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Rimini, 23 agosto2023
La Polizia di Stato di Rimini, nell’ambito di calendarizzati e mirati servizi antidegrado, volti al controllo di immobili occupati arbitrariamente, nella mattinata odierna ha eseguito un intervento nell’immobile abbandonato, in pericolo di crollo, di Via Ugo Bassi di fronte allo stadio “Romeo Neri”. L’obiettivo di tali controlli, sollecitati da numerosi esposti, consiste principalmente nell’evitare che l’occupazione abusiva possa generare degrado urbano ed alimentare quindi la percezione di insicurezza dei cittadini. Sovente, inoltre gli immobili illecitamente occupati diventano luogo di elezione per la consumazione di reati di varia natura, senza dimenticare i rischi per l’incolumità che discendono dalle precarie condizioni di sicurezza in cui versano questi edifici. La situazione dell’immobile controllato è stata infatti più volte segnalata dai cittadini, che manifestano una crescente preoccupazione per la presenza in quell’area di soggetti “sbandati”, che rappresentano un pericolo per i residenti.

Nello specifico, gli agenti della Questura di Rimini, supportati dagli equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine aggregati per la stagione estiva e da un contingente del Reparto Mobile, hanno effettuato un approfondito controllo di tutta l’area, rintracciando all’interno dell’edificio 20 persone.
Le persone rintracciate, tutte denunciate in stato di libertà per il reato di invasione di terreni ed edifici, sono risultate essere cittadini stranieri di cui uno comunitario e 19 extracomunitari.

Tutti sono stati accompagnati in Questura per gli accertamenti del caso, e le rispettive posizioni sono tutt’ora al vaglio dell’Ufficio Immigrazione.
Presenti anche due minorenni per i quali sono in corso le procedure di affidamento ai servizi sociali.

Presente all’intervento della Polizia, anche Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life.
“La situazione va aggravandosi – Riceviamo continue segnalazioni dai cittadini, video e foto che denunciano il continuo degrado. Ringraziamo la Questura che ha sempre avuto attenzione al riguardo ed è intervenuta diverse volte, tempestivamente e preventivamente. Per le forze dell’Ordine è un impegno importante, servono tanti uomini per perlustrare in sicurezza un’area così grande, con ha numerosi accessi che vengono puntualmente forzati ed edifici su più piani. ASI sta producendo un grande sforzo economico per contrastare il degrado continuo: abbiamo assoldato la vigilanza privata, realizzato un impianto di illuminazione esterna del sito che in questi giorni è stato sabotato e danneggiato, posizionato scritte enormi sui muri esterni per mettere in guardia sui pericoli, cercato di mettere in sicurezza i 6 accessi esterni esistenti. ASI e il Comune di Rimini sono anche in contatto per definire insieme le azioni più immediate ed efficaci per la tutela dell’ordine pubblico”.
“Confidiamo infine che possa decollare definitivamente il dialogo con l’Amministrazione, perché il progetto Rimini Life ha risposte immediate ed efficaci: riqualifica un’area importante della città ed elimina un degrado che di cui sta soffrendo Rimini e in particolare il popoloso quartiere limitrofo. Noi ribadiamo di essere pronti a partire nell’immediato. Confidiamo che, dopo i primissimi e incoraggianti passi sulla via del confronto, si arrivi a definire il progetto finale dal prevalente interesse pubblico. La vera soluzione del problema è la riqualificazione dell’area, il resto sono palliativi temporanei. A settembre pensiamo di organizzare un nuovo confronto coi cittadini per dare conforto con la nostra presenza e confermare la nostra attenzione al tema”
annuncia Da Dalto
‘Troppe imprese sono in difficoltà e il territorio perde in competitività’

Rimini, 27 aprile 2023
Il dibattito scaturito dal Consiglio Comunale di Rimini dedicato all’area di via Ugo Bassi ha acceso l’attenzione su una questione che per Confartigianato Imprese Rimini ha un rilievo molto importante.
Ci asteniamo dal giudizio nel merito, che chiede una conoscenza precisa e cronologica delle carte e delle norme. Privi di queste informazioni dettagliate, restiamo equidistanti dalle parti: il Comune rivendica il diritto di pensare la città comprendendo altre aree ora disponibili e strategiche per Rimini; gli imprenditori affermano che la lettura degli atti rendeva congrua la loro offerta economica nell’ambito dell’asta nella quale hanno prevalso sulla concorrenza. Confidiamo che il dialogo porti a risolvere una situazione nella quale sono coinvolte anche residenze pubbliche e sociali, delle quali la città necessita in maniera assoluta.
Ci interessa di più un pensiero sulla programmazione degli insediamenti di aree commerciali, artigianali e industriali, e sulla difficoltà che vivono le imprese attualmente operative. Una programmazione a nostro parere da verificare, poiché quanto autorizzato in questi anni, sommato a quanto in corso di autorizzazione e alla sua collocazione, rischia di penalizzare ulteriormente un sistema già in difficoltà. Particolarmente il centro storico, oggetto di riqualificazione e certamente più attraente per cittadini e turisti, che però ha visto espulse troppe imprese, quindi lavoro, ma anche qualità, attraendo fenomeni di degrado sociale che in questa condizione si diffondono più facilmente.
Per questo chiediamo all’Amministrazione di rimettere a fuoco una visione complessiva del territorio quanto a insediamenti e funzioni, perché la somma di scelte singolarmente e apparentemente sostenibili, poco concertate con le categorie interessate, sta oggettivamente producendo difficoltà per troppe imprese, artigianali e commerciali, con un riverbero sulla competitività del territorio.

Rimini, 26 aprile 2023
Paolo Lucchi Presidente di Legacoop Romagna e Giorgia Gianni Vice Presidente replicano alle ultime affermazioni relative all’ex Questura di Marco Da Dalto, coordinatore del piano presentato da Ariminum sviluppo immobiliare, la società che ha comprato all’asta il complesso di via Ugo Bassi, che prevede un nuovo supermercato.
“Siamo lieti che abbia cambiato i toni aggressivi del recente passato, trasformandoli in una nuova attenzione e nella volontà di incontrare in breve tempo l’amministrazione comunale. Bene, i progetti di cambiamento di una città non possono pensare di svilupparsi contro le comunità e senza che tanti ne sappiano individuare l’interesse comune.
Noi, per esempio, come hanno ben sintetizzato, partecipando all’interessante dibattito di questi giorni, i rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio, Cna, pensiamo che un nuovo insediamento commerciale non rappresenti un interesse pubblico tale da giustificare un accordo di programma, senza attendere i tempi del Pug.
A nostro parere, infatti, occorre mettere in campo una visione strategica più ampia, in grado di valutare aspetti non certo secondari, come la coesione sociale, il welfare di comunità, la sicurezza territoriale e l’ambiente.
Hanno quindi ragione il Sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e gli assessori, quando evidenziano la necessità di adottare un percorso di pianificazione ragionato, che solo uno strumento come il Pug può consentire. Ciò vale, naturalmente, non solo per Rimini, poiché sono le stesse linee guida della Regione Emilia-Romagna ad indicarlo.
Mentre correndo, come si propone, al di fuori di un percorso di pianificazione che avrebbe tra l’altro anche la caratteristica di coinvolgere l’intera comunità riminese, si evidenzierebbero le ragioni dell’interesse privato, ma si inibirebbero quelle dell’interesse pubblico, che a noi continua a sembrare meno chiaro. Continuiamo, infatti, a pensare che sia palese un interesse pubblico debole, che si limita alla cessione delle aree al Comune e ad interventi a bassa redditività di interesse sociale, realizzati e gestiti dal privato e da rivedere comunque nelle funzioni. E, allo stesso modo, ugualmente problematica e meritoria di approfondimenti, ci pare la parte privata proposta, poiché resta (volutamente?) vaga la motivazione per la quale sia possibile pensare a qualcosa di diverso da un artificio retorico nell’individuazione di 4.500 metri quadri di piattaforma logistica (o “aree di servizio a supporto della vendita” che dir si voglia), a fronte di soli 2.000 metri quadri di superficie di vendita (1.500 per il supermercato e 500 di negozi).
Il rischio, anche a non volere essere maliziosi, è quello di un sovraccarico di furgoncini per rifornire l’e-commerce e di tir per il rifornimento della piattaforma logistica, imposto ad una viabilità urbana già resa complicata dagli attuali volumi di traffico.
Ma, per storia personale ed associativa, siamo sempre disponibili a farci convincere di non aver ben inquadrato il tema e di non avere raccolto informazioni sufficienti.
I promotori dell’intervento – ed anche gli estemporanei difensori locali “a prescindere” del loro progetto – accettino la sfida e provino a convincere senza frette sospette, Rimini e la sua comunità, oltre a noi”. conclude Legacoop Romagna.

Rimini, 26 aprile 2023
Dopo l’intervento di Legacoop Romagna, Rimini Life replica tramite il coordinatore del progetto Marco Da Dalto.
“È apprezzabile che l’area di via Ugo Bassi cominci ad entrare nel dibattito cittadino – scrive Marco Da Dalto coordinatore del progetto Rimini Life – perché davanti ad una soluzione proposta è sempre bene interrogarsi. Ma a tutti coloro che sin qui l’hanno fatto, associazioni fra imprenditori come mission di fondo, sta sfuggendo il fattore che siamo davanti ad un investimento compiuto da chi, ‘nero su bianco’ da documenti amministrativi, ha letto i presupposti per farlo. E non solo ASI, perché va ricordato che fino a 14 milioni è arrivato ad offrire anche il Gruppo Conad.
Vorrei dire al Presidente e alla Vicepresidente di Legacoop che i toni delle nostre esposizioni non sono mai cambiati. L’aggressività è lontana da noi, ma certo siamo fermi nel rivendicare una posizione che riteniamo corretta. Non so immaginare – prosegue Marco Da Dalto – quale sarebbe stato l’atteggiamento di Legacoop in caso di vittoria di Conad all’asta e dopo l’inevitabile ‘Hanno fatto un pessimo affare’ che immaginiamo il Sindaco avrebbe comunque commentato.
Oggi, però, ci è un po’ meno chiaro (o forse troppo chiaro) chi sia il nostro interlocutore, se il Sindaco di Rimini che nella sostanza ci pare abbia aperto una via di dialogo verso l’accordo di programma, oppure LegaCoop che vede il PUG e l’orizzonte quasi decennale come soluzione ai problemi di Rimini.
Ad ogni buon conto al Presidente e Vicepresidente di Legacoop e ai rappresentanti delle associazioni di categoria invito a passare una notte all’interno del compendio – conclude l’intervento di Marco Da Dalto coordinatore del progetto Rimini Life – poi ad uscire fuori, incontrare il quartiere e affermare che per questioni di solo interesse pubblico ritenete utile lasciare tutto così com’è per i prossimi dieci anni, mentre l’amministrazione realizza due palazzine nuove di fronte a questo mostro di cemento fatiscente, insalubre e pericoloso”.