Rimini Life

Da Dalto: “Senza accordo pronti alla denuncia alla Procura contabile.

Rimini, 28 gennaio 2024

“Il comitato fra cittadini, nato a Rimini per contrastare il degrado nel quartiere dove sorge l’ex Questura è la naturale conseguenza di ciò che da oltre un anno segnaliamo e denunciamo, ossia una situazione insostenibile che esaspera i residenti di quel quartiere. Ogni giorno riceviamo segnalazioni. ASI ha provato a dare un contributo alla sicurezza investendo molto denaro in un rafforzamento delle misure anti intrusione dell’ex Questura. Soprattutto ha proposto una soluzione definitiva con il progetto RiminiLife.

È altresì evidente che la sicurezza del quartiere passa attraverso un processo di rigenerazione, dalla riduzione a macerie dell’edificio. Sarebbe come dire che tutti gli immobili chiusi, pubblici e privati, andrebbero abbattuti perché meta di chi vi si introduce, anche per delinquere.

Crediamo necessaria una rigenerazione che restituisca vitalità al contesto, con un mixitè di funzioni. Sarebbe la risposta efficace in grado di espropriare pezzi di città degradata alla delinquenza e riconsegnarla ai cittadini. Vale a Rimini e vale ovunque.

ASI è andata anche oltre, proponendo pubblicamente lo scorso 7 dicembre – in concomitanza del Consiglio Comunale che approvava l’esproprio di parte delle aree di ASI – di rinunciare a ben 17.600 mq dei 23.773 acquistati all’asta, per realizzarne soltanto 6.000 mq e di cedere gratuitamente al Comune oltre tre ettari di aree. Ciò consentirebbe al Sindaco di non spendere denaro pubblico per l’esproprio e di utilizzare le aree per i parchi e i parcheggi che meglio vorrà realizzare a beneficio della collettività.

È chiaro che non si possono addebitare ad ASI le responsabilità per il mancato accordo con l’amministrazione. A mio avviso siamo giunti alla fine della corsa. La città ha ben chiaro ciò che ostacola la soluzione e, nonostante le illazioni provenienti dalla Giunta e il lavoro delle ‘ sentinelle’ sul territorio, ora sul tavolo ci sono i termini chiari per risolvere il problema. Basta volerlo fare.

L’ultima proposta vede ASI rinunciare a ben 17.600 mq di superficie costruita e acquistata, cancella tutti i dubbi e le ansie sul traffico con l’azzeramento di tutte le altre funzioni e la realizzazione del solo supermercato, che tale è, null’altro potrà essere. La suddivisione delle aree interne tra sala vendita e superfici accessorie, così come la marcata assenza di piazzali di manovra per gli autoarticolati, piuttosto che prospetti pieni di bocche di carico, evidenziate dal filmato disponibile e proiettato in Commissione, azzera in particolare i sospetti offensivi di voler nascondere un ‘nuovo hub logistico stile Amazon’. Rinunciare a quest’ultima proposta esporrebbe a mio parere tutta la Giunta ad una forte responsabilità, perché rimarrebbe tutto così per molti anni ancora. Se accadesse, non esiteremmo a denunciare il tutto alla Procura Contabile per la valutazione del danno erariale, per il quale, nel caso, risponderebbero di tasca propria i singoli consiglieri di maggioranza insieme e ai dirigenti che hanno appoggiato tali azioni. Chiameremo a rispondere alla Procura Contabile anche la maggioranza dell’assemblea legislativa regionale se latitasse il controllo (è obbligata a farlo) sull’operato del Comune che sta tentando di realizzare le palazzine ERP e ERS utilizzando denaro pubblico con azioni palesemente in contrasto con le direttive del Governo che ha stanziato i fondi.

Restiamo sempre confidenti in un accordo con il Comune, nel limite massimo della nostra ultima proposta, ma allo stesso tempo determinati nel voler difendere i nostri diritti e giovedì 8 febbraio attendiamo i cittadini che vorranno ascoltare le nostre ragioni”.

Marco Da Dalto Responsabile Progetto Rimini Life

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Ex Nuova Questura, Asi cerca accordo col Comune: “Altrimenti ci pagherete il danno erariale”

Ex Nuova Questura, Asi rilancia l’appello per un accordo con palazzo Garampi, minacciando anche le vie legali

Ariminum Sviluppo Immobiliare gioca di sponda con il comitato cittadino che ha avviato una raccolta firme per chiedere l’abbattimento dell’immobile degradato in via Bassi: Asi, come noto, per quell’area è intenzionato a costruire un nuovo supermercato, all’interno di un progetto di riqualificazione complessiva della zona di cui è stata acquisita la proprietà all’asta, un progetto ribattezzato Rimini Life. Il Comune di Rimini rimanda tutto al nuovo Pug, con tempi molto lunghi.

Asi, per voce di Marco Da Dalto, responsabile di Rimini Life, ribadisce la propria volontà a trovare un accordo con l’amministrazione comunale. In consiglio comunale ha proposto di rinunciare a 17.600 mq su 23.373, lasciandoli al Comune. “Ciò consentirebbe al Sindaco di non spendere denaro pubblico per l’esproprio e di utilizzare le aree per i parchi e i parcheggi che meglio vorrà realizzare a beneficio della collettività“, spiega Da Dalto. La volontà di Asi è chiara: trovare un accordo con palazzo Garampi.

Da Dalto ribadisce anche le proprie argomentazioni a confutazione dei dubbi dell’amministrazione comunale: “La suddivisione delle aree interne tra sala vendita e superfici accessorie, così come la marcata assenza di piazzali di manovra per gli autoarticolati, piuttosto che prospetti pieni di bocche di carico, evidenziate dal filmato disponibile e proiettato in Commissione, azzera in particolare i sospetti offensivi di voler nascondere un nuovo hub logistico stile

Rinunciare a quest’ultima proposta – attacca Da Dalto – esporrebbe a mio parere tutta la Giunta ad una forte responsabilità, perché rimarrebbe tutto così per molti anni ancora”.

Asi tende la mano al Comune, ma l’ascia di guerra rimane disseppellita: senza accordo si andrà per vie legali. “Non esiteremmo a denunciare il tutto alla Procura Contabile per la valutazione del danno erariale, per il quale, nel caso, risponderebbero di tasca propria i singoli consiglieri di maggioranza insieme e ai dirigenti che hanno appoggiato tali azioni”.

Chiameremo a rispondere alla Procura Contabile – prosegue Da Dalto – anche la maggioranza dell’assemblea legislativa regionale se latitasse il controllo (è obbligata a farlo) sull’operato del Comune che sta tentando di realizzare le palazzine Erp ed Ers utilizzando denaro pubblico con azioni palesemente in contrasto con le direttive del Governo che ha stanziato i fondi”.

Asi rimane fiduciosa su un accordo: “Ma siamo determinati nel voler difendere i nostri diritti e giovedì 8 febbraio attendiamo i cittadini che vorranno ascoltare le nostre ragioni”.

Quest’ultimo appello riuscirà a scardinare le resistenze di palazzo Garampi? La tensione politica, tra le parti, rimane altissima.

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Furti e degrado vicino all’ex questura di via Bassi. I residenti: “Demolite quel mostro”

Esausti, stufi, preoccupati, arrabbiati, ma non rassegnati. Sono gli stati d’animo che pervadono i residenti delle zone limitrofe all’ex questura di via Ugo Bassi, in stato di completo abbandono da ormai 20 anni. “Non ne possiamo più di questa situazione, siamo vittime di continui furti e danneggiamenti compiuti dagli inquilini abusivi che trovano rifugio in quel mostro lì”, ci dice un gruppetto di cittadini indicando lo stabile di via Bassi alle loro spalle.

Lamentano un problema di sicurezza tangibile, che vivono sulla loro pelle quasi quotidianamente: “Ad una signora anziana, che abita qua vicino con due figli disabili, i ladri sono entrati in casa cinque volte nell’ultimo periodo. Io stessa – racconta Teresa Forlani, portavoce insieme a Valerio Giunta della profonda preoccupazione che regna in zona – ho subìto dei furti. Parliamo delle stesse persone che tutte le sere vediamo incamminarsi verso l’ex questura, di alcuni conosciamo bene i volti”. 

Sono sbandati, persone che non hanno nulla da perdere, ci dicono. Entrano nelle case anche di giorno, scavalcano le recinzioni, rubano biciclette, urinano negli orti, forzano le portiere delle vetture in sosta, danneggiano case e veicoli“Che senso ha, ogni 3-4 mesi, mandare le forze dell’ordine a sgomberare l’intero edificio, se poi queste persone due giorni dopo sono nuovamente dentro?”, domanda provocatoriamente uno dei cittadini colpito dai furti. Un altro invece aggiunge: Quello stabile va demolito, solo così si più risolvere il problema legato alla sicurezza in questa area. Comune e privato devono trovare una soluzione, ci siamo stancati di inutili promesse.

Per far sentire con più forza la loro voce, i residenti in particolare delle vie Gadames, Ricasoli e Caldesi hanno organizzato una petizione popolare indirizzata a Comune, Asi (la società proprietaria dell’immobile) e Prefetto, con la quale chiedono: interventi urgenti di sicurezza, come un’efficace sorveglianza per contrastare il dilagare della microcriminalità in quell’area; maggior coinvolgimento durante i confronti tra pubblico e privato; una riqualificazione urbanistica all’altezza di una zona strategica per la città, dopo quasi 20 anni di attesa. Al momento le firme raccolte sono circa 400, ma il gruppetto di residenti, che mercoledì incontrerà a Palazzo Garampi l’amministrazione comunale, conta di incrementare ancora il numero grazie anche alla possibilità di aderire online attraverso la piattaforma Change.org o il gruppo Facebook denominato ‘Basta Degrado Ex Questura’. “Questo non è solo un problema di chi abita qui vicino – conclude uno dei firmatari – questo è un problema dell’intera Rimini”.

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DICHIARAZIONE DI MARCO DA DALTO, RESPONSABILE DEL PROGETTO RIMINILIFE

Rimini, 22 dicembre 2023

A proposito dell’intervento dell’Assessore alle Attività Economiche del Comune di Rimini, Juri Magrini, ieri sera in consiglio comunale, di seguito la dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife:

Le resistenze di quest’amministrazione hanno davvero superato ogni limite di sopportazione.

L’assessore alle attività del Comune di Rimini, Juri Magrini, ieri sera in consiglio comunale non ha mancato di evidenziare la bassezza e il livello di arroganza che questa Giunta esprime sin dal giorno della nostra aggiudicazione all’asta dell’ex Questura.

Che brutta l’espressione con cui è stato apostrofato il nostro progetto “city LIFE alla riminese”, offensivo anche nei confronti del progettista che è persona garbata, professionista di profilo europeo.

L’obiettivo è chiaro, ove non si può impedire va ritardato ed ecco adesso che la riqualificazione dell’ex compendio dipende dallo stadio.

Non può essere così. E se il progetto non viene presentato? E se il progetto non è di gradimento dell’amministrazione?

Mentre il nostro progetto dipende dallo stadio, l’amministrazione approva la realizzazione di palazzine pubbliche di fronte la curva dello stesso stadio con alle spalle il buco nero e la vergogna della città. Spieghi, l’assessore Magrini, la coerenza e la visione unica di città di cui parla.

Magrini parla di minor entrate nel bilancio comunale – per colpa del governo ‘non amico’ a suo dire – poi non spiega perché vuole spendere soldi pubblici per espropriare aree ad ASI che cederebbe gratuitamente. Me la spiega la coerenza?

Getta ombre sulle negoziazioni pubblico private nei progetti di rigenerazione, che è la filosofia della nuova legge regionale. Racconta la favola della distribuzione su marchi alimentari in città, dimenticandosi di dire che c’è un dominio assoluto di Coop e Conad che stanno nella categoria supermercati e che tutti gli altri marchi, per la stragrande maggioranza sono discount – che è un segmento diverso.

Magrini omette di dire – in modo strumentale – che la nostra ultima proposta si può attuare indipendentemente dal progetto dello stadio perché è uno stralcio autonomo e nella stessa manifestazione di interesse presentata dal Comune per il bando dei fondi regionali era prevista l’attuazione a stralci, è piena di elementi oggettivi di interesse pubblico:

  • riduce la cementificazione (abbiamo proposto di rinunciare a 17.600 mq dei 23.773 acquistati);

  • prevede la cessione gratuita di oltre due ettari di terreno ove il comune può realizzare le palazzine pubbliche (verso la via Ugo Bassi e non di fronte la curva dello stadio), parchi e parcheggi e anche l’asilo del CEIS;

  • riqualifichiamo un ambito degradato e insicuro abbattendo oltre 90.000 mc di incubo urbano;

  • avviamo un’attività produttiva (a cui è assimilato un supermercato) migliorando competitività e attrattività del territorio, a beneficio dei consumatori;

  • il comune risparmia i soldi per l’esproprio, già messi a bilancio, con cui può cofinziare – se crede – la realizzazione dell’asilo del CEIS;

  • libera eventualmente l’anfiteatro romano dall’occupazione abusiva;

  • incassa oltre gli oneri concessori ordinari anche il contributo straordinario che può utilizzare per realizzare parte di quei parchi e parcheggi sulle aree che gli cediamo gratuitamente.

  • si costituiscono circa 65 nuovi posti di lavoro.

Magrini riguardo ad altri casi ha detto “abbiamo dato priorità al motore economico e poi realizzato le infrastrutture” poi ha apostrofato il governo tacciandolo di abusare del proprio potere sui comuni.

Ora mi perdoni, sempre per il principio del diritto di critica: da sempre abbiamo detto che il supermercato è il motore economico che consente la rigenerazione, perché invece di trovare un tavolo costruttivo abbiamo dovuto subire in questi due anni attacchi, minacce, offese e diffamazioni?

Voglio concludere con una domanda rivolta alla città e non solo.

Se per Magrini il governo centrale per le sue scelte compie un abuso di potere, gli atteggiamenti del Sindaco e di questa Giunta, che hanno respinto il nostro progetto senza giustificare il diniego, che attuano tutte le azioni possibili per ostacolare le nostre proposte – contrari ai principi della buona amministrazione – come l’ultima che è palesemente sbilanciata verso l’interesse pubblico, che ci hanno minacciato – chi ha comprato l’ex questura ha fatto un pessimo affare – offeso – city LIFE alla riminese, diffamato – fanno un hub logistico; che lascia quel quartiere in uno stato di insicurezza, abbandono e degrado; come lo si può definire?

Chissà che qualcuno non mi aiuti ad avere una risposta.

Marco Da Dalto
Responsabile Progetto Rimini Life

 

Area Bassi. Da Dalto (Rimini Life): silenzio assoluto dal comune dopo nostra proposta

Rimini, 21 dicembre 2023

Un silenzio che non lascia presagire nulla di buono. Marco Da Dalto, coordinatore del progetto Rimini Life predisposto da Asi per l’area di via Ugo Bassi, è intervenuto mercoledì alla trasmissione di Icaro TV Fuori dall’Aula. Alcuni giorni fa la società ha avanzato la sua ultima proposta all’amministrazione per sbloccare la situazione di stallo: la cessione gratuita al comune di tutte le aree non interessate dal commerciale in cambio della realizzazione dei 1500 euro di supermercato più i 4.500 di aree a servizio. Troppi per l’amministrazione che ha più volte ribadito di non ravvisare nel progetto un preminente interesse pubblico. “Ci resta una flebile speranza – dice Da Dalto – pensiamo che l’amministrazione stia cercando di trovare una data in agenda per riceverci. Certo che ci aspettavamo di ricevere almeno una chiamata”. “Se resterà il muro contro muro, quell’area degradata resterà lì per 10 anni e oltre” aggiunge.

Da Dalto smentisce anche che i 4500 metri a servizio del supermercato possano diventare un hub logistico. “Non sarà così“.

L’intervista a Da Dalto al minuto 30 della puntata di Fuori dall’Aula

Il futuro dell’area di via Ugo Bassi a Rimini resta avvolto nella nebbia e, purtroppo, nel degrado. Una vicenda nata oltre 20 anni quando la società Dama ha realizzato lo stabile che doveva ospitare la nuova Questura ma il mancato accordo col Ministero dell’interno per l’affitto ha condotto la società al fallimento. Poi l’ipotesi di farne la cittadella della sicurezza (che invece sorgerà nella ex caserma Giulio Cesare) e infine le tante aste andate a vuoto. Nell’estate 2021, un ritorno di fiamma per l’area, con l’acquisizione per 14,5 milioni, a suon di rilanci su Conad, da parte di Ariminum Sviluppo Immobiliare. Ma l’auspicio di superare presto il degrado si è scontrato col “muro contro muro” tra privato e amministrazione comunale. L’area infatti è priva di pianificazione urbanistica e per metterci mano è necessario un accordo di programma ben lontano dal concretizzarsi. ASI ha da tempo presentato il progetto Rimini Life con nuovo residenziale, verde, asili e un supermercato da 1500 metri quadri con un’area a servizio di 4500 metri. Troppi per l’amministrazione che ha più volte ribadito di non ravvisare nel progetto un preminente interesse pubblico. Il timore è che la struttura possa diventare un hub logistico con impatto eccessivo sul traffico di una zona già congestionata. Ipotesi, quella dell’hub, più volte rigettata da ASI. Inoltre il comune ritiene necessario ragionare sull’intero quadrante dove sono in ballo anche il nuovo stadio e la Cittadella della Sicurezza nella ex Caserma. Senza accordo tra le parti, l’area di via Bassi è destinata ancora per anni a restare nel degrado e nell’insicurezza: tutto sarebbe infatti rimandato alla stesura del Piano Urbanistico Generale il cui articolato iter deve ancora partire. A complicare ancor più i rapporti anche la decisione di Asi di ricorrere al Tar contro la bocciatura del progetto. E’ certo invece che di fronte allo stabile fatiscente sorgeranno nuove palazzine di edilizia residenziale pubblica per le quali il comune ha intercettato un finanziamento regionale. A seguito della commissione controllo e garanzia dedicata a far chiarezza sull’area Bassi c’è stato nel mese di dicembre un nuovo incontro tra amministrazione e società con l’ennesimo nulla di fatto. Sul piatto resta l’ultima proposta di ASI: la cessione gratuita al comune di tutte le aree non interessate dal commerciale in cambio della realizzazione del supermercato. Al momento da Palazzo Garampi nessuna risposta.

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ASI: MARCO DA DALTO REPLICA AL CAPOGRUPPO PD MATTEO PETRUCCI.

Rimini, 16 dicembre 2023

In un Paese democratico è lapalissiano che esista il diritto di critica ove si possa raccontare un fatto oggettivo.
In tutta questa vicenda pare evidente che quando Conad si aggiudicò l’asta provvisoria a 4 milioni sull’ex Questura l’attuale Sindaco, precedente assessore, non disse nulla, come tutta la maggioranza.
Dopo l’aggiudicazione di ASI a 14,5 mln (con Conad che si era fermata a 14 mln) appena investito, il Sindaco dichiarò “chi ha comprato l’ex questura ha fatto un pessimo affare” – tanto per citare una delle tante uscite dure nei confronti di ASI, che abbiamo raccolto – nonostante avessimo pagato prezzo pieno e quindi soddisfatto tutti i creditori, tra cui il Comune.
È altresì oggettivo che Conad e Coop hanno il dominio del mercato alimentare di Rimini e provincia; che in questi due anni l’amministrazione, riguardo RiminiLife, abbia sostanzialmente contestato il supermercato, con illazioni anche al limite della diffamazione.
È altrettanto evidente che la Giunta e la maggioranza del Consiglio vogliano proseguire con gli espropri utilizzando il denaro pubblico, senza accogliere l’offerta di ASI che prevede la cessione gratuita delle aree a fronte della rigenerazione dell’area.
È pubblico che nel giugno dello scorso anno quando abbiamo presentato il progetto RiminiLife al Sindaco, nella delibera di Giunta della settimana seguente non sia stato minimamente menzionata la disponibilità di ASI a riqualificare il compendio e a cedere le aree gratuitamente, bensì è stato deliberato il raddoppio della cifra da destinare all’esproprio.
Sono pubbliche le dichiarazioni di Petrucci di attacco al supermercato e ad ASI e di difesa della linea politica del Sindaco.
Infine è oggettivo che fino poche settimane fa Petrucci, capogruppo PD, lavorasse in un contesto aziendale legato a Conad.
Chi ha mai detto che in tutto ciò un disegno preordinato per favorire Conad? Mai pronunciate tali parole, come non ho mai unito i puntini di questa storia, perché nel caso non sarebbe un mio compito.
Perché Petrucci non abbia colto il sottile invito, a sua tutela, ad una riflessione sull’opportunità di astenersi su argomenti che avrebbero potuto creare un imbarazzo generale, ma abbia ritenuto invece importante correre a tutelarsi, risiede nella sua libertà, ma non certo causato dalla mia semplice ricostruzione dei fatti.
Ad ogni buon conto se Petrucci ritenesse di tutelarsi, sono ovviamente a disposizione della magistratura.
Resto comunque convinto che la Giunta e il Sindaco stiano solo attendendo di trovare un momento libero in agenda per un confronto sull’ultima proposta pubblica, che vediamo gradita dai cittadini e da coloro che attendono un nuovo stadio. Proposta crediamo dall’evidente e grandissimo interesse pubblico.
Il Sindaco dimostrerà a tutti – ne sono certissimo – che la sua tenacia serviva per raggiungere questo obiettivo – concretizzatosi con la nostra ultima proposta.
Sono altresì convinto che per sostanziare ancor di più il titolo di Rimini Capitale della Cultura 2026 prenderà in seria considerazione anche la proposta della Lega, riuscendo in un solo mandato a centrare tanti risultati:
rigenerare il quartiere della vergogna, restituire alla città l’anfiteatro romano, realizzare in un luogo migliore l’asilo (in via Ugo Bassi), risparmiare i soldi dell’esproprio, mettere a disposizione dello stadio i parcheggi, parchi e verde per i residenti, realizzare le palazzine sociali in un luogo più sicuro (verso via U. Bassi) piuttosto che tra la curva dello stadio e il transatlantico del degrado e della paura, abbattere drasticamente la cementificazione e probabilmente a riqualificare lo stadio.
Se così fosse per quale ragione qualcuno dovrebbe mettersi ad unire i punti di questa storia?
Sono convinto che sarà una storia a lieto fine.

Marco Da Dalto
Responsabile Progetto Rimini Life

ASI: SIA CHIARO DA SUBITO, NOI TIFIAMO PER UNO STADIO NUOVO E LA NOSTRA ULTIMA PROPOSTA CI PARE DAVVERO NE AGEVOLI LA REALIZZAZIONE.

ASI: “Il nostro auspicio è di avviare i lavori entro giugno 2023 e consegnare alla città un nuovo quartiere immerso nel verde, liberando l’area dall’attuale pericoloso degrado, per creare un nuovo spazio urbano di qualità entro il quale convivano dimensione privata e collettiva, con funzioni utili ai cittadini”.

Rimini, 2 febbraio 2023 – A fine 2022 Ariminum Sviluppo Immobiliare ha depositato al Comune di Rimini un’Istanza di partecipazione al procedimento amministrativo per inserirsi nel progetto di ‘rigenerazione urbana integrata e riqualificazione’ dell’intero comparto interessato dal parco urbano Rimini Life.
L’Istanza comprende una novità sostanziale, la cessione gratuita delle aree su cui l’Amministrazione potrà realizzare l’edilizia sociale prevista dal PIERS, 24 alloggi di edilizia pubblica e 12 di edilizia sociale, risparmiando così i costi di esproprio quantificati in 600mila euro con una valutazione di parte, da associare all’incremento patrimoniale che ASI valuta in circa 7 mln di euro per effetto dell’aumento delle dotazioni territoriali collettive e delle aree per pubblica utilità cedute gratuitamente come valida alternativa all’esproprio, evitando l’utilizzo di denaro pubblico previsto dall’esproprio.

L’iniziativa di ASI è decisamente intonata con l’esigenza dell’Amministrazione, espressa in questi giorni, di agevolare la disponibilità di abitazioni a prezzi agevolati o calmierati (ERP/ERS).
Si ricorda che l’ambito di intervento riguarda l’erogazione al Comune di Rimini del finanziamento regionale di circa 5 milioni legato al bando del PIERS. ASI è compartista di maggioranza dell’area interessata dal PIERS, avendo la proprietà di di 44.979 mq su 58.514 mq dell’intero comparto, pari al 76,95%.

Il Programma Integrato di Edilizia Residenziale Sociale promosso a livello nazionale dal CIPE. In questo quadro, la Regione Emilia-Romagna ha selezionato progetti, finanziandoli con quasi 21 milioni di euro, riguardanti interventi con ottica strutturale di rigenerazione e riqualificazione urbana, architettonica, sociale e ambientale. 
ASI ha anche depositato una SCIA per l’attuazione immediata del 1° stralcio dell’intero progetto, con l’abbattimento degli edifici dell’Ex Questura che darà seguito al programma attivato dalle delibere comunali del febbraio 2020 e del giugno 2022.
Di conseguenza, il Comune di Rimini ha convocato una Conferenza dei Servizi e l’istruttoria si concluderà entro il 17 di aprile. L’Amministrazione sta ancora valutando la proposta riguardante le aree attigue all’edificio dell’ex Questura.
Le attività previste potranno avere inizio nel secondo trimestre 2023, per terminare nel secondo trimestre del 2025. In linea con quanto espresso dalla delibera di Giunta n. 231 del 27/6/2022, il cronoprogramma sarà influenzato dalla gara pubblica per l’assegnazione dell’appalto e la realizzazione delle opere.

“Con questa iniziativa – spiega Piero Aicardi, Amministratore Unico di Ariminum Sviluppo Immobiliare – intendiamo rendere più rapido ed efficace il programma di contrasto del degrado urbano e della microcriminalità che interessa l’area, sulla quale siamo intervenuti in questi anni con investimenti ed azioni che hanno cercato di contenerne la proliferazione. E’ un’operazione da valutare nel suo complesso, seppure dal punto di vista procedurale ed operativo sia divisa in due fasi”.

Nello stralcio funzionale 1 del progetto complessivo è prevista la demolizione integrale del complesso edilizio e all’attuazione di un primo lotto del masterplan complessivo. L’avvio del processo di rigenerazione può infatti avvenire, ai sensi del PSC E RUE vigenti, attraverso un intervento di ristrutturazione edilizia con integrale demolizione e ricostruzione, con volumetria e superfici inferiori a quelle esistenti.
La seconda fase attuativa prenderà il via a seguito all’auspicata approvazione  di un Accordo di Programma in variante che consentirà il rilascio dei titoli edilizi. Già disponibile un cronoprogramma parte integrante dell’Accordo, insieme alla ValSAT e alla relazione economico-finanziaria, idonea a garantire la fattibilità tecnico-economica del complesso degli interventi.  
L’attuazione del secondo stralcio funzionale è subordinata al primo, in quanto quest’ultimo consente l’eliminazione immediata del degrado esistente, costituito dall’edificio fatiscente dell’Ex Questura, e il mantenimento dei requisiti della manifestazione al PIERS che come principio base poneva la riqualificazione dell’intero compendio.  

“L’idea guida del progetto di rigenerazione – spiega l’Arch. Leonardo Cavalli – è quella di un quartiere urbano concepito come un sistema integrato di funzioni pubbliche e di interesse pubblico, con una forte connotazione di qualità ambientale ed un assetto unitario chiaramente riconoscibile. Saranno eliminati i traffici privati di attraversamento e garantita una completa percorribilità pedonale e ciclabile in condizioni di sicurezza. 
Il parco centrale rappresenterà un nuovo polmone verde a servizio dei residenti del quartiere e della comunità di Rimini. L’area verrà quindi percepita come un vero e proprio Quartiere Parco in cui il verde costituirà l’elemento strutturante di connessione tra le varie funzioni presenti, inglobando anche i parcheggi verdi pubblici che, in assenza di automobili, sono sfruttabili come vere e proprie piazze”.

Marco Da Dalto Responsabile del progetto: “Intendiamo creare condizioni di vivibilità e vitalità nell’intero arco della giornata. Sarà un’esperienza pilota di rigenerazione urbana che sia negli aspetti disciplinari che in quelli dei procedimenti amministrativi potrà costituire un riferimento di buone pratiche in applicazione dei principi e dei criteri della Legge regionale n.24/2017 e degli atti correlati”. 

La scelta delle funzioni presenti a Rimini Life deriva da un’accurata analisi del piano contenuto nella manifestazione di interesse al PIERS. Si è proceduto a porla a sistema con le modifiche intercorse nel frattempo nelle strategie di gestione urbana della Pubblica Amministrazione, nelle esigenze della città di Rimini e nelle richieste del mercato. 
Saranno presenti nel nuovo quartiere le tipiche funzioni urbane: la residenza (sociale e a libero mercato), le attrezzature pubbliche di base (asilo nido), le dotazioni di livello superiore (lo studentato, la biblioteca) il commercio al dettaglio. Il progetto di rigenerazione dell’area si fonda sulla scelta di realizzare un sistema misto di usi nella zona, attività con orari, funzioni e flussi di utenza diversi che aiutano a produrre un uso più qualitativo dell’area e di conseguenza a promuoverne la vitalità. 
Sempre in tema di beneficio per la collettività, l’insediamento di una struttura commerciale è la realizzazione di un interesse pubblico, avvalorato ulteriormente dalla creazione di nuovi posti di lavoro diretti e nell’indotto. Dall’esperienza della pandemia traiamo inoltre un insegnamento fondamentale: l’attività commerciale, soprattutto quella alimentare, ha rappresentato (e rappresenta) un servizio pubblico a tutti gli effetti, come si evidenzia nella circolare PG.2015. 0308657 del 13/05/2015 di Regione Emilia-Romagna, a firma degli assessori Costa e Donini.

Ufficio Stampa: SMART Comunicazione

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Non si placa il dibattito, ma ASI replica agli attacchi delle sentinelle dell’amministrazione.

Rimini, 11 Dicembre 2023

Nella sua rubrica settimanale sul sito Chiamami Città, l’ex vicesindaco di Rimini e assessore regionale Maurizio Melucci s’è occupato del dibattito in corso. L’articolo è visibile al link urly.it/3y–m 

Qui sotto la risposta di ASI.


NON C’È PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE.

“Gentile Melucci,
ho letto il suo intervento sul tema ‘ex questura’. Avevo inteso che ne avrebbe scritto nuovamente solo in presenza di atti ufficiali dei tribunali o di nuovi progetti. Non c’è problema, ovviamente.
In realtà sarei anche in attesa di sapere quali canali privilegiati ha utilizzato nelle settimane scorse per avere in poche ore e poi pubblicare documenti provenienti evidentemente da richiesta di ‘accesso agli atti’. Ricorda? La procedura per avere quegli atti era un accesso civico generalizzato che imponeva degli obblighi da parte dell’amministrazione, questo glielo ricordo io ed è un aspetto di rilievo penale.
Veniamo a oggi. Mentre aspettiamo che il Sindaco e la giunta riflettano sulla nuova proposta che ho pubblicamente annunciato per conto di ASI, provo a spiegare alcuni passaggi che non devono esserle chiari.
Il Sindaco e la giunta tengono il punto sulla questione ‘interesse pubblico’. In realtà non spiegano, come invece dovrebbero, dati alla mano, perché RiminiLife non centra questo obiettivo, ma evidentemente sono abituati ad essere creduti sulla parola.
Noi restiamo dell’idea che riqualificare quel compendio, dotandolo di spazi ‘vivi’, sia il miglior modo per contrastare il degrado. Possiamo stabilire se meglio una palestra o un asilo, se più utile una biblioteca e uno studentato piuttosto che una sala di quartiere. Ma questi discorsi col Comune non si possono fare.
Abbiamo fatto un passo ulteriore che le riepilogo, che non lascia più alibi alla Giunta e alla maggioranza sulla questione ‘interesse pubblico’, per vedere se è davvero il nocciolo del muro innalzato davanti ad ASI:
1. Abbattiamo 23.700 mq oggi edificati e calamita di delinquenza, ne occupiamo solo 6.000; quindi rigeneriamo senza consumo di nuovo suolo e con una fortissima riduzione del costruito;
2. regaliamo al Comune oltre due ettari di terreno in una zona strategica e preziosa di Rimini, su cui realizzare parchi, parcheggi e edifici sociali, al fine di agevolare la riqualificazione anche relativa allo stadio, cosa che ci rende felicissimi e verso il quale abbiamo tempestivamente teso una mano per favorire un’ipotesi di più rapida ed efficace realizzazione;
3. ⁠facciamo risparmiare al Sindaco e quindi ai cittadini riminesi i soldi dell’esproprio per realizzare le residenze
pubbliche sociali previste;
4. ⁠il progetto genera il pagamento di un contributo straordinario – per legge – che l’amministrazione potrà monetizzare o commutare in ulteriori opere pubbliche di interesse;
5. agli oltre due ettari di aree cedute gratuitamente, la realizzazione del supermercato genererà la realizzazione – a nostro carico – di ulteriori parcheggi e parchi che verranno ceduti gratuitamente alla città;
6. ⁠generiamo nuovi posti di lavoro;
7. ⁠ci rendiamo disponibili a sottometterci ad un atto d’obbligo, a prestare tutte le opportune garanzie anche fidejussorie per garantire che la superficie di vendita rimarrà di 1.500 mq, rinunciando ad un diritto.
8. ⁠abbiamo dato disponibilità a regolamentare – sottoponendoci ad ulteriori vincoli e crediamo che nella storia questo non sia mai accaduto – l’uscita dei furgoncini per la consegna a casa. Su questo punto aggiungo anche che quello delle consegne è ormai da tempo una funzione accessoria e apprezzata dai cittadini. Molte insegne lo fanno da tempo con successo, mica vorrà che ciò sia precluso. Le ricordo un semplice conto: se un supermercato consegna 100 spese a domicilio in un giorno, pochi camioncini escono sulle strade, evitando a 100 auto di muoversi verso il supermercato. Pensavo inutile ricordarlo, ma evidentemente serve.
Al momento non abbiamo risposte dal Sindaco, stiamo comunque preparando una proposta formale, mentre lei anticipa il ritornello solito che punta il dito sulla superficie accessoria, non appellandosi a norme precise – che non esistono – ma discutendo il modello di lavoro di una impresa, con qualche venatura di scetticismo sulla buona fede di ASI.
A proposito della insegna, noi non stiamo sussurrando un bel niente nei corridoi. Quale sarà il marchio lo deciderà la società a cui abbiamo ceduto il diritto di proporla, sulla base di una nostra richiesta che sia di ‘primo livello’.
Siamo davvero curiosi di vedere fino a che punto si arriverà per non ammettere ciò che è ogni giorno più evidente, ossia l’interesse politico-ideologico che si nasconde dietro questo atteggiamento. Che ha un vincitore unico, l’attuale monopolista. E perdenti vari: ASI, i cittadini riminesi, la credibilità di chi governa il territorio, la democrazia economica, ecc ecc. A Rimini siamo vicini alla consumazione del reato dell’impedimento della libera concorrenza!
A dire il vero, si sta anche raggiungendo il limite di tolleranza nel continuare a dubitare, generare dubbi, accusarci di voler realizzare cose diverse da quelle che diciamo. Siamo molto vicini alla diffamazione.
Per ultimo scopriamo che in consiglio comunale il capogruppo di maggioranza è stato dipendente Conad, fino a poche settimane fa e nel corso di questa vicenda. Dopo tutto quello che stiamo subendo ciò genera delle legittime forti preoccupazioni. Alzeremo il livello di attenzione.
Le auguro buona domenica”.

Marco Da Dalto
Responsabile progetto Rimini Life

«Vogliamo supermercato e magazzini. Tutto il resto lo regaliamo alla città»

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Dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life. Proponiamo di fare solo il supermercato, tutte le altre aree a disposizione del Comune.

Rimini, 7 dicembre 2023

Sono inaccettabili le parole del Sindaco. Ci ha minacciati sin dal primo giorno del suo insediamento, si è negato agli incontri, alla commissione e continua con una narrazione falsa, piena di illazioni e mancanza di argomenti oggettivi.

Che non faremo un centro logistico è cristallino, lo abbiamo dimostrato, ci siamo resi anche disponibili a sottometterci a qualsiasi tipo di atto d’obbligo e a prestare garanzie, anche fidejussorie affinché si garantisca che rimanga la superficie di vendita di 1.500, anche si limiti l’utilizzo dei furgoncini per la consegna della spesa a casa.

Vogliamo allora fare una proposta nuova: dopo aver acquistato 23.773 mq di superfici esistenti a 14,5 mln, mezzo milione in più di Conad, ora le offriamo la possibilità di usare quasi tutte le aree a suo piacimento.

Le proponiamo di realizzare solo un supermercato di 6.000 mq con1.500 di area di vendita, rinunciando a tutta la restante superficie, regalando alla città tutte le aree libere, quasi due ettari di terreno a parco e parcheggi e aree per costruire le palazzine pubbliche.

Ora come farà a dire di no?

In questo modo lo stadio avrà tutto il supporto urbanistico che vorrà, potrà farci un prato, parcheggi, quel che vuole.

Questa è l’occasione per il Sindaco di dimostrare che il suo è un interesse pubblico e non politico.

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