Rimini Life

Incendi a Rimini: 5 focolai nell’ex Questura, paura in via Ugo Bassi

Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri: l’ombra di un piromane. Non si esclude il collegamento con i roghi delle auto avvenuti nella notte tra sabato e domenica

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Rimini, 6 novembre 2023

Cinque principi di incendio nell’arco di poche ore. C’è molto probabilmente l’ombra di un piromane sui roghi divampati oggi nello stabile dell’ex Questura di via Ugo Bassi. Non si esclude un collegamento con quanto accaduto nella notte a cavallo tra sabato e domenica, quando sette macchine parcheggiate in diverse strade delle città sono state date alle fiamme. Oggi è invece toccato al gigantesco complesso di via Ugo Bassi, al centro di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana promosso dalla nuova proprietà, la società Ariminum Sviluppo Immobiliare.

L’allarme è scattato attorno alle 14.50 al piano terra della palazzina che avrebbe dovuto ospitare gli uffici della polizia stradale. Qualcuno ha notato del fumo che usciva da una finestra, facendo accorrere sul posto le squadre dei vigili del fuoco.

Durante il sopralluogo, sono stati scoperti altri tre principi di incendio, uno sempre nella palazzina della stradale e altri all’interno della struttura principale del complesso, affacciata su via Ugo Bassi.

Il personale del 115 è stato costretto a spostarsi da un corridoio all’altro per poter raggiungere i diversi punti dell’ex Questura in cui le fiamme avevano incomincato ad attecchire. Non senza difficoltà, i vigili del fuoco sono comunque riusciti a domare tutti e quattro i roghi. Proprio in quel momento, da una finestra del secondo piano della palazzina degli alloggi, è stato notato dell’altro fumo.

I pompieri hanno così localizzato un quinto principio di incendio, che è stato estinto anche in questo caso. Sul posto sono intervenute le pattuglie dei carabinieri della compagnia di Rimini, che si stanno ora occupando dei rilievi e delle indagini.

Lo stabile di via Ugo Bassi è meta abituale di sbandati e senzatetto che spesso trovano riparo lungo i corridoi abbandonati. Le circostanze farebbero però pensare non tanto ad un incidente ma ad un’azione studiata da parte, evidentemente, di un piromane.

Non sono da escludere collegamenti con l’ondata di incendi che si è abbattuta su Rimini durante il fine settimana, quando tra le vie Circonvallazione meridionale, Sonnino, Machiavelli, Guicciardini, Crispi e Roma diverse vetture sono state date alle fiamme.

Le indagini sono affidate agli agenti della polizia di Stato e il sospetto è che anche in questo caso possa esserci lo zampino di uno o più piromani.

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Il braccio di ferro tra Asi e Comune di Rimini arriva in Regione

Rimini, 17 ottobre 2023

Il braccio di ferro tra Ariminum Sviluppo Immobiliare e il comune di Rimini sbarca anche in Regione attraverso l’interrogazione presentata dalla consigliera di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti che chiede all’Ente di fare chiarezza sull’area dove dovrebbero sorgere alloggi di edilizia residenziale pubblica. La consigliera vuole sapere se si intendano verificare “gli adempimenti del Comune di Rimini con riferimento alla realizzazione di tutti gli interventi approvati con delibera comunale“, coincidente sostanzialmente con il Compendio di proprietà A.S.I in via Ugo Bassi dove sorge lo stabile degradato che avrebbe dovuto ospitare la Questura. La società, ricorda Evangelisti, si era detta pronta, a febbraio, a demolire l’edificio, lasciando il terreno al Comune “per la costruzione dei 36 alloggi popolari risparmiando i costi di esproprio quantificati in 600.000 euro”. Le altre richieste della consigliera alla Regione riguardano l’eventuale “revisione della graduatoria approvata con Delibera della Giunta Regionale n. 478/2020 alla luce della eventuale mancata realizzazione della parte di intervento relativa alla riqualificazione dell’area, per la quale la proposta del Comune di Rimini ha verosimilmente ottenuto punteggio tale da essere ammessa al finanziamento; tale revisione andrebbe effettuata al fine di non penalizzare altri comuni esclusi dal finanziamento“. Inoltre, l’esponente di Fratelli d’Italia chiede alla giunta regionale se intende “recuperare le somme eventualmente non dovute al Comune di Rimini e, in generale, accertare possibili irregolarità, con riferimento al potere di monitoraggio della Regione e considerando la verosimile mancata realizzazione degli interventi di riqualificazione”. Un altro quesito è se la Regione ritenga “opportuno interloquire con l’Amministrazione Comunale di Rimini al fine di rivalutare congiuntamente ed eventualmente riconsiderare le proposte pervenute dalla proprietà qualora si ravvisasse un concreto pubblico interesse“.

Infine, la capogruppo FdI chiede alla giunta “se ritenga che il bando pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna recepisca appieno le direttive CIPE, poiché quello che sta accadendo presso il Comune di Rimini parrebbe andare in diversa direzione, ovvero quella di prevedere la realizzazione di un contesto edilizio di natura pubblica senza il miglioramento dell’attuale contesto degradato“.

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Da Dalto al Pd: «Ex questura, il problema è il supermercato»

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Pd: «Ex questura, la pubblica utilità non la decide Asi»

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Marco Di Dalto responsabile del progetto ex Questura, ancora una volta all’attacco: risponde al Pd riminese

Rimini, 6 ottobre 2023

C’era da aspettarselo, anzi arriva anche tardi rispetto alle attese il soccorso del PD al sindaco Sadegholvaad. Il problema è che arrivando così tardi, certifica anche l’aver completamente sprecato il tempo trascorso, che sarebbe stato invece utile a riflettere.

Mi piacerebbe sapere se il signor Sacchetti e la signora Zangari hanno letto il progetto RiminiLife, perché scrivere che la sua realizzazione – evidente che non l’hanno letto – sarebbe un costo per la comunità, è un’offesa che rispediamo al mittente.

Oppure se si fidano del giudizio del Sindaco di Rimini, seppure smentito da ciò che c’è scritto nel progetto che da mesi giace nei suoi cassetti. C’è una relazione dettagliata sui vantaggi quantitativi, qualitativi ed economici, con analisi di professionisti anche sui flussi di traffico. È un lavoro serio, non una provocazione.

Abbiamo fatto una proposta, abbiamo chiesto di discuterla. Ci è stato risposto che non c’è interesse pubblico, senza motivarlo. Risulta al PD che sia un modo corretto di amministrare una città? Sono abituati così?

Eravamo rimasti che il Sindaco richiamava: basta diatribe sulla stampa, serve solo il confronto. Mentre aspettiamo una convocazione, per ora inutilmente, arriva il PD a riaccendere il fuoco.

Sulla modalità comunicativa parlano i fatti: siamo stati accolti dal Sindaco con “Hanno fatto un pessimo affare”, che suona sempre più come minaccia. Poi è partito il coro degli scudieri. Noi abbiamo sempre e solo risposto. Oppure abbiamo sollevato il tema perché alle richieste di dialogo abbiamo ricevuto solo silenzio.

Resta un fatto, finora i cittadini li ha incontrati solo ASI per ascoltare e spiegare. La scorsa settimana, ad esempio, abbiamo raccolto le loro preoccupazioni: aspettano di vedere rivivere quei luoghi, di tornare ad una serenità persa.

Abbiamo iniziato con poco, intensificando il piano di manutenzione del verde per dovere, ma anche per un segnale di vicinanza anche ai piccoli bisogni legittimi.

Ma non è nemmeno più questo il punto, purtroppo, perché al centro di tutto c’è altro ed è evidente: il supermercato.

E il PD parla di costi per i cittadini.

Secondo noi il costo vero è il degrado e l’insicurezza in cui versa una zona della città, mantenuto da Comune e da chi l’affianca in questa posizione.

Secondo noi il vero costo sono i 600 euro di spesa che i riminesi pagano in più di Bologna nella loro spesa alimentare annua.

Il vero costo per i cittadini è di non poter vivere in un contesto di libera concorrenza.

Secondo noi il vero costo è lo spreco di denaro pubblico per espropriare un terreno che ASI cederebbe gratuitamente per realizzare residenze sociali e pubbliche, comprese le opere di urbanizzazione.

Usciamo dall’ipocrisia, il nodo è il supermercato e ciò stoppa tutto il progetto di riqualificazione. Per fermarlo, si usano regole e leggi inesistenti.

Entrate nel merito, Sacchetti e Zangari, perché la gente sa bene cos’è interesse pubblico e sta capendo che tutto è fermo perché non si vuole far aprire un supermercato.

Il Sindaco e tutti coloro che difendono le sue posizioni, passeranno alla storia per aver lasciato quel contesto in uno stato di degrado e insicurezza, con di fronte costruire delle palazzine sociali e pubbliche costruite con denaro pubblico.

Aspetterò li tutti all’inaugurazione di quelle palazzine, alle foto di rito con lo sfondo quel mostro di cemento, idrovora di paura. Vorrò poi vedervi rassicurare le famiglie e i bambini che dovranno andarci ad abitare.

Perché questo è quello che state facendo per Rimini e su questo non ci sarà sentenza a voi favorevole che potrà rasserenare le vostre coscienze.

Marco Da Dalto
Responsabile Progetto Rimini Life

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Il Pd attacca Asi: “Stop alla guerra, va trovata una soluzione per il bene di Rimini”. Marco Da Dalto, responsabile del progetto Rimini Life risponde alla nota stampa del Partito Democratico della provincia di Rimini.

Rimini, 6 ottobre 2023

C’era da aspettarselo, anzi arriva anche tardi rispetto alle attese il soccorso del PD al sindaco Sadegholvaad. Il problema è che arrivando così tardi, certifica anche l’aver completamente sprecato il tempo trascorso, che sarebbe stato invece utile a riflettere.

Mi piacerebbe sapere se il signor Sacchetti e la signora Zangari hanno letto il progetto RiminiLife, perché scrivere che la sua realizzazione – evidente che non l’hanno letto – sarebbe un costo per la comunità, è un’offesa che rispediamo al mittente.

Oppure se si fidano del giudizio del Sindaco di Rimini, seppure smentito da ciò che c’è scritto nel progetto che da mesi giace nei suoi cassetti. C’è una relazione dettagliata sui vantaggi quantitativi, qualitativi ed economici, con analisi di professionisti anche sui flussi di traffico. È un lavoro serio, non una provocazione.

Abbiamo fatto una proposta, abbiamo chiesto di discuterla. Ci è stato risposto che non c’è interesse pubblico, senza motivarlo. Risulta al PD che sia un modo corretto di amministrare una città? Sono abituati così?

Eravamo rimasti che il Sindaco richiamava: basta diatribe sulla stampa, serve solo il confronto. Mentre aspettiamo una convocazione, per ora inutilmente, arriva il PD a riaccendere il fuoco.

Sulla modalità comunicativa parlano i fatti: siamo stati accolti dal Sindaco con “Hanno fatto un pessimo affare”, che suona sempre più come minaccia. Poi è partito il coro degli scudieri. Noi abbiamo sempre e solo risposto. Oppure abbiamo sollevato il tema perché alle richieste di dialogo abbiamo ricevuto solo silenzio.

Resta un fatto, finora i cittadini li ha incontrati solo ASI per ascoltare e spiegare. La scorsa settimana, ad esempio, abbiamo raccolto le loro preoccupazioni: aspettano di vedere rivivere quei luoghi, di tornare ad una serenità persa.

Abbiamo iniziato con poco, intensificando il piano di manutenzione del verde per dovere, ma anche per un segnale di vicinanza anche ai piccoli bisogni legittimi.

Ma non è nemmeno più questo il punto, purtroppo, perché al centro di tutto c’è altro ed è evidente: il supermercato.

E il PD parla di costi per i cittadini.

Secondo noi il costo vero è il degrado e l’insicurezza in cui versa una zona della città, mantenuto da Comune e da chi l’affianca in questa posizione.

Secondo noi il vero costo sono i 600 euro di spesa che i riminesi pagano in più di Bologna nella loro spesa alimentare annua.

Il vero costo per i cittadini è di non poter vivere in un contesto di libera concorrenza.

Secondo noi il vero costo è lo spreco di denaro pubblico per espropriare un terreno che ASI cederebbe gratuitamente per realizzare residenze sociali e pubbliche, comprese le opere di urbanizzazione.

Usciamo dall’ipocrisia, il nodo è il supermercato e ciò stoppa tutto il progetto di riqualificazione. Per fermarlo, si usano regole e leggi inesistenti.

Entrate nel merito, Sacchetti e Zangari, perché la gente sa bene cos’è interesse pubblico e sta capendo che tutto è fermo perché non si vuole far aprire un supermercato.

Il Sindaco e tutti coloro che difendono le sue posizioni, passeranno alla storia per aver lasciato quel contesto in uno stato di degrado e insicurezza, con di fronte delle palazzine sociali e pubbliche costruite con denaro pubblico.

Aspetterò lì tutti all’inaugurazione di quelle palazzine, alle foto di rito con lo sfondo quel mostro di cemento, idrovora di paura. Vorrò poi vedervi rassicurare le famiglie e i bambini che dovranno andarci ad abitare.

Perché questo è quello che state facendo per Rimini e su questo non ci sarà sentenza a voi favorevole che potrà rasserenare le vostre coscienze.

Marco Da Dalto

Responsabile Progetto Rimini Life

Via Ugo Bassi, alla questura nata morta volano gli stracci tra ASI e Comune di Rimini

Rimini, 1 ottobre 2023

Ex questura. Volano gli stracci tra Comune e proprietà

Inevitabile una riflessione sulla questura mai nata in via Ugo Bassi osservando lo scontro prolungato tra la proprietà dell’area – ASI – e il Comune di Rimini. Nella mia esperienza di amministratore pubblico mai visto uno muro contro muro così plateale tra un gruppo imprenditoriale privato e un’amministrazione comunale. Mancano solo le querele per diffamazione ma non è detto che non arrivino. Pensare che di progetti e realizzazioni ne ho visti passare tanti, anche di importanti marchi nazionali ed internazionali. Non capisco, sicuramente è un problema mio, dove sia l’interesse del privato, in questo scontro. Alla fine, chi decide sarà l’amministrazione comunale, a maggior ragione dovendo utilizzare lo strumento dell’accordo di programma, che privilegia l’interesse pubblico.

Ma andiamo con ordine. Il gruppo ASI – Ariminum Sviluppo Immobiliare si aggiudica all’asta fallimentare l’area dell’ex questura per 14,5 milioni di euro dopo un “confronto” con il gruppo Conad. Una cifra importante, perfino esagerata, rispetto alle tante aste andate deserte fino ad allora. Chi ha acquistato sapeva benissimo che sull’area vi era un manufatto di circa 23mila mq con destinazione questura. Il resto dell’area non aveva e non ha pianificazione urbanistica. Il gruppo ASI presenta al Comune un progetto di riqualificazione che prevede un centro commerciale di 1.500 mq e logistica (4.500 mq), edilizia convenzionata, uno studentato, cessione di aree al Comune per varie funzioni. Su questo progetto avevo già scritto a marzo scorso. Condivido la linea del Comune che non vi era interesse pubblico evidente nel progetto presentato. Per altro ho avuto occasione di esprimere questa opinione proprio in una assemblea indetta da ASI presso la sala dell’SGR.

Da allora ASI ha iniziato un braccio di ferro con il Comune ed il sindaco in particolare. Ricorso al Tar per opporsi ad indagini geologiche sull’area: respinto. Un tentativo, lo leggo così, di scavalcare il Comune per parlare direttamente ai cittadini con l’evidente obiettivo di ricevere solidarietà e condivisione del progetto. Tentativo fallito. Circa 60 persone all’assemblea dell’SGR citata e poco più di 30 qualche giorno fa di fronte alla questura fantasma.

Poi è iniziato un vero e proprio botta risposta tra Comune e ASI. Cinque comunicati nel giro di poche ore. Precisazioni da una parte all’altra.

Tuttavia, la realtà è quella degli atti. Al Comune risulta presentato un solo progetto, già dichiarato di scarso interesse pubblico. Altre soluzioni non sono state formalmente presentate. ASI dice di avere l’autorizzazione per aprire un centro commerciale, il Comune nega. Purtroppo, non ho potuto leggere l’atto n. 0018359/2023 del 18/01/2023. ASI poteva allegarlo al comunicato, per chiarezza. Mi pare abbastanza azzardato dichiarare da parte di ASI che “se il TAR o il Consiglio di Stato ci dessero ragione sui ricorsi, il supermercato lo potremmo realizzare esattamente così come proposto e potremmo esercitare l’attività, perché c’è già l’autorizzazione commerciale”. Molto improbabile che un Tar o Consiglio di Stato obblighino un Comune a fare una variante urbanistica. In questo momento nell’area ex questura non esiste una destinazione commerciale.

Detto questo, anche io ritengo che non si possa aspettare il PUG (Piano Urbanistico Generale) per dare una risposta all’area I tempi sarebbero troppo lunghi. Per raggiungere l’obiettivo di un accordo di programma occorre avere la disponibilità di entrambe le parti (pubblico e privato). Deve essere chiaro che l’interesse pubblico lo determina il Comune e non certo il privato. Se poi il privato ha intenzione di procedere con i ricorsi a Tar e Consiglio di Stato (legittimamente) si deve poi mettere anche nel conto che il tutto potrebbe essere rinviato alla conclusione dei contenziosi in assenza di altre soluzioni. A questo punto nessuno è in grado di conoscere i tempi. Alla prossima puntata.

Per chi vuole riprendere tutta la discussione questi i link del botta e risposta tra ASI e Comune di Rimini:

Leggi dal sito

RIMINI: Ex questura, scontro aperto tra Comune e ASI, “a breve un incontro”.

Rimini, 30 settembre 2023

È scontro aperto a Rimini tra il Comune e la società Asi che ha acquistato l’immobile dell’ex Nuova questura per riqualificarlo. Nelle ultime ore si sono alternate accuse reciproche di falsità circa la pratica edilizia.

Uno spettacolo che non si è forse mai visto in città. Da un lato un privato, la società Asi, che di recente ha acquistato all’asta l’ex Nuova questura di via Ugo Bassi a Rimini per 14 milioni di euro proponendo un progetto di riqualificazione con servizi pubblici, residenze e un supermercato. Dall’altro il Comune che insiste sulla finalità pubblica che deve avere l’area. Nelle ultime ore lo scontro fra i due ha subito una recrudescenza a colpi di smentite reciproche, una dietro l’altra. Mettiamole in fila.

Giovedì l’investitore annuncia di avere proposto di ridurre la superficie edificata da 23 a 16 mila metri quadri e di essersi reso disponibile a siglare un accordo per mantenere inalterata la superficie di vendita.

Guarda il video sul sito

Dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile progetto Rimini Life.

Rimini, 30 settembre 2023

Gentile Comune di Rimini, anche ASI chiede venia ai cittadini riminesi per essere vittime di un ping pong sui media. Da mesi chiediamo di ricondurre il dialogo ai luoghi istituzionali. È paradossale sia il Comune ad invocarlo.

Sulle questioni evidenziate

L’autorizzazione commerciale ci è stata rilasciata e chiarisce che il richiedente ha i requisiti per esercitare l’attività, così come il format con le sue suddivisioni che rispondono alla normativa del commercio. Per fortuna il documento è pubblico e consultabile. Se si fosse realizzato l’edificio saremmo stati legittimati ad aprire l’attività come proposta, perché è autorizzata la dimensione della superficie di vendita e di quella per le aree di lavorazione, ritenute coerenti e idonee alla attività. Tanto per essere più chiari, se il TAR o il Consiglio di Stato ci dessero ragione sui ricorsi, il supermercato lo potremmo realizzare esattamente così come proposto e potremmo esercitare l’attività, perché c’è già l’autorizzazione commerciale, non certo un centro logistico. Gli atti sono cristallini.

In generale, la storia di questa diatriba è piuttosto chiara.

1. Siamo stati accolti con la dichiarazione del Sindaco “Hanno fatto un pessimo affare”, avendo offerto poco più della cifra stimata dal perito, superando un’altra offerta di poco inferiore e aver soddisfatto tutti i creditori, Comune compreso.

2. A dicembre del 2021 abbiamo incontrato il Sindaco che poi nei giorni seguenti ha dichiarato di non conoscerci.

3. A giugno 2022 a ruota della nostra presentazione (prima al Comune e poi alla città) la Giunta ha risposto deliberando l’esproprio e aumentando la quota da spendere inizialmente prevista.

4. Dopo il deposito dei progetti, arriva un’altra delibera che giudica inesistente l’interesse pubblico, legittimo, ma senza fornire alcuna motivazione e questo non è corretto.

5. Dopo gli incontri di giugno e luglio con assessora Roberta Frisoni, cortese e disponibile, il sindaco si è negato ai ripetuti incontri richiesti.

Difficile leggere di un impegno al dialogo con questi fatti avvenuti. Più chiara l’intenzione di voler prendere altro tempo. Respingiamo, anche se è ormai ben comprensibile il motivo, la tensione a ridurre il ragionamento su Rimini Life a valutazioni riguardanti un supermercato di medie-piccole dimensioni.

Appuntamento urgente

Accogliamo l’invito del Comune di Rimini e chiediamo nuovamente e pubblicamente la possibilità di incontrare l’Amministrazione entro due settimane. D’altra parte, attendiamo da fine luglio le risposte dal Sindaco e crediamo che l’importanza di chiudere, dopo tanti anni, il buco nero di via Ugo Bassi, meriti una attenzione particolare. Restiamo in fiduciosa attesa.

Marco Da Dalto

Responsabile Progetto Rimini Life

Ex questura, meno cemento e market Il Comune smentisce ASI: «Non ci risulta»

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