato per quanto ci riguarda resterà aperto sulla base dei presupposti oggi discussi, sottolineiamo ancora una volta come la visione complessiva del quadrante urbano e l’interesse pubblico evidente saranno la bussola che guiderà l’azione dell’amministrazione comunale”, conclude Frisoni.

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