Rimini Life

Area ex questura: dichiarazione di Marco Da Dalto, coordinatore del progetto Rimini Life

Rimini, 21 aprile 2023 – Credo sarebbe stata utile la nostra presenza in consiglio comunale per esporre direttamente il profilo della proposta Rimini Life, intervento di riqualificazione dell’area in via Ugo Bassi. Abbiamo ascoltato il dibattito e letto il comunicato del Sindaco.

Ci ritroviamo pienamente nel desiderio di portare il dialogo in un alveo sereno e propositivo. Per farlo è necessario però essere chiari e precisi.

Parlare di 6.000 mq di commerciale in quell’area non corrisponde alla realtà del progetto. L’area del supermercato contestato è di 1500 mq. Il resto sono aree di servizio, a supporto della vendita. Di certo non si tratta di una piattaforma logistica e su questo c’è un lay out di funzionamento ben chiaro.

Più che pensare di sindacare su un modello di business sarebbe stato più interessante invece valutare la qualità del servizio offerto al quartiere e il beneficio economico per i cittadini che con l’inserimento di una nuova insegna possono ricevere, riscontrandolo direttamente sul costo della spesa alimentare annua.

Non dimentichiamo (dati Ministero) che Rimini è la città più cara d’Italia con circa 4.600 euro annui per famiglia, contro i 4.000 euro annui di Bologna. Questo accade perché l’offerta è sottodimensionata (dati osservatorio regionale) e concentrata (dati osservatorio regionale).

La relazione generale depositata con le richieste autorizzative, agli atti, dettaglia puntualmente quanto sopra riportato oltre ad identificare con precisione il beneficio qualitativo ed economico della proposta.

Sul traffico: ribadiamo che il progetto depositato contiene studi puntuali e dettagliati sui flussi generati. Vorremmo discuterne su basi concrete e non superficialmente, perché i risultati sono di assoluta sostenibilità.

Ribadiamo anche la correttezza dei comportamenti: mai abbiamo diffuso pubblicamente informazioni sconosciute all’Amministrazione. Su questo fronte potremmo fare esempi contrari, ma nell’ottica di un dialogo costruttivo, soprassediamo dal ricordarli.

Sul degrado: la nostra posizione è che vada eliminato, che pensare di costruire residenze sociali lì davanti sia un errore. Il Comune la pensa diversamente. Non vogliamo usare il degrado come arma di condizionamento, ma il Sindaco non usi questo argomento per minimizzare una situazione che è insostenibile e facilmente verificabile.

Infine, per chiarire: la trasmissione di Rete4 che ci ha chiesto di riprendere l’interno dell’immobile è stata sensibilizzata da cittadini riminesi. Noi abbiamo ricevuto la richiesta il pomeriggio precedente ed abbiamo acconsentito. Altre interpretazioni sono destituite di fondamento e non vere.

Sul confronto serio: abbiamo programmato l’assemblea pubblica dopo l’incontro in Comune, non vogliamo che il progetto sia riservato. Forse non c’è abitudine ad un contraddittorio. Sinceramente è sorprendente giudicare questo desiderio di chiarezza pubblica come poco serio.

Signor Sindaco, noi non vogliamo imporre nulla: rivendichiamo un percorso, proponiamo delle soluzioni, ipotizziamo un iter urbanistico, tuteliamo quelli che riteniamo dei diritti. Abbiamo chiesto quali altre funzioni immagina il Comune più utili, aspettiamo ancora la risposta.

Cogliamo allora, ma i chiarimenti erano doverosi, l’ultimo passaggio del suo scritto sull’azzeramento delle discussioni per passare all’elaborazione di una proposta nell’interesse della città.

Tifiamo per la riqualificazione, per le residenze previste dal Comune quanto in linea generale esposto. Ma serve condividere che la riqualificazione ha necessità di condizioni che la rendano sostenibile (il supermercato, la cui insegna ha investito non soltanto per la realizzazione del proprio format, ma per la riqualificazione del contesto).

Siamo quindi disponibili a ricominciare un dialogo su nuove basi.

 

Ex Questura via Bassi, l’ira del sindaco contro Asi: “Supermercati in Via Roma? Mai”

Rimini, 21 aprile 2023

Il destino dell’area dell’ex Questura di via Bassi e l’accordo di programma presentato dalla società Asi per la riqualificazione del comparto di via Ugo Bassi è stato al centro del dibattito dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, che si è conclusa con la votazione della mozione presentata dal consiglierr Renzi sul tema, respinta con 10 voti favorevoli e 20 contrari

Credo di non rivelare un segreto – ha esordito in apertura del dibattito il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad – se dico che non più tardi dello scorso 21 marzo, quindi esattamente 30 giorni fa, ho incontrato insieme ai tecnici comunali i rappresentanti di ASI nella sede istituzionale della Sala della Giunta. Un incontro che ho voluto per cercare di avviare un confronto serio, nella sede opportuna. E quanto letto e sentito negli ultimi mesi non va proprio in questa direzione. Dispiace ribadirlo al cospetto di un paradossale ribaltamento dei ruoli e delle responsabilità che per cui chi ha per legge e proprietà il compito di provvedere a eliminare il degrado dell’area in questione, cerca di usare quello stesso degrado come un’arma puntata alla tempia dell’Amministrazione.  

La seconda cosa che ho detto ad ASI nell’incontro del 21 marzo e che credo stia facendo due errori: di metodo e di merito. Di metodo perché l’unica strada possibile, allo stato attuale, per riqualificare in tempi rapidi quell’area senza attendere i tempi del PUG, è quella di procedere con lo strumento dell’Accordo di Programma. E per sua definizione l’Accordo di Programma si giustifica con un chiaro e forte interesse pubblico sotteso all’intervento. Questo implica che la correttezza del percorso doveva cominciare da un rapporto con la città e, di conseguenza, con l’amministrazione comunale. Qui invece si è invertito il senso di marcia, con Asi che continua a dire cosa farà e poi noi dovremmo accettarlo.  

Sul merito: l’asse di via Roma, tutto quel tratto che dalla stazione porta a Miramare, e in particolare via Bassi è già oggi una delle arterie stradali più trafficate di Rimini. E quella, vi dico già ora, non potrà mai diventare via dei supermercati.  

Vale per Asi, vale per tutti. Ci sono degli atti ufficiali depositati che documentano come la proposta di Asi preveda 1.500 mq di supermercato, a cui va aggiunta una piattaforma logistica tra vani tecnici ed altro che porta a 6mila metri quadrati complessivi la parte con funzione commerciale. Pochissimo meno, tanto per fare un esempio conosciuto a tutti, della sede Amazon a Santarcangelo. Per fare un esempio, una delle ultime superfici commerciali autorizzate è quella nell’area Fox, vicino all’arco d’Augusto, per una superficie complessiva di 1.620 mq. 

Immagino che, come sul modello Amazon, quella superficie così elevata diventi una base da cui a ogni ora del giorno partono camioncini e mezzi. Una situazione certamente incompatibile con via Roma.  

La terza cosa la dico da sindaco che i problemi vuole risolverli e non lasciarli in sospeso per qualsivoglia motivo. Abbiamo dato la disponibilità ad ASI ad azzerare le discussioni, le polemiche di questi mesi, per cercare insieme di elaborare una proposta in cui l’interesse pubblico, e dunque l’interesse della città, sia evidente e inequivocabile. Appello che fino a questo momento è caduto nel vuoto. Se come paventato, si ha intenzione di fare ricorso, di continuare il braccio di ferro, nessuno lo impedisce. Ma questo atteggiamento muscolare da parte del privato non agevola il perseguimento dell’interesse pubblico che deve stare alla base di un eventuale Accordo di programma.  

Possiamo azzerare tutto – ha concluso il sindaco – ma 6mila metri quadrati di commerciale in quell’area oggi non sono una possibilità. Vogliamo superare la condizione attuale, ma dobbiamo trovare il punto di caduta tra l’interesse pubblico e le aspettative del privato”.

Il consiglio comunale ha inoltre approvato le modifiche statutarie della società controllata indiretta “C.a.a.r. s.p.a. consortile” con 19 voti favorevoli, 8 contrari e 4 astenuti.

 

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La rabbia dei residenti «Derubati dai balordi rifugiati nell’ex Questura»

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Fuori dal coro nel degrado dell’ex nuova Questura. L’accusa: “Risse a Rimini sono all’ordine del giorno”.

Il degrado dell’immobile di via Bassi nel servizio di Fuori dal coro

Rimini, 19 aprile 2023

Anche Rimini è “tra le città fuori controllo” di Fuori dal coro. Così sono denominate, all’interno del programma di Rete 4, di cui è direttore Mario Giordano, quelle città in cui emergono problemi di sicurezza, legati in particolare a degrado, spaccio, furti e rapine.

Ieri sera (martedì 18 aprile) Fuori dal coro ha trasmesso un servizio sull’immobile di via Ugo Bassi che doveva ospitare la sede della Questura. L’inviata Carlotta Dessì, accompagnata dal cameraman, ha effettuato un sopralluogo, incontrando persone che si sono introdotte abusivamente nell’immobile in stato di degrado.  Le telecamere mostrano le siringhe dei tossicodipendenti, i letti e i bivacchi. C’è anche l’intervento di Marco Da Dalto, coordinatore del progetto Rimini Life per conto di Ariminum Sviluppo Immobiliare, il privato che ha rilevato all’asta l’area e che attende il via libera del Comune di Rimini, che però temporeggia, rimandando le autorizzazioni all’approvazione del nuovo Pug (Piano Urbanistico Generale). Per Asi, “L’amministrazione comunale ha messo un muro”“Il Comune ci ha detto che come privato dobbiamo pensare alla sicurezza – spiega Da Dalto alle telecamere di Rete 4 – e così noi abbiamo assunto vigilanza e abbiamo recintato. Ma non possiamo andare all’infinito. L’amministrazione non vuole fare un progetto di riqualificazione unitario”.

Nel servizio però il discorso sulla sicurezza di Rimini prende una piega più generale. L’inviata non si limita a mettere in evidenza il degrado e l’insicurezza percepita da chi risiede in zona, ma riprende le classifiche de Il sole 24 ore, ricordando che Rimini sia “seconda città in Italia per reati commessi“. Aggiungendo: “A Rimini le risse sono all’ordine del giorno”, a commento di alcuni estratti di video di risse in centro storico durante la movida notturna (video in passato circolanti sui social). La conclusione, suffragata anche dalle parole di una riminese, è che “A Rimini la gente ha paura di uscire di casa”. 

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Rete4 indaga in città sul degrado di via Ugo Bassi. Stasera la messa in onda.

Rimini, 18 aprile 2023

Come riportato oggi da diverse testate, tra i quali i colleghi di Rimini Life, una segnalazione di cittadini riminesi ha attirato l’attenzione sulla situazione di degrado nell’area di via Ugo Bassi. Sabato le telecamere di Fuori dal Coro, con l’inviata Carlotta Dessi, sono entrate all’interno accompagnate da Marco Da Dalto, coordinatore del Progetto Rimini Life. Il reportage andrà in onda martedì 18 aprile su Rete 4, in prima serata, nel corso della trasmissione condotta da Mario Giordano

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Le telecamere Mediaset nel degrado dello stabile di via Bassi.

In foto: l’inviata di Fuori dal Coro con Marco Da Dalto, progettista di Rimini Life

Rimini, 18 aprile 2023

Si riaccendono i riflettori delle tv nazionali sull’area degradata della “ex Questura” (che Questura non fu mai) di via Ugo Bassi. Una segnalazione arrivata da alcuni cittadini ha infatti riportato a Rimini le telecamere della trasmissione di Rete 4 Fuori dal Coro che, con l’inviata Carlotta Dessi, sono entrate all’interno dello stabile accompagnate da Marco Da Dalto, coordinatore del Progetto Rimini Life. Il reportage andrà in onda questa sera, martedì. L’area di via Bassi da un paio d’anni è stata acquisita dalla società Ariminum Sviluppo Immobiliare per 14,5 milioni di euro. Sul progetto Rimini Life, che prevede la realizzazione di residenziale, verde, spazi pubblici e un supermercato, è nato un braccio di ferro con l’amministrazione comunale che per mettere mano alla riqualificazione dell’area intende attendere la definizione del Piano Urbanistico Generale che deve ancora cominciare il suo iter. Tempi troppo lunghi per la società che sarebbe invece già pronta a partire.

Il tema sarà affrontato anche giovedì in un consiglio comunale voluto dalla minoranza e a cui sono stati invitati anche i vertici della società.

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Ex questura, il progetto bocciato. Asi: «Ora impugnamo la delibera».

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Ex questura senza pace. La proprietà: «Siamo pronti a impugnare la delibera».

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Apprezzamenti per il progetto Rimini Life presentato in un’assemblea pubblica da Ariminum Sviluppo Immobiliare

Rimini, 25 marzo 2023 – Circa 100 riminesi hanno accolto l’invito di ASI a conoscere la proposta del progetto Rimini Life, illustrata nel corso dell’assemblea pubblica venerdì sera al Centro Congressi SGR.

Fra i presenti anche ex amministratori e attuali consiglieri comunali, a prendere nota dei contorni di una proposta che intende riqualificare un’area in fase di ulteriore degrado, calamita di insicurezza eppure in una zona preziosa ai limiti del centro di Rimini.

Sono intervenuti Piero Aicardi Amministratore Unico di Ariminum Sviluppo Immobiliare, Marco Da Dalto coordinatore del progetto Rimini Life e Leonardo Cavalli progettista dello Studio OneWorks.

Abbiamo ottemperato tempestivamente a tutti gli obblighi verso l’Amministrazione – ha detto Aicardi ai cittadini – dopo esserci aggiudicati il compendio ad un prezzo congruo che fra l’altro ha consentito la soddisfazione dei creditori del fallimento, in primis del Comune. L’accoglienza dell’Amministrazione ci ha un po’ scossi, non immaginavamo una chiusura del genere, ma credo ci sia ancora spazio per trovare un dialogo proficuo nell’interesse generale. Poi ci siamo affidati a professionisti di alto livello per mettere a punto un progetto che migliorerà ulteriormente Rimini. Rappresento imprenditori emiliano romagnoli con le spalle forti, perfettamente in grado di onorare l’impegno. Ora siamo concentrati su Rimini Life, ma la città avrebbe altri luoghi su cui intervenire, penso alle colonie e noi potremmo esservi interessati dopo aver avviato questo progetto, a cui ovviamente teniamo tanto”.

Impugneremo la delibera di Giunta che vuol sbarrare la strada a Rimini Life – ha detto Da Dalto – perché convinti che i presupposti siano sbagliati. Abbiamo prodotto un fascicolo di 120 pagine per presentare Rimini Life e i benefici anche pubblici delle scelte proposte. Ci è stato risposto con quattro parole: non c’è interesse pubblico. Non capiamo come sia possibile costruire ERP e PIERS davanti ad un transatlantico abbandonato, venendo meno ad un impegno preciso preso con la Regione per ottenere 5,5 milioni di finanziamento. Fra l’altro, ci sarà da spiegarlo a quei comuni che i soldi non li hanno ricevuti, a favore di un progetto che viene realizzato a Rimini in maniera differente da quanto ha garantito il punteggio. Non capiamo se questo esproprio del Comune di aree di nostra proprietà, a fronte del fatto che siamo disponibili a cederle gratuitamente, sia per esempio una risposta nell’interesse pubblico.

Non possiamo credere che un supermercato di 1500 metri quadri, in una città che quanto a superfici del genere è sottodimensionata e che per la scarsa concorrenza fra insegne ha uno scontrino della spesa fra i più alti d’Italia, sia il motivo dell’ostracismo. Il nome della catena interessata non vogliamo farlo ora, speriamo di poterlo rendere pubblico a breve. Chi ha dimestichezza con gli strumenti urbanistici e i tempi di attuazione, sa che per far partire un PUG possono passare anche 7-8 anni, se non di più. Rimini, i cittadini del quartiere, possono aspettare ancora dopo 20 anni di degrado?”

L’Architetto Leonardo Cavalli ha descritto l’intervento, sottolineando l’equilibrio fra funzioni pubbliche e private. “E’ un progetto dall’impronta ambientale qualificante, studiato nei dettagli e anche monitorando i flussi di traffico.

A fronte di 12.900 mq di intervento privato, ci sono 13.970 mq destinati a funzioni pubbliche. Rispetto alla manifestazione di interesse al PIERS del Comune abbiamo ridotto tutti gli indici e aggiunto il 16% di suolo rinaturalizzato. Il masterplan di Rimini Life nasce da una visione urbana del verde, lo spazio urbano è a misura di pedone, non ci sono nuove strade e gli spazi aperti pubblici generano il dialogo fra le funzioni. Sono comunque previsti anche 340 parcheggi”.

Sono seguiti interventi dal pubblico, dai quali in prevalenza è emersa la necessità di superare in fretta una situazione di degrado ormai insopportabile, penalizzante per i cittadini e per il valore degli immobili circostanti.

Ex Questura, proprietà: “Impugneremo delibera Comune di Rimini”.

Rimini, 25 marzo 2023

Circa cento riminesi hanno accolto l’invito di ASI a conoscere la proposta del progetto Rimini Life sulla Questura di Rimini mai aperta e abbandonata, illustrata nel corso dell’assemblea pubblica venerdì sera al Centro Congressi SGR. Fra i presenti anche ex amministratori e attuali consiglieri comunali, a prendere nota dei contorni di una proposta che secondo la nuova proprietà dell’area di via Ugo Bassi “intende riqualificare un’area in fase di ulteriore degrado, calamita di insicurezza eppure in una zona preziosa ai limiti del centro di Rimini”.

Sono intervenuti Piero Aicardi Amministratore Unico di Ariminum Sviluppo Immobiliare, Marco Da Dalto coordinatore del progetto Rimini Life e Leonardo Cavalli progettista dello Studio OneWorks.

Abbiamo ottemperato tempestivamente a tutti gli obblighi verso l’Amministrazione – ha detto Aicardi ai cittadini – dopo esserci aggiudicati il compendio ad un prezzo congruo che fra l’altro ha consentito la soddisfazione dei creditori del fallimento, in primis del Comune. L’accoglienza dell’Amministrazione ci ha un po’ scossi, non immaginavamo una chiusura del genere, ma credo ci sia ancora spazio per trovare un dialogo proficuo nell’interesse generale. Poi ci siamo affidati a professionisti di alto livello per mettere a punto un progetto che migliorerà ulteriormente Rimini. Rappresento imprenditori emiliano romagnoli con le spalle forti, perfettamente in grado di onorare l’impegno. Ora siamo concentrati su Rimini Life, ma la città avrebbe altri luoghi su cui intervenire, penso alle colonie e noi potremmo esservi interessati dopo aver avviato questo progetto, a cui ovviamente teniamo tanto”.

Impugneremo la delibera di Giunta che vuol sbarrare la strada a Rimini Life – ha detto Da Dalto – perché convinti che i presupposti siano sbagliati. Abbiamo prodotto un fascicolo di 120 pagine per presentare Rimini Life e i benefici anche pubblici delle scelte proposte. Ci è stato risposto con quattro parole: non c’è interesse pubblico. Non capiamo come sia possibile costruire ERP e PIERS davanti ad un transatlantico abbandonato, venendo meno ad un impegno preciso preso con la Regione per ottenere 5,5 milioni di finanziamento. Fra l’altro, ci sarà da spiegarlo a quei comuni che i soldi non li hanno ricevuti, a favore di un progetto che viene realizzato a Rimini in maniera differente da quanto ha garantito il punteggio. Non capiamo se questo esproprio del Comune di aree di nostra proprietà, a fronte del fatto che siamo disponibili a cederle gratuitamente, sia per esempio una risposta nell’interesse pubblico”.

Dottor Aicardi, Architetto Cavalli, Marco Da Dalto © Manuel Migliorini / Adriapress

Ed ha proseguito: “Non possiamo credere che un supermercato di 1500 metri quadri, in una città che quanto a superfici del genere è sottodimensionata e che per la scarsa concorrenza fra insegne ha uno scontrino della spesa fra i più alti d’Italia, sia il motivo dell’ostracismo. Il nome della catena interessata non vogliamo farlo ora, speriamo di poterlo rendere pubblico a breve. Chi ha dimestichezza con gli strumenti urbanistici e i tempi di attuazione, sa che per far partire un PUG possono passare anche 7-8 anni, se non di più. Rimini, i cittadini del quartiere, possono aspettare ancora dopo 20 anni di degrado?”.

L’Architetto Leonardo Cavalli ha descritto l’intervento, sottolineando l’equilibrio fra funzioni pubbliche e private. “E’ un progetto dall’impronta ambientale qualificante, studiato nei dettagli e anche monitorando i flussi di traffico. A fronte di 12.900 mq di intervento privato, ci sono 13.970 mq destinati a funzioni pubbliche. Rispetto alla manifestazione di interesse al PIERS del Comune abbiamo ridotto tutti gli indici e aggiunto il 16% di suolo rinaturalizzato. Il masterplan di Rimini Life nasce da una visione urbana del verde, lo spazio urbano è a misura di pedone, non ci sono nuove strade e gli spazi aperti pubblici generano il dialogo fra le funzioni. Sono comunque previsti anche 340 parcheggi”.

Sono seguiti interventi dal pubblico, “dai quali in prevalenza è emersa la necessità di superare in fretta una situazione di degrado ormai insopportabile, penalizzante per i cittadini e per il valore degli immobili circostanti”, riferisce ASI.

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