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Rimini, 14 novembre 2023
“I principi d’incendio avvenuti qualche giorno fa all’interno degli immobili di via Ugo Bassi sono l’ulteriore campanello d’allarme che suona in un’area di Rimini nella quale il degrado è in costante aumento”, lo afferma Marco Da Dalto, Responsabile del Progetto RiminiLife che interessa la struttura e l’area della “ex Questura”.
“In ASI siamo molto preoccupati per la sicurezza del quartiere dove sorge l’ex questura, per gli effetti negativi generati dalla microcriminalità che vi gravita intorno e che trova “terreno fertile” nella possibilità di occupare abusivamente gli spazi e di vandalizzare tutto. Nonostante gli enormi sforzi delle forze dell’ordine e i nostri a supporto, la situazione peggiora. Intrusioni, danneggiamenti all’impianto di illuminazione e segnalazioni di preoccupazione dei cittadini sono eventi sistematici”.
Il 27 novembre, dopo una gara d’appalto ormai in fase conclusiva, inizieranno dei lavori di ripristino delle condizioni ordinarie interne per riparare i danni inferti dagli atti di vandalismo, unitamente ad un piano di rafforzamento anti intrusione che passerà anche attraverso la limitazione degli accessi fino al livello 1 e di rafforzamento delle chiusure degli ingressi. “Un lavoro ingente e dispendioso, l’ennesimo affrontato in questi anni unitamente a tante altre iniziative condotte a tutela anche della sicurezza degli abitanti del quartiere. Lavori che vedranno impegnati un’impresa e dei tecnici locali per le successive sei, otto settimane”.
Poi si riaprono le schermaglie con la controparte: “Perdurando l’assenza di riscontro da parte dell’amministrazione circa la richiesta di un incontro costruttivo, in via cautelativa, preoccupati per la sicurezza del quartiere, più difficile da garantire a nuove famiglie fragili che andranno ad abitare in quel contesto pericoloso nelle nuove palazzine pubbliche che dovranno sorgere sulle aree che il Comune dovrà espropriare ad ASI, ci rivolgeremo direttamente al Ministero competente per chiedere verifica sull’attività di monitoraggio della Regione sulle comunicazioni del Comune, recapitate alla stessa Regione e al Ministero, riguardo il rispetto delle direttive governative per la realizzazione di residenze pubbliche e sociali in contesti degradati. Chiederemo un’ispezione, se occorre”.
Prosegue Da D’Alto: “Nel 2017 le direttive CIPE, presieduto dall’allora ministro Gentiloni, per finanziare la realizzazione di alloggi sociali erano cristalline. Occorreva: la rigenerazione di contesti degradati, il recupero dell’esistente anche con demolizione e ricostruzione di immobili dismessi e l’insediamento di un mix funzionale di residenze, funzioni, spazi collettivi complementari agli alloggi. Pare abbastanza evidente che oggi esistano delle azioni avviate dal Comune contrarie in questo senso ed è oggettivamente preoccupante, per l’integrazione e la sicurezza, immaginare nuove famiglie fragili che andranno ad abitare a ridosso di uno spettrale e insicuro transatlantico di cemento”.
La scorsa settimana Il Ministro Salvini del MIT (il Ministero che ha erogato i finanziamenti alle Regioni per l’edilizia sociale) si è espresso riguardo la rigenerazione (“La logica della partnership pubblico-privato è l’unica soluzione sulla rigenerazione urbana perché nei prossimi anni che ci sia solo il soggetto pubblico a investire questi soldi e inimmaginabile”) con gli stessi contenuti della comunicazione diffusa dall’assessora Frisoni, che abbiamo apprezzato, in particolar modo nella parte in cui ribadisce sia la necessità di rigenerazione dell’ex Questura di via Ugo Bassi, quale tema di interesse, sia l’importanza del privato nei processi di rigenerazione quale veicolo e motore necessario di supporto pubblico. È la posizione che abbiamo sostenuto dal primo giorno e RiminiLife ne è la testimonianza più vivida. Vista la sana condivisione dei principi auspichiamo un’apertura per un nuovo dialogo che porti ad un progetto di rigenerazione urbana di tutto il compendio dell’ex questura, partendo proprio da RiminiLife”.
ASI ha appena ricevuto richiesta di adesione inviataci dal Consigliere Zoccarato della Lega, ad una seduta della commissione di controllo e garanzia il 1° dicembre. “Ci siamo resi disponibili con lo spirito di trasparenza e di collaborazione che ci ha sempre distinti. Da sempre sosteniamo che RiminiLife rappresenta una risposta concreta alla lotta al degrado, al miglioramento della sicurezza, della qualità urbana, portatrice di inclusività e integrazione sociale, coerente alle direttive del vecchio governo Gentiloni, ma è anche un’opportunità di lavoro per le imprese e i professionisti del territorio, come testimonia il recente appalto per il ripristino dei danni subiti e potenziamento della sicurezza”.
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Rimini, 14 novembre 2023
I principi d’incendio avvenuti qualche giorno fa all’interno degli immobili di via Ugo Bassi sono l’ulteriore campanello d’allarme che suona in un’area di Rimini nella quale il degrado è in costante aumento.
In ASI siamo molto preoccupati per la sicurezza del quartiere dove sorge l’ex questura, per gli effetti negativi generati dalla microcriminalità che vi gravita intorno e che trova “terreno fertile” nella possibilità di occupare abusivamente gli spazi e di vandalizzare tutto.
Nonostante gli enormi sforzi delle forze dell’ordine e i nostri a supporto, la situazione peggiora. Intrusioni, danneggiamenti all’impianto di illuminazione e segnalazioni di preoccupazione dei cittadini sono eventi sistematici.
Il 27 novembre, dopo una gara d’appalto ormai in fase conclusiva, inizieranno dei lavori di ripristino delle condizioni ordinarie interne per riparare i danni inferti dagli atti di vandalismo, unitamente ad un piano di rafforzamento anti intrusione che passerà anche attraverso la limitazione degli accessi fino al livello 1 e di rafforzamento delle chiusure degli ingressi. Un lavoro ingente e dispendioso, l’ennesimo affrontato in questi anni unitamente a tante altre iniziative condotte a tutela anche della sicurezza degli abitanti del quartiere. Lavori che vedranno impegnati un’impresa e dei tecnici locali per le successive sei, otto settimane.
Perdurando l’assenza di riscontro da parte dell’amministrazione circa la richiesta di un incontro costruttivo, in via cautelativa, preoccupati per la sicurezza del quartiere, più difficile da garantire a nuove famiglie fragili che andranno ad abitare in quel contesto pericoloso nelle nuove palazzine pubbliche che dovranno sorgere sulle aree che il Comune dovrà espropriare ad ASI, ci rivolgeremo direttamente al Ministero competente per chiedere verifica sull’attività di monitoraggio della Regione sulle comunicazioni del Comune, recapitate alla stessa Regione e al Ministero, riguardo il rispetto delle direttive governative per la realizzazione residenze pubbliche e sociali in contesti degradati. Chiederemo un’ispezione, se occorre.
Nel 2017 le direttive CIPE, presieduto dall’allora ministro Gentiloni, per finanziare la realizzazione di alloggi sociali erano cristalline.
Occorreva: la rigenerazione di contesti degradati, il recupero dell’esistente anche con demolizione e ricostruzione di immobili dismessi e l’insediamento di un mix funzionale di residenze, funzioni, spazi collettivi complementari agli alloggi. Pare abbastanza evidente che oggi esistano delle azioni avviate dal Comune contrarie in questo senso ed è oggettivamente preoccupante, per l’integrazione e la sicurezza, immaginare nuove famiglie fragili che andranno ad abitare a ridosso di uno spettrale e insicuro transatlantico di cemento.

La scorsa settimana Il Ministro Salvini del MIT (il Ministero che ha erogato i finanziamenti alle Regioni per l’edilizia sociale) si è espresso riguardo la rigenerazione (“La logica della partnership pubblico-privato è l’unica soluzione sulla rigenerazione urbana perché nei prossimi anni che ci sia solo il soggetto pubblico a investire questi soldi e inimmaginabile”) con gli stessi contenuti della comunicazione diffusa dall’assessora Frisoni, che abbiamo apprezzato, in particolar modo nella parte in cui ribadisce sia la necessità di rigenerazione dell’ex Questura di via Ugo Bassi, quale tema di interesse, sia l’importanza del privato nei processi di rigenerazione quale veicolo e motore necessario di supporto pubblico.
È la posizione che abbiamo sostenuto dal primo giorno e RiminiLife ne è la testimonianza più vivida. Vista la sana condivisione dei principi auspichiamo un’apertura per un nuovo dialogo che porti ad un progetto di rigenerazione urbana di tutto il compendio dell’ex questura, partendo proprio da RiminiLife.
Inoltre, abbiamo appena ricevuto richiesta di adesione inviataci dal Consigliere Zoccarato della Lega, ad una seduta della commissione di controllo e garanzia il 1° dicembre. Ci siamo resi disponibili con lo spirito di trasparenza e di collaborazione che ci ha sempre distinti.
Da sempre sosteniamo che RiminiLife rappresenta una risposta concreta alla lotta al degrado, al miglioramento della sicurezza, della qualità urbana, portatrice di inclusività e integrazione sociale, coerente alle direttive del vecchio governo Gentiloni, ma è anche un’opportunità di lavoro per le imprese e i professionisti del territorio, come testimonia il recente appalto per il ripristino dei danni subiti e potenziamento della sicurezza.
Le fiamme si sono propagate in diverse parti della struttura, le cause sono ancora in fase di accertamento
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Rimini, 6 novembre 2023
Un incendio si è sviluppato improvvisamente nel primo pomeriggio di venerdì 6 novembre. Il rogo, scoppiato nello stabile dell’ex questura di via Ugo Bassi a Rimini, ha richiamato sul posto l’autobotte dei vigili del fuoco e una pattuglia dei carabinieri. Le fiamme si sono propagate in diverse parti della struttura.
L’incendio è stato causato da vecchi materassi e mobili di legno all’interno dello stabile, generando molto fumo. I vigili del fuoco hanno domato due focolai principali e altri tre minori. Sette persone in due squadre sono intervenute per prevenire la diffusione delle fiamme all’edificio disabitato vicino, rientrando solo dopo le 17.
Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri: l’ombra di un piromane. Non si esclude il collegamento con i roghi delle auto avvenuti nella notte tra sabato e domenica
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Rimini, 6 novembre 2023
Cinque principi di incendio nell’arco di poche ore. C’è molto probabilmente l’ombra di un piromane sui roghi divampati oggi nello stabile dell’ex Questura di via Ugo Bassi. Non si esclude un collegamento con quanto accaduto nella notte a cavallo tra sabato e domenica, quando sette macchine parcheggiate in diverse strade delle città sono state date alle fiamme. Oggi è invece toccato al gigantesco complesso di via Ugo Bassi, al centro di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana promosso dalla nuova proprietà, la società Ariminum Sviluppo Immobiliare.
L’allarme è scattato attorno alle 14.50 al piano terra della palazzina che avrebbe dovuto ospitare gli uffici della polizia stradale. Qualcuno ha notato del fumo che usciva da una finestra, facendo accorrere sul posto le squadre dei vigili del fuoco.
Durante il sopralluogo, sono stati scoperti altri tre principi di incendio, uno sempre nella palazzina della stradale e altri all’interno della struttura principale del complesso, affacciata su via Ugo Bassi.
Il personale del 115 è stato costretto a spostarsi da un corridoio all’altro per poter raggiungere i diversi punti dell’ex Questura in cui le fiamme avevano incomincato ad attecchire. Non senza difficoltà, i vigili del fuoco sono comunque riusciti a domare tutti e quattro i roghi. Proprio in quel momento, da una finestra del secondo piano della palazzina degli alloggi, è stato notato dell’altro fumo.
I pompieri hanno così localizzato un quinto principio di incendio, che è stato estinto anche in questo caso. Sul posto sono intervenute le pattuglie dei carabinieri della compagnia di Rimini, che si stanno ora occupando dei rilievi e delle indagini.
Lo stabile di via Ugo Bassi è meta abituale di sbandati e senzatetto che spesso trovano riparo lungo i corridoi abbandonati. Le circostanze farebbero però pensare non tanto ad un incidente ma ad un’azione studiata da parte, evidentemente, di un piromane.
Non sono da escludere collegamenti con l’ondata di incendi che si è abbattuta su Rimini durante il fine settimana, quando tra le vie Circonvallazione meridionale, Sonnino, Machiavelli, Guicciardini, Crispi e Roma diverse vetture sono state date alle fiamme.
Le indagini sono affidate agli agenti della polizia di Stato e il sospetto è che anche in questo caso possa esserci lo zampino di uno o più piromani.

Rimini, 17 ottobre 2023
Il braccio di ferro tra Ariminum Sviluppo Immobiliare e il comune di Rimini sbarca anche in Regione attraverso l’interrogazione presentata dalla consigliera di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti che chiede all’Ente di fare chiarezza sull’area dove dovrebbero sorgere alloggi di edilizia residenziale pubblica. La consigliera vuole sapere se si intendano verificare “gli adempimenti del Comune di Rimini con riferimento alla realizzazione di tutti gli interventi approvati con delibera comunale“, coincidente sostanzialmente con il Compendio di proprietà A.S.I in via Ugo Bassi dove sorge lo stabile degradato che avrebbe dovuto ospitare la Questura. La società, ricorda Evangelisti, si era detta pronta, a febbraio, a demolire l’edificio, lasciando il terreno al Comune “per la costruzione dei 36 alloggi popolari risparmiando i costi di esproprio quantificati in 600.000 euro”. Le altre richieste della consigliera alla Regione riguardano l’eventuale “revisione della graduatoria approvata con Delibera della Giunta Regionale n. 478/2020 alla luce della eventuale mancata realizzazione della parte di intervento relativa alla riqualificazione dell’area, per la quale la proposta del Comune di Rimini ha verosimilmente ottenuto punteggio tale da essere ammessa al finanziamento; tale revisione andrebbe effettuata al fine di non penalizzare altri comuni esclusi dal finanziamento“. Inoltre, l’esponente di Fratelli d’Italia chiede alla giunta regionale se intende “recuperare le somme eventualmente non dovute al Comune di Rimini e, in generale, accertare possibili irregolarità, con riferimento al potere di monitoraggio della Regione e considerando la verosimile mancata realizzazione degli interventi di riqualificazione”. Un altro quesito è se la Regione ritenga “opportuno interloquire con l’Amministrazione Comunale di Rimini al fine di rivalutare congiuntamente ed eventualmente riconsiderare le proposte pervenute dalla proprietà qualora si ravvisasse un concreto pubblico interesse“.
Infine, la capogruppo FdI chiede alla giunta “se ritenga che il bando pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna recepisca appieno le direttive CIPE, poiché quello che sta accadendo presso il Comune di Rimini parrebbe andare in diversa direzione, ovvero quella di prevedere la realizzazione di un contesto edilizio di natura pubblica senza il miglioramento dell’attuale contesto degradato“.

Rimini, 6 ottobre 2023
C’era da aspettarselo, anzi arriva anche tardi rispetto alle attese il soccorso del PD al sindaco Sadegholvaad. Il problema è che arrivando così tardi, certifica anche l’aver completamente sprecato il tempo trascorso, che sarebbe stato invece utile a riflettere.
Mi piacerebbe sapere se il signor Sacchetti e la signora Zangari hanno letto il progetto RiminiLife, perché scrivere che la sua realizzazione – evidente che non l’hanno letto – sarebbe un costo per la comunità, è un’offesa che rispediamo al mittente.
Oppure se si fidano del giudizio del Sindaco di Rimini, seppure smentito da ciò che c’è scritto nel progetto che da mesi giace nei suoi cassetti. C’è una relazione dettagliata sui vantaggi quantitativi, qualitativi ed economici, con analisi di professionisti anche sui flussi di traffico. È un lavoro serio, non una provocazione.
Abbiamo fatto una proposta, abbiamo chiesto di discuterla. Ci è stato risposto che non c’è interesse pubblico, senza motivarlo. Risulta al PD che sia un modo corretto di amministrare una città? Sono abituati così?
Eravamo rimasti che il Sindaco richiamava: basta diatribe sulla stampa, serve solo il confronto. Mentre aspettiamo una convocazione, per ora inutilmente, arriva il PD a riaccendere il fuoco.
Sulla modalità comunicativa parlano i fatti: siamo stati accolti dal Sindaco con “Hanno fatto un pessimo affare”, che suona sempre più come minaccia. Poi è partito il coro degli scudieri. Noi abbiamo sempre e solo risposto. Oppure abbiamo sollevato il tema perché alle richieste di dialogo abbiamo ricevuto solo silenzio.
Resta un fatto, finora i cittadini li ha incontrati solo ASI per ascoltare e spiegare. La scorsa settimana, ad esempio, abbiamo raccolto le loro preoccupazioni: aspettano di vedere rivivere quei luoghi, di tornare ad una serenità persa.
Abbiamo iniziato con poco, intensificando il piano di manutenzione del verde per dovere, ma anche per un segnale di vicinanza anche ai piccoli bisogni legittimi.
Ma non è nemmeno più questo il punto, purtroppo, perché al centro di tutto c’è altro ed è evidente: il supermercato.
E il PD parla di costi per i cittadini.
Secondo noi il costo vero è il degrado e l’insicurezza in cui versa una zona della città, mantenuto da Comune e da chi l’affianca in questa posizione.
Secondo noi il vero costo sono i 600 euro di spesa che i riminesi pagano in più di Bologna nella loro spesa alimentare annua.
Il vero costo per i cittadini è di non poter vivere in un contesto di libera concorrenza.
Secondo noi il vero costo è lo spreco di denaro pubblico per espropriare un terreno che ASI cederebbe gratuitamente per realizzare residenze sociali e pubbliche, comprese le opere di urbanizzazione.
Usciamo dall’ipocrisia, il nodo è il supermercato e ciò stoppa tutto il progetto di riqualificazione. Per fermarlo, si usano regole e leggi inesistenti.
Entrate nel merito, Sacchetti e Zangari, perché la gente sa bene cos’è interesse pubblico e sta capendo che tutto è fermo perché non si vuole far aprire un supermercato.
Il Sindaco e tutti coloro che difendono le sue posizioni, passeranno alla storia per aver lasciato quel contesto in uno stato di degrado e insicurezza, con di fronte costruire delle palazzine sociali e pubbliche costruite con denaro pubblico.
Aspetterò li tutti all’inaugurazione di quelle palazzine, alle foto di rito con lo sfondo quel mostro di cemento, idrovora di paura. Vorrò poi vedervi rassicurare le famiglie e i bambini che dovranno andarci ad abitare.
Perché questo è quello che state facendo per Rimini e su questo non ci sarà sentenza a voi favorevole che potrà rasserenare le vostre coscienze.
Marco Da Dalto
Responsabile Progetto Rimini Life