Rimini Life

Ex questura, continua il “ping pong” tra Comune di Rimini e ASI che chiede “incontro entro due settimane”

Il Comune di Rimini respinge le affermazioni di Marco Da Dalto, del gruppo Asi, su presunte autorizzazioni per un nuovo progetto a via Roma.

 

Rimini, 30 settembre 2023

Risultano prive di qualunque fondamento anche le ultime dichiarazioni di Marco Da Dalto del gruppo Asi in merito a presunte autorizzazioni rilasciate dagli uffici comunali a una nuova superficie di vendita in via Roma“. Il Comune di Rimini torna a ribattere al responsabile del progetto RiminiLife, nell’area dell’ex Questura.

Ieri (venerdì 29 settembre) infatti – come riporta la DIRE – c’è stato un susseguirsi repliche e controrepliche sul progetto di riqualificazione e sulle autorizzazioni che l’amministrazione avrebbe concesso per l’area commerciale.

A seguito della “chiusura negativa della Conferenza dei Servizi sulla proposta Asi, anche gli uffici delle Attività economiche del Comune hanno negato autorizzazione”, insistono da Palazzo Garampi.

Agli atti di questa vicenda “va quindi aggiunto come a marzo la Giunta comunale abbia formalmente respinto la proposta Asi ritenendola priva di interesse pubblico“. Ed è “atto formale il rigetto della richiesta di sospensiva da parte del Tar in ordine all’opposizione di Asi alle indagini geofisiche necessarie alla realizzazione in quel luogo di nuove case popolari”, si ribadisce.

Chiedendo venia ai lettori per questo sterile ping pong a mezzo stampa, che sarebbe sicuramente più utile ricondurre nelle sedi deputate, vista anche la disponibilità al confronto più volte manifestata anche in Consiglio comunale da questa amministrazione, la presente nota si rende necessaria per confutare ancora una volta dichiarazioni fuorvianti, prive di qualsivoglia elemento amministrativo, giuridico, procedurale a sostegno”.

Ex Questura, Asi chiede confronto al sindaco

Gentile Comune di Rimini, anche Asi chiede venia ai cittadini riminesi per essere vittime di un ping pong sui media. Da mesi chiediamo di ricondurre il dialogo ai luoghi istituzionali. È paradossale sia il Comune ad invocarlo”. Così Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife, nell’ennesima risposta al Comune sulla vicenda dell’ex Questura.

L’autorizzazione commerciale ci è stata rilasciata e chiarisce che il richiedente ha i requisiti per esercitare l’attività, così come il format con le sue suddivisioni che rispondono alla normativa del commercio“, puntualizza Da Dalto.

Per fortuna il documento è pubblico e consultabile. Se si fosse realizzato l’edificio saremmo stati legittimati ad aprire l’attività come proposta, perché è autorizzata la dimensione della superficie di vendita e di quella per le aree di lavorazione, ritenute coerenti e idonee alla attività. Tanto per essere più chiari, se il TAR o il Consiglio di Stato ci dessero ragione sui ricorsi, il supermercato lo potremmo realizzare esattamente così come proposto e potremmo esercitare l’attività, perché c’è già l’autorizzazione commerciale, non certo un centro logistico. Gli atti sono cristallini“, prosegue.

Asi chiede un incontro urgente (“entro due settimane”).

D’altra parte, attendiamo da fine luglio le risposte dal Sindaco e crediamo che l’importanza di chiudere, dopo tanti anni, il buco nero di via Ugo Bassi, meriti una attenzione particolare. Restiamo in fiduciosa attesa”, chiosa Da Dalto.

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Dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile progetto Rimini Life.

Rimini, 29 settembre 2023

Respingiamo i contenuti del comunicato del Comune di Rimini, che non riporta correttamente i fatti accaduti e soprattutto non chiarisce il punto fondamentale, cioè spiegare perché non ritiene di interesse pubblico il progetto RiminiLife.

ASI ha depositato fra dicembre 2022 e gennaio 2023 le sue proposte. Sono seguiti, nei mesi scorsoi due incontri con l’Assessora Roberta Frisoni nei quali abbiamo comunicato verbalmente la nostra disponibilità a quanto affermato nelle mie dichiarazioni riguardo l’aggiornamento della proposta.

Gli incontri sono avvenuti l’8 giugno alle 13.00 e il 20 luglio alle 9.30. Al primo erano presenti l’Amministratore Piero Aicardi, due legali di ASI e il sottoscritto. Al secondo l’Amministratore Piero Aicardi e il sottoscritto.

Ci siamo lasciati che avremmo atteso una risposta, inizialmente promessa per fine luglio e poi per fine agosto. Serviva ovviamente un segno di apertura alle nostre nuove proposte, per poi formalizzarle. Non è successo nulla, nonostante diverse sollecitazioni.

L’interlocuzione seguente ha solo riguardato provvedimenti per cercare di tamponare la microcriminalità crescente dentro e fuori dall’immobile.

Sulle autorizzazioni edilizie e commerciali: preciso che le suddette sono disgiunte, anche se confluiscono all’interno di una conferenza dei servizi. Ci è stato dato diniego alla pratica edilizia, ma con una comunicazione al protocollo n. 0018359/2023 del 18/01/2023 ci è stata rilasciata l’autorizzazione commerciale (disponibile a chi volesse leggerla) che analizza i requisiti del richiedente e la rispondenza della suddivisione interna del supermercato alle norme e regole del commercio. Autorizzazione concessa alla società Rimini Retail, al 100% di proprietà di ASI. L’autorizzazione commerciale fa cadere tutte le affermazioni dell’Amministrazione sulla natura della nostra proposta, sulla peculiarità del supermercato che non è un ‘mega centro commerciale’ e sull’area di lavorazione.

Non può essere usato a pretesto, anzi è imbarazzante sia stato scritto, che a Rimini non esistono supermercati con il rapporto fra vendita e area di lavorazione da noi indicato. Non c’è a Rimini una norma del genere, mentre a noi invece viene chiesto di sottostare ad una volontà che non è regolamentata. Ammette in questo modo, il Comune, che una norma non esiste e che solo per noi vale un pensiero e l’imposizione di regole limitative.

E’ invece corretta la definizione dei mq., che coincide con quanto da me asserito. La nostra proposta prevede infatti l’utilizzo delle superfici da noi acquisite (circa 23.700 mq), a cui si aggiungono quelle dell’edilizia pubblica e sociale che il Comune vuole realizzare, per circa 3.100 mq.

Invito l’amministrazione onde a evitare anche profili di diffamazione che danneggiano la mia persona e l’azienda coinvolta, ad un’informazione più corretta.

E’ nostra ferma volontà trovare una soluzione leale ed equilibrata che risolva un problema annoso. Rinnovo la disponibilità, già espressa negli incontri di giugno e luglio, ad un dialogo costruttivo e leale. La sensazione, oggi, è quella di assistere a chi ha l’obiettivo di far trascorrere altro tempo. Noi crediamo che invece serva vedersi a breve e trovare una soluzione.

Ribadisco la situazione surreale di chi passerà alla storia per aver chiamato ‘vergogna’ un luogo malsano, e poi fare tutto il possibile per lasciarlo tale, aggiungendoci di fronte delle palazzine per farci abitare famiglie fragili che avrebbero invece bisogno di stare in un contesto inclusivo.

Marco Da Dalto

Responsabile Progetto Rimini Life

Ex questura, Asi dà un taglio al cemento «E il market non lo ampliamo per 10 anni»

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Ex questura, parlano i proprietari «Superficie ridotta dell’area, supermercato: niente ampliamenti»

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Ex Questura, Comune smentisce: “Nessuna modifica al progetto”. Asi non ci sta: “Assessore informato delle proposte”

Ex Questura, al Comune “non risultano modifiche alla proposta progettuale presentata a fine 2021”

Rimini, 29 settembre 2023

Il Comune di Rimini smentisce Ariminum Sviluppo Immobiliare, in merito a RiminiLife, progetto di riqualificazione dell’area di via Bassi.

In una nota l’amministrazione comunale evidenzia: “Non risulta il deposito di comunicazioni o il recapito formale circa modifiche alla proposta progettuale presentata dal gruppo Asi alla fine del 2021″.

L’unica proposta che risulta inoltrata, in vie formali, al Comune, prevede “interventi per 26.865 metri quadrati di cui 1.500 metri quadrati di superficie commerciale per la vendita al dettaglio e 4.500 metri quadrati di superficie annessa”. Un’estensione che nel complesso, rilevano da palazzo Garampi, è “sensibilmente superiore nelle dimensioni totali a ogni altra struttura commerciale di 1.500 mq di vendita attiva nell’ambito urbano di Rimini”.

L’amministrazione comunale precisa che la dichiarazione di Da Dalto (responsabile progetto RiminiLife) sull’approvazione da parte degli uffici comunali competenti della “succitata ipotesi commerciale” non corrisponda al vero. “La pratica edilizia presentata è stata diniegata su parere degli uffici”.

L’amministrazione comunale, ribadendo la non sussistenza di un interesse pubblico nella proposta di Asi, ribadisce di aver dato disponibilità “a valutare accordi di programma che soddisfino però lo stesso interesse della comunità”.

Ex Questura, la replica di Asi

Immediata la replica di Ariminum Sviluppo Immobiliare, attraverso la figura di Marco Da Dalto. Le proposte sono state depositate tra dicembre 2022 e gennaio 2023 e a seguito si sono tenuti “due incontri con l’assessore Roberta Frisoni”, nei quali “abbiamo comunicato verbalmente la nostra disponibilità” a un aggiornamento della proposta.

Gli incontri sono avvenuti l’8 giugno alle 13.00 e il 20 luglio alle 9.30. Al primo erano presenti l’Amministratore Piero Aicardi, due legali di ASI e il sottoscritto. Al secondo l’Amministratore Piero Aicardi e il sottoscritto” aggiunge Da Dalto.

Asi si attendeva una risposta, promessa per fine luglio prima e poi per fine agosto: in caso di risposta affermativa avrebbe formalizzato le proposte di modifica.

Non è successo nulla, nonostante diverse sollecitazioni. L’interlocuzione seguente ha solo riguardato provvedimenti per cercare di tamponare la microcriminalità crescente dentro e fuori dall’immobile”, evidenzia Da Dalto.

Sulle autorizzazioni edilizie e commerciali, Da Dalto precisa: “le suddette sono disgiunte, anche se confluiscono all’interno di una conferenza dei servizi. Ci è stato dato diniego alla pratica edilizia, ma con una comunicazione al protocollo n. 0018359/2023 del 18/01/2023 ci è stata rilasciata l’autorizzazione commerciale (disponibile a chi volesse leggerla) che analizza i requisiti del richiedente e la rispondenza della suddivisione interna del supermercato alle norme e regole del commercio”.

Autorizzazione concessa – spiega Da Dalto – alla società Rimini Retail, al 100% di proprietà di ASI. L’autorizzazione commerciale fa cadere tutte le affermazioni dell’Amministrazione sulla natura della nostra proposta, sulla peculiarità del supermercato che non è un mega centro commerciale e sull’area di lavorazione”.

Non può essere usato a pretesto, anzi è imbarazzante sia stato scritto, che a Rimini non esistono supermercati con il rapporto fra vendita e area di lavorazione da noi indicato. Non c’è a Rimini una norma del genere, mentre a noi invece viene chiesto di sottostare ad una volontà che non è regolamentata. Ammette in questo modo, il Comune, che una norma non esiste e che solo per noi vale un pensiero e l’imposizione di regole limitative“, accusa Da Dalto.

Corretta invece “la definizione dei mq“, la proposta prevede “l’utilizzo delle superfici da noi acquisite (circa 23.700 mq), a cui si aggiungono quelle dell’edilizia pubblica e sociale che il Comune vuole realizzare, per circa 3.100 mq”.

Anche da parte di Ariminum Sviluppo Immobiliare c’è ferma volontà “a trovare una soluzione leale ed equilibrata che risolva un problema annoso” e disponibilità “a un dialogo costruttivo e leale”.

Ribadisco la situazione surreale: dopo per aver chiamato vergogna un luogo malsano, ora si fa tutto il possibile per lasciarlo tale, aggiungendoci di fronte delle palazzine per farci abitare famiglie fragili che avrebbero invece bisogno di stare in un contesto inclusivo”, chiosa Da Dalto, in riferimento a una protesta inscenata nel 2019 dal sindaco Sadegholvaad, allora assessore, che posò davanti all’immobile della Ex Questura, ancora non di proprietà di Asi, con un cartello con scritto “Vergogna”, chiedendo al governo in carica all’epoca di intervenire per risolvere la situazione di stallo dell’immobile e soprattutto in presenza di una situazione di degrado.

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Ex questura, ASI modifica il progetto per rispondere alle preoccupazioni dei residenti

Marco Da Dalto, responsabile del progetto, affronta le preoccupazioni dei cittadini e difende il piano di sviluppo immobiliare

Cittadini riminesi riuniti per discutere del progetto RiminiLife con Ariminum Sviluppo Immobiliare

Rimini, 29 settembre 2023

Ariminum Sviluppo Immobiliare (Asi) è stata accusata di lasciare l’area della ex questura in via Roma in uno stato di abbandono. Tuttavia, Asi ha mostrato la sua “buona volontà” impegnandosi a mantenere l’area di vendita del centro commerciale a 1.500 metri quadrati. I vertici di Asi hanno incontrato i residenti locali per discutere il progetto di riqualificazione. Asi ha acquistato il complesso per 14 milioni all’asta fallimentare e ha piani per appartamenti e un centro commerciale.

Marco Da Dalto, responsabile del progetto di riqualificazione RiminiLife, ha espresso frustrazione per l’opposizione al progetto. Ha proposto delle variazioni, riducendo la superficie edificata da 23.700 metri quadrati a 16mila, e aumentando gli spazi destinati al verde pubblico.

Asi si è impegnata a mantenere inalterata la superficie di vendita del supermercato per dieci anni. Il progetto è stato approvato dall’ufficio competente del Comune.

Da Dalto ha sottolineato che il supermercato rimarrà principalmente un negozio di quartiere a causa del numero limitato di prodotti che può esporre. Ha anche rivelato che Asi ha fatto un accordo con una società che porterà un marchio di eccellenza non presente sul territorio.

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Ex questura, nodo supermercato La proprietà incontra i cittadini

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Area ex questura: La proprietà riduce la superfice a 16mila mq

Rimini, 28 settembre 2023

Oltre 50 cittadini riminesi oggi pomeriggio all’ex Questura per incontrare Ariminum Sviluppo Immobiliare nell’incontro preannunciato per aggiornare sull’iter del progetto RiminiLife. Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife, s’è rivolto alle persone intervenute aggiornandole sui programmi e sulle ragioni di ASI.

Abbiamo fatto opposizione al Comune alla pratica di esproprio e andremo avanti in tutte le sedi per tutelare l’investimento

A proposito delle modifiche al progetto:

Abbiamo proposto delle variazioni riducendo i circa 23.700 mq di superficie edificata oggi acquistati a 16.000 mq, mantenendo il criterio di più funzioni che creino inclusione e migliorino qualitativamente il contesto, anche aumentando gli spazi destinati al verde pubblico.

Riguardo al supermercato abbiamo più volte specificato che il nostro progetto è coerente con la normativa, tanto è vero che l’ufficio competente del Comune lo ha approvato con parere favorevole, riscontrando che la superficie di vendita è di 1500 mq e che le superfici accessorie sono funzionali e coerenti. Per spegnere ogni tipo di speculazione e strumentalizzazione ci siamo resi disponibili a sottoscrivere un atto d’obbligo per mantenere inalterata la superficie di vendita del supermercato per dieci anni dalla sottoscrizione dello stesso accordo.

Serve riportare i temini al loro vero significato

La riposta ‘non c’è interesse pubblico’, senza motivazione, ci ha lasciati di stucco. Il Comune è obbligato per legge a fornire delle motivazioni oggettive che non possono risiedere in valutazioni approssimative sul tema del traffico (argomento da noi sviscerato dettagliatamente mediante relazioni e rilievi specialistici che abbiamo depositato in Comune) o sulle proporzioni tra superficie di vendita e accessorie, argomento non regolamentato da nessuna normativa locale o regionale. Piuttosto ci preme sottolineare che grazie al modello presentato si genereranno circa 90 nuovi posti di lavoro che rappresentano anch’essi aspetto di rilevante interesse pubblico.

Le accuse che ci sono state rivolte dal Sindaco circa la nostra volontà di realizzare un centro logistico sono di fatto smentite dal progetto che è nelle sue mani ed approvato dai suoi uffici.

Ricordiamo che il nostro supermercato con superficie di 1500 mq resta comunque un negozio principalmente di quartiere, proprio per effetto del numero limitato di prodotti che può esporre che in modo fuorviante più volte è stato definito ‘mega centro commerciale’.

La sicurezza.

Quando il sindaco ci accusa di sventolare degrado e insicurezza come forma di ricatto, ci offende. Intanto mostra di non aver presente cosa accade con epicentro l’’area ex Questura e non ha chiara la disperazione dei cittadini che da 20 anni sono in questa condizione.

Realizzare delle palazzine pubbliche e sociali in un contesto da 20 anni (molto prima che lo acquistassimo), luogo insicuro e intriso di microcriminalità, lo riteniamo privo di buon senso, soprattutto pensando alle famiglie che vi verranno ad abitare.

Al di là delle procedure formali, resta un fatto di coscienza che crediamo un Sindaco debba valutare pienamente.

Non siamo una onlus, sia chiaro. Ma abbiamo un profondo senso etico della nostra attività. Non costruiremmo mai al fianco di un luogo degradato e attrattore di delinquenza. Sinceramente non capiamo come possa pensare di farlo il Comune, tanto più con residenze popolari che sono un bisogno enorme per le nostre città.

Quel cartello ‘vergogna’ che il Sindaco mostrò ai fotografi dinanzi all’ex questura, oggi pare lui stesso voglia mantenerlo in vita.

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Area ex questura: oggi l’incontro di ASI con i cittadini riminesi

Rimini, 28 settembre 2023

Oltre 50 cittadini riminesi oggi pomeriggio all’ex Questura per incontrare Ariminum Sviluppo Immobiliare nell’incontro preannunciato per aggiornare sull’iter del progetto RiminiLife. Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife, s’è rivolto alle persone intervenute aggiornandole sui programmi e sulle ragioni di ASI.

Abbiamo fatto opposizione al Comune alla pratica di esproprio e andremo avanti in tutte le sedi per tutelare l’investimento

A proposito delle modifiche al progetto:

Abbiamo proposto delle variazioni riducendo i circa 23.700 mq di superficie edificata oggi acquistati a 16.000 mq, mantenendo il criterio di più funzioni che creino inclusione e migliorino qualitativamente il contesto, anche aumentando gli spazi destinati al verde pubblico.

Riguardo al supermercato abbiamo più volte specificato che il nostro progetto è coerente con la normativa, tanto è vero che l’ufficio competente del Comune lo ha approvato con parere favorevole, riscontrando che la superficie di vendita è di 1500 mq e che le superfici accessorie sono funzionali e coerenti. Per spegnere ogni tipo di speculazione e strumentalizzazione ci siamo resi disponibili a sottoscrivere un atto d’obbligo per mantenere inalterata la superficie di vendita del supermercato per dieci anni dalla sottoscrizione dello stesso accordo.

Serve riportare i temini al loro vero significato

La riposta ‘non c’è interesse pubblico’, senza motivazione, ci ha lasciati di stucco. Il Comune è obbligato per legge a fornire delle motivazioni oggettive che non possono risiedere in valutazioni approssimative sul tema del traffico (argomento da noi sviscerato dettagliatamente mediante relazioni e rilievi specialistici che abbiamo depositato in Comune) o sulle proporzioni tra superficie di vendita e accessorie, argomento non regolamentato da nessuna normativa locale o regionale. Piuttosto ci preme sottolineare che grazie al modello presentato si genereranno circa 90 nuovi posti di lavoro che rappresentano anch’essi aspetto di rilevante interesse pubblico.

Le accuse che ci sono state rivolte dal Sindaco circa la nostra volontà di realizzare un centro logistico sono di fatto smentite dal progetto che è nelle sue mani ed approvato dai suoi uffici.

Ricordiamo che il nostro supermercato con superficie di 1500 mq resta comunque un negozio principalmente di quartiere, proprio per effetto del numero limitato di prodotti che può esporre che in modo fuorviante più volte è stato definito ‘mega centro commerciale’.

La sicurezza.

Quando il sindaco ci accusa di sventolare degrado e insicurezza come forma di ricatto, ci offende. Intanto mostra di non aver presente cosa accade con epicentro l’’area ex Questura e non ha chiara la disperazione dei cittadini che da 20 anni sono in questa condizione.

Realizzare delle palazzine pubbliche e sociali in un contesto da 20 anni (molto prima che lo acquistassimo), luogo insicuro e intriso di microcriminalità, lo riteniamo privo di buon senso, soprattutto pensando alle famiglie che vi verranno ad abitare.

Al di là delle procedure formali, resta un fatto di coscienza che crediamo un Sindaco debba valutare pienamente.

Non siamo una onlus, sia chiaro. Ma abbiamo un profondo senso etico della nostra attività. Non costruiremmo mai al fianco di un luogo degradato e attrattore di delinquenza. Sinceramente non capiamo come possa pensare di farlo il Comune, tanto più con residenze popolari che sono un bisogno enorme per le nostre città.

Quel cartello ‘vergogna’ che il Sindaco mostrò ai fotografi dinanzi all’ex questura, oggi pare lui stesso voglia mantenerlo in vita.

Ex nuova Questura, Asi ai cittadini: “La risposta ‘non c’è interesse pubblico’, ci ha lasciati di stucco”

Ariminum Sviluppo Immobiliare incontra i cittadini: “Le accuse che ci sono state rivolte dal sindaco circa la nostra volontà di realizzare un centro logistico sono smentite dal progetto”

Oltre 50 cittadini riminesi giovedì pomeriggio (28 settembre) si sono presentati all’ex Questura per incontrare Ariminum Sviluppo Immobiliare nell’incontro preannunciato per aggiornare sull’iter del progetto RiminiLife. Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife, s’è rivolto alle persone intervenute aggiornandole sui programmi e sulle ragioni di Asi. “Abbiamo fatto opposizione al Comune alla pratica di esproprio e andremo avanti in tutte le sedi per tutelare l’investimento”

A proposito delle modifiche al progetto: “Abbiamo proposto delle variazioni riducendo i circa 23.700 metri quadrati di superficie edificata oggi acquistati a 16.000 metri quadrati, mantenendo il criterio di più funzioni che creino inclusione e migliorino qualitativamente il contesto, anche aumentando gli spazi destinati al verde pubblico”.

“Riguardo al supermercato abbiamo più volte specificato che il nostro progetto è coerente con la normativa, tanto è vero che l’ufficio competente del Comune lo ha approvato con parere favorevole, riscontrando che la superficie di vendita è di 1500 metri quadrati e che le superfici accessorie sono funzionali e coerenti. Per spegnere ogni tipo di speculazione e strumentalizzazione ci siamo resi disponibili a sottoscrivere un atto d’obbligo per mantenere inalterata la superficie di vendita del supermercato per dieci anni dalla sottoscrizione dello stesso accordo”.

Serve riportare i termini al loro vero significato: “La risposta ‘non c’è interesse pubblico’, senza motivazione, ci ha lasciati di stucco. Il Comune è obbligato per legge a fornire delle motivazioni oggettive che non possono risiedere in valutazioni approssimative sul tema del traffico (argomento da noi sviscerato dettagliatamente mediante relazioni e rilievi specialistici che abbiamo depositato in Comune) o sulle proporzioni tra superficie di vendita e accessorie, argomento non regolamentato da nessuna normativa locale o regionale. Piuttosto ci preme sottolineare che grazie al modello presentato si genereranno circa 90 nuovi posti di lavoro che rappresentano anch’essi aspetto di rilevante interesse pubblico”, prosegue Da Dalto.

“Le accuse che ci sono state rivolte dal sindaco circa la nostra volontà di realizzare un centro logistico sono di fatto smentite dal progetto che è nelle sue mani e approvato dai suoi uffici. Ricordiamo che il nostro supermercato con superficie di 1500 metri quadrati resta comunque un negozio principalmente di quartiere, proprio per effetto del numero limitato di prodotti che può esporre che in modo fuorviante più volte è stato definito ‘mega centro commerciale’”.

La sicurezza: “Quando il sindaco ci accusa di sventolare degrado e insicurezza come forma di ricatto, ci offende. Intanto mostra di non aver presente cosa accade con epicentro l’’area ex Questura e non ha chiara la disperazione dei cittadini che da 20 anni sono in questa condizione – prosegue la proprietà -. Realizzare delle palazzine pubbliche e sociali in un contesto da 20 anni (molto prima che lo acquistassimo), luogo insicuro e intriso di microcriminalità, lo riteniamo privo di buon senso, soprattutto pensando alle famiglie che vi verranno ad abitare. Al di là delle procedure formali, resta un fatto di coscienza che crediamo un sindaco debba valutare pienamente”.

 

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