Rimini Life

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“Ex questura, il sindaco ha tenuto duro per tagliare il cemento”

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Ex Questura via Ugo Bassi, RiminiLife: “Degrado non dipende da noi”

Marco Da Alto dopo l’incontro dei residenti con il Comune: “Ma davvero l’Amministrazione ha detto quelle cose?”

Rimini, 2 febbraio 2024

Secondo Marco Da Dalto, Responsabile Progetto RiminiLife, “serve qualche chiarimento dopo aver letto quanto dichiarato dal Comune di Rimini a seguito dell’incontro coi cittadini. Perpetuare equivoci, contestazioni e illazioni non serve a nessuno in questa vicenda, in primis ai cittadini stessi”.Il referente della proprietà dell’area dell’ex Questura di via Ugo Bassi si riferisce all‘incontro tenuto mercoledì fra gli assessori Frisoni e Magrini del Comune di Rimini e un gruppo di residenti che hanno presentato una petizione con raccolta di firme per chiedere la fine del degrado dell’area.

LA SICUREZZA

“Il problema non è all’interno della proprietà di ASI, ma ciò che vi accade intorno da vent’anni”, sostiene Da Alto. Che spiega: “E’ evidente che non può esserci addebitata l’incuria precedente. Dopo l’aggiudicazione all’asta, sono stati fatti interventi mai eseguiti prima per proteggere l’immobile dalle intrusioni. E altri ne stiamo facendo, anche all’esterno. Accompagno queste parole con le foto scattate ieri e che danno l’idea del lavoro svolto e dei soldi spesi per proteggerlo. Basta visitare il compendio ed è evidente la recinzione alta tre metri che lo circonda, i cancelli chiusi, la segnalazione di proprietà privata e di pericolo, ma anche la pulizia e il decoro lungo tutte le aree esterne. E il Comune lo sa bene. Si aggiungano la vigilanza privata e l’illuminazione notturna. Stiamo spendendo centinaia di migliaia di euro per questo, con l’aggiunta di 200.000 euro l’anno per l’IMU, versata al Comune come se fosse un edificio fruibile”.

Tuttavia: “Quello che deve essere chiaro è che la sicurezza del quartiere non potrà mai essere risolta con le azioni promesse dall’assessore Magrini. Sono parole che illudono i cittadini. C’è ampia letteratura, ci sono esempi ovunque. Cito per tutti il Politecnico di Milano e una ricerca sulla ‘Prevenzione del crimine attraverso la pianificazione urbana’: “Le aree e gli edifici degradati e abbandonati, cosi come i luoghi squallidi, comunicano paura e attirano comportamenti antisociali e criminalità”. Uno dei principi fondamentali per la prevenzione del crimine passa attraverso la progettazione ambientale (conosciuta con l’acronimo inglese CPTED) mediante la riqualificazione con un mixitè funzionale e spazi pubblici protetti dal tessuto urbano che creano una sorveglianza naturale, concetti che si ritrovano nella sezione Disegno Urbano dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana (FISU – associazione attiva dal 1966 che riunisce Regioni e 40 città tra cui RIMINI). Non è solo l’edificio il problema, ma il contesto, ulteriore motivo per cui riteniamo pericoloso ed anacronistico che il Comune voglia realizzare Palazzine pubbliche per mandarci ad abitare famiglie fragili e bambini. Noi vogliamo la realizzazione di palazzine sociale e RiminiLife le implementava, ma in un contesto sicuro e riqualificato”.

LA RISPOSTA È RIMINILIFE

E prosegue Da Alto in polemica con il Comune: “Mettiamo a parte il disprezzo di cui siamo oggetto: dal Sindaco che ci ha accolti con ‘Hanno fatto un pessimo affare’, all’Assessore Magrini che in consiglio comunale ci ha apostrofati ‘quelli di City Life alla riminese’. RiminiLife è in linea con le direttive del Governo (CIPE) e perfettamente aderente alle linee guida per la prevenzione del crimine, perché crea un mixité di funzioni delinea e protegge gli spazi pubblici, crea integrazione, varietà di uso e frequentazione. RiminiLife è ancor di più una risposta al degrado e all’insicurezza con l’ultima proposta in cui potremmo rinunciare a ben 17.600 mq dei 23.773 mq acquistati per abbattere immediatamente il degrado, creare vitalità e sicurezza. La presenza del supermercato garantirà la sorveglianza di tutte le aree attigue h 24 e manterrà in perfetta manutenzione i parchi e i parcheggi pubblici afferenti”. Con la cessione gratuita delle restanti aree, l’amministrazione potrà meglio collocare le palazzine pubbliche e sociali e di conseguenza gli spazi pubblici anche a supporto dell’auspicata ristrutturazione dello stadio”.

MA DAVVERO L’AMMINISTRAZIONE HA DETTO QUESTE COSE?

Poi Da Alto chiede: “Senza polemica, ma con sincero stupore, vorrei chiedere all’assessore Magrini: “Ma davvero lei ha raccontato ai cittadini, al Prefetto e al Questore che con l’ordinanza ad ASI per il mantenimento del decoro e di sigillatura degli accessi – immagino questo varrà poi per tutti gli immobili pubblici e privati non abitati -, il passaggio di polizia locale borghese due volte alla settimana dei Vigili, il presidio fisso delle forze dell’ordine – ovviamente tutto a spese dei cittadine perché si spende denaro pubblico – le multe alla proprietà, lei pensa di risolvere il problema della sicurezza e del degrado? Lo ha affermato davvero? Quindi i principi di progettazione urbana per garantire la sicurezza lei non li conosce? Gravissimo. All’Assessora Frisoni invece vorrei chiedere: “Ma davvero ha raccontato ancora ai cittadini, al Prefetto e al Questore che il supermercato è un hub logistico, quando la sua stessa Amministrazione l’ha riconosciuto supermercato con un parere dell’ufficio del commercio? Ha potuto guardare nelle documentazioni in suo possesso come è suddivisa l’area accessoria e che è cristallino che non è un hub logistico? La questione del traffico è una favola che non regge più. E’ evidente che le nostre analisi depositate, puntuali e scientifiche, sono basate su 23.600 mq di edifici realizzabili oltre le palazzine pubbliche e sociali ed hanno dimostrato che non vi è impatto negativo sul traffico. Essendo disponibili a rinunciare a 17.600 mq di funzioni è chiaro a tutta la città che l’impatto sul traffico è ininfluente. Assessora, ha chiaro cosa sta pensando la gente di Rimini rispetto a quanto state facendo e dicendo a proposito dell’Ex questura? Ridurre le superfici accessorie del supermercato significa inoltre anche tagliare nuovi posti di lavoro. Mantenendo questo stato di degrado, oltre a peggiorare le condizioni di sicurezza, si sminuisce il valore delle residenze circostanti che le famiglie, con grandi sacrifici, hanno pagato”.

NOI SIAMO PRONTI

“Per venire a capo di tutto, perché la soluzione è a portata di mano e consente anche di risparmiare altri soldi pubblici per gli impegni che il Comune chiede alle forze dell’ordine. Rinnoviamo la disponibilità ad un incontro anche con il Prefetto e il Questore, convinti che il Sindaco ha tenuto duro fin qui proprio per ridurre l’edificazione e avere più aree gratuite. Confidenti che noi e la città non dovremmo convincerci di qualcosa di differente”, è la conclusione.

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Ex nuova Questura, Da Dalto: “Il problema non è all’interno della proprietà, ma ciò che accade intorno”

Dopo il summit tra cittadini e amministrazione, interviene la proprietà dell’area ex nuova Questura: “La sicurezza del quartiere non potrà mai essere risolta con le azioni promesse dall’assessore Magrini”

Rimini, 2 febbraio 2024

Dopo il summit tra cittadini e amministrazione, in riferimento alla situazione di forte degrado che continua a coinvolgere l’area dell’ex nuova Questura, torna a intervenire Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife. Da Dalto sostiene che “il problema non è all’interno della proprietà di Asi, ma ciò che vi accade intorno da vent’anni. E’ evidente che non può esserci addebitata l’incuria precedente. Dopo l’aggiudicazione all’asta, sono stati fatti interventi mai eseguiti prima per proteggere l’immobile dalle intrusioni. E altri ne stiamo facendo, anche all’esterno. Basta visitare il compendio ed è evidente la recinzione alta tre metri che lo circonda, i cancelli chiusi, la segnalazione di proprietà privata e di pericolo, ma anche la pulizia e il decoro lungo tutte le aree esterne. E il Comune lo sa bene. Si aggiungano la vigilanza privata e l’illuminazione notturna. Stiamo spendendo centinaia di migliaia di euro per questo, con l’aggiunta di 200.000 euro l’anno per l’Imu, versata al Comune come se fosse un edificio fruibile”.

“Quello che deve essere chiaro è che la sicurezza del quartiere non potrà mai essere risolta con le azioni promesse dall’assessore Magrini. Sono parole che illudono i cittadini – sostiene Da Dalto -, c’è ampia letteratura, ci sono esempi ovunque. Cito per tutti il Politecnico di Milano e una ricerca sulla ‘Prevenzione del crimine attraverso la pianificazione urbana’: “Le aree e gli edifici degradati e abbandonati, cosi come i luoghi squallidi, comunicano paura e attirano comportamenti antisociali e criminalità”.

Il progetto di RiminiLife

“Mettiamo a parte il disprezzo di cui siamo oggetto: dal sindaco che ci ha accolti con ‘Hanno fatto un pessimo affare’, all’assessore Magrini che in consiglio comunale ci ha apostrofati ‘quelli di City Life alla riminese’. RiminiLife è in linea con le direttive del Governo e perfettamente aderente alle linee guida per la prevenzione del crimine, perché crea un mixité di funzioni delinea e protegge gli spazi pubblici, crea integrazione, varietà di uso e frequentazione. RiminiLife è ancor di più una risposta al degrado e all’insicurezza con l’ultima proposta in cui potremmo rinunciare a ben 17.600 mq dei 23.773 mq acquistati per abbattere immediatamente il degrado, creare vitalità e sicurezza. La presenza del supermercato garantirà la sorveglianza di tutte le aree attigue h 24 e manterrà in perfetta manutenzione i parchi e i parcheggi pubblici afferenti. Con la cessione gratuita delle restanti aree, l’amministrazione potrà meglio collocare le palazzine pubbliche e sociali e di conseguenza gli spazi pubblici anche a supporto dell’auspicata ristrutturazione dello stadio”.

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“Presidio fisso di forze dell’ordine per la sicurezza all’ex questura”

Rimini, 2 febbraio 2024

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Via Bassi, i residenti chiedono un presidio fisso delle forze dell’ordine

Rimini, 2 febbraio 2024

Si è svolto mercoledì l’incontro tra i residenti di via Ugo Bassi e l’amministrazione comunale. a tema la scarsa sicurezza del quartiere causata dallo stato di abbandono dell’immobile della ex nuova questura. I residenti hanno chiesto al comune di Rimini “un presidio fisso da parte delle forze dell’ordine”. Allo scopo hanno già raccolto oltre 400, la petizione è pubblicata su Change.org. 

La delegazione è stata accolta a palazzo Garampi dagli assessori Juri Magrini e Roberta Frisoni. Magrini ha detto alla delegazione che porterà in prefettura l’istanza per l’attivazione del presidio fisso. In ambito di comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha aggiunto MAgrini, si pptranno “valutare anche ulteriori azioni coordinate”.

In merito al progetto di riqualificazione presentato da Ariminum sviluppo immobiliare, Asi, la proprietà delll’area da decenni in abbandono, ha risposto Frisoni. L’assessora ha ribadito che il progetto deve “essere necessariamente inquadrato in relazione agli altri progetti che ricadono nel quadrante, dalla Cittadella della sicurezza all’ex Caserma Giulio Cesare”, annunciando a breve la presentazione del progetto per lo stadio. «Il nodo resta la necessità di trovare un’armonia tra la particolare collocazione territoriale, lungo via Roma, la superficie commerciale e la proposta di superficie accessoria prevista a supporto, che appare nella sua formulazione sin qui presentata non in linea con analoghi interventi della medesima portata commerciale presenti in zona e non sostenibile per la mobilità di un’area su cui insistono arterie stradali ad elevata circolazione e appunto hub attrattivi come lo stadio e la futura cittadella sicurezza”.

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Ex Questura. Da Dalto (RiminiLife): ‘non può esserci addebitata l’incuria precedente’

Rimini, 2 febbraio 2024

Non si può addossare ad Ariminum Sviluppo Immobiliare la responsabilità della sicurezza dell’area di via Bassi. Una società che, tra l’altro, ha già investito in sicurezza e già paga 200mila euro l’anno di Imu per un immobile non fruibile. Lo spiega Marco Da Dalto, Responsabile Progetto RiminiLife, dopo l’incontro tra il comitato dei cittadini e gli assessori Frisoni e Magrini (vedi notizia). Per poi attaccare di nuovo la Giunta comunale, accusata di stoppare un progetto che invece sarebbe risolutivo per  il problema della sicurezza.

Serve qualche chiarimento dopo aver letto quanto dichiarato dal Comune di Rimini a seguito dell’incontro coi cittadini. Perpetuare equivoci, contestazioni e illazioni non serve a nessuno in questa vicenda, in primis ai cittadini stessi.

Il problema non è all’interno della proprietà di ASI, ma ciò che vi accade intorno da vent’anni. E’ evidente che non può esserci addebitata l’incuria precedente. Dopo l’aggiudicazione all’asta, sono stati fatti interventi mai eseguiti prima per proteggere l’immobile dalle intrusioni. E altri ne stiamo facendo, anche all’esterno. Accompagno queste parole con le foto scattate ieri e che danno l’idea del lavoro svolto e dei soldi spesi per proteggerlo. Basta visitare il compendio ed è evidente la recinzione alta tre metri che lo circonda, i cancelli chiusi, la segnalazione di proprietà privata e di pericolo, ma anche la pulizia e il decoro lungo tutte le aree esterne. E il Comune lo sa bene. Si aggiungano la vigilanza privata e l’illuminazione notturna.

 Stiamo spendendo centinaia di migliaia di euro per questo, con l’aggiunta di 200.000 euro l’anno per l’IMU, versata al Comune come se fosse un edificio fruibile. Quello che deve essere chiaro è che la sicurezza del quartiere non potrà mai essere risolta con le azioni promesse dall’assessore Magrini. Sono parole che illudono i cittadini. C’è ampia letteratura, ci sono esempi ovunque. Cito per tutti il Politecnico di Milano e una ricerca sulla ‘Prevenzione del crimine attraverso la pianificazione urbana’: “Le aree e gli edifici degradati e abbandonati, cosi come i luoghi squallidi, comunicano paura e attirano comportamenti antisociali e criminalità”.

Uno dei principi fondamentali per la prevenzione del crimine passa attraverso la progettazione ambientale (conosciuta con l’acronimo inglese CPTED) mediante la riqualificazione con un mixitè funzionale e spazi pubblici protetti dal tessuto urbano che creano una sorveglianza naturale, concetti che si ritrovano nella sezione Disegno Urbano dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana (FISU – associazione attiva dal 1966 che riunisce Regioni e 40 città tra cui Rimini).

Non è solo l’edificio il problema, ma il contesto, ulteriore motivo per cui riteniamo pericoloso ed anacronistico che il Comune voglia realizzare Palazzine pubbliche per mandarci ad abitare famiglie fragili e bambini. Noi vogliamo la realizzazione di palazzine sociale e RiminiLife le implementava, ma in un contesto sicuro e riqualificato.

La risposta è Rimini Life. Mettiamo a parte il disprezzo di cui siamo oggetto: dal Sindaco che ci ha accolti con ‘Hanno fatto un pessimo affare’, all’Assessore Magrini che in consiglio comunale ci ha apostrofati ‘quelli di City Life alla riminese’. Rimini Life è in linea con le direttive del Governo (CIPE) e perfettamente aderente alle linee guida per la prevenzione del crimine, perché crea un mixité di funzioni delinea e protegge gli spazi pubblici, crea integrazione, varietà di uso e frequentazione.

Rimini Life è ancor di più una risposta al degrado e all’insicurezza con l’ultima proposta in cui potremmo rinunciare a ben 17.600 mq dei 23.773 mq acquistati per abbattere immediatamente il degrado, creare vitalità e sicurezza. La presenza del supermercato garantirà la sorveglianza di tutte le aree attigue h 24 e manterrà in perfetta manutenzione i parchi e i parcheggi pubblici afferenti. Con la cessione gratuita delle restanti aree, l’amministrazione potrà meglio collocare le palazzine pubbliche e sociali e di conseguenza gli spazi pubblici anche a supporto dell’auspicata ristrutturazione dello stadio.

Ma davvero l’Amministrazione ha detto queste cose? Senza polemica, ma con sincero stupore, vorrei chiedere all’assessore Magrini: “Ma davvero lei ha raccontato ai cittadini, al Prefetto e al Questore che con l’ordinanza ad ASI per il mantenimento del decoro e di sigillatura degli accessi – immagino questo varrà poi per tutti gli immobili pubblici e privati non abitati -, il passaggio di polizia locale borghese due volte alla settimana dei Vigili, il presidio fisso delle forze dell’ordine – ovviamente tutto a spese dei cittadine perché si spende denaro pubblico – le multe alla proprietà, lei pensa di risolvere il problema della sicurezza e del degrado? Lo ha affermato davvero? Quindi i principi di progettazione urbana per garantire la sicurezza lei non li conosce? Gravissimo”.

All’Assessora Frisoni invece vorrei chiedere: “Ma davvero ha raccontato ancora ai cittadini, al Prefetto e al Questore che il supermercato è un hub logistico, quando la sua stessa Amministrazione l’ha riconosciuto supermercato con un parere dell’ufficio del commercio? Ha potuto guardare nelle documentazioni in suo possesso come è suddivisa l’area accessoria e che è cristallino che non è un hub logistico?

La questione del traffico è una favola che non regge più. E’ evidente che le nostre analisi depositate, puntuali e scientifiche, sono basate su 23.600 mq di edifici realizzabili oltre le palazzine pubbliche e sociali ed hanno dimostrato che non vi è impatto negativo sul traffico. Essendo disponibili a rinunciare a 17.600 mq di funzioni è chiaro a tutta la città che l’impatto sul traffico è ininfluente. Assessora, ha chiaro cosa sta pensando la gente di Rimini rispetto a quanto state facendo e dicendo a proposito dell’Ex questura? Ridurre le superfici accessorie del supermercato significa inoltre anche tagliare nuovi posti di lavoro. Mantenendo questo stato di degrado, oltre a peggiorare le condizioni di sicurezza, si sminuisce il valore delle residenze circostanti che le famiglie, con grandi sacrifici, hanno pagato.

Noi simo pronti. Per venire a capo di tutto, perché la soluzione è a portata di mano e consente anche di risparmiare altri soldi pubblici per gli impegni che il Comune chiede alle forze dell’ordine. Rinnoviamo la disponibilità ad un incontro anche con il Prefetto e il Questore, convinti che il Sindaco ha tenuto duro fin qui proprio per ridurre l’edificazione e avere più aree gratuite. Confidenti che noi e la città non dovremmo convincerci di qualcosa di differente.

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Ex questura, cittadini in allarme: “Un presidio fisso per la sicurezza”

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Degrado all’ex Questura, Asi attacca: “Parole assessore illudono i residenti. Noi gli unici a poter risolvere”

Ex Questura, assessori incontrano i cittadini. Asi indispettita per le parole di Magrini e Frisoni

Nuovo capitolo della querelle tra Comune di Rimini e Ariminum Sviluppo Immobiliare sulla riqualificazione dell’ex Questura e dell’area su cui sorge. Marco Da Dalto, curatore per Asi del progetto Rimini Life, replica piccato alle parole degli assessori Magrini e Frisoni, che nelle ultime ore hanno incontrato i residenti di via Bassi.

“Senza polemica, ma con sincero stupore, vorrei chiedere all’assessore Magrini: Ma davvero lei ha raccontato ai cittadini, al Prefetto e al Questore che con l’ordinanza ad ASI per il mantenimento del decoro e di sigillatura degli accessi, il passaggio di polizia locale borghese due volte alla settimana dei Vigili, il presidio fisso delle forze dell’ordine, ovviamente tutto a spese dei cittadini perché si spende denaro pubblico, le multe alla proprietà, lei pensa di risolvere il problema della sicurezza e del degrado?” , attacca Da Dalto.

Asi si sta adoperando per garantire decoro: “Basta visitare il compendio ed è evidente la recinzione alta tre metri che lo circonda, i cancelli chiusi, la segnalazione di proprietà privata e di pericolo, ma anche la pulizia e il decoro lungo tutte le aree esterne. E il Comune lo sa bene. Si aggiungano la vigilanza privata e l’illuminazione notturna. Stiamo spendendo centinaia di migliaia di euro per questo, con l’aggiunta di 200.000 euro l’anno per l’IMU, versata al Comune come se fosse un edificio fruibile”.

Ma questo non basta: “Quello che deve essere chiaro è che la sicurezza del quartiere non potrà mai essere risolta con le azioni promesse dall’assessore Magrini. Sono parole che illudono i cittadini“, sottolinea Da Dalto.

Sulle parole della Frisoni, Da Dalto evidenzia: “Ma davvero ha raccontato ancora ai cittadini, al Prefetto e al Questore che il supermercato è un hub logistico, quando la sua stessa amministrazione l’ha riconosciuto supermercato con un parere dell’ufficio del commercio? Ha potuto guardare nelle documentazioni in suo possesso come è suddivisa l’area accessoria e che è cristallino che non sia un hub logistico?“.

Il nodo focale del muro che in questo momento divide Asi e l’amministrazione è proprio questo: a palazzo Garampi non si fanno i salti di gioia per la volontà del privato di realizzare un supermercato, demolendo l’immobile dell’ex Questura, con un hub logistico per le merci che porterà ad un aumento del traffico in via Roma; dall’altra parte si nega fermamente che questo hub sia nel progetto.

Il Comune di Rimini rimanda tutto al nuovo Pug, mentre la proprietà spinge per la demolizione dell’ex Questura, togliendo un luogo in cui si segnalano fenomeni di bivacco e degrado, e la realizzazione del supermercato, essendo riscontrabile l’interesse pubblico che giustificherebbe un accordo senza dover aspettare appunto il nuovo Pug.

Il problema del degrado però, evidenzia Asi, non è legato solo all’immobile dell’ex Questura.

“Non è solo l’edificio il problema, ma il contesto, ulteriore motivo per cui riteniamo pericoloso ed anacronistico che il Comune voglia realizzare Palazzine pubbliche per mandarci ad abitare famiglie fragili e bambini. Noi vogliamo la realizzazione di palazzine sociale e RiminiLife le implementava, ma in un contesto sicuro e riqualificato“, spiega Da Dalto.

Asi rimane comunque a disposizione del Comune, rilanciando (per l’ennesima volta) quella che si può definire “ultima proposta”: “RiminiLife – argomenta Da Dalto – è ancor di più una risposta al degrado e all’insicurezza con l’ultima proposta in cui potremmo rinunciare a ben 17.600 mq dei 23.773 mq acquistati per abbattere immediatamente il degrado, creare vitalità e sicurezza. La presenza del supermercato garantirà la sorveglianza di tutte le aree attigue h 24 e manterrà in perfetta manutenzione i parchi e i parcheggi pubblici afferenti”.
“Con la cessione gratuita delle restanti aree – aggiunge Da Dalto – l’amministrazione potrà meglio collocare le palazzine pubbliche e sociali e di conseguenza gli spazi pubblici anche a supporto dell’auspicata ristrutturazione dello stadio”.
Il traffico non è certamente un problema: Da Dalto parla di “favola che non regge più“.
“È evidente – spiega – che le nostre analisi depositate, puntuali e scientifiche, siano basate su 23.600 mq di edifici realizzabili oltre le palazzine pubbliche e sociali ed hanno dimostrato che non vi è impatto negativo sul traffico. Essendo disponibili a rinunciare a 17.600 mq di funzioni è chiaro a tutta la città che l’impatto sul traffico sia ininfluente”
“Rinnoviamo la disponibilità – chiosa Da Dalto – ad un incontro anche con il Prefetto e il Questore, convinti che il sindaco ha tenuto duro fin qui proprio per ridurre l’edificazione e avere più aree gratuite. Confidenti che noi e la città non dovremmo convincerci di qualcosa di differente”.

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Marco Da Dalto (Asi) chiarisce la posizione della proprietà dopo l’incontro tra il comitato “basta degrado ex Questura” il Comune di Rimini

Rimini, 2 febbraio 2024

Serve qualche chiarimento dopo aver letto quanto dichiarato dal Comune di Rimini a seguito dell’incontro coi cittadini. Perpetuare equivoci, contestazioni e illazioni non serve a nessuno in questa vicenda, in primis ai cittadini stessi.

LA SICUREZZA

Il problema non è all’interno della proprietà di ASI, ma ciò che vi accade intorno da vent’anni. E’ evidente che non può esserci addebitata l’incuria precedente. Dopo l’aggiudicazione all’asta, sono stati fatti interventi mai eseguiti prima per proteggere l’immobile dalle intrusioni. E altri ne stiamo facendo, anche all’esterno. Accompagno queste parole con le foto scattate ieri e che danno l’idea del lavoro svolto e dei soldi spesi per proteggerlo.

Basta visitare il compendio ed è evidente la recinzione alta tre metri che lo circonda, i cancelli chiusi, la segnalazione di proprietà privata e di pericolo, ma anche la pulizia e il decoro lungo tutte le aree esterne. E il Comune lo sa bene. Si aggiungano la vigilanza privata e l’illuminazione notturna.

Stiamo spendendo centinaia di migliaia di euro per questo, con l’aggiunta di 200.000 euro l’anno per l’IMU, versata al Comune come se fosse un edificio fruibile.

Quello che deve essere chiaro è che la sicurezza del quartiere non potrà mai essere risolta con le azioni promesse dall’assessore Magrini. Sono parole che illudono i cittadini.

C’è ampia letteratura, ci sono esempi ovunque. Cito per tutti il Politecnico di Milano e una ricerca sulla ‘Prevenzione del crimine attraverso la pianificazione urbana’: “Le aree e gli edifici degradati e abbandonati, cosi come i luoghi squallidi, comunicano paura e attirano comportamenti antisociali e criminalità”.

Uno dei principi fondamentali per la prevenzione del crimine passa attraverso la progettazione ambientale (conosciuta con l’acronimo inglese CPTED) mediante la riqualificazione con un mixitè funzionale e spazi pubblici protetti dal tessuto urbano che creano una sorveglianza naturale, concetti che si ritrovano nella sezione Disegno Urbano dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana (FISU – associazione attiva dal 1966 che riunisce Regioni e 40 città tra cui RIMINI).

Non è solo l’edificio il problema, ma il contesto, ulteriore motivo per cui riteniamo pericoloso ed anacronistico che il Comune voglia realizzare Palazzine pubbliche per mandarci ad abitare famiglie fragili e bambini. Noi vogliamo la realizzazione di palazzine sociale e RiminiLife le implementava, ma in un contesto sicuro e riqualificato.

LA RISPOSTA È RIMINILIFE

Mettiamo a parte il disprezzo di cui siamo oggetto: dal Sindaco che ci ha accolti con ‘Hanno fatto un pessimo affare’, all’Assessore Magrini che in consiglio comunale ci ha apostrofati ‘quelli di City Life alla riminese’. RiminiLife è in linea con le direttive del Governo (CIPE) e perfettamente aderente alle linee guida per la prevenzione del crimine, perché crea un mixité di funzioni delinea e protegge gli spazi pubblici, crea integrazione, varietà di uso e frequentazione.

RiminiLife è ancor di più una risposta al degrado e all’insicurezza con l’ultima proposta in cui potremmo rinunciare a ben 17.600 mq dei 23.773 mq acquistati per abbattere immediatamente il degrado, creare vitalità e sicurezza. La presenza del supermercato garantirà la sorveglianza di tutte le aree attigue h 24 e manterrà in perfetta manutenzione i parchi e i parcheggi pubblici afferenti.

Con la cessione gratuita delle restanti aree, l’amministrazione potrà meglio collocare le palazzine pubbliche e sociali e di conseguenza gli spazi pubblici anche a supporto dell’auspicata ristrutturazione dello stadio.

MA DAVVERO L’AMMINISTRAZIONE HA DETTO QUESTE COSE?

Senza polemica, ma con sincero stupore, vorrei chiedere all’assessore Magrini: “Ma davvero lei ha raccontato ai cittadini, al Prefetto e al Questore che con l’ordinanza ad ASI per il mantenimento del decoro e di sigillatura degli accessi – immagino questo varrà poi per tutti gli immobili pubblici e privati non abitati -, il passaggio di polizia locale borghese due volte alla settimana dei Vigili, il presidio fisso delle forze dell’ordine – ovviamente tutto a spese dei cittadine perché si spende denaro pubblico – le multe alla proprietà, lei pensa di risolvere il problema della sicurezza e del degrado? Lo ha affermato davvero? Quindi i principi di progettazione urbana per garantire la sicurezza lei non li conosce? Gravissimo”.

All’Assessora Frisoni invece vorrei chiedere: “Ma davvero ha raccontato ancora ai cittadini, al Prefetto e al Questore che il supermercato è un hub logistico, quando la sua stessa Amministrazione l’ha riconosciuto supermercato con un parere dell’ufficio del commercio? Ha potuto guardare nelle documentazioni in suo possesso come è suddivisa l’area accessoria e che è cristallino che non è un hub logistico? 

La questione del traffico è una favola che non regge più. E’ evidente che le nostre analisi depositate, puntuali e scientifiche, sono basate su 23.600 mq di edifici realizzabili oltre le palazzine pubbliche e sociali ed hanno dimostrato che non vi è impatto negativo sul traffico. Essendo disponibili a rinunciare a 17.600 mq di funzioni è chiaro a tutta la città che l’impatto sul traffico è ininfluente. Assessora, ha chiaro cosa sta pensando la gente di Rimini rispetto a quanto state facendo e dicendo a proposito dell’Ex questura?

Ridurre le superfici accessorie del supermercato significa inoltre anche tagliare nuovi posti di lavoro. Mantenendo questo stato di degrado, oltre a peggiorare le condizioni di sicurezza, si sminuisce il valore delle residenze circostanti che le famiglie, con grandi sacrifici, hanno pagato.

NOI SIAMO PRONTI

Per venire a capo di tutto, perché la soluzione è a portata di mano e consente anche di risparmiare altri soldi pubblici per gli impegni che il Comune chiede alle forze dell’ordine. Rinnoviamo la disponibilità ad un incontro anche con il Prefetto e il Questore, convinti che il Sindaco ha tenuto duro fin qui proprio per ridurre l’edificazione e avere più aree gratuite. Confidenti che noi e la città non dovremmo convincerci di qualcosa di differente.

 

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Degrado ex Questura Rimini, residenti: “Avanti con la raccolta firme per avere sicurezza”

Un gruppo di cittadini ha incontrato gli assessori Frisoni e Magrini: le richieste e le risposte

Rimini, 1 febbraio 2024

A Rimini nel tardo pomeriggio di mercoledì gli assessori alla pianificazione del territorio, Roberta Frisoni, e alla polizia locale e attività economiche, Juri Magrini, hanno incontrato un gruppo di cittadini residenti nella zona di via Ugo Bassi, promotori di una petizione che chiede la messa in sicurezza della zona dell’ex questura; circa 600 le firme raccolte finora.
Una delle richieste principali dei residenti è stata quella di un presidio fisso delle forze dell’ordine nell’area. L’assessore Magrini ha assicurato che l’attenzione è alta e si è impegnato a portare il tema alla Prefettura, nell’ambito del Comitato Ordine Pubblico e Sicurezza, per valutare ulteriori azioni.

Riguardo alle prospettive di sviluppo della zona, l’assessora Frisoni ha spiegato il progetto di riqualificazione presentato da Ariminum Sviluppo Immobiliare, sottolineando la necessità di considerare anche altri progetti nel quadrante, come la Cittadella della Sicurezza, l’ex Caserma Giulio Cesare e lo stadio Romeo Neri. La società Aurora Immobiliare presenterà a breve lo studio di fattibilità per il nuovo impianto, e l’Amministrazione valuterà l’interesse pubblico in base a questa proposta.
La priorità per l’amministrazione è dotare l’area di maggiori dotazioni e servizi, migliorare l’accessibilità e la viabilità, e valorizzare la vocazione a verde. Gli assessori sottolineano che solo con una visione completa di tutte queste pianificazioni sarà possibile trovare un equilibrio per garantire la vivibilità della zona. Nessuna preclusione all’apertura di un supermercato di 1.500 metri quadrati, come prospettato da Ariminum Sviluppo Immobiliare, società proprietaria dell’area, ma l’amministrazione vuole l’assicurazione che non vi sorgerà accanto un hub logistico non sostenibile da quell’area soprattutto come carico di traffico.

L’Amministrazione comunale ha ribadito la sua disponibilità al confronto e ha promesso ulteriori incontri per informare i residenti sull’avanzamento dei vari progetti in corso.
Da parte loro i cittadini prendono atto che “il programma di lavoro che ci siamo dati con i referenti del Comune è quello di incontrarci ogni tre settimane per fare un punto sull’avanzamento delle attività promesse da parte degli assessori Magrini e Frisoni. Il gruppo di cittadini si riunisce a breve per definire le prossime azioni”. Tuttavia: “Non siamo soddisfatti fino a quando non si realizzerà quanto promesso dall’assessore Magrini. Rispetto a quanto dichiarato dall’assessora Frisoni riteniamo che l’area possa essere eccessivamente “caricata” di strutture; vogliamo quindi essere coinvolti nel processo decisionale relativo il progetto urbanistico complessivo e consentirci di fare proposte alternative”. Pertanto avanti con la raccolta firme come e più di prima, assicurano i residenti.

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