Rimini Life

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RiminiLife, ex Questura: “La città ha ben chiaro ciò che ostacola la soluzione”

“Restiamo sempre confidenti in un accordo con il Comune”Rimini, 28 Gennaio 2024

“Il comitato fra cittadini – dichiara Marco Da Dalto responsabile Progetto Rimini Life – nato a Rimini per contrastare il degrado nel quartiere dove sorge l’ex Questura è la naturale conseguenza di ciò che da oltre un anno segnaliamo e denunciamo, ossia una situazione insostenibile che esaspera i residenti di quel quartiere. Ogni giorno riceviamo segnalazioni . ASI ha provato a dare un contributo alla sicurezza investendo molto denaro in un rafforzamento delle misure anti intrusione dell’ex Questura. Soprattutto ha proposto una soluzione definitiva con il progetto RiminiLife.
È altresì evidente che la sicurezza del quartiere passa attraverso un processo di rigenerazione, dalla riduzione a macerie dell’edificio. Sarebbe come dire che tutti gli immobili chiusi, pubblici e privati, andrebbero abbattuti perché meta di chi vi si introduce, anche per delinquere.
Crediamo necessaria una rigenerazione che restituisca vitalità al contesto, con un mixitè di funzioni. Sarebbe la risposta efficace in grado di espropriare pezzi di città degradata alla delinquenza e riconsegnarla ai cittadini. Vale a Rimini e vale ovunque.
ASI è andata anche oltre, proponendo pubblicamente lo scorso 7 dicembre – in concomitanza del Consiglio Comunale che approvava l’esproprio di parte delle aree di ASI – di rinunciare a ben 17.600 mq dei 23.773 acquistati all’asta, per realizzarne soltanto 6.000 mq e di cedere gratuitamente al Comune oltre tre ettari di aree.
Ciò consentirebbe al Sindaco di non spendere denaro pubblico per l’esproprio e di utilizzare le aree per i parchi e i parcheggi che meglio vorrà realizzare a beneficio della collettività.
È chiaro che non si possono addebitare ad ASI le responsabilità per il mancato accordo con l’amministrazione.
A mio avviso – prosegue Da Dalto di Rimini Life – siamo giunti alla fine della corsa. La città ha ben chiaro ciò che ostacola la soluzione e, nonostante le illazioni provenienti dalla Giunta e il lavoro delle ‘sentinelle’ sul territorio, ora sul tavolo ci sono i termini chiari per risolvere il problema. Basta volerlo fare
L’ultima proposta vede ASI rinunciare a ben 17.600 mq di superficie costruita e acquistata, cancella tutti i dubbi e le ansie sul traffico con l’azzeramento di tutte le altre funzioni e la realizzazione del solo supermercato, che tale è, null’altro potrà essere.
La suddivisione delle aree interne tra sala vendita e superfici accessorie – continua il responsabile del Progetto Rimini Life – così come la marcata assenza di piazzali di manovra per gli autoarticolati, piuttosto che prospetti pieni di bocche di carico, evidenziate dal filmato disponibile e proiettato in Commissione, azzera in particolare i sospetti offensivi di voler nascondere un ‘nuovo hub logistico stile Amazon’.
Rinunciare a quest’ultima proposta esporrebbe a mio parere tutta la Giunta ad una forte responsabilità, perché rimarrebbe tutto così per molti anni ancora.
Se accadesse, non esiteremmo a denunciare il tutto alla Procura Contabile per la valutazione del danno erariale, per il quale, nel caso, risponderebbero di tasca propria i singoli consiglieri di maggioranza insieme e ai dirigenti che hanno appoggiato tali azioni.
Chiameremo a rispondere alla Procura Contabile anche la maggioranza dell’assemblea legislativa regionale se latitasse il controllo (è obbligata a farlo) sull’operato del Comune che sta tentando di realizzare le palazzine ERP e ERS utilizzando denaro pubblico con azioni palesemente in contrasto con le direttive del Governo che ha stanziato i fondi.
Restiamo sempre confidenti – conclude Marco Da Dalto, responsabile Progetto RiminiLife – in un accordo con il Comune, nel limite massimo della nostra ultima proposta, ma allo stesso tempo determinati nel voler difendere i nostri diritti e giovedì 8 febbraio attendiamo i cittadini che vorranno ascoltare le nostre ragioni”.

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Ex Questura e degrado, Da Dalto: “Siamo giunti alla fine della corsa. La sicurezza passa dalla rigenerazione”

Rimini, 28 gennaio 2024

“Il comitato fra cittadini, nato a Rimini per contrastare il degrado nel quartiere dove sorge l’ex Questura è la naturale conseguenza di ciò che da oltre un anno segnaliamo e denunciamo, ossia una situazione insostenibile che esaspera i residenti di quel quartiere”. Così Marco Da Dalto, responsabile del Progetto Rimini Life, specificando che “ogni giorno riceviamo segnalazioni. Asi ha provato a dare un contributo alla sicurezza investendo molto denaro in un rafforzamento delle misure anti intrusione dell’ex Questura. Soprattutto ha proposto una soluzione definitiva con il progetto Rimini Life”.

“È altresì evidente che la sicurezza del quartiere passa attraverso un processo di rigenerazione, dalla riduzione a macerie dell’edificio. Sarebbe come dire che tutti gli immobili chiusi, pubblici e privati, andrebbero abbattuti perché meta di chi vi si introduce, anche per delinquere – viene aggiunto -. Crediamo necessaria una rigenerazione che restituisca vitalità al contesto, con un mixitè di funzioni. Sarebbe la risposta efficace in grado di espropriare pezzi di città degradata alla delinquenza e riconsegnarla ai cittadini. Vale a Rimini e vale ovunque”.

Asi, continua Da Dalto, “è andata anche oltre, proponendo pubblicamente lo scorso 7 dicembre – in concomitanza del Consiglio Comunale che approvava l’esproprio di parte delle aree di Asi – di rinunciare a ben 17.600 metri quadrati dei 23.773 acquistati all’asta, per realizzarne soltanto 6.000 metri quadrati e di cedere gratuitamente al Comune oltre tre ettari di aree. Ciò consentirebbe al sindaco di non spendere denaro pubblico per l’esproprio e di utilizzare le aree per i parchi e i parcheggi che meglio vorrà realizzare a beneficio della collettività. È chiaro che non si possono addebitare ad Asi le responsabilità per il mancato accordo con l’amministrazione. A mio avviso siamo giunti alla fine della corsa. La città ha ben chiaro ciò che ostacola la soluzione e, nonostante le illazioni provenienti dalla Giunta e il lavoro delle ‘ sentinelle’ sul territorio, ora sul tavolo ci sono i termini chiari per risolvere il problema. Basta volerlo fare”.

Prosegue Da Dalto: “L’ultima proposta vede Asi rinunciare a ben 17.600 metri quadrati di superficie costruita e acquistata, cancella tutti i dubbi e le ansie sul traffico con l’azzeramento di tutte le altre funzioni e la realizzazione del solo supermercato, che tale è, null’altro potrà essere. La suddivisione delle aree interne tra sala vendita e superfici accessorie, così come la marcata assenza di piazzali di manovra per gli autoarticolati, piuttosto che prospetti pieni di bocche di carico, evidenziate dal filmato disponibile e proiettato in Commissione, azzera in particolare i sospetti offensivi di voler nascondere un ‘nuovo hub logistico stile Amazon’. Rinunciare a quest’ultima proposta esporrebbe a mio parere tutta la Giunta ad una forte responsabilità, perché rimarrebbe tutto così per molti anni ancora”.

“Se accadesse, non esiteremmo a denunciare il tutto alla Procura Contabile per la valutazione del danno erariale, per il quale, nel caso, risponderebbero di tasca propria i singoli consiglieri di maggioranza insieme e ai dirigenti che hanno appoggiato tali azioni – conclude -. Chiameremo a rispondere alla Procura Contabile anche la maggioranza dell’assemblea legislativa regionale se latitasse il controllo (è obbligata a farlo) sull’operato del Comune che sta tentando di realizzare le palazzine Erp e Ers utilizzando denaro pubblico con azioni palesemente in contrasto con le direttive del Governo che ha stanziato i fondi. Restiamo sempre confidenti in un accordo con il Comune, nel limite massimo della nostra ultima proposta, ma allo stesso tempo determinati nel voler difendere i nostri diritti e giovedì 8 febbraio attendiamo i cittadini che vorranno ascoltare le nostre ragioni”.

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La ferita dell’ex questura: “Stop a furti e degrado” – Raccolte 400 firme

Rimini, 28 gennaio 2024

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Ex Questura, raccolte 400 firme: «Raffiche di furti in zona, demolitela»

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Da Dalto: “Senza accordo pronti alla denuncia alla Procura contabile.

Rimini, 28 gennaio 2024

“Il comitato fra cittadini, nato a Rimini per contrastare il degrado nel quartiere dove sorge l’ex Questura è la naturale conseguenza di ciò che da oltre un anno segnaliamo e denunciamo, ossia una situazione insostenibile che esaspera i residenti di quel quartiere. Ogni giorno riceviamo segnalazioni. ASI ha provato a dare un contributo alla sicurezza investendo molto denaro in un rafforzamento delle misure anti intrusione dell’ex Questura. Soprattutto ha proposto una soluzione definitiva con il progetto RiminiLife.

È altresì evidente che la sicurezza del quartiere passa attraverso un processo di rigenerazione, dalla riduzione a macerie dell’edificio. Sarebbe come dire che tutti gli immobili chiusi, pubblici e privati, andrebbero abbattuti perché meta di chi vi si introduce, anche per delinquere.

Crediamo necessaria una rigenerazione che restituisca vitalità al contesto, con un mixitè di funzioni. Sarebbe la risposta efficace in grado di espropriare pezzi di città degradata alla delinquenza e riconsegnarla ai cittadini. Vale a Rimini e vale ovunque.

ASI è andata anche oltre, proponendo pubblicamente lo scorso 7 dicembre – in concomitanza del Consiglio Comunale che approvava l’esproprio di parte delle aree di ASI – di rinunciare a ben 17.600 mq dei 23.773 acquistati all’asta, per realizzarne soltanto 6.000 mq e di cedere gratuitamente al Comune oltre tre ettari di aree. Ciò consentirebbe al Sindaco di non spendere denaro pubblico per l’esproprio e di utilizzare le aree per i parchi e i parcheggi che meglio vorrà realizzare a beneficio della collettività.

È chiaro che non si possono addebitare ad ASI le responsabilità per il mancato accordo con l’amministrazione. A mio avviso siamo giunti alla fine della corsa. La città ha ben chiaro ciò che ostacola la soluzione e, nonostante le illazioni provenienti dalla Giunta e il lavoro delle ‘ sentinelle’ sul territorio, ora sul tavolo ci sono i termini chiari per risolvere il problema. Basta volerlo fare.

L’ultima proposta vede ASI rinunciare a ben 17.600 mq di superficie costruita e acquistata, cancella tutti i dubbi e le ansie sul traffico con l’azzeramento di tutte le altre funzioni e la realizzazione del solo supermercato, che tale è, null’altro potrà essere. La suddivisione delle aree interne tra sala vendita e superfici accessorie, così come la marcata assenza di piazzali di manovra per gli autoarticolati, piuttosto che prospetti pieni di bocche di carico, evidenziate dal filmato disponibile e proiettato in Commissione, azzera in particolare i sospetti offensivi di voler nascondere un ‘nuovo hub logistico stile Amazon’. Rinunciare a quest’ultima proposta esporrebbe a mio parere tutta la Giunta ad una forte responsabilità, perché rimarrebbe tutto così per molti anni ancora. Se accadesse, non esiteremmo a denunciare il tutto alla Procura Contabile per la valutazione del danno erariale, per il quale, nel caso, risponderebbero di tasca propria i singoli consiglieri di maggioranza insieme e ai dirigenti che hanno appoggiato tali azioni. Chiameremo a rispondere alla Procura Contabile anche la maggioranza dell’assemblea legislativa regionale se latitasse il controllo (è obbligata a farlo) sull’operato del Comune che sta tentando di realizzare le palazzine ERP e ERS utilizzando denaro pubblico con azioni palesemente in contrasto con le direttive del Governo che ha stanziato i fondi.

Restiamo sempre confidenti in un accordo con il Comune, nel limite massimo della nostra ultima proposta, ma allo stesso tempo determinati nel voler difendere i nostri diritti e giovedì 8 febbraio attendiamo i cittadini che vorranno ascoltare le nostre ragioni”.

Marco Da Dalto Responsabile Progetto Rimini Life

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Ex Nuova Questura, Asi cerca accordo col Comune: “Altrimenti ci pagherete il danno erariale”

Ex Nuova Questura, Asi rilancia l’appello per un accordo con palazzo Garampi, minacciando anche le vie legali

Ariminum Sviluppo Immobiliare gioca di sponda con il comitato cittadino che ha avviato una raccolta firme per chiedere l’abbattimento dell’immobile degradato in via Bassi: Asi, come noto, per quell’area è intenzionato a costruire un nuovo supermercato, all’interno di un progetto di riqualificazione complessiva della zona di cui è stata acquisita la proprietà all’asta, un progetto ribattezzato Rimini Life. Il Comune di Rimini rimanda tutto al nuovo Pug, con tempi molto lunghi.

Asi, per voce di Marco Da Dalto, responsabile di Rimini Life, ribadisce la propria volontà a trovare un accordo con l’amministrazione comunale. In consiglio comunale ha proposto di rinunciare a 17.600 mq su 23.373, lasciandoli al Comune. “Ciò consentirebbe al Sindaco di non spendere denaro pubblico per l’esproprio e di utilizzare le aree per i parchi e i parcheggi che meglio vorrà realizzare a beneficio della collettività“, spiega Da Dalto. La volontà di Asi è chiara: trovare un accordo con palazzo Garampi.

Da Dalto ribadisce anche le proprie argomentazioni a confutazione dei dubbi dell’amministrazione comunale: “La suddivisione delle aree interne tra sala vendita e superfici accessorie, così come la marcata assenza di piazzali di manovra per gli autoarticolati, piuttosto che prospetti pieni di bocche di carico, evidenziate dal filmato disponibile e proiettato in Commissione, azzera in particolare i sospetti offensivi di voler nascondere un nuovo hub logistico stile

“Rinunciare a quest’ultima proposta – attacca Da Dalto – esporrebbe a mio parere tutta la Giunta ad una forte responsabilità, perché rimarrebbe tutto così per molti anni ancora”.

Asi tende la mano al Comune, ma l’ascia di guerra rimane disseppellita: senza accordo si andrà per vie legali. “Non esiteremmo a denunciare il tutto alla Procura Contabile per la valutazione del danno erariale, per il quale, nel caso, risponderebbero di tasca propria i singoli consiglieri di maggioranza insieme e ai dirigenti che hanno appoggiato tali azioni”.

“Chiameremo a rispondere alla Procura Contabile – prosegue Da Dalto – anche la maggioranza dell’assemblea legislativa regionale se latitasse il controllo (è obbligata a farlo) sull’operato del Comune che sta tentando di realizzare le palazzine Erp ed Ers utilizzando denaro pubblico con azioni palesemente in contrasto con le direttive del Governo che ha stanziato i fondi”.

Asi rimane fiduciosa su un accordo: “Ma siamo determinati nel voler difendere i nostri diritti e giovedì 8 febbraio attendiamo i cittadini che vorranno ascoltare le nostre ragioni”.

Quest’ultimo appello riuscirà a scardinare le resistenze di palazzo Garampi? La tensione politica, tra le parti, rimane altissima.

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Furti e degrado vicino all’ex questura di via Bassi. I residenti: “Demolite quel mostro”

Esausti, stufi, preoccupati, arrabbiati, ma non rassegnati. Sono gli stati d’animo che pervadono i residenti delle zone limitrofe all’ex questura di via Ugo Bassi, in stato di completo abbandono da ormai 20 anni. “Non ne possiamo più di questa situazione, siamo vittime di continui furti e danneggiamenti compiuti dagli inquilini abusivi che trovano rifugio in quel mostro lì”, ci dice un gruppetto di cittadini indicando lo stabile di via Bassi alle loro spalle.

Lamentano un problema di sicurezza tangibile, che vivono sulla loro pelle quasi quotidianamente: “Ad una signora anziana, che abita qua vicino con due figli disabili, i ladri sono entrati in casa cinque volte nell’ultimo periodo. Io stessa – racconta Teresa Forlani, portavoce insieme a Valerio Giunta della profonda preoccupazione che regna in zona – ho subìto dei furti. Parliamo delle stesse persone che tutte le sere vediamo incamminarsi verso l’ex questura, di alcuni conosciamo bene i volti”. 

Sono sbandati, persone che non hanno nulla da perdere, ci dicono. Entrano nelle case anche di giorno, scavalcano le recinzioni, rubano biciclette, urinano negli orti, forzano le portiere delle vetture in sosta, danneggiano case e veicoli. “Che senso ha, ogni 3-4 mesi, mandare le forze dell’ordine a sgomberare l’intero edificio, se poi queste persone due giorni dopo sono nuovamente dentro?”, domanda provocatoriamente uno dei cittadini colpito dai furti. Un altro invece aggiunge: “Quello stabile va demolito, solo così si più risolvere il problema legato alla sicurezza in questa area. Comune e privato devono trovare una soluzione, ci siamo stancati di inutili promesse“.

Per far sentire con più forza la loro voce, i residenti in particolare delle vie Gadames, Ricasoli e Caldesi hanno organizzato una petizione popolare indirizzata a Comune, Asi (la società proprietaria dell’immobile) e Prefetto, con la quale chiedono: interventi urgenti di sicurezza, come un’efficace sorveglianza per contrastare il dilagare della microcriminalità in quell’area; maggior coinvolgimento durante i confronti tra pubblico e privato; una riqualificazione urbanistica all’altezza di una zona strategica per la città, dopo quasi 20 anni di attesa. Al momento le firme raccolte sono circa 400, ma il gruppetto di residenti, che mercoledì incontrerà a Palazzo Garampi l’amministrazione comunale, conta di incrementare ancora il numero grazie anche alla possibilità di aderire online attraverso la piattaforma Change.org o il gruppo Facebook denominato ‘Basta Degrado Ex Questura’. “Questo non è solo un problema di chi abita qui vicino – conclude uno dei firmatari – questo è un problema dell’intera Rimini”.

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Area Bassi. Da Dalto (Rimini Life): silenzio assoluto dal comune dopo nostra proposta

Rimini, 21 dicembre 2023

Un silenzio che non lascia presagire nulla di buono. Marco Da Dalto, coordinatore del progetto Rimini Life predisposto da Asi per l’area di via Ugo Bassi, è intervenuto mercoledì alla trasmissione di Icaro TV Fuori dall’Aula. Alcuni giorni fa la società ha avanzato la sua ultima proposta all’amministrazione per sbloccare la situazione di stallo: la cessione gratuita al comune di tutte le aree non interessate dal commerciale in cambio della realizzazione dei 1500 euro di supermercato più i 4.500 di aree a servizio. Troppi per l’amministrazione che ha più volte ribadito di non ravvisare nel progetto un preminente interesse pubblico. “Ci resta una flebile speranza – dice Da Dalto – pensiamo che l’amministrazione stia cercando di trovare una data in agenda per riceverci. Certo che ci aspettavamo di ricevere almeno una chiamata”. “Se resterà il muro contro muro, quell’area degradata resterà lì per 10 anni e oltre” aggiunge.

Da Dalto smentisce anche che i 4500 metri a servizio del supermercato possano diventare un hub logistico. “Non sarà così“.

L’intervista a Da Dalto al minuto 30 della puntata di Fuori dall’Aula

Il futuro dell’area di via Ugo Bassi a Rimini resta avvolto nella nebbia e, purtroppo, nel degrado. Una vicenda nata oltre 20 anni quando la società Dama ha realizzato lo stabile che doveva ospitare la nuova Questura ma il mancato accordo col Ministero dell’interno per l’affitto ha condotto la società al fallimento. Poi l’ipotesi di farne la cittadella della sicurezza (che invece sorgerà nella ex caserma Giulio Cesare) e infine le tante aste andate a vuoto. Nell’estate 2021, un ritorno di fiamma per l’area, con l’acquisizione per 14,5 milioni, a suon di rilanci su Conad, da parte di Ariminum Sviluppo Immobiliare. Ma l’auspicio di superare presto il degrado si è scontrato col “muro contro muro” tra privato e amministrazione comunale. L’area infatti è priva di pianificazione urbanistica e per metterci mano è necessario un accordo di programma ben lontano dal concretizzarsi. ASI ha da tempo presentato il progetto Rimini Life con nuovo residenziale, verde, asili e un supermercato da 1500 metri quadri con un’area a servizio di 4500 metri. Troppi per l’amministrazione che ha più volte ribadito di non ravvisare nel progetto un preminente interesse pubblico. Il timore è che la struttura possa diventare un hub logistico con impatto eccessivo sul traffico di una zona già congestionata. Ipotesi, quella dell’hub, più volte rigettata da ASI. Inoltre il comune ritiene necessario ragionare sull’intero quadrante dove sono in ballo anche il nuovo stadio e la Cittadella della Sicurezza nella ex Caserma. Senza accordo tra le parti, l’area di via Bassi è destinata ancora per anni a restare nel degrado e nell’insicurezza: tutto sarebbe infatti rimandato alla stesura del Piano Urbanistico Generale il cui articolato iter deve ancora partire. A complicare ancor più i rapporti anche la decisione di Asi di ricorrere al Tar contro la bocciatura del progetto. E’ certo invece che di fronte allo stabile fatiscente sorgeranno nuove palazzine di edilizia residenziale pubblica per le quali il comune ha intercettato un finanziamento regionale. A seguito della commissione controllo e garanzia dedicata a far chiarezza sull’area Bassi c’è stato nel mese di dicembre un nuovo incontro tra amministrazione e società con l’ennesimo nulla di fatto. Sul piatto resta l’ultima proposta di ASI: la cessione gratuita al comune di tutte le aree non interessate dal commerciale in cambio della realizzazione del supermercato. Al momento da Palazzo Garampi nessuna risposta.

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«Vogliamo supermercato e magazzini. Tutto il resto lo regaliamo alla città»

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Area ex Questura. Sadegholvaad controreplica: il ‘retrobottega’ è un hub del delivery

Rimini, 7 dicembre 2023

In modo meno diplomatico di quanto fatto mercoledì dall’assessore Roberta Frisoni, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad ribadisce che sul progetto di Ariminum Sviluppo Immobiliare per l’area di via Bassi l’Amministrazione Comunale non intende fare nessun passo indietro. Nel ‘retrobottega’ del supermercato che è tre volte la superficie commerciale prevista, spiega il sindaco Sadegholvaad nella sua controrisposta alla società (vedi notizia), è legittimo vedere la volontà di realizzare un hub del delivery che creerebbe una mole di traffico insostenibile per via Roma. E la risposta “Questo è il nostro metodo di lavoro” da parte di ASI non può essere accettabile.

L’intervento del sindaco Sadegholvaad:

“La cosa è molto semplice e lo ha spiegato correttamente ieri l’assessore Frisoni. Quello scandalo chiamato ‘nuova Questura’, sulle spalle degli incolpevoli riminesi da troppo tempo, va eliminato facendo prevalere l’interesse pubblico. Che, mi dispiace ribadirlo, non è quello della proposta presentata da ASI. 

Lo afferma la stessa ASI che quella superficie commerciale accessoria, ‘per magazzini’, con i suoi 4.500 metri quadrati sproporzionata e fuori contesto rispetto alla superficie di vendita richiesta (1.500 metri quadrati) e a ogni altra operazione analoga in zona, è essenziale alla riuscita del loro ‘metodo di lavoro’. E una comunità può accettare che il loro ‘metodo di lavoro’ e cioè un’area logistica mai vista prima e in cui è legittimo e naturale leggere la volontà di realizzare un hub del delivery da cui ogni giorno far entrare e uscire senza soluzione di continuità decine di mezzi grandi e piccoli su una strada già trafficata come via Roma, sia sovrapponibile alla pubblica convenienza? Può accettare che programmi di costruzione di case popolari siano da considerare una jattura e un degrado rispetto alle superfici commerciali di un supermercato con un ‘retrobottega’ abnorme e fuori scala? Insomma, può accettare che un modello di business privato (su cui non discuto, naturalmente) passi sulla testa dei riminesi e della comunità locale? 

Il Comune di Rimini  ha avanzato ieri ad ASI, dopo l’analisi tecnica della compatibilità, una proposta per addivenire a un accordo di programma: ok a un supermercato in linea con le dimensioni di quelli della zona, ok a una quota sostenibile di residenziale. Era quello che ASI chiedeva dall’inizio, l’avvallo di una superficie di vendita al dettaglio di 1.500 metri quadrati. In più si chiede la riduzione armonica di una superficie per ‘magazzini’ stranamente gonfiata a tre volte la superficie di vendita. Una cosa mai vista prima, che salterebbe agli occhi anche di chi non è un tecnico e che fa sorgere più di una domanda. 

Una anomalia evidente, come è evidente l’anomalia dell’arroccamento di ASI su quei ‘magazzini’ nonostante il sì del Comune di Rimini al supermercato al dettaglio e a una quota accettabile di residenziale. E non si risponde alla domanda logica con ‘questo è il nostro metodo di lavoro’. Qui più che ‘processo alle intenzioni’ siamo dalle parti delle intenzioni esplicite. In via Roma. 

Dico chiaramente che l’interesse di ASI, così come di chicchessia, non verrà mai prima di quello della città e ciò significa anche che la partita dell’area ‘nuova Questura’ sarà giocata nell’ambito di quello che serve a quel pezzo strategico di Rimini, che comprende anche lo stadio e la caserma ‘Giulio Cesare’. Cosa significa? Significa ad esempio che nella riqualificazione del ‘Neri’, per la quale attendiamo in tempi auspicabilmente rapidi lo studio di fattibilità annunciato da imprenditori privati, vi è (a differenza della proposta originale di ASI) un evidente interesse pubblico. E questo, quando si arriverà al dunque, significherà che le aree attigue al nuovo ‘Neri’ dovranno essere a servizio dei residenti nel quartiere e delle esigenze di fruizione dello stadio rigenerato. Significa più parcheggi e più verde in quella zona. Su questo obiettivo, il Comune di Rimini indirizzerà la sua azione e i suoi concreti atti amministrativi per raggiungerlo. Tutti gli atti amministrativi, beninteso. Nessuno escluso, se sarà necessario. 

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