Rimini Life

Ex nuova questura, Asi fa chiarezza

Rimini, 22 aprile 2023

(Rimini) Giovedì sera in consiglio comunale si è messo a tema il recupero dell’immobile di via Bassi, la famigerata e degradata ex nuova questura, o meglio ora definitivamente la “mai nuova questura”. Un consiglio comunale che non ha visto la presenza di Marco Da Dalto, coordinatore del progetto Rimini life, presentato dai proprietari dell’area, la Ariminum sviluppo immobiliare. “Credo che ieri sera sarebbe stata utile la nostra presenza in consiglio comunale per esporre direttamente il profilo della proposta Rimini Life, intervento di riqualificazione dell’area in via Ugo Bassi. Abbiamo ascoltato il dibattito e letto il comunicato del Sindaco”, commenta Da Dalto.

“Ci ritroviamo pienamente nel desiderio di portare il dialogo in un alveo sereno e propositivo. Per farlo è necessario però essere chiari e precisi. Parlare di 6.000 mq di commerciale in quell’area non corrisponde alla realtà del progetto. L’area del supermercato contestato è di 1500 mq. Il resto sono aree di servizio, a supporto della vendita. Di certo non si tratta di una piattaforma logistica e su questo c’è un lay out di funzionamento ben chiaro”.

“Più che pensare di sindacare su un modello di business sarebbe stato più interessante invece valutare la qualità del servizio offerto al quartiere e il beneficio economico per i cittadini che con l’inserimento di una nuova insegna possono ricevere, riscontrandolo direttamente sul costo della spesa alimentare annua. Non dimentichiamo (dati Ministero) che Rimini è la città più cara d’Italia con circa 4.600 euro annui per famiglia, contro i 4.000 euro annui di Bologna. Questo accade perché l’offerta è sottodimensionata (dati osservatorio regionale) e concentrata (dati osservatorio regionale”).

La relazione generale depositata con le richieste autorizzative, agli atti, “dettaglia puntualmente quanto sopra riportato oltre ad identificare con precisione il beneficio qualitativo ed economico della proposta. Sul traffico: ribadiamo che il progetto depositato contiene studi puntuali e dettagliati sui flussi generati. Vorremmo discuterne su basi concrete e non superficialmente, perché i risultati sono di assoluta sostenibilità. Ribadiamo anche la correttezza dei comportamenti: mai abbiamo diffuso pubblicamente informazioni sconosciute all’Amministrazione. Su questo fronte potremmo fare esempi contrari, ma nell’ottica di un dialogo costruttivo, soprassediamo dal ricordarli”.

Sul degrado: “la nostra posizione è che vada eliminato, che pensare di costruire residenze sociali lì davanti sia un errore. Il Comune la pensa diversamente. Non vogliamo usare il degrado come arma di condizionamento, ma il Sindaco non usi questo argomento per minimizzare una situazione che è insostenibile e facilmente verificabile. Infine, per chiarire: la trasmissione di Rete4 che ci ha chiesto di riprendere l’interno dell’immobile è stata sensibilizzata da cittadini riminesi. Noi abbiamo ricevuto la richiesta il pomeriggio precedente ed abbiamo acconsentito. Altre interpretazioni sono destituite di fondamento e non vere”.

Sul confronto serio: “abbiamo programmato l’assemblea pubblica dopo l’incontro in Comune, non vogliamo che il progetto sia riservato. Forse non c’è abitudine ad un contraddittorio. Sinceramente è sorprendente giudicare questo desiderio di chiarezza pubblica come poco serio. Signor Sindaco, noi non vogliamo imporre nulla: rivendichiamo un percorso, proponiamo delle soluzioni, ipotizziamo un iter urbanistico, tuteliamo quelli che riteniamo dei diritti. Abbiamo chiesto quale altre funzioni immagina il Comune più utili, aspettiamo ancora la risposta”.

“Cogliamo allora, ma i chiarimenti erano doverosi, l’ultimo passaggio del suo scritto sull’azzeramento delle discussioni per passare all’elaborazione di una proposta nell’interesse della città. Tifiamo per la riqualificazione, per le residenze previste dal Comune quanto in linea generale esposto. Ma serve condividere che la riqualificazione ha necessità di condizioni che la rendano sostenibile (il supermercato, la cui insegna ha investito non soltanto per la realizzazione del proprio format, ma per la riqualificazione del contesto). Siamo quindi disponibili a ricominciare un dialogo su nuove basi”.

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Mirco Pari Confesercenti: “No ad un nuovo insediamento commerciale all’ex questura”

Rimini, 22 aprile 2023

Condividiamo le affermazioni del sindaco Jamil Sadegholvaad e sosteniamo la posizione dell’Amministrazione comunale sulla ex Questura e la riqualificazione del comparto di via Ugo Bassi. Così Mirco Pari direttore Confesercenti Rimini

E’ chiaro che tutti auspichiamo la riqualificazione di quell’area, ma la soluzione non può essere la realizzazione di 1500 metri quadri di nuove superfici commerciali, che unita ad ulteriori superfici previste a servizio della vendita arriverebbe a coprire 6000 metri quadri, andando sicuramente a incidere pesantemente sulla viabilità già intensa della zona.

Sono tra l’altro in arrivo altre superfici già autorizzate, come il supermercato Coop su 1500 mq, e sta procedendo l’iter per la realizzazione del nuovo Mercato coperto, opera strategica che darà un forte impulso di riqualificazione a tutto il centro storico. Motivi in più per cui questa città non ha assolutamente bisogno di nuovo commerciale, considerato anche che quello esistente sta operando purtroppo in un contesto di stagnazione economica e crisi dei consumi.

Non crediamo che un nuovo insediamento commerciale rappresenti l’interesse pubblico che giustificherebbe lo strumento dell’accordo di programma per accelerare i tempi. Non basta la motivazione del degrado (tra l’altro la proprietà dell’area è tenuta in ogni caso a mantenerla in condizioni di decoro) per forzare la programmazione urbanistica. Questo vale per il comparto di via Bassi, così come per le colonie, gli hotel chiusi, le aree artigianali non utilizzate.

La nostra è una posizione coerente. Abbiamo seguito la genesi di progetti analoghi anche negli altri comuni della provincia, come a Bellaria e a Misano, e in ogni occasione abbiamo ribadito che non si possono superare gli ordinari strumenti urbanistici per cercare di realizzare nuove superfici commerciali in nome di un presunto interesse pubblico.

Crediamo perciò che la proprietà debba fare i propri conti nella cornice delle regole, senza pretendere di forzarle, e presentare un progetto di intervento all’altezza delle aspettative di Rimini e dei suoi cittadini”.

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A seguito delle dichiarazioni del Direttore di Confesercenti Mirco Pari, ASI replica tramite il coordinatore del progetto Rimini Life, Marco Da Dalto.

L’intervento puntuale e atteso del Direttore di Confesercenti tradisce una scarsa conoscenza del progetto Rimini Life, fattore fondamentale per chi guida un’associazione del commercio ed intervenire sul tema.

Siamo disposti ad incontrarlo, a presentare a lui e a chiunque lo creda utile il dossier che analizza sia i flussi di traffico che improvvisamente sono pronosticati come un problema, sia la situazione dell’offerta alimentare della distribuzione organizzata.

>Su quest’ultima, immaginiamo materia quotidiana per una associazione fra commercianti, ci sono dati chiari su diffusione di supermercati, concorrenza fra insegne e spese dei cittadini, dati che pongono Rimini in una condizione molto svantaggiata.

Ogni famiglia a Rimini di media spende 4.600 euro annui rispetto ai 4.000 euro annui di Bologna che è capoluogo di Regione, proprio perché l’offerta è sottodimensionata è concentrata.

Dichiarare che “Non crediamo che un nuovo insediamento commerciale rappresenti l’interesse pubblico che giustificherebbe lo strumento dell’accordo di programma per accelerare i tempi” significa ribaltare il ragionamento senza averne compreso i fondamentali. Direttore Pari, il commerciale è la parte di funzione privata che garantisce l’equilibrio economico ad un intervento che abbiamo proposto con numerose funzioni pubbliche.

Su imminenti autorizzazioni ad altre insegne, ricordo al Direttore Pari che dal 2012, grazie ad una Legge non esiste più il contingentamento delle autorizzazioni.

Riguardo la superficie destinata alle lavorazioni del fresco, ai magazzini e ai servizi (che a seguito delle norme Covid, hanno subito una necessità di incremento per garantire distanziamento e possibilità di compartimentazione), si sta oltrepassando il limite della democrazia, volendo imporre regole che non esistono circa il rapporto tra la superficie di vendita e quella degli accessori.

Temo che qui il problema stia per passare dal supermercato all’insegna. Ricordo al Direttore Pari che il Piano integrato del 1999 prevedeva 4.500 mq di commerciale, il PSC che è l’attuale strumento del territorio prevede una struttura commerciale con 1.500 mq di vendita, la stessa amministrazione con l’adesione al bando del PIERS ha previsto una superficie di vendita di 1.500 mq.

 

Guerra sull’ex Questura L’ultimatum del Comune «Scordatevi lì un colosso grande quanto Amazon»

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«Impossibile parlare di area riqualificata se non ci sarà anche un supermercato»

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Ex questura, Asi risponde a Mirco Pari di Confesercenti: “Pare che il problema sia l’insegna”

Rimini, 22 aprile 2023

A seguito delle dichiarazioni del Direttore di Confesercenti Mirco Pari, ASI replica tramite il coordinatore del progetto Rimini Life, Marco Da Dalto

L’intervento puntuale e atteso del Direttore di Confesercenti tradisce una scarsa conoscenza del progetto Rimini Life, fattore fondamentale per chi guida un’associazione del commercio ed intervenire sul tema.

Siamo disposti ad incontrarlo, a presentare a lui e a chiunque lo creda utile il dossier che analizza sia i flussi di traffico che improvvisamente sono pronosticati come un problema, sia la situazione dell’offerta alimentare della distribuzione organizzata.

Su quest’ultima, immaginiamo materia quotidiana per una associazione fra commercianti, ci sono dati chiari su diffusione di supermercati, concorrenza fra insegne e spese dei cittadini, dati che pongono Rimini in una condizione molto svantaggiata.

Ogni famiglia a Rimini di media spende 4.600 euro annui rispetto ai 4.000 euro annui di Bologna che è capoluogo di Regione, proprio perché l’offerta è sottodimensionata è concentrata.

Dichiarare che “Non crediamo che un nuovo insediamento commerciale rappresenti l’interesse pubblico che giustificherebbe lo strumento dell’accordo di programma per accelerare i tempi” significa ribaltare il ragionamento senza averne compreso i fondamentali. Direttore Pari, il commerciale è la parte di funzione privata che garantisce l’equilibrio economico ad un intervento che abbiamo proposto con numerose funzioni pubbliche.

Su imminenti autorizzazioni ad altre insegne, ricordo al Direttore Pari che dal 2012, grazie ad una Legge non esiste più il contingentamento delle autorizzazioni.

Riguardo la superficie destinata alle lavorazioni del fresco, ai magazzini e ai servizi (che a seguito delle norme Covid, hanno subito una necessità di incremento per garantire distanziamento e possibilità di compartimentazione), si sta oltrepassando il limite della democrazia, volendo imporre regole che non esistono circa il rapporto tra la superficie di vendita e quella degli accessori.

Temo che qui il problema stia per passare dal supermercato all’insegna. Ricordo al Direttore Pari che il Piano integrato del 1999 prevedeva 4.500 mq di commerciale, il PSC che è l’attuale strumento del territorio prevede una struttura commerciale con 1.500 mq di vendita, la stessa amministrazione con l’adesione al bando del PIERS ha previsto una superficie di vendita di 1.500 mq.”

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Ex questura, Rimini Life disponibile ridiscutere tutto con il Comune

Rimini, 21 aprile 2023

Marco Da Dalto,  coordinatore del progetto Rimini Life risponde al sindaco di Rimini

Credo che ieri sera sarebbe stata utile la nostra presenza in consiglio comunale per esporre direttamente il profilo della proposta Rimini Life, intervento di riqualificazione dell’area in via Ugo Bassi. Abbiamo ascoltato il dibattito e letto il comunicato del Sindaco.

Ci ritroviamo pienamente nel desiderio di portare il dialogo in un alveo sereno e propositivo. Per farlo è necessario però essere chiari e precisi.

Parlare di 6.000 mq di commerciale in quell’area non corrisponde alla realtà del progetto. L’area del supermercato contestato è di 1500 mq. Il resto sono aree di servizio, a supporto della vendita. Di certo non si tratta di una piattaforma logistica e su questo c’è un lay out di funzionamento ben chiaro.

Più che pensare di sindacare su un modello di business sarebbe stato più interessante invece valutare la qualità del servizio offerto al quartiere e il beneficio economico per i cittadini che con l’inserimento di una nuova insegna possono ricevere, riscontrandolo direttamente sul costo della spesa alimentare annua. Non dimentichiamo (dati Ministero) che Rimini è la città più cara d’Italia con circa 4.600 euro annui per famiglia, contro i 4.000 euro annui di Bologna. Questo accade perché l’offerta è sottodimensionata (dati osservatorio regionale) e concentrata (dati osservatorio regionale).

La relazione generale depositata con le richieste autorizzative, agli atti, dettaglia puntualmente quanto sopra riportato oltre ad identificare con precisione il beneficio qualitativo ed economico della proposta.

Sul traffico: ribadiamo che il progetto depositato contiene studi puntuali e dettagliati sui flussi generati. Vorremmo discuterne su basi concrete e non superficialmente, perché i risultati sono di assoluta sostenibilità.

Ribadiamo anche la correttezza dei comportamenti: mai abbiamo diffuso pubblicamente informazioni sconosciute all’Amministrazione. Su questo fronte potremmo fare esempi contrari, ma nell’ottica di un dialogo costruttivo, soprassediamo dal ricordarli.

Sul degrado: la nostra posizione è che vada eliminato, che pensare di costruire residenze sociali lì davanti sia un errore. Il Comune la pensa diversamente. Non vogliamo usare il degrado come arma di condizionamento, ma il Sindaco non usi questo argomento per minimizzare una situazione che è insostenibile e facilmente verificabile.

Infine, per chiarire: la trasmissione di Rete4 che ci ha chiesto di riprendere l’interno dell’immobile è stata sensibilizzata da cittadini riminesi. Noi abbiamo ricevuto la richiesta il pomeriggio precedente ed abbiamo acconsentito. Altre interpretazioni sono destituite di fondamento e non vere.

Sul confronto serio: abbiamo programmato l’assemblea pubblica dopo l’incontro in Comune, non vogliamo che il progetto sia riservato. Forse non c’è abitudine ad un contraddittorio. Sinceramente è sorprendente giudicare questo desiderio di chiarezza pubblica come poco serio.

Signor Sindaco, noi non vogliamo imporre nulla: rivendichiamo un percorso, proponiamo delle soluzioni, ipotizziamo un iter urbanistico, tuteliamo quelli che riteniamo dei diritti. Abbiamo chiesto quale altre funzioni immagina il Comune più utili, aspettiamo ancora la risposta.

Cogliamo allora, ma i chiarimenti erano doverosi, l’ultimo passaggio del suo scritto sull’azzeramento delle discussioni per passare all’elaborazione di una proposta nell’interesse della città.

Tifiamo per la riqualificazione, per le residenze previste dal Comune quanto in linea generale esposto. Ma serve condividere che la riqualificazione ha necessità di condizioni che la rendano sostenibile (il supermercato, la cui insegna ha investito non soltanto per la realizzazione del proprio format, ma per la riqualificazione del contesto).

Siamo quindi disponibili a ricominciare un dialogo su nuove basi.

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Rimini Life, la proprietà a muso duro: “Il sindaco non minimizzi su una situazione di degrado insostenibile”

Ex Questura, il coordinatore Marco Da Dalto: “Il sindaco sia chiaro e preciso. Parlare di 6.000 metri quadrati di commerciale in quell’area non corrisponde alla realtà del progetto”

Rimini, 21 aprile 2023

Rimini Life in naftalina. Il progetto del nuovo quartiere al posto dell’ex Questura, mai entrata in funzione, subisce una brusca frenata. Dopo l’ultimo atto approvato dal consiglio comunale. A poche ore di distanza dalle parole del sindaco Jamil Sadegholvaad, che spiega come “Seimila metri quadrati di commerciale in quell’area non sono una possibilità”, per la proprietà di Asi interviene il coordinatore Marco Da Dalto. “Credo che sarebbe stata utile la nostra presenza in consiglio comunale per esporre direttamente il profilo della proposta Rimini Life, intervento di riqualificazione dell’area in via Ugo Bassi. Abbiamo ascoltato il dibattito e letto il comunicato del sindaco – spiega Da Dalto -. Ci ritroviamo pienamente nel desiderio di portare il dialogo in un alveo sereno e propositivo. Per farlo è necessario però essere chiari e precisi. Parlare di 6.000 metri quadrati di commerciale in quell’area non corrisponde alla realtà del progetto. L’area del supermercato contestato è di 1500 metri quadrati. Il resto sono aree di servizio, a supporto della vendita. Di certo non si tratta di una piattaforma logistica e su questo c’è un lay out di funzionamento ben chiaro”.

“Più che pensare di sindacare su un modello di business sarebbe stato più interessante invece valutare la qualità del servizio offerto al quartiere e il beneficio economico per i cittadini che con l’inserimento di una nuova insegna possono ricevere, riscontrandolo direttamente sul costo della spesa alimentare annua. Non dimentichiamo (dati Ministero) che Rimini è la città più cara d’Italia con circa 4.600 euro annui per famiglia, contro i 4.000 euro annui di Bologna. Questo accade perché l’offerta è sottodimensionata (dati osservatorio regionale) e concentrata (dati osservatorio regionale)”, prosegue Da Dalto.

Che aggiunge: “Ribadiamo anche la correttezza dei comportamenti: mai abbiamo diffuso pubblicamente informazioni sconosciute all’amministrazione. Su questo fronte potremmo fare esempi contrari, ma nell’ottica di un dialogo costruttivo, soprassediamo dal ricordarli. Sul degrado: la nostra posizione è che vada eliminato, che pensare di costruire residenze sociali lì davanti sia un errore. Il Comune la pensa diversamente. Non vogliamo usare il degrado come arma di condizionamento, ma il sindaco non usi questo argomento per minimizzare una situazione che è insostenibile e facilmente verificabile. Infine, per chiarire: la trasmissione di Rete4 che ci ha chiesto di riprendere l’interno dell’immobile è stata sensibilizzata da cittadini riminesi. Noi abbiamo ricevuto la richiesta il pomeriggio precedente e abbiamo acconsentito”.

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Area via Bassi. ASI: disposti a dialogo ma non sono 6000 mq di commerciale

Rimini, 21 aprile 2023

Il consiglio comunale di ieri dedicato all’area di via Ugo Bassi e le dichiarazioni del sindaco Sadegholvaad (vedi notizia), portano la società proprietaria dell’area ad intervenire. A parlare a nome di ASI è Marco Da Dalto, coordinatore del progetto Rimini Life, che di dice disponibile a ricominciare un dialogo su nuove basi con l’amministrazione ma puntualizza alcuni aspetti. Innanzitutto, premette che sarebbe stata utile la presenza della società in consiglio comunale ma soprattutto contesta la dichiarazione dei sindaco che ha parlato di seimila mq di commerciale previsti dal progetto.  “L’area del supermercato contestato è di 1500 mq – spiega –. Il resto sono aree di servizio, a supporto della vendita. Di certo non si tratta di una piattaforma logistica e su questo c’è un lay out di funzionamento ben chiaro.” “Più che pensare di sindacare su un modello di business sarebbe stato più interessante invece valutare la qualità del servizio offerto al quartiere” prosegue. ASI ci tiene anche a ribadire la propria correttezza: “mai abbiamo diffuso pubblicamente informazioni sconosciute all’Amministrazione. Su questo fronte potremmo fare esempi contrari, ma nell’ottica di un dialogo costruttivo, soprassediamo dal ricordarli“. Da Dalto, rivolgendosi al sindaco, spiega poi che la società non vuole imporre nulla ma proporre soluzioni.

La nota di Marco Da Dalto, Rimini Life

Credo che ieri sera sarebbe stata utile la nostra presenza in consiglio comunale per esporre direttamente il profilo della proposta Rimini Life, intervento di riqualificazione dell’area in via Ugo Bassi. Abbiamo ascoltato il dibattito e letto il comunicato del Sindaco.

Ci ritroviamo pienamente nel desiderio di portare il dialogo in un alveo sereno e propositivo. Per farlo è necessario però essere chiari e precisi.

Parlare di 6.000 mq di commerciale in quell’area non corrisponde alla realtà del progetto. L’area del supermercato contestato è di 1500 mq. Il resto sono aree di servizio, a supporto della vendita. Di certo non si tratta di una piattaforma logistica e su questo c’è un lay out di funzionamento ben chiaro.

Più che pensare di sindacare su un modello di business sarebbe stato più interessante invece valutare la qualità del servizio offerto al quartiere e il beneficio economico per i cittadini che con l’inserimento di una nuova insegna possono ricevere, riscontrandolo direttamente sul costo della spesa alimentare annua. Non dimentichiamo (dati Ministero) che Rimini è la città più cara d’Italia con circa 4.600 euro annui per famiglia, contro i 4.000 euro annui di Bologna. Questo accade perché l’offerta è sottodimensionata (dati osservatorio regionale) e concentrata (dati osservatorio regionale).

La relazione generale depositata con le richieste autorizzative, agli atti, dettaglia puntualmente quanto sopra riportato oltre ad identificare con precisione il beneficio qualitativo ed economico della proposta.

Sul traffico: ribadiamo che il progetto depositato contiene studi puntuali e dettagliati sui flussi generati. Vorremmo discuterne su basi concrete e non superficialmente, perché i risultati sono di assoluta sostenibilità.

Ribadiamo anche la correttezza dei comportamenti: mai abbiamo diffuso pubblicamente informazioni sconosciute all’Amministrazione. Su questo fronte potremmo fare esempi contrari, ma nell’ottica di un dialogo costruttivo, soprassediamo dal ricordarli.

Sul degrado: la nostra posizione è che vada eliminato, che pensare di costruire residenze sociali lì davanti sia un errore. Il Comune la pensa diversamente. Non vogliamo usare il degrado come arma di condizionamento, ma il Sindaco non usi questo argomento per minimizzare una situazione che è insostenibile e facilmente verificabile.

Infine, per chiarire: la trasmissione di Rete4 che ci ha chiesto di riprendere l’interno dell’immobile è stata sensibilizzata da cittadini riminesi. Noi abbiamo ricevuto la richiesta il pomeriggio precedente ed abbiamo acconsentito. Altre interpretazioni sono destituite di fondamento e non vere.

Sul confronto serio: abbiamo programmato l’assemblea pubblica dopo l’incontro in Comune, non vogliamo che il progetto sia riservato. Forse non c’è abitudine ad un contraddittorio. Sinceramente è sorprendente giudicare questo desiderio di chiarezza pubblica come poco serio.

Signor Sindaco, noi non vogliamo imporre nulla: rivendichiamo un percorso, proponiamo delle soluzioni, ipotizziamo un iter urbanistico, tuteliamo quelli che riteniamo dei diritti. Abbiamo chiesto quale altre funzioni immagina il Comune più utili, aspettiamo ancora la risposta.

Cogliamo allora, ma i chiarimenti erano doverosi, l’ultimo passaggio del suo scritto sull’azzeramento delle discussioni per passare all’elaborazione di una proposta nell’interesse della città.

Tifiamo per la riqualificazione, per le residenze previste dal Comune quanto in linea generale esposto. Ma serve condividere che la riqualificazione ha necessità di condizioni che la rendano sostenibile (il supermercato, la cui insegna ha investito non soltanto per la realizzazione del proprio format, ma per la riqualificazione del contesto).

Siamo quindi disponibili a ricominciare un dialogo su nuove basi.

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Marco Da Dalto, coordinatore di Rimini Life, interviene sul progetto sulla ex nuova questura

Rimini, 21 aprile 2023

Credo che ieri sera sarebbe stata utile la nostra presenza in consiglio comunale per esporre direttamente il profilo della proposta Rimini Life, intervento di riqualificazione dell’area in via Ugo Bassi. Abbiamo ascoltato il dibattito e letto il comunicato del Sindaco.

Ci ritroviamo pienamente nel desiderio di portare il dialogo in un alveo sereno e propositivo. Per farlo è necessario però essere chiari e precisi.

Parlare di 6.000 mq di commerciale in quell’area non corrisponde alla realtà del progetto. L’area del supermercato contestato è di 1500 mq. Il resto sono aree di servizio, a supporto della vendita. Di certo non si tratta di una piattaforma logistica e su questo c’è un lay out di funzionamento ben chiaro.

Più che pensare di sindacare su un modello di business sarebbe stato più interessante invece valutare la qualità del servizio offerto al quartiere e il beneficio economico per i cittadini che con l’inserimento di una nuova insegna possono ricevere, riscontrandolo direttamente sul costo della spesa alimentare annua. Non dimentichiamo (dati Ministero) che Rimini è la città più cara d’Italia con circa 4.600 euro annui per famiglia, contro i 4.000 euro annui di Bologna. Questo accade perché l’offerta è sottodimensionata (dati osservatorio regionale) e concentrata (dati osservatorio regionale).

La relazione generale depositata con le richieste autorizzative, agli atti, dettaglia puntualmente quanto sopra riportato oltre ad identificare con precisione il beneficio qualitativo ed economico della proposta. 

Sul traffico: ribadiamo che il progetto depositato contiene studi puntuali e dettagliati sui flussi generati. Vorremmo discuterne su basi concrete e non superficialmente, perché i risultati sono di assoluta sostenibilità.

Ribadiamo anche la correttezza dei comportamenti: mai abbiamo diffuso pubblicamente informazioni sconosciute all’Amministrazione. Su questo fronte potremmo fare esempi contrari, ma nell’ottica di un dialogo costruttivo, soprassediamo dal ricordarli.

Sul degrado: la nostra posizione è che vada eliminato, che pensare di costruire residenze sociali lì davanti sia un errore. Il Comune la pensa diversamente. Non vogliamo usare il degrado come arma di condizionamento, ma il Sindaco non usi questo argomento per minimizzare una situazione che è insostenibile e facilmente verificabile.

Infine, per chiarire: la trasmissione di Rete4 che ci ha chiesto di riprendere l’interno dell’immobile è stata sensibilizzata da cittadini riminesi. Noi abbiamo ricevuto la richiesta il pomeriggio precedente ed abbiamo acconsentito. Altre interpretazioni sono destituite di fondamento e non vere.

Sul confronto serio: abbiamo programmato l’assemblea pubblica dopo l’incontro in Comune, non vogliamo che il progetto sia riservato. Forse non c’è abitudine ad un contraddittorio. Sinceramente è sorprendente giudicare questo desiderio di chiarezza pubblica come poco serio.

Signor Sindaco, noi non vogliamo imporre nulla: rivendichiamo un percorso, proponiamo delle soluzioni, ipotizziamo un iter urbanistico, tuteliamo quelli che riteniamo dei diritti. Abbiamo chiesto quale altre funzioni immagina il Comune più utili, aspettiamo ancora la risposta.

Cogliamo allora, ma i chiarimenti erano doverosi, l’ultimo passaggio del suo scritto sull’azzeramento delle discussioni per passare all’elaborazione di una proposta nell’interesse della città.

Tifiamo per la riqualificazione, per le residenze previste dal Comune quanto in linea generale esposto. Ma serve condividere che la riqualificazione ha necessità di condizioni che la rendano sostenibile (il supermercato, la cui insegna ha investito non soltanto per la realizzazione del proprio format, ma per la riqualificazione del contesto).

Siamo quindi disponibili a ricominciare un dialogo su nuove basi.

Marco Da Dalto, Coordinatore Rimini Life

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