Rimini Life

Mese: Settembre 2023 Pagina 2 di 3

Area ex questura: La proprietà riduce la superfice a 16mila mq

Rimini, 28 settembre 2023

Oltre 50 cittadini riminesi oggi pomeriggio all’ex Questura per incontrare Ariminum Sviluppo Immobiliare nell’incontro preannunciato per aggiornare sull’iter del progetto RiminiLife. Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife, s’è rivolto alle persone intervenute aggiornandole sui programmi e sulle ragioni di ASI.

Abbiamo fatto opposizione al Comune alla pratica di esproprio e andremo avanti in tutte le sedi per tutelare l’investimento

A proposito delle modifiche al progetto:

Abbiamo proposto delle variazioni riducendo i circa 23.700 mq di superficie edificata oggi acquistati a 16.000 mq, mantenendo il criterio di più funzioni che creino inclusione e migliorino qualitativamente il contesto, anche aumentando gli spazi destinati al verde pubblico.

Riguardo al supermercato abbiamo più volte specificato che il nostro progetto è coerente con la normativa, tanto è vero che l’ufficio competente del Comune lo ha approvato con parere favorevole, riscontrando che la superficie di vendita è di 1500 mq e che le superfici accessorie sono funzionali e coerenti. Per spegnere ogni tipo di speculazione e strumentalizzazione ci siamo resi disponibili a sottoscrivere un atto d’obbligo per mantenere inalterata la superficie di vendita del supermercato per dieci anni dalla sottoscrizione dello stesso accordo.

Serve riportare i temini al loro vero significato

La riposta ‘non c’è interesse pubblico’, senza motivazione, ci ha lasciati di stucco. Il Comune è obbligato per legge a fornire delle motivazioni oggettive che non possono risiedere in valutazioni approssimative sul tema del traffico (argomento da noi sviscerato dettagliatamente mediante relazioni e rilievi specialistici che abbiamo depositato in Comune) o sulle proporzioni tra superficie di vendita e accessorie, argomento non regolamentato da nessuna normativa locale o regionale. Piuttosto ci preme sottolineare che grazie al modello presentato si genereranno circa 90 nuovi posti di lavoro che rappresentano anch’essi aspetto di rilevante interesse pubblico.

Le accuse che ci sono state rivolte dal Sindaco circa la nostra volontà di realizzare un centro logistico sono di fatto smentite dal progetto che è nelle sue mani ed approvato dai suoi uffici.

Ricordiamo che il nostro supermercato con superficie di 1500 mq resta comunque un negozio principalmente di quartiere, proprio per effetto del numero limitato di prodotti che può esporre che in modo fuorviante più volte è stato definito ‘mega centro commerciale’.

La sicurezza.

Quando il sindaco ci accusa di sventolare degrado e insicurezza come forma di ricatto, ci offende. Intanto mostra di non aver presente cosa accade con epicentro l’’area ex Questura e non ha chiara la disperazione dei cittadini che da 20 anni sono in questa condizione.

Realizzare delle palazzine pubbliche e sociali in un contesto da 20 anni (molto prima che lo acquistassimo), luogo insicuro e intriso di microcriminalità, lo riteniamo privo di buon senso, soprattutto pensando alle famiglie che vi verranno ad abitare.

Al di là delle procedure formali, resta un fatto di coscienza che crediamo un Sindaco debba valutare pienamente.

Non siamo una onlus, sia chiaro. Ma abbiamo un profondo senso etico della nostra attività. Non costruiremmo mai al fianco di un luogo degradato e attrattore di delinquenza. Sinceramente non capiamo come possa pensare di farlo il Comune, tanto più con residenze popolari che sono un bisogno enorme per le nostre città.

Quel cartello ‘vergogna’ che il Sindaco mostrò ai fotografi dinanzi all’ex questura, oggi pare lui stesso voglia mantenerlo in vita.

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Area ex questura: oggi l’incontro di ASI con i cittadini riminesi

Rimini, 28 settembre 2023

Oltre 50 cittadini riminesi oggi pomeriggio all’ex Questura per incontrare Ariminum Sviluppo Immobiliare nell’incontro preannunciato per aggiornare sull’iter del progetto RiminiLife. Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife, s’è rivolto alle persone intervenute aggiornandole sui programmi e sulle ragioni di ASI.

Abbiamo fatto opposizione al Comune alla pratica di esproprio e andremo avanti in tutte le sedi per tutelare l’investimento

A proposito delle modifiche al progetto:

Abbiamo proposto delle variazioni riducendo i circa 23.700 mq di superficie edificata oggi acquistati a 16.000 mq, mantenendo il criterio di più funzioni che creino inclusione e migliorino qualitativamente il contesto, anche aumentando gli spazi destinati al verde pubblico.

Riguardo al supermercato abbiamo più volte specificato che il nostro progetto è coerente con la normativa, tanto è vero che l’ufficio competente del Comune lo ha approvato con parere favorevole, riscontrando che la superficie di vendita è di 1500 mq e che le superfici accessorie sono funzionali e coerenti. Per spegnere ogni tipo di speculazione e strumentalizzazione ci siamo resi disponibili a sottoscrivere un atto d’obbligo per mantenere inalterata la superficie di vendita del supermercato per dieci anni dalla sottoscrizione dello stesso accordo.

Serve riportare i temini al loro vero significato

La riposta ‘non c’è interesse pubblico’, senza motivazione, ci ha lasciati di stucco. Il Comune è obbligato per legge a fornire delle motivazioni oggettive che non possono risiedere in valutazioni approssimative sul tema del traffico (argomento da noi sviscerato dettagliatamente mediante relazioni e rilievi specialistici che abbiamo depositato in Comune) o sulle proporzioni tra superficie di vendita e accessorie, argomento non regolamentato da nessuna normativa locale o regionale. Piuttosto ci preme sottolineare che grazie al modello presentato si genereranno circa 90 nuovi posti di lavoro che rappresentano anch’essi aspetto di rilevante interesse pubblico.

Le accuse che ci sono state rivolte dal Sindaco circa la nostra volontà di realizzare un centro logistico sono di fatto smentite dal progetto che è nelle sue mani ed approvato dai suoi uffici.

Ricordiamo che il nostro supermercato con superficie di 1500 mq resta comunque un negozio principalmente di quartiere, proprio per effetto del numero limitato di prodotti che può esporre che in modo fuorviante più volte è stato definito ‘mega centro commerciale’.

La sicurezza.

Quando il sindaco ci accusa di sventolare degrado e insicurezza come forma di ricatto, ci offende. Intanto mostra di non aver presente cosa accade con epicentro l’’area ex Questura e non ha chiara la disperazione dei cittadini che da 20 anni sono in questa condizione.

Realizzare delle palazzine pubbliche e sociali in un contesto da 20 anni (molto prima che lo acquistassimo), luogo insicuro e intriso di microcriminalità, lo riteniamo privo di buon senso, soprattutto pensando alle famiglie che vi verranno ad abitare.

Al di là delle procedure formali, resta un fatto di coscienza che crediamo un Sindaco debba valutare pienamente.

Non siamo una onlus, sia chiaro. Ma abbiamo un profondo senso etico della nostra attività. Non costruiremmo mai al fianco di un luogo degradato e attrattore di delinquenza. Sinceramente non capiamo come possa pensare di farlo il Comune, tanto più con residenze popolari che sono un bisogno enorme per le nostre città.

Quel cartello ‘vergogna’ che il Sindaco mostrò ai fotografi dinanzi all’ex questura, oggi pare lui stesso voglia mantenerlo in vita.

Ex nuova Questura, Asi ai cittadini: “La risposta ‘non c’è interesse pubblico’, ci ha lasciati di stucco”

Ariminum Sviluppo Immobiliare incontra i cittadini: “Le accuse che ci sono state rivolte dal sindaco circa la nostra volontà di realizzare un centro logistico sono smentite dal progetto”

Oltre 50 cittadini riminesi giovedì pomeriggio (28 settembre) si sono presentati all’ex Questura per incontrare Ariminum Sviluppo Immobiliare nell’incontro preannunciato per aggiornare sull’iter del progetto RiminiLife. Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife, s’è rivolto alle persone intervenute aggiornandole sui programmi e sulle ragioni di Asi. “Abbiamo fatto opposizione al Comune alla pratica di esproprio e andremo avanti in tutte le sedi per tutelare l’investimento”

A proposito delle modifiche al progetto: “Abbiamo proposto delle variazioni riducendo i circa 23.700 metri quadrati di superficie edificata oggi acquistati a 16.000 metri quadrati, mantenendo il criterio di più funzioni che creino inclusione e migliorino qualitativamente il contesto, anche aumentando gli spazi destinati al verde pubblico”.

“Riguardo al supermercato abbiamo più volte specificato che il nostro progetto è coerente con la normativa, tanto è vero che l’ufficio competente del Comune lo ha approvato con parere favorevole, riscontrando che la superficie di vendita è di 1500 metri quadrati e che le superfici accessorie sono funzionali e coerenti. Per spegnere ogni tipo di speculazione e strumentalizzazione ci siamo resi disponibili a sottoscrivere un atto d’obbligo per mantenere inalterata la superficie di vendita del supermercato per dieci anni dalla sottoscrizione dello stesso accordo”.

Serve riportare i termini al loro vero significato: “La risposta ‘non c’è interesse pubblico’, senza motivazione, ci ha lasciati di stucco. Il Comune è obbligato per legge a fornire delle motivazioni oggettive che non possono risiedere in valutazioni approssimative sul tema del traffico (argomento da noi sviscerato dettagliatamente mediante relazioni e rilievi specialistici che abbiamo depositato in Comune) o sulle proporzioni tra superficie di vendita e accessorie, argomento non regolamentato da nessuna normativa locale o regionale. Piuttosto ci preme sottolineare che grazie al modello presentato si genereranno circa 90 nuovi posti di lavoro che rappresentano anch’essi aspetto di rilevante interesse pubblico”, prosegue Da Dalto.

“Le accuse che ci sono state rivolte dal sindaco circa la nostra volontà di realizzare un centro logistico sono di fatto smentite dal progetto che è nelle sue mani e approvato dai suoi uffici. Ricordiamo che il nostro supermercato con superficie di 1500 metri quadrati resta comunque un negozio principalmente di quartiere, proprio per effetto del numero limitato di prodotti che può esporre che in modo fuorviante più volte è stato definito ‘mega centro commerciale’”.

La sicurezza: “Quando il sindaco ci accusa di sventolare degrado e insicurezza come forma di ricatto, ci offende. Intanto mostra di non aver presente cosa accade con epicentro l’’area ex Questura e non ha chiara la disperazione dei cittadini che da 20 anni sono in questa condizione – prosegue la proprietà -. Realizzare delle palazzine pubbliche e sociali in un contesto da 20 anni (molto prima che lo acquistassimo), luogo insicuro e intriso di microcriminalità, lo riteniamo privo di buon senso, soprattutto pensando alle famiglie che vi verranno ad abitare. Al di là delle procedure formali, resta un fatto di coscienza che crediamo un sindaco debba valutare pienamente”.

 

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Ex questura, scontro sul supermercato «Progetto aggiornato ma il Comune tace»

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Area Ex Questura: domani pomeriggio ASI incontra i cittadini

Rimini, 27 settembre 2023

Domani pomeriggio, dalle 17.00 alle 18.00 davanti alla ‘ex questura’ di via Ugo Bassi, Ariminum Sviluppo Immobiliare incontrerà i cittadini riminesi che vorranno conoscere gli sviluppi relativi al progetto RiminiLife, presentato al Comune dieci mesi fa e che nella sostanza non è stato ancora possibile discutere con l’Amministrazione.

Per il Sindaco – dice Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife – non c’è interesse pubblico in una proposta che riqualifica l’area e la sottrae ad un degrado pericoloso per la città; una proposta studiata da professionisti e completa di informazioni che propone verde pubblico, funzioni pubbliche e private, con un equilibrio economico ovviamente fondamentale. Abbiamo recapitato al comune anche un aggiornamento del progetto, ma tutto tace. Per il Sindaco c’è invece l’interesse pubblico nel costruire residenze sociali e pubbliche destinate anche a famiglie fragili che si affacceranno su un’area del genere, con la Regione che finanzia e tace pure lei su questa che, secondo noi, è una enorme forzatura. Rimandare al PUG ogni scelta significa lasciare tutto così per altri 7-8 anni. Al Presidente Bonaccini, al Sindaco e a tutti i consiglieri che lo appoggiano, chiediamo se si sentirebbero sicuri ad abitare con le loro famiglie e se lasciare per anni la situazione immutata sia la risposta giusta per i cittadini che vivono qui”.

ASI incontrerà periodicamente i cittadini che chiedono una soluzione. Domani aggiornerà coloro che interverranno su come intende agire per opporsi ad un esproprio avviato, nonostante la disponibilità a cedere gratuitamente le aree.

Serve anche – conclude Da Dalto – chiarezza sui termini: il sindaco dimentica volutamente di citare quanto complessivamente previsto nel progetto Rimini Life e parla solo di mega centro commerciale a proposito di un supermercato di 1500 mq; parla di centro logistico quando il progetto chiarisce che non lo è, mostrando quanto meno di non aver letto quello dieci mesi fa abbiamo presentato. Crediamo legittimo trasmettere direttamente alla gente la nostra posizione e ci renderemo disponibili sistematicamente per coloro che vorranno ascoltare la versione di ASI”.

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Area ex questura: domani pomeriggio ASI incontra i cittadini

Rimini, 27 settembre 2023

Domani pomeriggio, dalle 17.00 alle 18.00 davanti alla ‘ex questura’ di via Ugo Bassi, Ariminum Sviluppo Immobiliare incontrerà i cittadini riminesi che vorranno conoscere gli sviluppi relativi al progetto RiminiLife, presentato al Comune dieci mesi fa e che nella sostanza non è stato ancora possibile discutere con l’Amministrazione.

Per il Sindaco – dice Marco Da Dalto, responsabile del progetto RiminiLife – non c’è interesse pubblico in una proposta che riqualifica l’area e la sottrae ad un degrado pericoloso per la città; una proposta studiata da professionisti e completa di informazioni che propone verde pubblico, funzioni pubbliche e private, con un equilibrio economico ovviamente fondamentale. Abbiamo recapitato al comune anche un aggiornamento del progetto, ma tutto tace. Per il Sindaco c’è invece l’interesse pubblico nel costruire residenze sociali e pubbliche destinate anche a famiglie fragili che si affacceranno su un’area del genere, con la Regione che finanzia e tace pure lei su questa che, secondo noi, è una enorme forzatura. Rimandare al PUG ogni scelta significa lasciare tutto così per altri 7-8 anni. Al Presidente Bonaccini, al Sindaco e a tutti i consiglieri che lo appoggiano, chiediamo se si sentirebbero sicuri ad abitare con le loro famiglie e se lasciare per anni la situazione immutata sia la risposta giusta per i cittadini che vivono qui”.

ASI incontrerà periodicamente i cittadini che chiedono una soluzione. Domani aggiornerà coloro che interverranno su come intende agire per opporsi ad un esproprio avviato, nonostante la disponibilità a cedere gratuitamente le aree.

Serve anche – conclude Da Dalto – chiarezza sui termini: il sindaco dimentica volutamente di citare quanto complessivamente previsto nel progetto RiminiLife e parla solo di mega centro commerciale a proposito di un supermercato di 1500 mq; parla di centro logistico quando il progetto chiarisce che non lo è, mostrando quanto meno di non aver letto quello dieci mesi fa abbiamo presentato. Crediamo legittimo trasmettere direttamente alla gente la nostra posizione e ci renderemo disponibili sistematicamente per coloro che vorranno ascoltare la versione di ASI”.

Dichiarazione di Marco Da Dalto, Coordinatore del progetto Rimini Life

Rimini, 17 settembre 2023

Il Sindaco di Rimini ci risponde come facevano i difensori degli anni ’70, butta la palla in tribuna.

Conosciamo piuttosto bene Rimini e il progetto Rimini Life ha analizzato con attenzione il territorio, i flussi di traffico che le stanno giustamente a cuore e molto altro. È tutto nei documenti che stanno prendendo polvere negli uffici comunali.

Abbiamo posto il tema se sia una buona scelta, coerente coi soldi ricevuti dalla Regione Emilia-Romagna, costruire nuove residenze sociali davanti ad un ‘mostro’ come quello di via Ugo Bassi. Noi non c’eravamo quando è stato costruito quanto c’è ora. Ma il Sindaco non risponde.

L’area dell’ex Questura è recintata e segnalata, l’abbiamo illuminata ed è vigilata. Alla sicurezza del quartiere ci deve pensare il Comune, non ASI.

Se la città ha sofferto molto per la situazione in via Ugo Bassi, il conto è a carico di chi non è riuscito a risolvere in questi anni il problema. Il Comune scarica su altri, ognuno legga la storia come crede ma i fatti, anche in questo caso, sono sotto gli occhi di tutti. E di sicuro ASI non c’entra nulla, mentre coi soldi investiti sono stati saldati i creditori, Comune compreso. ASI ora propone una soluzione che il Comune si rifiuta di discutere.

Abbiamo spiegato più volte che la superficie di vendita resta di 1.500 metri, il progetto depositato in comune chiarisce inequivocabilmente che non è un centro logistico. Basta leggere con attenzione il progetto. Perché continua con questi argomenti?

Non è vero che siamo disposti a discutere tutto tranne il supermercato. Abbiamo fatto una proposta ulteriore. Non abbiamo risposte e ci si arrocca ponendo sempre al centro di tutto un’area di vendita di 1500 mq in un compendio quasi venti volte più grande. Sta emergendo davvero qual è il punto.

Parlare di mega strutture commerciali, è un modo per alzare fumo. I riminesi sanno cosa significa mega struttura commerciale e catalogare così un supermercato di 1500 mq è una forzatura senza fondamento.

Così come addebitarci di anteporre Rimini Life – che non è solo un supermercato, anche se le piace farlo intendere – all’edilizia popolare è strumentale da parte sua.

Dovrebbe, Sindaco, rispondere chiaramente ad una domanda: è possibile oggi, nel 2023, pensare di realizzare edilizia pubblica e sociale di fronte ad un’area del genere, sostanzialmente impossibile da proteggere dalla delinquenza e dal degrado, senza immaginare un più ampio progetto di rigenerazione di quanto è intorno?

È davvero fatica cogliere interesse pubblico nella risposta del primo cittadino.

Sarà difficile fuggire dalla responsabilità sulla diffusione ulteriore di microcriminalità nel quartiere e di atti delittuosi che dovessero verificarsi. Noi finora abbiamo prodotto ogni sforzo per sventarli, andando anche oltre ai nostri compiti. Continueremo a farlo, ma la questione è ben chiara e la poniamo nell’interesse della città”.

Via Ugo Bassi, questura mai nata La proprietà ricorre sull’esproprio «Comune e Regione stanno zitti»

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ASI si oppone alla procedura di esproprio delle proprie aree in via Ugo Bassi: “in quel contesto di degrado non può nascere edilizia sociale e pubblica”

L’esproprio è uno spreco di risorse pubbliche e portare famiglie anche fragili a pochi metri da un’area degradata non corrisponde al senso del finanziamento ricevuto dalla Regione Emilia-Romagna. La riqualificazione dell’intero compendio è l’unica risposta, perché il Comune resta silente? Perché la Regione non vigila?”

Rimini, 16 settembre 2023

ASI ha depositato ieri al Comune di Rimini le osservazioni riguardanti la procedura amministrativa prodromica all’esproprio avviata dall’Amministrazione nei suoi confronti e relativa ad una porzione di terreno di via Ugo Bassi, allo scopo di realizzare edilizia sociale e pubblica.

L’opposizione all’avvio del procedimento unico è un atto dovuto, a vantaggio dell’interesse pubblico e della sicurezza, perché non si può far vivere famiglie fragili e bambini a contatto con un contesto così degradato ed insicuro, quotidianamente teatro di microcriminalità.

Già di per sé l’utilizzo di quei fondi regionali, ottenuti prevalendo su altri territori e puntando anche sulla riqualificazione, dovrebbe generare l’inevitabile riflessione della Regione Emilia-Romagna, che riteniamo non possa esimersi dal pronunciarsi sulla coerenza del procedimento avviato dal Comune di Rimini.

ASI evidenzia che di fatto offre una soluzione al Comune. Garantisce la cessione gratuita di aree sulle quali realizzare gli alloggi ERP ed ERS, e al contempo consente di procedere all’indispensabile riqualificazione dell’intero compendio e quartiere. Come e con quali scelte, finora purtroppo non è stato possibile discuterlo.

Piero Aicardi, Amministratore Unico ASI:

“Ci tuteleremo in ogni sede, porteremo all’attenzione del Governo questo atteggiamento inspiegabile del Comune e della Regione. Di fronte ad una proposta concreta, su un tema così delicato e attuale, il Comune è silente.

Abbiamo inviato due ‘pec’ per chiedere un incontro, non ci hanno nemmeno risposto. L’unica apertura al dialogo è stata l’interminabile serie di prescrizioni pervenuteci tramite la Polizia Locale per mettere in sicurezza l’immobile. Basta poco per comprendere che un’area del genere è impossibile da proteggere dalle incursioni di malintenzionati che, sia chiaro, compiono un reato introducendosi abusivamente all’interno”.

Marco Da Dalto, responsabile progetto Rimini Life:

A noi pare che il Comune sia interessato solo a prendere tempo: quello necessario al PUG, quello generato dal silenzio, quello di un iter legale che si trascinerà a lungo. A chi conviene questo?

Cominciamo a temere, viste anche le dichiarazioni di LegaCoop Romagna, che ci sia poco di interesse pubblico in questo atteggiamento ostruzionistico e ostativo alla proposta di rigenerazione di ASI.

Ogni giorno avvengono intrusioni, abbiamo segnalato la pericolosità di quanto sta accadendo e la presenza di minori acuisce i rischi. Possibile che di fronte a questo ci si rifugi nel silenzio? Non è materia abbastanza rilevante per il Sindaco? Cosa ci diremo se dovesse accadere una tragedia, peraltro già sventata due volte nelle ultime settimane?

Ciò che riteniamo davvero grave è che davanti a questo degrado si intenda costruire delle palazzine ERP e ERS che ospiteranno famiglie potenzialmente fragili. Ma è davvero possibile che ciò avvenga in una città come Rimini?

Possibile che la Regione Emilia-Romagna che finanzia gran parte dell’intervento, col suo presidente Bonaccini, non si interessi al tema?

Quanto, infine, al progetto Rimini Life, la timida apertura al dialogo del Sindaco s’è tradotta nella totale latitanza. Abbiamo anche trasmesso segnali di disponibilità a rivedere alcune scelte, perché crediamo ci debba essere uno spazio per questo confronto, nella salvaguardia dell’equilibrio economico dell’operazione.

La risposta, anche qui, è il silenzio. Pare davvero che il Comune di Rimini non abbia parole solo per questa vicenda.

ASI si oppone alle procedure di esproprio delle proprie aree in via Bassi e attacca il Comune.

Rimini, 16 settembre 2023

ASI ha depositato ieri al Comune di Rimini le osservazioni riguardanti la procedura amministrativa prodromica all’esproprio avviata dall’Amministrazione nei suoi confronti e relativa ad una porzione di terreno di via Ugo Bassi, allo scopo di realizzare edilizia sociale e pubblica. L’opposizione all’avvio del procedimento unico è un atto dovuto, a vantaggio dell’interesse pubblico e della sicurezza, perché non si può far vivere famiglie fragili e bambini a contatto con un contesto così degradato ed insicuro, quotidianamente teatro di microcriminalità. Già di per sé l’utilizzo di quei fondi regionali, ottenuti prevalendo su altri territori e puntando anche sulla riqualificazione, dovrebbe generare l’inevitabile riflessione della Regione Emilia-Romagna, che riteniamo non possa esimersi dal pronunciarsi sulla coerenza del procedimento avviato dal Comune di Rimini. ASI evidenzia che di fatto offre una soluzione al Comune. Garantisce la cessione gratuita di aree sulle quali realizzare gli alloggi ERP ed ERS, e al contempo consente di procedere all’indispensabile riqualificazione dell’intero compendio e quartiere. Come e con quali scelte, finora purtroppo non è stato possibile discuterlo.

Piero Aicardi, Amministratore Unico ASI: “Ci tuteleremo in ogni sede, porteremo all’attenzione del Governo questo atteggiamento inspiegabile del Comune e della Regione. Di fronte ad una proposta concreta, su un tema così delicato e attuale, il Comune è silente. Abbiamo inviato numerose richieste per chiedere un incontro, non ci hanno nemmeno risposto. L’unica apertura al dialogo è stata l’interminabile serie di prescrizioni pervenuteci tramite la Polizia Locale per mettere in sicurezza l’immobile. Basta poco per comprendere che un’area del genere è impossibile da proteggere dalle incursioni di malintenzionati che, sia chiaro, compiono un reato introducendosi abusivamente all’interno”.

Marco Da Dalto, responsabile progetto Rimini Life: “A noi pare che il Comune sia interessato solo a prendere tempo: quello necessario al PUG, quello generato dal silenzio, quello di un iter legale che si trascinerà a lungo. A chi conviene questo? Cominciamo a temere, viste anche le dichiarazioni di LegaCoop Romagna, che ci sia poco di interesse pubblico in questo atteggiamento ostruzionistico e ostativo alla proposta di rigenerazione di ASI. Ogni giorno avvengono intrusioni, abbiamo segnalato la pericolosità di quanto sta accadendo e la presenza di minori acuisce i rischi. Possibile che di fronte a questo ci si rifugi nel silenzio? Non è materia abbastanza rilevante per il Sindaco? Cosa ci diremo se dovesse accadere una tragedia, peraltro già sventata due volte nelle ultime settimane? Ciò che riteniamo davvero grave è che davanti a questo degrado si intenda costruire delle palazzine ERP e ERS che ospiteranno famiglie potenzialmente fragili. Ma è davvero possibile che ciò avvenga in una città come Rimini? Possibile che la Regione Emilia-Romagna che finanzia gran parte dell’intervento, col suo presidente Bonaccini, non si interessi al tema? Quanto, infine, al progetto Rimini Life, la timida apertura al dialogo del Sindaco s’è tradotta nella totale latitanza. Abbiamo anche trasmesso segnali di disponibilità a rivedere alcune scelte, perché crediamo ci debba essere uno spazio per questo confronto, nella salvaguardia dell’equilibrio economico dell’operazione. La risposta, anche qui, è il silenzio. Pare davvero che il Comune di Rimini non abbia parole solo per questa vicenda”.

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